Archivio di Agosto 2008

29 Agosto 2008

Da oggi si può finalmente rinegoziare il mutuo senza nessun costo per il cliente.
Scadeva proprio il 29 agosto infatti il termine fissato dalla convenzione sulla portabilità dei mutui siglata in maggio tra Abi e ministero dell’Economia.
Secondo questo accordo le banche devono inviare ai propri clienti, che avranno tre mesi di tempo per decidere, una lettera con i termini dell’offerta, prospettando anche tutte le diverse opzioni che consentono una possibilità di risparmio, come ad esempio la surroga che permette di spostare il prestito in un’altra banca a condizioni migliori o la sostituzione del mutuo con uno nuovo acceso presso un altro istituto di credito.
Sono oltre un milione gli italiani che hanno contratto un mutuo a tasso variabile entro il 28 maggio 2008.
Finora l’accordo poteva contare sull’adesione di oltre 300 banche, pari al 90 per cento del settore in termini di sportelli.
Nell’ambito della rinegoziazione del mutuo, però, non si fa riferimento alle assicurazioni per la vita legate al prestito.
Proprio per fare luce su questo aspetto l’Isvap ha avviato un’indagine sui prodotti assicurativi vita o danni legati ai mutui, richiedendo alle compagnie di predisporre una relazione entro il 20 settembre prossimo.

25 Agosto 2008

Sono letteralmente raddoppiati i debiti per le famiglie italiane negli ultimi cinque anni. Infatti l’esposizione media, che comprende mutui immobiliari, prestiti per l’acquisto di beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, ha toccato nel dicembre del 2007 i 15.765 euro.
Questo secondo un’analisi della Cgia di Mestre, dove si evidenzia che in cinque anni, tra il primo gennaio 2002 e il 31 dicembre 2007, l’indebitamento delle famiglie italiane è quasi raddoppiato: in questo periodo la crescita media è stata infatti del 93,28%.
Le “sofferenze” maggiori a carico dei nuclei familiari riguardano la provincia di Roma, dove si arriva ad una media di 21.949,94 euro. In cinque anni invece il record della crescita del debito è di Napoli, con un aumento del 116,36%.
In ogni caso sono moltissime le province che hanno in sostanza raddoppiato il loro indebitamento: in 20 hanno avuto una crescita superiore alla media e le poche province che si situano in coda alla classifica vedono comunque una crescita del 50% circa, con un minimo al 42,45%. Leggi il resto di questo articolo »

25 Agosto 2008

Sono sempre di più gli Italiani che fanno ricorso al credito non solo per acquistare l’automobile o pagare le vacanze, ma da qualche anno si affidano alla carta di credito e alla rateizzazione anche per fare la spesa al supermercato.
Lo hanno capito le stesse catene di supermercati che ora propongono ai clienti vere e proprie carte di creditorevolving” con le quali è possibile rateizzare il debito nel corso dell’anno.
La prima catena a intuire il trend è stata Auchan che in collaborazione con Banque Accord da 5 anni propone due carte: una utilizzabile solo negli ipermercati Auchan e una seconda utilizzabile come une vera e propria carta di credito.
In caso di rateizzazione il tasso annuo è di 16,20% e quello effettivo globale è del 17,46%, ma ci sono offerte a tasso zero.
Un po’ più convenienti i tassi delle carte di Esselunga e di Unicoop Firenze. La carta Scelta Più di Unicoop permette rateizzazioni al 12% annuo (Taeg sotto il 13%), mentre Fidaty Plus di Esselunga prevede un Tan dell’11,8% e un Taeg del 14,16%. «Il nostro obiettivo non è certo quello di spingere la gente a indebitarsi - afferma Franco Cioni direttore marketing strategico di Unicoop Firenze - piuttosto è un modo per aiutare le famiglie a regolare il loro budget».

