Il decreto legge sui mutui va incontro a quei mutuatari oggettivamente esposti a situazioni non sostenibili. E’ necessario che le “banche possano adottare, in maniera autonoma, condizioni migliori per la clientela e che sia garantita la portabilità a costo zero”.
Lo dice l’Antitrust che sottolinea come il costo del danaro, negli ultimi due anni, sia “aumentato, nelle rate indicizzate, anche del 20%”.
Per l’Antitrust vanno salvaguardati tre requisiti: migliori condizioni, garanzia della portabilità e trasparenza bancaria.
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Archivio di Maggio 2008
Il popolo dei mutui va all’attacco dopo l’accordo tra Abi e governo sulla rinegoziazione dei mutui.
Secondo le associazioni dei consumatori c’è il rischio di pagare interessi aggiuntivi del 10-20% e molte famiglie rischiano di essere indotte ad una scelta sbagliata.
Secondo Paolo Landi di Adiconsum “è indispensabile un incontro con l’Abi per chiarire alcuni aspetti tecnici e con il Governo per sapere come intende utilizzare i 20 milioni di euro previsti nella Finanziaria per i mutui a favore delle famiglie disagiate”.
Adusbef e Federconsumatori si spingono oltre annunciando una class action contro Abi e banche, perchè, sostengono che “L’accordo è una sanatoria mascherata del decreto Bersani, violato ripetutamente dalle banche e che il governo deve far rispettare”.
Insomma, secondo Adusbef e Federconsumatori, l’accordo, preceduto dalla minaccia del ministro Tremonti, di un giro di vite fiscale sul credito “si limita solo ad offrire una soluzione che alcune banche già proponevano da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi”.
Questo è in pratica il meccanismo dell’accordo tra Abi e Governo: se la rata non è sopportabile si riduce e quanto corrisposto in meno, rivalutato da tassi di remunerazione per la banca, viene accodato alla fine del mutuo e ne comporterà l’allungamento.
Quindi secondo le associazioni dei consumatori “le banche ci guadagnano due volte, sia fidelizzando il cliente con l’allungamento del mutuo, sia incamerando maggiori interessi e commissioni sulle rate”. Leggi il resto di questo articolo »
L’Abi e il ministero dell’Economia Tremonti hanno firmato a Napoli un accordo per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile sulla prima casa, stipulati entro il 2006.
L’accordo è stato in contemporanea approvato all’unanimità dall’esecutivo Abi.
Chi ne farà richiesta entro il 31 dicembre, potrà rinegoziare il proprio prestito alle condizioni concordate dalla convenzione, trasformandolo in un mutuo a tasso fisso, della stessa durata, e con rate più leggere di quelle attuali, perché viene applicato il tasso medio del 2006 che come tutti sanno è inferiore all’attuale e quindi più conveniente.
Il vantaggio di questa operazione sta anche nella possibilità di poter tornare di nuovo al tasso variabile se i tassi di mercato dovessero scendere ed essere di nuovo più convenienti rispetto al tasso fisso. In caso contrario permette di rinviare al momento dell’estinzione del mutuo il rimborso alla banca di quanto si è pagato in meno passando alla rata fissa.
Secondo il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, questo provvedimento interessa ben 1.250.000 famiglie italiane che, nel caso per esempio di un mutuo ventennale di 80 mila euro, potrebbero pagare circa 840 euro in meno all’anno. Leggi il resto di questo articolo »
Mercoledì scorso il governo ha sbandierato un accordo per i mutui con l’associazione delle banche Abi prevedendo un risparmio pari a circa 850 euro all’anno per 1.250.000 famiglie italiane.
Ma questo accordo è vero e conviene davvero per i consumatori? Secondo le associazioni in difesa dei consumatori è tutta una truffa ed una farsa da parte del governo e delle banche!
L’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, in una nota afferma che questa notizia è completamente falsa e inattendibile.
