Archivio di Dicembre 2007

Affidare a Banche Centrali e Bce variazioni indice Euribor per mutui a tasso variabile

Mercoledì 19 Dicembre 2007

Secondo il Censis sono circa 530 mila le famiglie italiane a rischio insolvenza delle rate dei mutui a tasso variabile, confermando gli inascoltati allarmi lanciati da Adusbef, suffragati da un aumento dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari del 23%in media, con punte anche del 41%.
Senza un congelamento dei tassi di interesse, 3 milioni e mezzo di famiglie indebitate a tasso indicizzato per precise responsabilità delle banche, vedranno crescere ulteriormente le rate dei mutui, già aumentate del 50% a causa dell’Euribor impazzito, ben manovrato dagli istituti di credito per possibili finalità speculative e non certo di libero mercato.
Con i tassi dell’Euribor che fanno registrare costanti e continue crescite, rispettivamente fissati al 4,872% con riferimento ad 1 mese; 4,891% a tre mesi; 4,839% a sei mesi; 4,769 % a dodici mesi, oltre 3 milioni di famiglie indebitate a tasso indicizzato dovranno mettere in conto aumenti di rate da un minimo di 45 euro al mese, circa 540 euro l’anno, per un mutuo trentennale di 100.000 euro!
Siccome le manovre di fine anno sull’Euribor, effettuate da 44 banche europee comprese tre italiane che sono Intesa,Unicredit e Monte dei Paschi di Siena, alle prese con problemi di sfiducia reciproca dopo la crisi dei subprime, possono sembrare sospette, occorre sottrarre dall’arbitrio degli istituti di credito le spericolate manovre sull’indice per affidarle alle banche centrali coordinate dalla BCE, con contratti rapportati al tasso di riferimento della stessa BCE.
Dato che quasi tutti i contratti di mutui a tasso variabile sono legati alle variazioni dell’Euribor oltre ad uno spread che può variare da 1 ad 1,7 punti fissi in aggiunta, recitano la formuletta del calcolo della rata effettuato con l’indice euribor rilevato alla data del giorno x, in genere gli ultimi giorni del mese del mese, semestre o trimestre di riferiemnto, non è difficile che le banche possano scambiarsi informazioni, per decidere quale debba essere il tasso di riferimento.
E siccome dopo l’entrata in vigore dell’euro molte banche centrali nazionali, tra cui Bankitalia in primo luogo, hanno personale molto qualificato in esubero che non sanno più cosa fargli fare sarebbe doveroso che possano registrare, in accordo ed in coordinamento con BCE, quei tassi euribor le cui ultime manovre sospette dovrebbero destare anche l’attenzione dell’Antitrust italiano ed europeo e di qualche Procura della Repubblica.

Costi portabilita’ dei mutui a carico della Banca

Mercoledì 19 Dicembre 2007

L’Abi raccomanda alle banche associate che si faccia carico la banca che subentra in caso di portabilità di un mutuo dei costi e delle penali per l’estinzione anticipata. Questo è stato deliberato all’unanimità dal comitato esecutivo dell’associazione. Il presidente Corrado Faissola spiega che “E’ una raccomandazione perché l’Abi non può imporre nulla ai propri associati, soprattutto in materia di concorrenza”. L’Abi ha così approvato in maniera definitiva la procedura sulla portabilità e la rinegoziazione dei mutui che era stata definita con l’associazione dei consumatori. Faissola aggiunge che “Il comitato esecutivo ha deciso di affrontare il tema in modo proattivo superando le difficoltà”.
Il presidente del Movimento in difesa del cittadino, Antonio Longo, commentando quanto deliberato dal comitato esecutivo dell’Abi ha detto “E’ una vittoria dell’unità delle associazioni che fin dall’inizio hanno interpretato l’articolo 8 della legge 40/2007 nel senso del costo zero per la portabilità dei mutui. E’ giusto che una banca che vuole guadagnare clienti offra ai sottoscrittori dei mutui la portabilità a costo zero, che significa accollarsi l’eventuale penale, i costi del trasferimento dell’ipoteca e dell’attivazione del nuovo mutuo. Ci auguriamo anche che si inneschi un meccanismo di sana competizione, a favore sempre del cliente, anche con una generale disponibilità a rinegoziare i mutui da parte della banca di appartenenza”.
Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi si rivela scettico sulle raccomandazioni dell’Abi “Non vorremmo che la deliberazione dell’Abi sia una astuta manovra per frenare l’emendamento proposto dal Codacons e varato pochi giorni fa dalla commissione finanze della Camera, e che impone l’assoluta gratuità del trasferimento dei mutui. Se davvero l’Abi ha a cuore gli interessi degli utenti allora lo dimostri sostenendo assieme a noi l’emendamento in questione. Nell’attesa di sapere se l’Abi accetta o meno la sfida, la nostra posizione è fortemente scettica”.
Anche il Presidente di Adusbef Lannutti non si fida delle raccomandazioni dell’Abi e dice “che sono fatte per essere disattese. Ci auguriamo, pertanto, che da domani le banche applichino la legge che parla chiaro: nessun onere per i consumatori qualora decidano portare il proprio mutuo da una banca a un’altra”.

