Archivi per la categoria ‘carte credito’

30 Settembre 2008

Gli italiani hanno mostrato di apprezzarle ampiamente fin dalle prime emissioni, ma il 2007 ha conosciuto un vero e proprio boom dell’uso delle carte prepagate (+46,3%) e della loro diffusione (+30,1%).
E così quelle che sembravano le ’sorelle minori’ delle carte di credito sono ormai arrivate, attesta l’Osservatorio Assofin-Crif-Eurisko, a 5,8 milioni. Un tasso di crescita di gran lunga superiore a quello delle carte di credito tradizionali (+10,3%, comunque il più alto degli ultimi quattro anni) e di quello delle carte revolving (+7,7%).
All’aumento delle carte di credito corrisponde una riduzione del 6 per cento dell’utilizzo degli assegni.
Le prepagate piacciono ai giovani. “Quella delle carte prepagate è certamente una tipologia che si sta diffondendo molto. - conferma Silvia Dimelli, business consultant di Crif, tra i curatori del rapporto - Non si tratta di una sostituzione, ma di un allargamento del bacino dei titolari. Infatti i 5,8 milioni di titolari di carte prepagate si aggiungono ai circa 35 milioni titolari di carte di credito. A scegliere le prepagate sono soprattutto i giovani, che le utilizzano per i viaggi e per le transazioni online. In genere l’importo medio è inferiore a quello delle carte di credito: 50 euro contro 100″.
La crisi rallenta le revolving. Sembra invece diminuire l’entusiasmo per le carte revolving, che hanno raggiunto i 13,9 milioni di pezzi in circolazione. Ma mentre tra il 2004 e il 2005 i tassi d’incremento erano a due cifre, nel 2007 si è registrato un più modesto +7,7%, al quale segue un +7% nel primo semestre 2008, ma soprattutto una riduzione delle emissioni dell’11,6%.
Pagare a rate è comodo, ma probabilmente in un momento di crisi come l’attuale è anche troppo costoso. Infatti, sempre nel 2007, il tasso di sofferenza è aumentato di un punto percentuale. Gli utenti sembrano piuttosto orientarsi verso le carte opzione, segnala il rapporto, “che lasciano la scelta di rimborsare in un’unica soluzione o rateizzare il credito dovuto”.
Un quarto degli utenti sceglie invece le carte co-branded, emesse da esercizi commerciali convenzionati, e che danno accesso a sconti e promozioni.
Oltre 75 milioni di carte di plastica. Sembrano lontani i tempi nei quali si parlava della cronica diffidenza degli italiani verso le carte di credito. Degli oltre 75 milioni di carte in circolazione, 5,8 sono prepagate, e le altre si suddividono in egual misura tra bancomat e carte di credito. Ma a crescere sono soprattutto le seconde (+10,3%), le prime segnano un incremento molto più contenuto (+1,6%). Cresce anche l’utilizzo delle carte di credito (+9,4%). Nel complesso, le operazioni effettuate utilizzando strumenti di pagamento diversi dal contante hanno registrato nel 2007 un aumento del 3,5 per cento.
La novità: le carte contactless. Nel 2007 si sono affacciate per la prima volta nel mercato le carte contactless, che sfruttando la tecnologia ‘a sfioramento’, permettono di effettuare il pagamento per gli acquisti di minore entità avvicinando la carte a un lettore, senza inserimento nel terminale, e senza digitare il pin. Una tecnologia che gli utenti hanno mostrato di apprezzare. Tuttavia al momento sono stati avviati solo alcuni progetti pilota.