L’associazione spiega che nel comunicato dell’Abi si legge che l’accordo non prevede alcun risparmio, ma solo una dilazione nel pagamento: si concede un ulteriore finanziamento con a tassi abbastanza agevolati (l’Irs decennale più lo 0,5%). Le famiglie, quindi, non risparmieranno alcunchè, ma pagheranno ulteriori interessi. Il forte sospetto è che questa operazione sia un ulteriore tentativo di bloccare le surroghe che sono, invece, un vero risparmio per i mutuatari e quindi un costo per le banche. In questi anni gli spread di mercato applicati ai tassi sia fissi che variabili dei mutui sono molto diminuiti. Sostituire un mutuo oggi implica, quasi sempre, avere uno spread più basso. Con la negoziazione-beffa proposta dal Governo e dalla banca si applicherebbe lo stesso spread. Questa operazione consentirebbe alle banche di non perdere i vecchi mutui che sono molto remunerativi per loro ma anche molto costosi per i clienti. Crediamo sia sintomatico che il Governo non abbia deciso di dare attuazione manca ancora lo specifico decreto a quanto già previsto in materia nella Finanziaria 2008, cioè la sospensione di alcune rate da pagare quando si è in difficoltà. Ci rendiamo conto che faccia più effetto populistico e mediatico un nuovo decreto che attuare una legge prevista dal
precedente Governo di una maggioranza politica diversa, ma se al centro della propria politica ci fossero gli interessi dei mutuatari questi problemi dovrebbero essere affrontati in modo diverso. Leggi il resto di questo articolo »
Il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà ha annunciato che l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha aperto dieci istruttorie nei confronti di altrettante banche sul mancato applicamento della legge Bersani per la portabilità dei mutui.
Le istruttorie nei confronti dei 10 istituti di credito sono state aperte per “pratica commerciale scorretta”.
Catricalà non ha detto i nomi delle banche indagate, tuttavia, da fonti Repubblica ha appreso che tra le banche nei confronti delle quali è stato aperto il procedimento ci sono Unicredit Banca di Roma, Bipop Carire e Banco di Sicilia che appartengono tutte al medesimo gruppo, Intesa San Paolo, Bnl, Monte dei Paschi di Siena, Antonveneta, Deutsche Bank, Ubi Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Sella, Carige.
Catricalà ha spiegato che “Questa legge sulla portabilità dei mutui è rimasta inattuata. Abbiamo notizia di rinunce a cambiare solo a causa dei costi e abbiamo denunce di cittadini perché le banche negano la surrogazione e propongono un contratto analogo con costi insormontabili. Abbiamo evidenza che questo sia vero e abbiamo raccolto prove sufficienti su dieci banche e abbiamo aperto dieci istruttorie”.
Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo ha spiegato che il provvedimento dell’Authority è stato adottato quindici giorni fa anche sulla base del dossier presentato alcuni mesi fa dalla stessa associazione dei consumatori, e potrebbe sfociare a breve in una censura nei confronti delle stesse banche indagate. Martinello ha dichiarato che “L’Autorità potrebbe adottare d’urgenza un provvedimento di divieto di proseguire a praticare queste pratiche sleali, è una prima iniziativa che l’Antitrust aveva annunciato di avere all’esame per inibire alle banche la continuazione di questo comportamento”.
Altroconsumo ha inviato all’Authoriy un’ampia documentazione sulle pratiche illegittime delle banche. Martinello ha dichiarato che: “Dalla nostra indagine, effettuata su 40 sportelli tra Roma e Milano risultava che circa il 50 per cento delle banche non offriva prodotti di surroga e l’altra metà, nove su 10, offriva la surroga a costi illegittimi: tra commissioni bancarie e spese notarili si va da 280 a circa 2500 euro.
Solo 2 banche rispettavano pienamente la legge. Quando abbiamo avuto notizia dell’apertura dell’istruttoria, abbiamo mandato all’Antitrust tutte le segnalazioni che abbiamo ricevuto dai nostri associati, svariate centinaia”.
