Archivio di Dicembre 2007

Senza comunicazione niente detrazione interessi per mutuo ipotecario.

Domenica 30 Dicembre 2007

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.310/E, asserisce che non può fruire della detrazione Irpef del 19% degli interessi passivi pagati sul mutuo ipotecario chi, pur avendo avviato e concluso i lavori di completamento dell’immobile da adibire ad abitazione principale entro i termini previsti dalle norme, non ha comunicato al Comune la data di inizio lavori. Secondo l’Agenzia infatti la certezza della data di inizio lavori è fondamentale per poter verificare il rispetto della condizione temporale. Si riconosce la detrazione d’imposta per gli interessi passivi solo a condizione che i lavori di costruzione abbiano inizio nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo. Inoltre tra gli adempimenti richiesti per poter usufruire della detrazione, è previsto espressamente che il contribuente conservi le abilitazioni amministrative richieste dalla legislazione edilizia.

Aumentano detrazioni per mutuo prima casa fino a 4000 euro.

Lunedì 24 Dicembre 2007

Per tutti coloro che pagano un mutuo per la prima casa c’è un piccolo aumento della detrazione con la nuova finanziaria. La detrazione del 19% delle spese per gli interessi di un mutuo aveva fino ad oggi un tetto massimo di 3615 euro l’anno. Questo limite con la nuova finanziaria è stato portato a 4000 euro con un ulteriore vantaggio fino a 73 euro l’anno.
Per venire incontro alle difficoltà di chi è alle prese con mutui con rate sempre più pesanti, invece, il governo ha poi varato misure che consentono di trasferire il mutuo da banca a banca senza spese, mentre per chi è in forte difficoltà arriva anche la possibilità di chiedere di sospendere il pagamento di alcune rate.

Disponibile in Italia il Social lending o Prestito 2.0: ecco come funziona

Lunedì 24 Dicembre 2007

Il Social lending detto anche Prestito sociale o prestito 2.0 o prestito peer-to-peer è arrivato da poco in Italia ed è un fenomeno in forte crescita anche nel nostro paese e di sicuro interesse per gli utenti privati.
In tutti gli ambiti che riguardano internet e il web sia nel senso ludico che economico o informativo 2.0 è sinonimo di contatti, di community, di relazioni dirette, di peer-to-peer. Social Lending ha proprio questo significato ed indica prestiti tra privati, prestiti diretti, online e senza alcuna intermediazione se non quella delle piattaforme che offrono il servizio. L’assenza di
intermediari e intermediazione significa vantaggi per tutti e quindi anche tassi d’interesse migliori per gli utenti.
Ma c’è anche un altro punto importante che attrae gli utenti e questo è la libertà. Infatti senza nessuna condizione imposta da banche o istituti di credito, l’utente, sia esso un richiedente borrower o un finanziatore lender è in completo possesso della propria autonomia. E questo naturalmente comporta una netta riduzione dei costi relativi all’attività di
prestito, ossia elimina parte di quelle spese onerose che facevano la fortuna di banche e istituti di credito.
Ora capito cosa significa analizziamo e spieghiamo concretamente come funziona il Social Lending o Prestito 2.0.
Prendiamo come esempio concreto il Social Lending di Boober.it che è anche il primo servizio per prestiti peer-to-peer p2p arrivato in Italia. Frutto di una joint-venture fra la bergamasca Centax e l’olandese Boober International, questa e-Bay del credito al consumo è attiva dal 13 Novembre 2007.
Chi richiede un prestito decide tutte le condizioni fondamentali del finanziamento che sono: ammontare, tasso d’interesse e durata.
Dopo di questi pubblica sul marketplace online la propria richiesta. I finanziatori dopo aver visionato tutte le proposte pubblicate scelgono quelle che ritengono più vantaggiose.
E questo è tutto, semplice, veloce, diretto e senza nessun intermediario!
Iscriversi a Boober come richiedente costa 19,95€ una tantum più una commissione sui prestiti erogati che varia, in base al rating, tra l’1,5% e il 3% dell’ammontare richiesto. Registrarsi come finanziatore costa 9,95€ all’anno e per tutto il 2008 l’iscrizione è gratuita e poi si deve aggiungere una commissione pari al 10% degli interessi percepiti.
I rischi dovuti a ritardi o mancati pagamenti da parte dei richiedenti sono in capo ai finanziatori. Boober e Centax hanno creato diverse soluzioni per minimizzare tali rischi: per prima cosa gli utenti richiedenti sono selezionati e a quelli accettati viene assegnato un indicatore di rischio, che può assumere 6 diversi livelli che vanno da AAA fino a D. Inoltre il rischio viene diversificato suddividendo su almeno 10 prestiti il totale messo a disposizione e comunque non è possibile prestare più di 500€ per singola richiesta. Infine, Boober garantisce i prestiti erogati in una percentuale legata all’indicatore di rischio del richiedente e, nei casi di mora o inadempienza, attiva la procedura di recupero crediti, senza alcuna spesa aggiuntiva per i creditori.
Insomma il Social Lending si propone prepotentemente nel mercato dei prestiti e finanziamenti per la sua sicurezza, velocità e trasparenza almeno su Boober.it. Di sicuro è un fenomeno in crescita e molto conveniente per tutti gli utenti privati e da tenere sotto occhio!

