A qualcuno va di lusso
infoI conti sono serviti: crescita del 9% nel 2005, fatturato da 146 miliardi di euro.
Ecco i numeri che l’Osservatorio Altagamma sfoggia per il 2005 che segnalano come si sia consolidata la crescita del settore lusso italiano
L’analisi è stata condotta su un campione di 500 imprese, aprendo la strada a previsioni ottimistiche: anche nel 2006, dove è attesa una crescita che potrebbe toccare il 10%, portando valore complessivo del fatturato a 160 miliardi di euro.
Molte imprese dichiarano che per loro è ormai terminata la fase di crisi post 11 settembre, e in grado di reggere il peso dei cambi sfavorevoli, tanto che l’85% ha parlato di fatturati in crescita.
Il tutto arricchito da molte nuove imprese di media portata.
E quando si tratta di lusso si parla di mercati esteri.
Gli Stati Uniti rimangono in vetta nelle nostre esportazioni di settore, un mercato che vale 52 miliardi di euro (anche qui cresciuta a +9%).
Ma la vera speranza per tutti arriva dall’Asia, che già fa registrare una crescita in tutte le categorie.
Manco a dirlo, i mercati più dinamici sono quello cinese, che sale del 70% l’anno e l’India, che cresce del 25%, mentre il Giappone vale da solo 23 miliardi.
Forse non a caso viene più volte citato un recente studio della banca d’affari Merrill Lynch.
Studio che va molto più in là e dice che per quest’anno prevede per il made in Italy fatturati in crescita del 17,5%.
L’onda lunga si farà sentire anche più in là con un’espansione prevista anche nel 2007, con numeri più bassi ma sempre a doppia cifra l’espansione del 2007.
Basti pensare che da sola la pelletteria ha incamerato una crescita del 18%, muovendo, nel 2005, 16 miliardi di euro, con punte del +21% in Usa e del +22% in Asia.
Ma largo anche all’abbigliamento maschile, (+11% a 20 miliardi) e quello femminile (+9%).
Perfino le calzature di lusso hanno quasi sconfitto la crisi, crescendo dell’11%, in compagnia di orologi e gioielleria.



