Archivio di Ottobre 2007

La Strategia del fare debiti acquistando a credito, prestiti e finanziamenti

Lunedì 29 Ottobre 2007

Per le generazioni nate prima della Seconda Guerra Mondiale la parola “parsimonia” era simbolo di virtù, mentre il termine “debito” rappresentava quasi un marchio d’infamia che era associato a immagini di disperazione familiare, pignoramenti e a volte anche prigione. Con il corso dei secoli il credito al consumo è stato riabilitato e progressivamente reso accessibile a quote sempre più ampie della popolazione. In un divertente romanzo americano: “Effetto valanga” di Mack Reynolds, una famiglia decide di disdire l’ordinazione di un frigorifero innescando una reazione a catena che fa sprofondare l’economia in recessione. Alla fine il governo fornirà alla famiglia il denaro necessario per comprare l’elettrodomestico, riavviando il ciclo economico.
Questa parodia dell’economia moderna fotografa però un dato reale della nostra società: il nesso tra consumo e sviluppo. L’espansione della capacità di spesa attraverso mutui, piccoli prestiti, carte di credito, permette ai consumatori di soddisfare i propri desideri. Ma vi è sempre il rischio che il meccanismo si inceppi, che qualcuno non compri il suo frigorifero o che non riesca ad onorare le rate di un mutuo. Se il numero degli insolventi cresce molto il sistema potrebbe essere messo in crisi. Sotto questo profilo la crescita dell’indebitamento delle famiglie potrebbe risultare un dato meno rassicurante.

Insolvenza Mutuo, di chi le colpe?

Lunedì 29 Ottobre 2007

Per stipulare un contratto di prestito o mutuo occorrono un prestatore e un mutuatario; entrambi volontariamente, compiono la transazione. Se il prestito non va a buon fine, ci sono come minimo gli elementi sufficienti per dire che il prestatore è colpevole almeno quanto il mutuatario. Anzi, visto che i prestatori dovrebbero possedere sofisticati strumenti di analisi del rischio, nonché la capacità per valutare l’entità del prestito da concedere, forse dovrebbero prendersi una parte di colpa maggiore.
Fa differenza se diciamo che è stato concesso un prestito troppo elevato, anziché affermare che è stato chiesto un prestito troppo elevato? La differenza è che là dove ci sembra di vedere il problema è dove poi andiamo a cercare la soluzione.
Il problema sta più dalla parte di chi presta cioè delle banche e istituti di credito, nel senso che non è capace di valutare la solvibilità del mutuatario, oppure riguarda soprattutto chi chiede i prestiti, perché esagera e si comporta in modo irresponsabile?
Se ci sembra che il problema riguardi più il mutuatario, allora naturalmente penseremo di dovere rendere più difficile l’estinzione del debito; al contrario, se pensiamo che il problema nasca dal prestatore, faremo in modo che chi conceda i mutui valuti con la diligenza necessaria l’affidabilità e la solvibilità del ricevente.

Carta di credito, quanto costa e quanto conviene pagare a credito.

