Archivio di Ottobre 2007

12 Ottobre 2007

Sulla cessione del quinto della pensione, autorizzata per pagare un debito personale, non ci sono limiti di età in quanto la norma non ne parla. Ma il limite massimo, a 80 anni, si trova nella convenzione quadro che l’Inps propone a banche e intermediari finanziari che hanno finanziato il pensionato. La convenzione Inps con le banche permette ai pensionati di accedere ai prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle offerte come media dal mercato. Una convenzione, ad esempio, è già stata sottoscritta con Intesa Sanpaolo.
In realtà l’età, che il pensionato deve avere all’atto del prestito con cessione del quinto, deve essere inferiore a 80 anni in quanto tale soglia anagrafica non deve essere superata alla data di scadenza del piano di ammortamento. Perciò, è un esempio, se il pensionato chiede di estinguere il debito in tre anni, al momento del prestito non può avere più di 77 anni.
I tassi di interessi e le condizioni da applicare ai pensionati devono stare sotto i limiti indicati dalla convenzione. Il tasso di interesse effettivo globale o Taeg ha il limite dell’8,45% annuo per i prestiti sotto i 5 mila euro e del 7,55% per prestiti di importo superiore. Il tasso dell’eventuale mora non può superare di quattro punti tali percentuali. E’ previsto che le variazioni dei
tassi possano avvenire in concomitanza e in pari percentuale delle variazioni del tasso ufficiale di riferimento (tur) fissato dalla Banca centrale europea, attualmente è del 4% annuo.
Il rimborso avviene in rate mensili costanti.
Le banche e gli intermediari finanziari potranno coprire il rischio assicurativo della premorienza del pensionato rivolgendosi a primarie compagnie assicuratrici, a meno che si tratti di pensionati pubblici che sono assicurati presso il fondo credito dell’Inpdap. In ogni caso le condizioni da proporre ai pensionati Inps per questo specifico rischio devono essere analoghe a quelle praticate dal fondo Inpdap.
Il pensionato, prima di stipulare un contratto di prestito, deve chiedere all’Inps il rilascio della “comunicazione di cedibilità”, con la quale gli uffici mettono per iscritto se la pensione è o meno cedibile e, in caso positivo, la quota disponibile che può essere trattenuta ogni mese dall’ente per essere riversata al creditore. Analoga procedura va seguita con l’Inpdap nel campo del pubblico impiego. Questo documento va essere allegato alla domanda di prestito, che il pensionato presenterà in banca o all’intermediario finanziario, i quali in tal modo sono messi in condizione di stabilire il numero delle rate e il completo piano di ammortamento.
L’Inps si impegna a iniziare le trattenute del quinto entro il terzo mese successivo alla notifica del contratto e a recuperare le rate già scadute con una trattenuta aggiuntiva per i primi mesi.

12 Ottobre 2007

Il Mutuo ai giovani precari? Un sogno! Guardate il Video denuncia di Repubblica Tv.

La crisi dei mutui influenza anche il mercato dei prestiti italiano, dove è sempre più difficile ottenere un mutuo equo e giusto. Ottenere un prestito o finanziamento è difficilissimo ancora di più per i giovani precari e privi di un posto fisso e uno stipendio sicuro.
E’ davvero sconvolgente il Video Testimonianza di REPUBBLICA TV che ha messo a nudo gli intenti spudoratamente speculativi e falsi delle banche e istituti di credito italiani che negli spot pubblicitari in tv, giornali, manifesti e radio prospettano la possibilità che tutti possono avere facilmente accesso a un mutuo e quindi una casa, una famiglia, dei figli, una vita normale insomma anche a chi è lavoratore precario, studente o non è in possesso di stipendio sicuro.
La telecamera nascosta di questo servizio invece dimostra che ciò che le banche dicono in pubblicità è l’esatto contrario di quanto avviene in filiale nella vita reale. In questo video un operatore finanziario in un istituto di credito ignaro di essere ripreso e registrato dice apertamente egli stesso che i messaggi che passano in radio e tv sono ingannevoli e non corrispondono alla realtà.
Anche chi propone in pubblicità unl mutuo sul 100% del costo della casa non dice la verità in quanto il credito erogato si ferma all’80% dello stesso e il resto è imputabile ad una polizza assicurativa che deve pagare ovviamente il cliente.

