A Gennaio 2008 scade il bonus

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20 Novembre 2006

Il primo gennaio del 2008, data di scadenza dell’incentivo alla pensione voluto dalla riforma Maroni, si prospetta un ampio spazio per la continuazione del lavoro.
Secondo i dati forniti dall’Inps, infatti, i lavoratori che all’inizio del 2008 potranno andare in pensione usufruendo del bouns sono in pochi e d’altronde il compimento dell’età per la pensione di vecchiaia fa cessare il bonus.

I dati forniti dall’ottavo monitoraggio sul bonus dell’ufficio di valutazione e controllo strategico dell’Inps parlano di oltre 61mila uomini e più di 5mila donne che sarebbero ancora in età da lavoro.
In pratica, si contano circa 71mila persone che al primo gennaio del 2008 non avranno più il superincentivo per andare in pensione e si troveranno perciò a fare una scelta: andare in pensione di anzianità con il trattamento calcolato al momento della decorrenza dell’incentivo e poi cristalizzato con le maggiorazioni dovute all’aumento del costo della vita, oppure scegliere di restare al lavoro versando i contributi che daranno diritto a un supplemento di pensione, visto anche che il datore non può licenziare fino al raggiungimento dell’età per il trattamento di vecchiaia.

È tuttavia opportuno sottolineare che sulle scelte degli oltre 71mila lavoratori che alla fine del prossimo anno rimarranno senza il bonus pesa anche il futuro riassetto della previdenza, anche se il fatto di aver ottenuto la certificazione del diritto alla pensione non dovrebbe, almeno in teoria, coinvolgerli in modifiche peggiorative della normativa.

L’altra faccia della medaglia, però, evidenzia che la maggior parte dei lavoratori che rimarranno senza il superincentivo sarà ancora giovane: secondo le tabelle dell’Inps si parla di quasi il 47% degli uomini che al primo gennaio del 2008 avrà meno di 60 anni.

Ma il report fornito dall’Istituto di previdenza sociale mette in evidenza anche un altro dato, vale a dire il numero di coloro che hanno chiesto il bonus pensione.
Se ne contano circa 41mila, pari cioè al 55% del totale.
La maggior parte dei lavoratori in bonus, quindi, aveva già scelto di non andare in pensione indipendentemente dall’incentivo della riforma Maroni, che infatti è stato chiesto in un secondo momento.

Ora dunque resta da vedere se questo 55% di lavoratori, una volta scaduti i termini del superincentivo, confermerà la sua scelta e cioè restare al lavoro.