30 Settembre 2008

Gli italiani stanno prendendo sempre più confidenza con le carte di credito.
Di certo alla base rimane un po’ di scetticismo, di diffidenza. Forse anche ancora un po’ di paura per eventuali frodi. Ma il trend sta sicuramente cambiando. E i numeri lo dimostrano: nel 2007 sono circolate in Italia 34,5 milioni di carte di credito, ben il 10,3% in più rispetto al 2006.
Un dato che emerge da uno studio condotto da Assofin, Crif decision solution e Gfk Eurisco, presentato a Milano.
Ma la vera grande novità sta nell’exploit delle carte prepagate che hanno registrato un incremento del 30,1%, raggiungendo quota 5,8 milioni, con un utilizzo balzato del 46,3%, a 49,6 milioni di operazioni. In crescita del 7,7% le carte revolving, arrivate a 13,9 milioni.
Un dato che sottolinea il fatto che agli italiani piace utilizzare le carte per fare acquisti su Internet, come per esempio comprare i biglietti aerei, ed anche pagare la spesa al supermarket.
E’ sicuramente più comodo infatti utilizzare una semplice “scheda” più che portare contanti. Ma l’avversione al rischio è forte e quindi il popolo del Belpaese preferisce limitare il plafond a
disposizione, cosa fattibile con le prepagate.
Dallo studio è emerso anche, sempre lo scorso anno, le operazioni effettuate con strumenti diversi dal contante sono aumentate del 3,5%. Le transazioni su Pos con carte di debito, ossia con i Bancomat, sono salite del 7,1%, raggiungendo quota 76,6 miliardi di euro, quelle tramite bonifici e disposizioni del 3,8%. In calo del 6% l’utilizzo degli assegni.
Sul fronte della rischiosità del mercato, il tasso di sofferenza registrato per le carte a saldo è rimasto invariato rispetto all’anno precedente, attorno al 2%. E’ aumentato dell’1% invece quello per le carte revolving.

25 Agosto 2008

Sono sempre di più gli Italiani che fanno ricorso al credito non solo per acquistare l’automobile o pagare le vacanze, ma da qualche anno si affidano alla carta di credito e alla rateizzazione anche per fare la spesa al supermercato.
Lo hanno capito le stesse catene di supermercati che ora propongono ai clienti vere e proprie carte di creditorevolving” con le quali è possibile rateizzare il debito nel corso dell’anno.
La prima catena a intuire il trend è stata Auchan che in collaborazione con Banque Accord da 5 anni propone due carte: una utilizzabile solo negli ipermercati Auchan e una seconda utilizzabile come une vera e propria carta di credito.
In caso di rateizzazione il tasso annuo è di 16,20% e quello effettivo globale è del 17,46%, ma ci sono offerte a tasso zero.
Un po’ più convenienti i tassi delle carte di Esselunga e di Unicoop Firenze. La carta Scelta Più di Unicoop permette rateizzazioni al 12% annuo (Taeg sotto il 13%), mentre Fidaty Plus di Esselunga prevede un Tan dell’11,8% e un Taeg del 14,16%. «Il nostro obiettivo non è certo quello di spingere la gente a indebitarsi - afferma Franco Cioni direttore marketing strategico di Unicoop Firenze - piuttosto è un modo per aiutare le famiglie a regolare il loro budget».