Le pubblicità promettono mutui, prestiti e finanziamenti facili per tutti: prestiti per acquistare casa anche ai giovani precari, guardatre questo Video filmato testimonianza fatto in una banca e scoprite tutta la verità:

Video Testimonianza Mutui Banca con telecamera nascosta.

Repubblica tv propone ancora su questo argomento un acceso dibattito a “costumi e costumi” con in studio Adriano Bonafede di Repubblica-Affari e Finanza, Massimo Cerniglia, docente di Diritto dei Consumatori all’Università di Cassino, e Gianfranco Torriero, capo economista dell’Abi. Conduce Giovanni Valentini:

Guarda il Video Inchiesta su Giovani e Mutui

11 Ottobre 2007

Pagare con la carta di credito piace sempre di più agli italiani. Il 2007 in Italia sta andando in modo nettamente positivo, secondo i dati raccolti da Visa, anche se la differenza con gli altri Paesi europei rimane notevole.
Il numero delle carte di credito in circolazione in Italia è cresciuto del 11%, mentre in Europa l’incremento è stato dell’8,8%, con un aumento dei volumi complessivi di spesa pari rispettivamente all’8,5%, circa 37 miliardi di euro, e al 11,9% circa 1.200 miliardi.
Ogni 25 euro,sottolinea Davide Steffanini direttore generale di Visa Italia, in Italia si paga un euro con carta Visa 4%. Più alto il rapporto nel resto del Vecchio Continente, dove con la carta si paga un euro su nove circa 11%.
Per quanto riguarda l’uso delle carte prepagate l’Italia guadagna la prima posizione con 4 sui 5 milioni di carte emessi nel Vecchio Continente. “E’ un fenomeno che non ha pari nel resto del mondo, tanto che stimiamo che Poste italiane sia il primo emettitore in assoluto di carte prepagate”, ha spiegato Steffanini. La ‘guerra al contante’ intrapresa daVisa per colmare il gap del mercato italiano potrebbe trovare un alleato nell’esecutivo Prodi: “Plaudiamo alle iniziative del governo in materia di evasione fiscale”, ha aggiunto Steffanini.
Steve Perry, vice Presidente Visa Europe, si è invece soffermato sulle innovazioni tecnologiche: entro la fine del 2007 in Gran Bretagna sarà avviato il programma di pagamento “contactless” per le piccole spese, che non richiede nè codice pin né firma. Perry ha dichiarato che a breve saranno annunciati anche in Italia accordi di emissione per la “v pay”, la carta di debito conforme con un anno di anticipo ai principi indicati dalla Sepa (single euro payment area).
Nel 2006 Visa Europe ha realizzato ricavi pari a 595,1 milioni di euro, con un utile di 47,4 milioni. Perry ha spiegato che Visa europe non entrerà a far parte della società per azioni globale Visa Inc, per cui è prevista la quotazione, ma manterrà lo stato di associazione.

11 Ottobre 2007

Con questo piano d’ammortamento è previsto un rimborso di rate d’importo sempre maggiori, anche con il tasso costante nel tempo. Ciò consente di sostenere inizialmente rate d’importo molto basso, che gradualmente aumentano, come previsto dalle clausole contrattuali, sino al termine del piano di rimborso. Tale struttura rende il mutuo a rata crescente particolarmente interessante per coloro che hanno un reddito basso, ma prevedono di migliorarlo nel futuro prossimo. Un esempio tipico sono i giovani che hanno da poco intrapreso un’attività lavorativa e necessitano, quindi, di rate più agevoli all’inizio. Chi sceglie questo tipo di mutuo deve tenere ben presente che le rate finali saranno d’importo notevolmente superiore rispetto a quelle iniziali e a un normale mutuo con piano alla francese.

