Boom Finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio

Il ricorso a finanziamenti e mutui garantiti dalla cessione di un quinto dello stipendio ha registrato un vero e proprio boom dal 2004 al 2007: grazie alla possibilità di «ipotecare» fino ad un quinto della propria retribuzione o stipendio per ottenere un finanziamento anche per i lavoratori dipendenti privati dal 2004 e per pensionati e lavoratori atipici dal 2005, in quanto prima potevano farlo solo i dipendenti pubblici, il sistema ha registrato aumenti a livello di regioni a volte superiori anche al 109%.
Se a fine 2004 la cessione del quinto dello stipendio ammontava a 1,83 miliardi e rappresentava il 4,7% del comparto del credito al consumo alla fine del 2006 lo strumento ammontava a 3,83 miliardi e rappresentava il 7,3% del comparto del credito al consumo.
Solo nei primi sei mesi del 2007 ha sfiorato già i due miliardi.
Le regioni che nel 2006 hanno fatto ricorso massicciamente a questi prestiti, secondo una ricerca della società di credito al consumo Ducato entrata con un nuovo marchio nel mercato della cessione del quinto dello stipendio, sono state soprattutto la Campania con 563,44 milioni di euro e una quota di mercato del 15%, la Sicilia e il Lazio con 480,12 milioni di euro con una quota di mercato del 13% e una crescita nei due anni del 118%.
Nel 2006 la crescita rispetto al 2005 è stata complessivamente del 30,8% contro l’11,9% di aumento del comparto del credito al consumo con importi dei prestiti aumentati in media da 9.700 euro a 17.100. Si è allungata anche la durata media dei finanziamenti. Nel 2003-2004 circa l’85% del totale finanziato era compreso tra i 49 e i 60 mesi mentre dal 2006 la durata media si è andata oltre i 60 mesi nel 69% dei casi. La crescita è stata molto sostenuta per la cessione del quinto anche nei primi sei mesi del 2007 con il 19,2% contro l’11,9% del comparto del credito al consumo. E se la maggioranza dei finanziamenti con cessione del quinto sono ad oggi concessi ai dipendenti pubblici con il 45,88% del totale, crescono quelli concessi ai lavoratori privati con il 32,57% del totale e ai pensionati il 21,55%.

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