Archivio di Marzo 2008

Torna incubo per mutui a tasso variabile: Euribor torna a salire

Giovedì 13 Marzo 2008

Nonostante le poderose iniezioni di liquidità effettuate da parte della BCE che in una sola giornata ha immesso nel mercato interbancario ben 60 miliardi di euro, non si arresta la crisi del mercato dei mutui, che riversa ancora i suoi effetti su 3,2 milioni di famiglie indebitate con mutui a tasso variabile, che subiranno ulteriori stangate a fine mese, alla scadenza delle rate dei mutui.
Continua ancora a salire per il settimo giorno di fila il tasso euribor a tre mesi, dal quale dipendono in modo diretto buona parte dei mutui indicizzati, a riprova che le misure straordinarie varate dalle banche centrali per contrastare la lunga crisi conseguente ai mutui subprime ed alla montagna di carta straccia dei derivati non riescono ad arginare crisi monetarie profonde.
Così 3,2 milioni di famiglie italiane indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche che hanno raccontato ai clienti la favoletta amplificata dai mass media di proprietà delle stesse banche, secondo la quale si può anche guadagnare dai debiti contratti come lo sono i mutui, non hanno beneficiato della discesa del tasso euribor a tre mesi, che a febbraio era attestato
al 4,3 %, mentre subiranno a fine mese a valori attuali, con un rincaro dello 0,30%, una botta di 187 euro su base annua, per ogni mutuo di centomila euro.
Adusbef, nel ritenere che la spirale al rialzo dell’euribor a tre mesi, che ha superato di 0,61 euro il tasso di riferimento BCE, non si fermerà ma continuerà la sua corsa arrivando anche al 5%, torna a chiedere ai distratti governi un nuove ordine monetario,una urgente Bretton Woods che superi gli attuali assetti instabili in mano a pochi oligarchi non eletti da alcuno e che giocano a rimpiattino con i destini del mondo e la sovranità degli stati, per ricondurre la finanza derivata speculativa oggi in mano a banchieri biscazzieri,sotto il controllo di Stati Sovrani che possano arginarne la mano libera.
Siccome la media dei tassi sui mutui nell’area euro è del 5,15 %, mentre in Italia è del 5,78 %, con un divario dello 0,63%, mentre per il credito al consumo la differenza è dell’1,03%, essendo attestati i tassi in Europa al 6,92% contro il 7,95% dei saggi italiani per alcuni acquisti senza contare le carte revolving che superano il 21%, Adusbef denuncia ancora una volta il divario dei tassi di interessi che non hanno alcuna giustificazione, se non quella di contribuire a spennare ulteriormente i consumatori ed arricchire in maniera poco lecita, banche e banchieri.

Prestiti e finanziamenti raddoppiati: Il Sud in testa.

Mercoledì 5 Marzo 2008

Gli italiani, sempre più spesso, chiedono prestiti e finanziamenti a banche e finanziarie e lo fanno per importi sempre più alti, indebitandosi per periodi sempre più lunghi. Al Nord come al Sud, anzi ora più al Sud che al Nord. Secondo i dati di Prestiti Online negli ultimi tre anni gli importi erogati sono più che raddoppiati, passando dagli 8.555 euro del secondo trimestre 2005 ai 17.079 del gennaio di quest’anno.
I prestiti superiori ai 25.000 euro sono passati da 9% del secondo semestre del 2006 al 16,1 di gennaio di quest’anno, mentre quelli compresi fra 15.000 e 25.000 euro hanno fatto registrare incrementi del 7,3%. Nel Sud e nelle isole, i prestiti personali concessi sono lievitati fino a sorpassare il Centro e il Nord, passando dal 28,1% dei prestiti erogati nel 2004 al 46,6 del gennaio di quest’anno.
Bankitalia nel bollettino economico di gennaio 2008, pur registrando una lieve decelerazione del debito delle famiglie italiane da
collegare al progressivo rialzo dei tassi di interesse, sottolinea che il ritmo di crescita rimane elevato. Alla fine di settembre 2007 il rapporto tra debito e reddito disponibile si è attestato al 50%, contro il 90 della media dell’area europea. Si va, quindi, lentamente riducendo l’ampio divario con gli altri paesi caratterizzati da livelli di indebitamento delle famiglie molto più elevati.

Procedura per la surroga o portabilità del mutuo senza spese

Sabato 1 Marzo 2008

La nuova finanziaria, Legge Bersani, ha stabilito che la surroga del mutuo o portabilità di un mutuo debba avvenire senza costi bancari per i clienti, nè per quanto riguarda le penali di estinzione anticipata nè per spese di perizia o altre voci. L’unico pagamento che può essere richiesto è quello delle spese notarili.
La surroga di un mutuo si articola in tre fasi e le regole da seguire sono state indicate dall’Abi alle banche fin dallo scorso anno, e prevedono sistemi di colloquio elettronico interbancario per accelerare la procedura. La surroga è ammessa anche nel caso in cui si tratti di un mutuo cartolarizzato.
Ecco cosa prevede il documento dell’Abi nel quale si ribadisce nero su bianco che “questa procedura di collaborazione interbancaria non permette di applicare al cliente alcun costo di qualsiasi natura.”

- Avvio della procedura: Il cliente richiede per iscritto alla nuova Banca di acquisire dalla banca originaria l’esatto importo del proprio debito residuo, concordando anche una possibile data per la formalizzazione dell’operazione. In caso di cointestazione del mutuo, la richiesta va presentata da tutti i soggetti interessati. La banca subentrante comunica alla banca originaria la data di formalizzazione dell’operazione e richiede alla stessa l’importo del debito residuo del cliente alla data della richiesta. Questa procedura va attuata anche nel caso in cui il mutuo sia stato oggetto di operazione di cartolarizzazione.

- Comunicazione dell’importo del debito residuo: La banca originaria comunica alla banca subentrante l’importo del debito residuo del cliente, di norma entro 10 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta, e conferma la data di formalizzazione dell’operazione. Analoga informazione è fornita contestualmente dalla banca originaria al cliente.

- Formalizzazione dell’operazione di portabilità del mutuo: La nuova Banca procede quindi al perfezionamento dell’operazione di portabilità del mutuo mediante stipula del contratto di mutuo e contestuale rilascio dalla banca originaria, contro pagamento di quanto ad essa dovuto, di apposita quietanza recante la dichiarazione del debitore circa la provenienza della somma impiegata per il pagamento. La banca subentrata provvede anche a richiedere l’annotazione del trasferimento a suo favore della garanzia ipotecaria già iscritta, in conseguenza della stipula del nuovo contratto.