11 Ottobre 2007

Le quote capitale di un piano d’ammortamento a tasso variabiledetto alla francese, possono essere gestite in due modi: ricalcolando ad ogni variazione del tasso il piano d’ammortamento. In questo caso varia di volta in volta la quota capitale congiuntamente alla quota interessi; calcolando la quota capitale sulla base del tasso iniziale, mantenendola invariata per tutta la durata del piano. In questo caso si ricalcola, di volta in volta, solo la quota interessi (indicizzazione finanziaria). Generalmente l’istituto erogante utilizza la seconda metodologia, che presenta minori costi gestionali e consente di calcolare velocemente la rata a regime.

9 Ottobre 2007

Dal monitoraggio eseguito da Adusbef su un campione rilevante di banche italiane, sono emerse molte violazioni commesse da banchieri, istituti di credito ed enti finanziatori.

Ecco quelle più rilevanti relative ai mutui e da cui i consumatori devono mettersi in guardia prima di richiedere un prestito o finanziamento:

Simmetria dei tassi:
L’art.10 del decreto Bersani obbliga le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari, debitori e creditori, che devono essere adeguati in contemporanea con le variazioni stabilite dalla Bce. In un anno, la Bce ha effettuato 5 aumenti del costo del denaro,pari all’1,25%. Dalle 5 decisioni BCE,le banche italiane, hanno tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali e finanziamenti, con una stangata di 1.350 euro l’anno su un modesto mutuo a tasso variabile, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi. L’elusione sistematica dell’art. 10 del decreto Bersani, ha consentito alle banche un guadagno illecito pari a 5,7 miliardi di euro al 30 settembre 2007, calcolato su un monte depositi di 682 miliardi di euro.

Portabilità dei mutui:
Recita l’art. 8 del Decreto Bersani: “Portabilita’ del mutuo; surrogazione” 1). In caso di mutuo, apertura di credito od altri contratti di (finanziamento da parte di intermediari bancari e finanziari,) la non esigibilità del credito o la pattuizione di un termine a favore del creditore non preclude al debitore l’esercizio della facolta’ di cui all’articolo 1202 del codice civile. 2). Nell’ipotesi di surrogazione ai sensi del comma 1, il mutuante surrogato subentra nelle garanzie accessorie, personali e reali, al credito surrogato. L’annotamento di surrogazione puo’ essere richiesto al conservatore senza formalita’, allegando copia autentica dell’atto di surrogazione stipulato per atto pubblico o scrittura privata. 3. E’ nullo ogni patto, anche posteriore alla stipulazione del contratto, con il quale si impedisca o si renda oneroso per il debitore l’esercizio della facolta’ di surrogazione di cui al comma 1. (La nullita’ del patto non comporta la nullita’ del contratto.) 4. La surrogazione per volonta’ del debitore di cui al presente articolo non comporta il venir meno dei benefici fiscali”. Banche monitorate da Adusbef e Federconsumatori non hanno ancora applicato la portabilità del mutuo, forse perché consigliate dalla corporazione dei notai,che lamentano incertezza e caos nelle registrazioni alla
conservatoria che solo loro sarebbero in grado di garantire, hanno l’obbligo di trasferire il mutuo ad una banca più conveniente e senza spese,che chieda meno oneri e tassi inferiori.

Equità sulle penali dei vecchi mutui:
dopo la trattativa con l’ABI ed il protocollo di intesa per estendere la tutela a 3,5 milioni di mutuatari (3,2 milioni di mutui a tasso variabile o misto, 300.000 a tasso fisso per un controvalore di 255 miliardi di euro), banche distratte o in malafede, cercano di fare orecchie da mercante perfino su un accordo chiaro,che prevede sconti per tutti i mutui,sia fissi che variabili contratti prima del 2001, con una penale massima dello 0,50% e con una clausola di garanzia dello 0,20% anche per quella penale massima dello 0,50%, che in tal caso diventa dello 0,30%. Ad oltre cinque mesi dall’accordo, le banche che avevano incassato penali non dovute, fanno fatica a restituire il conguaglio ai consumatori. Solo dopo i reclami degli utenti e gli interventi delle associazioni,le banche cedono, affermando di aver male interpretato la norma, ma si prendono tutto il tempo per i rimborsi,provando anche ad addebitare commissioni illecite e non dovute.