21 Marzo 2008

Gli Italiani ricorrono con sempre più frequenza e facilità a pagamenti rateali per i propri acquisti, sia per mezzo di carte di credito che accettano questa formula di rimborso sia attraverso proposte di questo tipo promosse da numerosi esercizi commerciali di ogni tipologia.
Gli slogan pubblicitari di grandi magazzini e supermercati in tv, giornali o manifesti recitano: “Compra oggi e inizi a pagare tra sei mesi, in piccole e comode rate a interessi 0″.
Questa formula è sicuramente molto comoda e invitante, si acquista oggi e si riceve subito il bene dei propri sogni e si rimborsa un pò alla volta. In alcuni casi è inoltre possibile scegliere di modificare la rata o di saldare l’intera cifra in un’unica soluzione, con una lieve maggiorazione.
Ma quanto costa realmente un finanziamento? E’veramente tutto così conveniente?
Per valutare la convenienza o meno di un finanziamento, oltre naturalmente a prendere in considerazione l’importo della rata, è importante controllare anche le altre voci di spesa e tutte le clausole che a volte sono scritte in caratteri piccoli e messe poco in evidenza.
Tra le più significative figurano il TAN e il TAEG. Il TAN, ossia Tasso Annuo Nominale, è il tasso che viene utilizzato per calcolare gli interessi al netto di tutte le spese connesse ad una pratica di finanziamento, mentre il TAEG, ossia Tasso Annuo Effettivo Globale, è un tasso che esprime il costo complessivo del finanziamento, comprensivo di oneri accessori obbligatori quali spese di istruttoria, spese di incasso rate, assicurazione obbligatoria, provvigioni da corrispondere ad un eventuale intermediario, imposte.
Il cosiddetto Finanziamento a Tasso 0, che viene spesso utilizzato nei grandi magazzini durante le promozioni, in certi periodi dell’anno, è un tasso TAN promozionale che viene utilizzato dai rivenditori convenzionati per aumentare le vendite, che possono essere di auto, computer, tv ecc, attraverso finanziamenti in apparenza meno onerosi.
Gli interessi non sono pagati dal cliente ma dal rivenditore o dalla finanziaria, o da entrambi.
Spesso succede però che ad un TAN 0, corrisponde in genere un TAEG più elevato. Il cliente da una parte pur non pagando gli interessi, dovrà restituire al finanziatore il capitale e le spese connesse ad una pratica di finanziamento che comunque contribuiscono a far aumentare il costo complessivo di un finanziamento!
In poche parole quello che la finanziaria toglie da una parte lo riprende poi sotto altra forma dall’altra, attraverso un pagamento una tantum in unica soluzione oppure spalmato su tutte le rate.
Altra prassi comune delle Finanziarie è poi quella di inviare insieme con i bollettini di pagamento, o tramite una lettera separata, una carta di credito revolving prepagata che il cliente di turno può utilizzare pagando TAN e TAEG decisamente più elevati.
Insomma meglio fare attenzione perché per evitare di firmare una spesa a tasso zero e trovarsi invece a pagare di più.

1 Febbraio 2008

Eravamo considerati un popolo di risparmiatori ma siamo diventati un popolo che vive a rate!
Più di una famiglia su due ha un “conto in sospeso” che sia prestito, mutuo o finanziamento, con banche o finanziarie e istituti di credito.
Su cento italiano intervistati, 56 hanno uno o più finanziamenti in corso. Questo fenomeno è stato incrementato negli anni passati, dai bassi tassi di interesse, che hanno spinto molte famiglie a comprare casa con l’aiuto di un mutuo immobiliare.
43 italiani su 100 sono ricorsi al credito al consumo, nove su 100 usano le carte revolving.
C’è poi chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Tredici italiani su 100, secondo un’indagine, hanno uno scoperto di conto corrente. E’ li che in molti attingono per superare la quarta settimana.
Indebitati si, ma anche prudenti, il 70% non impegna più del 33% del reddito mensile.
Quello che preoccupa però è quel restante 30%, che dichiara di aver impegnato più del 33%.

4 Gennaio 2008

Le Carte Revolving funzionano con lo stesso principio delle carte di credito, mettendo a disposizione del cliente un prestito “incorporato” nella carta. Entro il limite stabilito è possibile acquistare beni e servizi, senza l’obbligo di rimborsare ogni mese una rata fissa. E’ comunque necessario versare mensilmente una quota minima. Che normalmente non eccede il 5% del fido accordato.
Chiaramente alle somme spese e non interamente rimborsate, viene applicato nel mese successivo un tasso d’interesse, generalmente elevato: le rilevazioni della Banca d’Italia parlano di un tasso medio del 16,26% per importi fino a 1.500 euro, del 16,99% per valori da 1.500 a 5.000 euro e del 10,66% per importi superiori. In paesi come l’Inghilterra, la Francia, la Spagna…
Le carte revolving rappresentano la forma di credito al consumo più diffusa; secondo alcuni dati infatti, la loro diffusione è andata aumentando. Ricordiamo comunque che le revolving non sono come i bancomat, meglio usarli per spese importanti, per evitare di trasformare ogni spesa in un debito; per i piccoli acquisti quindi è meglio pagare in contanti.