Nuova stangata in arrivo per rate mutui a tasso variabile

Mercoledì 19 Dicembre 2007

I Mutui a tasso variabile riservano per gli italiani una nuova stangata per fine anno.
Mentre l’inflazione di novembre ha toccato i massimi livelli da giugno 2004 e si attendono stangate sulle bollette e aumento prezzi un nuovo salasso attende gli italiani sotto l’albero di Natale ed è quello della rata del mutuo a tasso variabile, che si fa sempre più salata, in conseguenza dell’aumento dell’Euribor.
L’aumento si avrà già dal mese di dicembre e sarà compreso fra i 32 e gli 84 euro mensili. Questo vuol dire che in un anno si dovranno sborsare fino a 1.000 euro in più, in base all’ammontare e alla durata del mutuo acceso.
Secondo l’associazione in difesa dei diritti dei consumatori Adusbef “la situazione nel 2008 potrebbe peggiorare ancora per chi ha un mutuo a tasso variabile visto che se si confermeranno le previsioni degli analisti, la Bce prima o poi alzerà il costo del denaro. In novembre il tasso di inflazione è salito al 2,4%, ai massimi degli ultimi tre anni, e questo rende le prossime festività natalizie più costose dello scorso anno. Il potere d’acquisto, quindi si riduce e con lo stipendio si arriva a malapena a fine mese. E la nuova brutta sorpresa è la volata dell’Euribor, il che vuol dire che gli interessi calcolati sulla
somma residua del mutuo saranno più alti, anche se il tasso di riferimento della Bce resta invariato al 4%”.
Secondo i calcoli effettuati da Adusbef, chi ha accesso un mutuo a tasso variabile di 100.000 euro della durata di 10 anni dovrà farsi carico di pagare 33 euro in più al mese, ossia 396 euro in più all’anno. Alla conclusione dei dieci anni questo vuol dire un’esborso in più di 3.960 euro.
Per i mutui a durata maggiore la situazione si complica ancora di più. Ad esempio per un mutuo a tasso variabile di durata ventennale l’aumento è di 38 euro già da questo mese. Questo significa 456 euro l’anno in più, mentre alla fine delle 240 rate il mutuo sarà risultato più caro di 18.144 euro. Chi invece ha sottoscritto un mutuo da 200.000 euro a tasso variabile dovrà sborsare fino a 1.008 euro in più l’anno.
Secondo il Presidente di Adusbef Elio Lannutti “La corsa impazzita dei tassi Euribor, a causa della micidiale miscela esplosiva derivante dalla sfiducia reciproca delle banche, che si tengono il denaro raccolto ben stretto, costerà cara ai 3,2 milioni di famiglie indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche. A trend di crescita costante e invariato le famiglie indebitate con il variabile, già in grave sofferenza, dovranno mettere in conto rate più pesanti, con un salasso che può superare i 1.000 euro l’anno».

Unicredit e MontePaschi trovano soluzione per clienti in difficoltà a pagare mutui

Lunedì 17 Dicembre 2007

Sia Unicredit Banca che Monte dei Paschi di Siena hanno trovato misure per andare incontro ai clienti che hanno problemi a rimborsare le rate del mutuo dopo il recente aumento dei tassi variabili dovuto all’incremento dell’Euribor. Entrambe le soluzioni proposte dalle banche prevedono l’allungamento del periodo di ammortamento del mutuo senza costi aggiuntivi in modo da tenere la rata sullo stesso livello a cui è fissata oggi oppure diminuirla. Questo tipo di soluzione era stata avanzata nelle settimane scorse dall’associazione dei consumatori Cittadinanzattiva e, nel caso di Unicredit
potrebbe essere utilizzata da ben 15 mila clienti.

Governo stanzia fondo per mutui prima casa e possibile sospensione pagamento.

Domenica 9 Dicembre 2007

Il Governo ha stanziato un fondo di solidarietà per aiutare i cittadini in difficoltà a pagare le rate dei mutui per l’acquisto della prima casa. Questo emendamento è stato fortemente voluto da Federica Rossi, parlamentare dell’Udeur, ed è stato inserito nel pacchetto degli emendamenti della maggioranza su cui è stato raggiunto l’accordo nel centrosinistra.
L’emendamento consente nello specifico a chi ha stipulato un mutuo per l’acquisto di una casa e non è più in grado di pagarne le rate di sospendere per un massimo di 18 mesi il versamento delle rate stesse.
La richiesta di sospensione del pagamento delle rate del mutuo potrà essere chiesta per due volte, l’importante è che il totale non superi nel complesso i 18 mesi.
Questo nuovo emendamento del Governo ha destinato 10 milioni di euro per il 2008 e il 2009 per coprire le spese notarili e i costi delle procedure bancarie. Infatti sono completamente a carico dello stato le spese notarili e gli oneri bancari e diventano più facili anche le rinegoziazioni.
Una volta finito il periodo di sospensione i mutuatari saranno tenuti a riprendere il pagamento delle rate.