Archivio di Agosto 2007

8 Agosto 2007

La Federal Reserve, si legge in una nota, ha deciso di lasciare i tassi d’interesse fermi al 5,25% per la nona volta consecutiva. Al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria dell’istituto, la Fed ha ribadito che il focus resta sull’inflazione: la moderazione della pressione dei prezzi “non è ancora dimostrata”. Nella nota si legge ancora che è in corso la correzione dei mercati delle case e immobiliare, mentre “le condizioni del credito” per le famiglie sono più severe.

6 Agosto 2007

A differenza di quanto accade in tutti gli altri Paesi, il rapporto tra i prestiti contratti dalle famiglie italiane e il PIL nazionale resta largamente al di sotto della media mondiale. Recenti studi sugli andamenti di mercato hanno focalizzato l’attenzione sulla situazione finanziaria delle famiglie. In Italia i debiti finanziari delle famiglie segnano da tempo una crescita vivace che ne ha condotto la consistenza poco al di sotto dei 500 miliardi di euro a marzo 2007. Nonostante un aumento di quindici punti realizzato negli ultimi dieci anni, il rapporto tra i prestiti contratti dalle famiglie italiane e il PIL nazionale non è andato oltre il 33% nel 2006 e rimane largamente al di sotto della media dell’area euro e di quanto rilevato nelle altre principali economie del continente. Diversamente da altrove, l’indebitamento delle famiglie appare aver rappresentato per l’Italia un fattore utile al sostegno della recente congiuntura. Dopo un lungo periodo di vigorosa espansione, in Italia il tasso di crescita dei depositi bancari, 3,2% ad aprile 2007 rispetto a 5,2 % a dicembre 2006, scende su valori non superiori al presumibile saggio nominale di espansione del prodotto lordo nazionale. La diminuzione dei depositi e dei conti correnti è coerente con l’aumento del costo-opportunità della liquidità in un contesto di tassi di interesse monetari che muovono gradualmente al rialzo. Alla decellerazione della componente più liquida della raccolta bancaria si contrappone una crescita a due cifre delle obbligazioni e dei pronti contro termine.

1 Agosto 2007

Il TAEG è una sigla abbreviata che indica il Tasso Annuale Effettivo Globale, ora è indicato anche con una nuova sigla ISC che significa Indice Sintetico di Costo. Il TAEG è un parametro rappresenta nel modo più completo ed esatto possibile a quanto ammonta il costo complessivo di un finanziamento o mutuo ed è spresso in percentuale; è molto utile ed efficace per effettuare confronti tra diversi tipi contratti di finanziamenti o per avere un’idea circa i vantaggi di una singola opzione.
Bisogna fare molta attenzione a questa voce quando si chiede un finanziamento o si acquista qualcosa a rate, infatti la presenza di questi oneri incide notevolmente sul tasso dell’operazione, vale a dire la cifra totale che il creditore dovrà pagare alla società o alla banca concessionaria del finanziamento.
Il calcolo del TAEG, ora chiamato anche ISC, non è molto semplice da eseguire per tutti, anche se in pratica si tratta semplicemente di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente con la somma complessiva comprensiva di interessi che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza del finanziamento. I parametri che determinano il TAEG o ISC sono fissati dalla legge ed è rappresentato da una formula. Il TAEG risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione. La somma netta reale è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le varie spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione. Per determinare i costi sono prese in considerazione la rata mensile costante di rimborso con l’aggiunta delle relative spese di incasso. In base a questi valori applicano la formula si ricava il valore cercato. Oltre alla struttura del rimborso finanziario, contribuiscono al calcolo di questo tasso tutte le spese accessorie obbligatorie inerenti l’atto del finanziamento quali: le spese di istruttoria della pratica, commissioni d’incasso, assicurazioni obbligatorie. Non fanno parte dei parametri che incidono sul TAEG invece i bolli statali, le tasse e le assicurazioni non obbligatorie.