24 Dicembre 2007

Nel 2007 si sono verificati oltre 17000 tentativi di frode creditizia mediante furti d’identità, con un incremento del 55% rispetto al 2005, per un ammontare complessivo di oltre 80 milioni di euro. Il fenomeno ha colpito prevalentemente la popolazione residente in Campania, Lombardia, Lazio e Sicilia. L’acquisto di beni a rate e la richiesta di finanziamenti sono le tipologie di frode più diffuse. Più contenuto invece è il numero dei casi che hanno coinvolto le carte di credito, l’apertura di conti correnti e l’emissione di assegni falsi. Le vittime più colpite sono uomini di età compresa tra i 30 e i 40 anni, prevalentemente liberi professionisti. Nella maggior parte dei casi l’autore della frode è rimasto fondamentalmente sconosciuto.

29 Ottobre 2007

Per le generazioni nate prima della Seconda Guerra Mondiale la parola “parsimonia” era simbolo di virtù, mentre il termine “debito” rappresentava quasi un marchio d’infamia che era associato a immagini di disperazione familiare, pignoramenti e a volte anche prigione. Con il corso dei secoli il credito al consumo è stato riabilitato e progressivamente reso accessibile a quote sempre più ampie della popolazione. In un divertente romanzo americano: “Effetto valanga” di Mack Reynolds, una famiglia decide di disdire l’ordinazione di un frigorifero innescando una reazione a catena che fa sprofondare l’economia in recessione. Alla fine il governo fornirà alla famiglia il denaro necessario per comprare l’elettrodomestico, riavviando il ciclo economico.
Questa parodia dell’economia moderna fotografa però un dato reale della nostra società: il nesso tra consumo e sviluppo. L’espansione della capacità di spesa attraverso mutui, piccoli prestiti, carte di credito, permette ai consumatori di soddisfare i propri desideri. Ma vi è sempre il rischio che il meccanismo si inceppi, che qualcuno non compri il suo frigorifero o che non riesca ad onorare le rate di un mutuo. Se il numero degli insolventi cresce molto il sistema potrebbe essere messo in crisi. Sotto questo profilo la crescita dell’indebitamento delle famiglie potrebbe risultare un dato meno rassicurante.