Allarme frodi creditizie in aumento nel 2007

Lunedì 24 Dicembre 2007

Nel 2007 si sono verificati oltre 17000 tentativi di frode creditizia mediante furti d’identità, con un incremento del 55% rispetto al 2005, per un ammontare complessivo di oltre 80 milioni di euro. Il fenomeno ha colpito prevalentemente la popolazione residente in Campania, Lombardia, Lazio e Sicilia. L’acquisto di beni a rate e la richiesta di finanziamenti sono le tipologie di frode più diffuse. Più contenuto invece è il numero dei casi che hanno coinvolto le carte di credito, l’apertura di conti correnti e l’emissione di assegni falsi. Le vittime più colpite sono uomini di età compresa tra i 30 e i 40 anni, prevalentemente liberi professionisti. Nella maggior parte dei casi l’autore della frode è rimasto fondamentalmente sconosciuto.

Adusbef denuncia all’antitrust speculazioni delle banche sull’Euribor

Mercoledì 19 Dicembre 2007

Adusbef denuncia la gravissima e palese speculazione di alcune Banche Europee nel manovrare i tassi Euribor rincarati da un giorno all’altro di 0,64 punti e non secondo le logiche del mercato interbancario ma secondo le loro precise convenienze. Gli istituti di credito sotto accusa sono 44 banche europee comprese le italiane Monte dei Paschi di Siena, San Paolo-Intesa ed Unicredit.
Anche un importante membro della BCE quale Lorenzo Bini Smaghi è arrivato alla conclusione che “I tassi interbancari alti riflettono timori relativi a esigenze di liquidità di fine anno, ma sono ingiustificati perchè in realtà c’è disponibilità di accesso di liquidità sul mercato per le banche e inoltre Bce e le altre banche centrali continueranno ad assicurare stabilità sul mercato interbancario”.
In vista della chiusura dei bilanci di fine anno queste 44 banche manovrano a loro piacimento l’aumento del tasso Euribor,che continua a lievitare fino a toccare la soglia del 5%. In quanto queste banche tra cui SocGen, UBS, Deutsche Bank, BNP Paribas,Citibank sono molto esposte nei mutui subprime e prodotti derivati per decine di miliardi di dollari.
Il tasso Euribor è arrivato ai massimi valori mai raggiunti da sette anni a questa parte, dal dicembre del 2000, risultando pari al 4,93%, cioè 93 punti base sopra il tasso Bce, come ha comunicato l’European Banking Federation, rilevando che il tasso interbancario è salito di tre punti base.
Quindi o le dichiarazioni di Bini Smaghi, del board BCE sono avventate quando assicura che non esistono per le banche esigenze di liquidità derivanti dalla crisi dei mutui subprime oppure qualora l’andamento al rialzo dell’euribor dovesse riflettere le esigenze di liquidità delle banche in vista della chiusura dei bilanci di fine anno, ciò sarebbe la prova provata della speculazione odiosa a danno delle famiglie, e soprattutti di quei 3 milioni e mezzo di italiani indebitati con mutui a tasso variabile, che non sanno più come fare a pagare le rate per il continuo aumento.
E’ molto singolare che i Governi, le banche centrali, Bce, Antitrust ed Unione Europea, lascino che queste 44 banche facciano da padrone sull’euribor e possano allegramente speculare sulla pelle dei mercati e dei cittadini.
Se si comprende la compiacenza, forse la collusione di Bce e banche centrali nella loro assenza di intervento per finalità di bilancio, non si capisce perchè non ci sia un rappresentante di un governo europeo o della stessa Unione che chieda conto agli istituti di credito di questa lampante speculazione che taglieggia i debitori.
Siccome due tra le maggiori banche europee che fanno parte delle 44 banche che determinano il tasso Euribor, hanno annunciato una svalutazione di 10 miliardi di dollari per effetto dei mutui subprime, mentre Società Generale (SocGen) acquisterà 3,4 miliardi di dollari di attività da un suo veicolo di investimento per evitare una svendita degli asset SIV, epicentro della crisi dei mutui ipotecari, è facile sospettare che il rialzo sconsiderato ed illegittimo dell’Euribor, possa servire a coprire, a danno dell’utenza indebitata,le spericolate operazioni finanziarie effettuate sui mercati.