Domenica 28 Ottobre 2007

Spesso si sentono promesse su carte di credito a costo zero, completamente gratuite oppure molto convenienti. Eppure, dietro alle parole di chi sponsorizza l’uso delle carte di credito piuttosto che dei contanti, spesso si nascondono insidie.
L’associazione dei consumatori Altroconsumo, per aiutare i cittadini a vederci chiaro tra migliaia di offerte, ha realizzato un’inchiesta, passando al setaccio 111 carte diffuse in Italia.
Sotto indagine sono finite 84 carte option, che permettono sia il pagamento a saldo che quello rateizzato dell’estratto conto, e 26 carte revolving pure, cioè carte che rateizzano sempre il pagamento dell’estratto conto.
Per fare un esempio e calcolare il costo totale annuo sono state presi in considerazione tutti i costi della carta: 4.500 euro di spesa media all’anno con la carta; 12 estratti conto di valore superiore a 77,47 euro; in Paesi al di fuori dello spazio monetario europeo 1 prelievo di 100 euro e pagamenti con carta per 200 euro.
Le 16 migliori carte option per costo totale annuo, per il profilo di utilizzo descritto, vanno dai 6,9 euro della carta Newcard Fineco ai 44,66 euro di Citibank Gold.
In assoluto, secondo i dati di Altroconsumo, la carta più cara è risultata essere la carta Libra Gold della BPU Banca che costa 144,87 l’anno, ben 137,97 euro in più della carta meno cara.
La carta più diffusa in Italia, la Cartasì classic, ha un costo totale annuo per il profilo di utilizzo di 74,23 euro, dunque ben 67,33 euro in più rispetto alla più conveniente.
In base a questi dati è evidente che, quando si sceglie una carta di credito, bisogna fare attenzione non solo al costo del canone annuo, ma anche ai costi di invio dell’estratto conto e alle relative imposte di bollo, alle commissioni per l’anticipo del contante, a quelle aggiuntive sul cambio quando si usa la carta Paesi extra Ue.
Per quanto riguarda, poi le carte revolving, promosse da banche e istituti di credito, Altroconsumo mette in guardia per gli interessi salati sulla rateizzazione dell’estratto conto. In base, infatti, al dato fornito a fine giugno dalla Banca d’Italia, il tasso medio di interesse per un credito revolving sino a 1.500 euro è addirittura del 16,71%.
Per fare, come sempre una prova e verificare i costi reali che effettivamente il consumatore paga, Altroconsumo ha calcolato il TAEG inserendo anche il costo di invio dell’estratto conto che normalmente non rientra in quello dichiarato dagli enti emittenti.
Il TAEG più alto, stando ai risultati dell’inchiesta, della nostra classifica è quello della Carta Compass: ben il 20,98%, 23,94% considerando anche il costo di invio dell’estratto conto; in un’ipotesi di rateizzazione di 1000 euro e con una rata mensile di 50 euro si devono sborsare ben 250,755 euro in interessi e spese.
Secondo l’associazione, per limitare le spese che i consumatori si trovano a dover sostenere, è necessario eliminare le troppe clausole vessatorie presenti nei contratti, come quelle sul recesso, sulle controversie e sulla restituzione della parte di canone non fruito.

Arrestato vigile urbano usuraio

Domenica 28 Ottobre 2007

Tassi usurari annui fino al 150%, così un vigile urbano di Siracusa era riuscito a garantirsi un tenore di vita superiore a quello che il suo stipendio di dipendente pubblico gli permetteva.
La sua seconda attività è stata scoperta dagli uomini della Guardia di Finanza del Comando provinciale siracusano, che lo hanno arrestato. Molte delle vittime sarebbero ora pronte a collaborare, mentre dalle indagini è emerso che l’usuraio aveva contatti con la criminalità organizzata, utili per convincere i debitori a pagare.

Prezzi case sempre in aumento e compravendite in diminuzione

Venerdì 26 Ottobre 2007

Da tempo si parla di una diminuzione dei prezzi delle case, quantomeno di una frenata, ma intanto dalle rilevazioni continuano a emergere solo ulteriori aumenti del valore degli immobili.
In soli tre anni, l’aumento dei prezzi delle case è stato di oltre un quarto e continuano a crescere, rileva l’Osservatorio del mercato immobiliare pubblicato dall’Agenzia del Territorio: in particolare, per i capoluoghi si tratta di un aumento del 26,5% dal 2004 mentre per i comuni non capoluogo l’incremento è stato del 23,2%. Nei primi sei mesi dell’anno i prezzi delle case sono saliti del 6,6 per cento.
A scendere, nello stesso periodo, è solo il numero delle compravendite nel settore residenziale del 3,4%: questo perchè probabilmente c’è un atteggiamento attendista degli aspiranti acquirenti, che stanno rimandando la stipula del contratto in attesa della sospirata discesa dei prezzi, auspicata anche dagli agenti immobiliari.
Il volume delle compravendite complessivo è stato di 884.442 transazioni. I dati, sottolinea il direttore dell’Osservatorio Gianni Guerrieri, fotografano comunque “una inversione di ciclo già preannunciata, che si riflette innanzitutto sulle compravendite e poi sui prezzi, per i quali si assiste ad un lieve rallentamento del tasso di crescita, che comunque resta positivo”.
Per quanto riguarda la quotazione media di riferimento, relativa al settore residenziale, essa risulta pari a 1.518 euro al metro quadro, in crescita del 2,8% rispetto al semestre precedente e del 6,6% su base annua, ma in rallentamento rispetto al secondo semestre 2006, quando si era registrato un +3,7% semestrale e un +8,8% annuo.
Tale rallentamento, sottolinea l’Osservatorio del mercato immobiliare, è “più sensibile” per i capoluoghi che pure hanno registrato un incremento pari al 2,7% sul semestre precedente, +4,1% nel secondo semestre 2006, e al 6,9% su base annua, +10,5% nel secondo semestre 2006. (more…)