Cancellazione della ipoteca sui vecchi mutui:
La legge Bersani (Legge 2 aprile 2007 n. 40), oltre ad aver abrogato le penali sui nuovi mutui, ha stabilito una disciplina nuova sulla semplificazione delle cancellazioni ipotecarie (senza bisogno dei notai), applicabile nei casi di estinzione totale dell’obbligazione garantita (compresi gli oneri accessori, quali interessi, spese, ecc.). L’applicabilità delle nuove norme sulla cancellazione automatica dell’ipoteca è espressamente prevista anche ai mutui estinti in precedenza all’entrata in vigore della legge, laddove alle modalità di applicazione,impone che “l’ipoteca si estingue automaticamente all’estinzione della obbligazione garantita del mutuo senza alcun onere aggiuntivo per il debitore. Nei trenta giorni successivi all’estinzione dell’obbligazione l’ipoteca va in uno stato di “stand by”, si ha una sorta di ipoteca quiescente, nel senso che essa si estinguerà solo se in tale periodo di tempo il creditore non comunica alla
conservatoria un giustificato motivo che ostacola l’estinzione. Quindi per la estinzione automatica dell’ipoteca devono ricorrere due presupposti: l’estinzione dell’obbligazione, il decorso dei trenta giorni dalla predetta estinzione senza che il creditore abbia inviato dichiarazione contraria alla conservatoria. Nonostante la legge sia ben chiara,le banche continuano a provarci, chiedendo da 400 e fino a 1.000 euro,per una cancellazione dell’ipoteca che deve essere estinta gratuitamente alla fine del pagamento dell’obbligazione. Solo dopo interventi duri di Adusbef e di Federconsumatori,le banche che richiedevano il notaio per cancellare l’ipoteca, promettono di estinguerla gratuitamente.

Rinegoziazione dei mutui per eccessiva onerosità:
Anche se il decreto Bersani non ha previsto la rinegoziazione del mutuo dalla stessa banca per eccessiva onerosità,intervenuta non solo dall’aumento dei tassi Bce,ma anche da decisioni arbitrarie delle banche,che fanno la cresta sui tassi (basta vedere la circolare di Banca Intesa,che a fronte di costi di raccolta più onerosi di 0.15-0,20%,ha effettuato una manovra di aumenti di 0,40-1,00% dal 1 ottobre u.s.),le banche non dimostrano alcun interesse ad andare incontro alle esigenze dei loro clienti. Invece di favorire le richieste per consentire,tramite l’allungamento della durata del mutuo,per es. da 25 a 28 anni, e permettere così di riportare i costi delle rate a livelli accettabili, chiedono costi esosi per effettuare nuove istruttorie (800-1.000 euro) e nuovi oneri notarili,1.200-1.800 euro, per modificare un atto che non cambia nulla se non la volontà delle parti, che può essere sancita da una semplice scrittura privata.

Poiché le banche hanno messo le mani anche nei Tribunali fallimentari con apposite società,sotto gli auspici dell’Abi (quella di Roma si chiama Soc. Asteimmobili ha la sede sociale presso l’A.B.I. (via delle Botteghe Oscure 46 di Roma) e come soci un pool di banche: Intesa San Paolo S. p. A., SI TE BA S. p. A., UGC Banca (Gruppo Unicredit), ICCREA Holding, Banca Monte Paschi di Siena, Credit Servicing, Banca Sella, Banco di Desio, Banca Carige, Banca Popolare di Verona e Novara, Interhol 2001 s.r.l., Banca del Piemonte, Bipielle S.G.C., Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Popolare di Lajatico, Banca Popolare di Sondrio; in un gigantesco conflitto di interessi che Adusbef ha denunciato penalmente alle Procure, pensano così di portare le famiglie all’insolvenza,per poter fare ulteriori affari sulla pelle dei cittadini accaparrandosi anche la vendita delle case alle aste giudiziarie.