25 Agosto 2008

La Casa si fa sempre più cara per le famiglie italiane, e non solo per bollette e costi di manutenzione. Salgono anche affitti e mutui e così l’abitazione resta la voce più consistente del bilancio familiare ovvero oltre un quarto (il 26,7% nel 2007, dal +25,8% di due anni prima) della spesa mensile.
Negli ultimi due anni la spesa per gli affitti ha registrato una crescita media del 14% (passando da 308 a 351 euro) mentre i costi per chi ha acceso un mutuo immobiliare sono aumentati dell’8% con picchi del 10% (passando da una media di da 438 a 471 euro al mese) secondo gli ultimi dati Istat (da 2005 a 2007).
Aumenti sopra la media nel centro della Penisola (+20%). Per la casa quasi la metà della spesa mensile degli anziani.
Per gli over-64 energia e casa assorbono il 46,9%,vale a dire circa 635 euro su una media mensile di 1.356 euro.

Tra il 2005 e il 2007 l’aumento degli affitti è stato particolarmente salato per le famiglie del Centro Italia, che si sono viste aumentare la rata mensile di quasi il 20% (dal 340 a 406 euro).
Al Nord, invece, è andata peggio a chi ha scelto di accendere un mutuo, visto che la rata mensile è cresciuta più che nel resto d’Italia (+9,3%, da 448 a 490 euro).
L’aumento degli affitti negli ultimi due anni dimostra che è necessario «al più presto porre rimedio alla grande ingiustizia del fisco italiano», che a parità di reddito non fa distinzione tra famiglia con casa in proprietà e con casa in affitto. E’ la denuncia il Codacons, che per questo chiede che «le detrazioni introdotte lo scorso anno per i canoni di locazione (300 e 150 euro a seconda del reddito complessivo) siano almeno triplicate».
Commentando i dati dell’Istat sull’aumento delle spese per l’abitazione, il Codacons considera basso l’importo assoluto, «che evidentemente - osserva in una nota - non tiene conto della grande evasione in questo settore e degli affitti in nero», ma considera invece «attendibile e preoccupante» l’incremento registrato del 14%, «praticamente doppio rispetto a quello delle rate del mutuo.
Una dimostrazione che la casa sta diventando sempre più cara per le famiglie italiane e che è necessario al più presto porre rimedio alla grande ingiustizia del fisco italiano che, a parità di reddito imponibile, considera praticamente identica la situazione di una famiglia con casa in proprietà e con casa in affitto».

19 Agosto 2008

Quasi il 60% dei mutui in essere a marzo dal sistema bancario alle famiglie per l’acquisto di casa sono stati stipulati al Nord.
A fare da traino è la Lombardia con quasi 53 miliardi di euro prestati dalle banche alle famiglie; segue il centro Italia con 51,8 miliardi e per finire l’Italia meridionale isole escluse con 26,5 miliardi.
Nel Sud, l’unica provincia di segno positivo è quella di Brindisi con un aumento del 3%.
Il 70% dei mutui richiesti è a tasso fisso tra le regioni settentrionali, è la Lombardia, che conferma il suo peso sulle erogazioni nazionali con il 23% del totale. Cala l’Italia centrale con l’Umbria che scende del 26,60% e il Lazio in flessione del 2,5% rispetto al primo trimestre 2007. Si muove in controtendenza l’Italia insulare (+40,52%) e in particolare la Sicilia dove gli importi dei mutui nei primi tre mesi del 2008 sono più che raddoppiati (52,53%).
Scendono dell’1,25% nel primo trimestre 2008, rispetto agli ultimi tre mesi del 2007, le consistenze dei mutui residenziali, ossia il valore dei mutui ancora in essere, che hanno raggiunto i 223.553 milioni di euro. Si riduce così la componente mutui per l’acquisto della casa sull’indebitamento delle famiglie italiane.
Secondo Bankitalia, tra gennaio e marzo l’ammontare dei prestiti a lungo termine fatti dal sistema bancario alle famiglie per l’acquisto di casa è diminuito di quasi 3 miliardi di euro rispetto alla fine del 2007. Novità anche sul fronte dei tassi.
Il tasso applicato sui mutui accesi nel trimestre da famiglie-consumatrici è sceso del 5,76% dal 5,96% di dicembre, anche se rimane più alto di quello di un anno prima: a marzo 2007 si attestava infatti 5,57%.
Continuano a crescere i tassi d’interesse delle operazioni a scadenza già in essere:dal 5,74% di dicembre si sale al 5,81% di marzo.

