Bce, benvenuta Slovenia

La Slovenia è il tredicesimo paese dell’Unione Europea ad adottare l’euro e, quindi, a partire dal primo gennaio è parte dell’Eurosistema, ”con gli stessi diritti ed obblighi dei 12 paesi che hanno già adottato la moneta unica”.
È questo il messaggio di benvenuto della Banca Centrale Europea (Bce) alla Banka Slovenije.

Così già da stamattina i cittadini sloveni possono prelevare euro agli sportelli Bancomat e pagare con la nuova divisa.
Ma il primo vero banco di prova per la moneta unica in Slovenia sarà mercoledì, visto che domani a Lubiana sarà ancora festa e le banche resteranno chiuse.

Per quanto riguarda la vecchia moneta - il tallero - continuerà ad essere legale solo fino al 14 gennaio.
Potrà quindi continuare a circolare insieme all’euro ancora per due settimane.
Ma il commissario agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, invita il Governo di Lubiana e gli sloveni a ‘’stare in guardia” in questa fase di changeover.
“Nel momento in cui i cittadini cominciano a pagare in euro - sottolinea - voglio ricordare loro di fare molta attenzione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane per evitare nelle prossime settimane un ingiustificato aumento dei prezzi”.
Già alcuni giorni fa Almunia era tornato a denunciare ”gli abusi” perpetrati in alcuni Paesi nel momento del loro ingresso in Eurolandia.
Abusi - aveva detto - dovuti alle speculazioni compiute in alcuni settori e alla mancanza di adeguati controlli.

Come del resto è accaduto in passato in Paesi come l’Italia.
Ma in proposito il commissario Ue ha ribadito che ”l’euro non può essere il capro espiatorio per tutti i problemi”.
Un monito che Almunia rivolge ai detrattori della moneta unica, invitando i Governi a difenderla e a non mascherare dietro di essa i ritardi e le difficoltà dei singoli Paesi.
E se molti cittadini hanno una ”percezione distorta” dei benefici portati dalla divisa europea, Almunia parla di ”abusi” e punta il dito su chi ha speculato e su chi non ha controllato: “la colpa - dice - è loro e non dell’euro, che invece ha trascinato in basso l’inflazione e favorito bassi tassi di interesse.
Ed è grazie a una moneta unica ”forte e stabile, afferma Alminua, che l’Europa si è risparmiata in questi ultimi anni nuove crisi valutarie legate ai tassi di cambio e speculazioni di mercato”.
Senza contare che l’euro ”ha reso più convenienti le nostre importazioni, a partire da quelle di petrolio”, rendendo così meno cara la bolletta energetica pagata dai Paesi europei.
Per la Commissione Ue, infine, se qualcuno avesse ancora dei dubbi sui vantaggi portati dall’euro, a parlar chiaro sono i dati: in cinque anni il valore complessivo delle banconote in circolazione è quasi triplicato, da 221 a 595 miliardi.
Per quanto riguarda le monete in circolazione, il valore è passato dai 13 miliardi del gennaio 2002 ai 17,6 miliardi dell’ottobre 2006.
Una percentuale che oscilla dal 10 al 20% delle banconote in circolazione viene utilizzata fuori dell’eurozona.
Infine, sempre da ieri, anche la Bulgaria e la Romania sono entrate a far parte dell’Unione Europea, ma non adotteranno l’euro.
”Le banche centrali dei due nuovi stati membri - precisa l’Eurotower - sono integrate sì nel Sistema Europeo delle Banche Centrali, ma adotteranno l’euro solo quando avranno rispettato tutti i requisiti previsti dal trattato della Comunità Europea”.

Tags: ,

Scrivi un commento