9 Ottobre 2007

Se la crisi dei mutui subprime, i cui effetti devastanti erano stati negati dalle banche italiane e dalle autorità monetarie internazionali, peseranno sui finanziamenti nel prossimo trimestre,come afferma la BCE,soprattutto le banche italiane presenteranno una ulteriore stangata su mutui e prestiti quantificabile in circa 180 euro su base annua, facendoci addirittura la cresta,come ha già fatto il pesce pilota Banca Intesa,che dal 1 ottobre ha aumentato i tassi sui mutui dallo 0,40 fino all’1%.
Dal rapporto della Bce sul mercato del credito in Europa, è emerso infatti che le banche di Eurolandia ritengono che la crisi dei mutui subprime possa pesare sul mercato del credito nei prossimi tre mese, e che già gli standard per la concessione del credito immobiliare ed alle imprese, sono diventati più rigidi nel corso del terzo trimestre e le banche europee ritengono che nel quarto periodo dell’anno, ci sarà un’ulteriore riduzione nell’accesso ai mutui sia da parte delle stesse banche che dei consumatori.
Le banche italiane,sostenute e fiancheggiate da Bankitalia,avranno così ulteriori pretesti per allargare ancora di più con l’Europa la forbice dei tassi, che attualmente è di 1,06 punti sui mutui, di 1,21 punti sul credito al consumo,scaricando i costi dell’inefficienza e delle politiche predatorie sulle spalle dei consumatori, con rate medie più care di circa 15 euro al mese da novembre, per un mutuo medio di 100.000 euro.
Gli italiani,che già pagano con questo gap con l’Europa,rate maggiori di 750 euro l’anno,ben 22.000 euro in più alla fine del rimborso rispetto agli altri consumatori europei, prima o poi presenteranno il conto ad una casta di banchieri,che aveva fatto credere che le fusioni bancarie avrebbero abbattuto i costi e non già incrementato utili di bilancio e stock option di manager avidi ed approfittatori che continuano a speculare sulla elle delle famiglie e delle imprese.

TASSI MEDI BANCARI A FAMIGLIE IN AREA EURO E IN ITALIA
SU CREDITO AL CONSUMO (da 1 a 5 anni) e MUTUI (Oltre 10 anni)

Fonte: Bollettini BCE (9-2007) e Supplemento al Bollettino stat. Bankitalia N. 51 del 31-8-2007
Italia Tassi %
Area euro Tassi %
Differenza assoluta

Italia-Eurolandia
Febbraio 2007

Credito al consumo
8,16
6,86
+ 1,30

Mutui
5,51
4,57
+ 0,94

Aprile 2007

Credito al consumo
7,95
6,72
+ 1,23

Mutui
5,67
4,64
+ 1,03

LUGLIO 2007

Credito al consumo
7,98
6,77
+ 1,21

Mutui
5,96
4,90
+ 1,06

9 Ottobre 2007

Il prestito vitalizio ipotecario è stato introdotto con la Finanziaria 2006, prodotto finanziario non ancora lanciato sul mercato perché si è in attesa del decreto attuativo di legge cioè delle regole chiare soprattutto sull’aspetto etico.
Questo tipo di prestito consiste in un finanziamento a lungo termine con ipoteca di primo grado su un immobile residenziale, è però riservato alle persone con almeno 65 anni di età, proprietari di un immobile presso cui sono residenti. La differenza con i normali finanziamenti sta nel piano di rimborso: interessi e capitale verranno corrisposti unicamente alla morte del mutuatario dagli eredi di quest’ultimo entro 12 mesi successivi alla sua scomparsa.
Gli eredi potranno rimborsarlo di tasca propria o attraverso i proventi derivanti dalla vendita dell’immobile. Nel caso in cui non ci siano eredi o questi non effettuino il rimborso, l’immobile verrà venduto all’incanto. L’importo massimo erogabile varia secondo l’età del mutuatario, più è alta maggiore è la percentuale di finanziamento ottenibile in base al valore dell’immobile. Le spese a carico del mutuatario sono la perizia sull’immobile ed eventuali spese di istruttoria, apertura pratica.