19 Agosto 2008

Catricalà, presidente delle Autorità garante della concorrenza Antitrust, a riguardo della portabilità gratuita dei mutui, durante un dibattito ha dichiarato: “ Abbiamo abbaiato molto e alla fine abbiamo morso. Le multe alle banche che non hanno applicato la legge sulla portabilità dei mutui gratuita non sono state un fulmine a ciel sereno.
Infatti molte banche si sono ravvedute e di questo abbiamo tenuto conto nella determinazione della sanzione.
Speriamo che dopo la nostra decisione qualche banca che ancora resiste si ravveda”.
Riguardo al funzionamento della pubblica amministrazione Catricalà si è detto d’accordo con l’idea del ministro Brunetta: “Condivido l’idea di Brunetta, ad esempio in casi come quello di una scuola che non funziona, dove i professori sono sempre assenti, potrebbe essere data la possibilità ai genitori di proporre una class action”.

13 Agosto 2008

Secondo quanto pubblicato sul sito Pattichiari gli italiani sono tutto sommato bene informati sui mutui anche se nutrono ancora dei dubbi sull’Isc e sui mutui a tasso variabile.
Il 93% dei 1000 clienti che hanno risposto alle domande sa che i mutui sono erogati dalle banche per l’acquisto o la ristrutturazione di un immobile e che vengono pagati attraverso rate composte da una parte di capitale e da un parte di interessi.
Un po’ di incertezza regna invece sul fronte delle garanzie da presentare al momento della sottoscrizione: se il 73% degli intervistati ritiene che siano sempre necessarie alcune garanzie a fronte dell’erogazione del mutuo, il 23% pensa che ciò dipenda esclusivamente dall’ammontare dell’importo richiesto e il 4% vincola la richiesta di garanzie all’età di chi richiede il mutuo.
Di fronte alla differenza tra mutui a tasso fisso o mutui a tasso variabile gli italiani dimostrano una scarsa percezione delle caratteristiche del mutuo a tasso variabile. Il 13% degli intervistati crede che il mutuo a tasso variabile sia adeguato a chi preferisce una rata fissa nel tempo e non soggetta alle variazioni del mercato. Il 67% che ritiene sia adatto a chi, non avendo l’esigenza di contare su una rata costante, preferisce correre il rischio di dover corrispondere una rata più alta in caso di aumento nel tempo del parametro di riferimento.
Gli italiani hanno invece le idee più chiare sul mutuo a tasso fisso: oltre 87% ritiene in modo corretto che sia adatto a chi desidera che gli importi delle rate siano costanti nel tempo, calcolati sulla base dello stesso tasso per tutta la durata del mutuo. Leggi il resto di questo articolo »

13 Agosto 2008

Non c’è più nessun ostacolo alla surroga anche per i mutui frazionati, ossia quelli accollati dal costruttore.
Con la circolare n. 5/T del 28 luglio, infatti, l’Agenzia del territorio ha chiarito che anche in questi casi l’annotazione sull’ipoteca del nome del nuovo istituto di credito può essere effettuata d’ufficio dal conservatore in base alla semplice richiesta scritta da parte dell’interessato.
Come previsto dal decreto Bersani-bis, l’annotazione di surrogazione può essere richiesta al conservatore senza alcuna formalità, allegando una copia autentica del documento di surrogazione stipulato con atto pubblico o scrittura privata. Un principio valido anche nella specifica ipotesi di surroga in quota di un mutuo frazionato. Quindi per ottenere la relativa annotazione, che deve essere eseguita d’ufficio dal conservatore, basta presentare il titolo e una semplice richiesta in forma scritta.
In particolare nella circolare si precisa che la suddivisione dell’ipoteca non comporta una surroga parziale, ma una surroga totale nella specifica quota di ipoteca individuabile in base all’annotazione di frazionamento. Quindi in presenza di una successione nei diritti del creditore su una quota del credito frazionato, non si può negare il diritto a subentrare nelle garanzie reali che assistevano il creditore iniziale di quella stessa quota. In ogni caso la circolare ribadisce che occorre sempre la relativa annotazione, che deve essere effettuata indicando esplicitamente “Surrogazione in quota di mutuo frazionato”. Nel quadro specifico della domanda di annotazione vanno segnalati gli immobili a cui la quota si riferisce e i dati che consentono di individuare correttamente la quota e che risultano dall’atto di frazionamento della relativa ipoteca. Tutte queste indicazioni sono immediatamente operative