Denunce sulla scorrettezza dei comportamenti delle banche sono arrivate anche da altre associazioni dei consumatori, tra le quali Adiconsum, Federconsumatori e Adoc, che si complimentano per l’iniziativa di Catricalà: “E’ un costume, ormai consolidato nel tempo, di arroganza e di vessazione continua nei confronti dei cittadini utenti”. Mentre il presidente di un’altra associazione, il Codacons, Carlo Rienzi ha detto che “I comportamenti scorretti delle banche che non applicano le disposizioni previste dalle liberalizzazioni introdotte dal pacchetto Bersani, hanno prodotto un danno ai correntisti pari a 5,9 miliardi euro”.
La portabilità del mutuo, introdotta dal pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni, consiste nella possibilità per i clienti delle banche di sostituire il proprio mutuo con uno meno oneroso a costo zero. La surroga del mutuo, ossia lo spostamento dell’ipoteca da una banca all’altra, per legge dovrebbe avvenire gratuitamente. Eppure, nonostante anche l’Associazione Bancaria Italiana abbia ammesso che per gli utenti non debba esserci alcun onere economico, sono ancora tante le banche che rifiutano di prendersi in carica un vecchio mutuo stipulato con un istituto concorrente.
Intanto il Consiglio nazionale dei Notai assieme a un nutrito gruppo di associazioni dei consumatori ha annunciato la pubblicazione della seconda ‘Guida per il cittadino. Mutuo informato’, che ha l’obiettivo di aiutare i cittadini a scegliere in maniera consapevole tra i tanti strumenti creditizi a disposizione.
Secondo il Presidente della Bce, Trichet: “E’ in corso una correzione molto significativa dei mercati”. Il presidente della Bance Centrale Europea ha anche lasciato intendere chiaramente che la crisi di liquidità sui mercati finanziari non è ancora finita.
Anche Bernanke, numero uno della Fed, la scorsa settimana ha rilevato che ci vorrà ancora del tempo per riassorbire la crisi di credito. Trichet inoltre rimarca che la guardia sull’inflazione va tenuta alta e che la “priorità” resta la stabilità dei prezzi,soprattutto per l’aumento del petrolio e dei beni alimentari.
Secondo la Bce diventa sempre più difficile accedere ad un prestito di danaro in conseguenza ancora della crisi dei mutui subprime sia per le società che anche per i privati residenti nell’Eurozona.
La Banca Centrale Europea ha precisato che i “risultati di un’indagine, evidenziano degli standard di credito ancora più rigidi soprattutto per le imprese minori”.
Gli standard di credito per i prestiti sono saliti al 49% nel primi tre mesi 2008 contro il 41% nel quarto trimestre 2007.
Stretta del credito, anche, per i prestiti alle famiglie pari al 33% nei primi tre mesi dell’anno contro il 21% del trimestre precedente.
La Bce prevede però, che la domanda di finanziamenti “migliorerà nel secondo trimestre 2008″
Secondo quanto rilevato dalla Banca d’Italia da un indagine sul credito in Italia “dopo quasi un biennio di allentamento, emerge per la prima volta un irrigidimento delle politiche di offerta per l’erogazione dei prestiti e mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni”.
Questo vale non solo per le famiglie ma anche per le aziende.
Infatti, nei primi tre mesi del 2008 in Italia i criteri per l’erogazione di prestiti alle imprese hanno registrato una ulteriore restrizione.
Per il secondo trimestre del 2008, tuttavia, si profila un’ulteriore lieve restrizione delle politiche di offerta dei prestiti alle imprese
mentre rimarrebbero sostanzialmente invariate alle famiglie.
Fac simile di lettera per sollecitare la c.d. “portabilità del mutuo”
(art. 8 l. 2.04.2007 n° 40 di conversione del d.l. 31.01.2007 n°7 c.d. Decreto bersani 2 di liberalizzazione)
Alla banca (subentrante)
(sede legale) Via ………..… n°
CAP …… Città
LETTERA RACCOMANDATA A.R.
E, pc.