9 Ottobre 2007

Il mutuo edilizio è un finanziamento destinato alla costruzione, ristrutturazione, riparazione, trasformazione, sopraelevazione e recupero di immobili, che possono avere diverse destinazioni.
Ad usufruire di questo mutuo possono essere imprenditori edili, società edilizie e cooperative ma anche singoli privati. L’importo che solitamente viene erogato arriva al massimo all’80% del costo di costruzione. Il finanziamento viene erogato in unica soluzione a lavori ultimati o con il sistema dei versamenti rateali durante il corso dei lavori, in base a stati di avanzamento. I documenti necessari da presentare per la richiesta di questa forma di prestito sono gli stessi dei mutui immobiliari

8 Ottobre 2007

Ammontano a circa 200 miliardi di dollari le perdite di sistema registrate da febbraio 2007 dal settore dei cosidetti mutui subprime, concessi alla clientela con giudizio di credito non eccellente, e alle relative cartolarizzazioni e strumenti finanziari, superando di 30 miliardi le precedenti previsioni più negative. Sono le stime degli esperti del Fondo Monetario Internazionale, contenute nel Global Financial Stability Report. Si tratta di un’indicazione approssimativa in quanto «i timori su liquidità e incertezza dei mercati potrebbero aver spinto ancora più al ribasso i valori dei titoli, fin sotto quello degli asset in garanzia».
I prestiti subprime, nel dettaglio, si attestano a 1.300 miliardi, il 15% del monte mutui complessivo, quelli Alt-A erogati a persone con livello di credito migliore dagli standard subprime ma inferiore alla clientela migliore a 1.000 miliardi (11%). Nel primo caso, il tasso di default è del 25%, nel secondo del 7%. Considerando le perdite reali, la percentuale della quota di prestito non restituitan nell’ordine, rispettivamente del 45% e del 35%, si ottengono 145 e 25 miliardi, per un totale di 170 miliardi. La ripartizione delle perdite è ipotizzata nella misura del 25% a carico direttamente del sistema bancario, con 130 miliardi circa a carico degli stessi veicoli di asset-backed security (Abs) e collateralized debt obligation (Cdo). Rettificando i 170 miliardi di perdite con la formula «mark-to-market», vale a dire valutando gli strumenti finanziari aggiustati in funzione dei prezzi correnti di mercato, si aggiungono altri 30 miliardi, fino appunto ad arrivare al rosso a quota 200.
Il Fondo Monetario Internazionale accende un faro su agenzie di rating e turbolenze dei mutui subprime sui mercati: malgrado i correttivi apportanti dopo l’esplosione della crisi, «restano ampi problemi di metodologie e processi di valutazione dei prodotti di credito strutturato». Nel Global Financial Stability Report, gli esperti dell’Fmi sottolineano come, dopo una prima impennata di downgrade di Abs decisa dalle agenzie di rating ad aprile ne è seguita poi un’altra più pesante, nel pieno della crisi subprime, a luglio, agosto e settembre. Spesso, rileva il rapporto, gli interventi al ribasso hanno interessato in modo pesante (anche di 3-4 livelli) emissioni che godevano della Tripla A, cioè del miglior giudizio di credito. La drastica revisione è stata a vario titolo giustificata con la «perfomance più debole delle aspettative dei mutui, soprattutto in relazione a quelli erogati negli ultimi anni, con l’articolazione del rischio e la scarsa qualità dei dati». Allo stato, le agenzie hanno aggiustato il tiro, prevedendo ad esempio un peggioramento del mercato immobiliare, ben oltre le stime iniziali, così come nel caso delle insolvenze. Sono misure che lasciano dubbi, secondo i tecnici di Washington. Ad esempio, i prodotti di credito strutturato avranno «prevedibilmente una correzione più pesante». In più, prevedere un peggioramento per i mutui significa avere un effetto domino sugli Abs e sui Cdo, sugli strumenti finanziari che hanno come collaterale i prestiti stessi. Inoltre, il rating sul credito valuta solo il rischio d’insolvenza e non i rischi di mercato e liquidità: «questo sembra essere sottostimato da molti investitori».