13 Agosto 2008

Nonostante sia passato ormai un anno dall’inizio della crisi dei mutui subprime le banche europee stringono ancora il rubinetto del credito. Infatti dopo un secondo trimestre 2008 caratterizzato da prestiti più difficili anche nel terzo trimestre adotteranno criteri più rigidi nel concedere prestiti alle famiglie, mutui e credito al consumo.
E’ quanto evidenziato da un Indagine sul credito bancario in Italia cui hanno partecipato otto gruppi creditizi, e la più ampia indagine della Banca centrale europea su un campione di 110 banche di tutti i Paesi di Eurolandia. Tutto questo ad un anno esatto dall’inizio della crisi dei mutui subprime infatti la prima mega iniezione di liquidità sul mercato della Bce fu data il 9 agosto 2007.
La Bce fa notare che “Le aspettative indicano una stretta un po’ più forte degli standard creditizi verso le imprese nel terzo trimestre. Il fattore più importante per questo inasprimento continua ad essere il peggioramento delle previsioni sull’andamento dell’economia”.
L’Italia ha accusato una contrazione del Pil nel secondo trimestre, la Germania si appresta a registrare un calo di circa l’1% e la Bce ha dichiarato che non è chiaro se Eurolandia a settembre si sarà messa il peggio alle spalle.
Ma non è solo una questione economica a determinare la stretta sul credito, le banche italiane fanno notare che, anche nel secondo trimestre, le tensioni sui mercati finanziari hanno contribuito a restringere i criteri per l’erogazione del credito.
I dati di Bankitalia ricevuti dalle banche entro il 7 luglio scorso indicano, per gli ultimi tre mesi, un valore pari a 0,19 per quanto riguarda i criteri per concedere prestiti e linee di credito a favore delle imprese (un valore pari a 1 indica “‘notevole irrigidimento”, a zero stabilità e a -1 “notevole allentamento”). Leggi il resto di questo articolo »

11 Agosto 2008

Il 29 agosto partirà l’attuazione dell’intesa Abi-Tremonti sui mutui.
Si aprono quindi diverse nuove possibilità per tutti coloro che hanno in corso un mutuo a tasso variabile: scatta infatti l’ora della rinegoziazione.
Tutte le banche, nessuna esclusa, hanno deciso di aderire all’intesa Abi-Tremonti e dal 29 agosto inizierà l’invio di un 1,2 milioni di lettere verso clienti che hanno in corso un mutuo a tasso variabile per la prima casa sottoscritto fino al 28 maggio scorso.
Nella lettera non ci sarà, però, solo l’offerta al cliente di aderire all’accordo per la riduzione della rata con l’addebito della differenza su un conto accessorio, ma anche la presentazione di tutte le altre opzioni possibili per risparmiare, dalla rinegoziazione personalizzata alla portabilità del mutuo.
Insomma tante diverse soluzioni con l’offerta della rata “calmierata” solo come ultima possibilità per i clienti.
L’elenco delle prime banche aderenti è già disponile online mentre per le altre si tratta solo di aspettare qualche giorno per la formalizzazione delle decisioni da parte dei comitati esecutivi.
Come precisato dall’Abi, infatti, l’intesa è stata approvata all’unanimità, quindi nessun istituto si potrà tirare indietro.
Il testo della lettera che arriverà ai primi di settembre a tutti coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, sia come rata a tasso fisso che con rata fissa e durata variabile, che riguarda la prima casa, sarà sostanzialmente standard, anche se non c’è un “modello unico”.
Ciascuna banca, infatti, scriverà al proprio cliente quali sono le opzioni che ha di fronte, esattamente in questo ordine:
a) continuare a mantenere il mutuo alle condizioni attuali;
b) rinegoziare sulla base di un accordo personalizzato;
c) optare per la portabilità del mutuo anche attraverso la surroga;
d) aderire all’accordo per la riduzione del peso della rata. Leggi il resto di questo articolo »