28 Ottobre 2007

Spesso si sentono promesse su carte di credito a costo zero, completamente gratuite oppure molto convenienti. Eppure, dietro alle parole di chi sponsorizza l’uso delle carte di credito piuttosto che dei contanti, spesso si nascondono insidie.
L’associazione dei consumatori Altroconsumo, per aiutare i cittadini a vederci chiaro tra migliaia di offerte, ha realizzato un’inchiesta, passando al setaccio 111 carte diffuse in Italia.
Sotto indagine sono finite 84 carte option, che permettono sia il pagamento a saldo che quello rateizzato dell’estratto conto, e 26 carte revolving pure, cioè carte che rateizzano sempre il pagamento dell’estratto conto.
Per fare un esempio e calcolare il costo totale annuo sono state presi in considerazione tutti i costi della carta: 4.500 euro di spesa media all’anno con la carta; 12 estratti conto di valore superiore a 77,47 euro; in Paesi al di fuori dello spazio monetario europeo 1 prelievo di 100 euro e pagamenti con carta per 200 euro.
Le 16 migliori carte option per costo totale annuo, per il profilo di utilizzo descritto, vanno dai 6,9 euro della carta Newcard Fineco ai 44,66 euro di Citibank Gold.
In assoluto, secondo i dati di Altroconsumo, la carta più cara è risultata essere la carta Libra Gold della BPU Banca che costa 144,87 l’anno, ben 137,97 euro in più della carta meno cara.
La carta più diffusa in Italia, la Cartasì classic, ha un costo totale annuo per il profilo di utilizzo di 74,23 euro, dunque ben 67,33 euro in più rispetto alla più conveniente.
In base a questi dati è evidente che, quando si sceglie una carta di credito, bisogna fare attenzione non solo al costo del canone annuo, ma anche ai costi di invio dell’estratto conto e alle relative imposte di bollo, alle commissioni per l’anticipo del contante, a quelle aggiuntive sul cambio quando si usa la carta Paesi extra Ue.
Per quanto riguarda, poi le carte revolving, promosse da banche e istituti di credito, Altroconsumo mette in guardia per gli interessi salati sulla rateizzazione dell’estratto conto. In base, infatti, al dato fornito a fine giugno dalla Banca d’Italia, il tasso medio di interesse per un credito revolving sino a 1.500 euro è addirittura del 16,71%.
Per fare, come sempre una prova e verificare i costi reali che effettivamente il consumatore paga, Altroconsumo ha calcolato il TAEG inserendo anche il costo di invio dell’estratto conto che normalmente non rientra in quello dichiarato dagli enti emittenti.
Il TAEG più alto, stando ai risultati dell’inchiesta, della nostra classifica è quello della Carta Compass: ben il 20,98%, 23,94% considerando anche il costo di invio dell’estratto conto; in un’ipotesi di rateizzazione di 1000 euro e con una rata mensile di 50 euro si devono sborsare ben 250,755 euro in interessi e spese.
Secondo l’associazione, per limitare le spese che i consumatori si trovano a dover sostenere, è necessario eliminare le troppe clausole vessatorie presenti nei contratti, come quelle sul recesso, sulle controversie e sulla restituzione della parte di canone non fruito.

11 Ottobre 2007

Pagare con la carta di credito piace sempre di più agli italiani. Il 2007 in Italia sta andando in modo nettamente positivo, secondo i dati raccolti da Visa, anche se la differenza con gli altri Paesi europei rimane notevole.
Il numero delle carte di credito in circolazione in Italia è cresciuto del 11%, mentre in Europa l’incremento è stato dell’8,8%, con un aumento dei volumi complessivi di spesa pari rispettivamente all’8,5%, circa 37 miliardi di euro, e al 11,9% circa 1.200 miliardi.
Ogni 25 euro,sottolinea Davide Steffanini direttore generale di Visa Italia, in Italia si paga un euro con carta Visa 4%. Più alto il rapporto nel resto del Vecchio Continente, dove con la carta si paga un euro su nove circa 11%.
Per quanto riguarda l’uso delle carte prepagate l’Italia guadagna la prima posizione con 4 sui 5 milioni di carte emessi nel Vecchio Continente. “E’ un fenomeno che non ha pari nel resto del mondo, tanto che stimiamo che Poste italiane sia il primo emettitore in assoluto di carte prepagate”, ha spiegato Steffanini. La ‘guerra al contante’ intrapresa daVisa per colmare il gap del mercato italiano potrebbe trovare un alleato nell’esecutivo Prodi: “Plaudiamo alle iniziative del governo in materia di evasione fiscale”, ha aggiunto Steffanini.
Steve Perry, vice Presidente Visa Europe, si è invece soffermato sulle innovazioni tecnologiche: entro la fine del 2007 in Gran Bretagna sarà avviato il programma di pagamento “contactless” per le piccole spese, che non richiede nè codice pin né firma. Perry ha dichiarato che a breve saranno annunciati anche in Italia accordi di emissione per la “v pay”, la carta di debito conforme con un anno di anticipo ai principi indicati dalla Sepa (single euro payment area).
Nel 2006 Visa Europe ha realizzato ricavi pari a 595,1 milioni di euro, con un utile di 47,4 milioni. Perry ha spiegato che Visa europe non entrerà a far parte della società per azioni globale Visa Inc, per cui è prevista la quotazione, ma manterrà lo stato di associazione.