Archivio di Settembre 2007

Volano i tassi per i mutui ipotecari al 5,63%

Venerdì 21 Settembre 2007

L’Abi nel suo rapporto mensile comunica che i tassi medi applicati dalle banche alle famiglie per i mutui ipotecari ad agosto hanno raggiunto il 5,63%, il massimo assoluto negli ultimi cinque anni. Un tasso così alto sui prestiti a medio lungo termine alle famiglie non si registrava dal novembre del 2002 quando ha toccato il 5,66%.
Il rapporto, che analizza l’andamento delle attività nello scorso mese di agosto, mette anche in evidenza come “il tasso sui conti correnti attivi erogati a famiglie e società non finanziarie è lievemente aumentato collocandosi al 6,83% contro il 6,77 del mese precedente”.
All’inizio dell’anno i tassi di interesse bancari per l’acquisto di abitazioni venivano segnalati dall’Abi al 5%, da allora l’aumento è stato costante e particolarmente accentuato in estate, in seguito ai rialzi della Bce e soprattutto alle attese di ulteriori ritocchi verso l’alto entro la fine dell’anno. A giugno la media mensile ha sfiorato il 5,5 per cento, a luglio il 5,6 per cento per arrivare ad agosto al 5,63 per cento.
Tuttavia l’Abi segnala come l’aumento dei tassi bancari non rifletta ancora pienamente l’aumento dei tassi di riferimento da parte della Bce. Nel periodo agosto 2006 - agosto 2007, in particolare, a fronte di un aumento dei tassi di riferimento di 100 punti base, si legge nel rapporto di settembre, il tasso medio di settembre è aumentato ’solo’ di 74 punti base.
Lo studio dell’Abi segnala infine un aumento delle sofferenze nette del sistema creditizio ad aprile 2007. Alla fine del primo semestre del 2007 le sofferenze al netto delle svalutazioni sono risultate pari a 16,50 miliardi, 533 milioni in più rispetto a maggio 2007 e 352 milioni in più rispetto a giugno dell’anno precedente.

BERNANKE: insolvenze mutui cresceranno

Venerdì 21 Settembre 2007

Le insolvenze nel settore dei mutui ad alto rischio sono “destinate a crescere” in un sistema finanziario che negli Stati Uniti è in “condizioni relativamente forti”. Lo dichiara il presidente della Federal Reserve, Bernanke. In una testimonianza preparata per l’ audizione davanti alla Commissione sui Servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti, Bernanke evidenzia una maggiore rischiosità dei finanziamenti ad alto rischio erogati dalla fine del 2005 a tutto il 2006, con “insolvenze maturate dopo appena una o due rate”.La Fed ribadisce,quindi,che entro fine anno ci saranno nuove regole per la tutela dei consumatori nel settore mutui.
“I fondamentali dell’economia sono forti, l’occupazione è stabile e forte”.Il Presidente degli Stati Uniti, Bush, si dice “ottimista” sullo stato di salute degli Usa: “I profitti delle imprese sono forti e le esportazioni tirano”. In una conferenza stampa, Bush lancia un segnale confortante: “Sono ottimista sullo stato dell’economia. Sarei pessimista se il Congresso decidesse di alzare le tasse, visto che è quello che hanno detto di voler fare”. Poi: “L’inflazione è in calo. Noi lavoriamo per risolvere la crisi dei mutui, perché si arrivi ad esempio a rinegoziare i prestiti senza pagare pesanti penali”.

Esclusa emergenza Mutui per banche italiane

Giovedì 20 Settembre 2007

Nessuna emergenza Mutui in Italia, almeno per ora, dopo il caro tassi degli ultimi mesi. Il messaggio rassicurante arriva dal presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, Corrado Faissola, che ha diffuso i dati di un’indagine fatta dal Centro studi dell’organizzazione sul 60% del mercato italiano su dati del giugno scorso.
Faissola sottolinea che “È esclusa un’emergenza mutui e ogni allarmismo non trova conferma dai dati che abbiamo”. Sui ritardi nel pagamento di due o più rate “non ci sono variazioni significative, alcune banche non hanno rilevato cambiamenti, altre un aumento lievissimo delle insolvenze e comunque sempre inferiori all’1%”. Non trovano conferma, secondo l’Abi, neanche le notizie secondo le quali sarebbero aumentati i pignoramenti che del resto per essere attuati hanno bisogno di 6 mesi o un anno dal verificarsi dell’insolvenza. Faissola ha quindi ribadito che l’aumento dei tassi registrato negli ultimi mesi è “fisiologico e correlato all’andamento del mercato” e ha sottolineato come “il sistema bancario italiano si senta orgoglioso di come l’oculatezza e il senso di responsabilità e capacità di analisi sui rischi” consentano al sistema creditizio italiano di rimanere “solido, non inficiato da situazioni paragonabili a quelle verificatesi in Gran Bretagna e negli Stati Uniti”. Una crisi di fiducia nel mondo finanziario “che in parte si è riflessa in un aumento dei tassi di mercato e quindi di conseguenza sul costo dei mutui”.
Il presidente dell’Abi ha quindi ribadito ancora una volta che non essendoci uno stato di emergenza “spetta solo al governo scegliere eventuali provvedimenti per venire incontro alle esigenze delle fasce più deboli dei risparmiatori: noi ci limiteremo a valutarle tecnicamente”.

Abi, Mutui mai cosi’ cari dal 2002

Mercoledì 19 Settembre 2007

Il tasso per i nuovi mutui schizza ai massimi dal novembre del 2002. Secondo quanto rileva l’Abi nel suo rapporto mensile, ad agosto i tassi interesse sono arrivati al 5,63% rispetto al 5,60% del mese di luglio. L’Associazione bancaria spiega che tale aumento del costo medio dei finanziamenti è “il riflesso delle indicazioni di politica monetaria della Bce”. L’Abi segnala che l’aumento dei tassi bancari per i mutui non riflette ancora pienamente l’aumento dei tassi di riferimento da parte dell’Istituto centrale europeo. Ad agosto rallenta invece la raccolta bancaria (6,7% contro 7,1%), mentre gli impieghi restano sostenuti.

Usa, Greenspan lancia allarme su prezzi abitazioni.

Lunedì 17 Settembre 2007

I prezzi delle case negli Stati Uniti sono destinati a crollare per effetto della “bolla” immobiliare causata dalla crisi dei mutui subprime Usa. E’ l’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, a lanciare l’allarme in un’intervista al Financial Times. Il crollo dei prezzi, secondo Greenspan, “sarà più grande di quanto la gente si aspetti”. Il vocabolo usato dal suo successore Ben Bernanke, che ha parlato di “schiuma” e non di bolla, per Greenspan non è altro che “un eufemismo per indicare una bolla”. Quando era a capo della banca centrale Usa, il termine maggormente utilizzato da Greenspan per descrivere la fase di crescenti rialzi dei prezzi delle case era quello di ’schiuma’ . Stando all’ex numero uno della Fed, si assistera’ in futuro a una flessione del prezzo delle case “molto piu’ esteso di quanto molta gente si aspetti”. Tuttavia avverte Greenspan, Ben Bernanke, il suo successore alla presidenza dell’istituto di Washington, farebbe bene a non tagliare i tassi in maniera troppo aggressiva a causa dei rischi di “ripresa dell’inflazione”. La Fed si riunira’ domani per varare l’atteso taglio al costo del denaro. La comunita’ finanziaria e’ divisa tra chi prevede una sforbiciata di 25 punti base e chi ipotizza una manovra piu’ drastica di 50 punti base.