Alla banca (originaria)
(sede legale) Via ………….. n°
CAP …… Città
POSTA PRIORITARIA
E, pc
Al Codacons
Viale Mazzini,73
00195 Roma
Oggetto: Richiesta di surrogazione in mutuo fondiario (c.d. portabilità del mutuo)
Il sottoscritto…………………………. ……………….È titolare del mutuo fondiario stipulato in data ……………..con la banca…………………..…………..…..con atto a rogito del notaio ……………….. per l’
acquisto di immobile sito in ……………………… via/piazza……………….. n° ……………..
PREMESSO CHE
1) Tale mutuo è di tipo ( indicare la denominazione commerciale e la tipologia fisso/variabile/ misto);
2) Che sono sempre e tempestivamente state corrisposte tutte le rate fino alla n° ……. Di n° ……..( indicare la totalità);
3) Che per il residuo è interesse del richiedente aderire al Mutuo……… (indicare denominazione commerciale e/o tipologia fisso/variabile/ misto) proposto da codesta banca;
4) Che in data ………………….… mi recavo presso l’agenzia/ dipendenza di (città)………….. via ……… n° ………… dove a seguito di prospettazione delle mie esigenze e richieste il preposto (sig………..………………) verbalmente mi negava senza ragione alcuna il diritto alla surrogazione nel mutuo;
FORMULO RICHIESTA FORMALE
di surrogazione ex art. 1202 cc. di codesta banca nel contratto ai sensi dell’art. 8 della legge n° 40 /2007(decreto Bersani 2 di liberalizzazione)
La surroga avverrà, come per legge, con il compimento degli atti strettamente necessari e con la massima riduzione delle spese
Si chiede pertanto di procedere alla stipula del contratto di mutuo tipo (indicare tipologia) con scrittura privata autenticata procedendo successivamente senza formalità alla richiesta
di annotazione alla conservatoria immobiliare.
In fede
Gli acquisti di case sono in netto calo nel 2008 ma la richiesta di mutui e prestiti aumenta e fa segnare +3%.
Secondo l’Agenzia del Territorio nel 2008 le compravendite immobiliari sono calate del 7%.
Banca d’Italia fa notare invece come il mercato dei mutui ha tenuto il passo ed anzi è riuscito ad accelerare nel primo trimestre del 2008 con +3%.
Secondo l’Agenzia del Territorio il calo degli acquisti di immobili è una conseguenza dell’aumento dei tassi di interesse sui mutui che sono passati in media dal 3,5 al 5,2% e ai prezzi sempre più alti delle case.
Quindi sono gli immobiliaristi a patire la crisi del caro mutui e le banche che ne sono la causa invece no.
Il bollettino statistico di Bankitalia è molto chiaro su questo punto, infatti da agosto in poi, le famiglie italiane hanno ottenuto finanziamenti per acquistare la casa per 7,784 miliardi. Nello stesso periodo del 2006 i prestiti avevano raggiunto quota 17,232.
Tornando al rapporto dell’Agenzia del Territorio si scopre che il volume di compravendite complessivo nel 2008 è stato di 1.699.664. Calo pesante di acquisti soprattutto per la categoria “altri immobili” che fa segnare meno 10,6%, questa categoria comprende dai box agli alberghi, dai posti auto ai fabbricati destinati agli istituti di credito.
Secondo l’Agenzia del Territorio ha inciso molto anche il decreto Bersani di luglio 2006, che ha imposto regole più severe per questo tipo di compravendite.
Atti in calo anche:
- nel settore residenziale con 806.225 transazioni e meno 4,6%;
- nel settore terziario con 1.732, meno 2,6%,
- settore commerciale 50.136, meno 4,8%,
- produttivo 16.812, meno 3,5%;
- magazzini 114.610, meno 5,2%.
La quotazione media di riferimento è intanto cresciuta del 5,5% su base annua, addirittura del 30% rispetto al 2004.
Cali sostenuti nelle grandi città: dal 16,2% di Napoli, al 12,4% di Palermo, all?11,8% di Milano. Il mercato del mattone crolla anche nella Capitale che conclude il 2007 con un -8,3% per il settore residenziale.



