Archivio della Categoria 'carte credito'

Finanziamenti e prestiti a Tasso O: quanto conviene? Suggerimenti e consigli

Venerdì 21 Marzo 2008

Gli Italiani ricorrono con sempre più frequenza e facilità a pagamenti rateali per i propri acquisti, sia per mezzo di carte di credito che accettano questa formula di rimborso sia attraverso proposte di questo tipo promosse da numerosi esercizi commerciali di ogni tipologia.
Gli slogan pubblicitari di grandi magazzini e supermercati in tv, giornali o manifesti recitano: “Compra oggi e inizi a pagare tra sei mesi, in piccole e comode rate a interessi 0″.
Questa formula è sicuramente molto comoda e invitante, si acquista oggi e si riceve subito il bene dei propri sogni e si rimborsa un pò alla volta. In alcuni casi è inoltre possibile scegliere di modificare la rata o di saldare l’intera cifra in un’unica soluzione, con una lieve maggiorazione.
Ma quanto costa realmente un finanziamento? E’veramente tutto così conveniente?
Per valutare la convenienza o meno di un finanziamento, oltre naturalmente a prendere in considerazione l’importo della rata, è importante controllare anche le altre voci di spesa e tutte le clausole che a volte sono scritte in caratteri piccoli e messe poco in evidenza.
Tra le più significative figurano il TAN e il TAEG. Il TAN, ossia Tasso Annuo Nominale, è il tasso che viene utilizzato per calcolare gli interessi al netto di tutte le spese connesse ad una pratica di finanziamento, mentre il TAEG, ossia Tasso Annuo Effettivo Globale, è un tasso che esprime il costo complessivo del finanziamento, comprensivo di oneri accessori obbligatori quali spese di istruttoria, spese di incasso rate, assicurazione obbligatoria, provvigioni da corrispondere ad un eventuale intermediario, imposte.
Il cosiddetto Finanziamento a Tasso 0, che viene spesso utilizzato nei grandi magazzini durante le promozioni, in certi periodi dell’anno, è un tasso TAN promozionale che viene utilizzato dai rivenditori convenzionati per aumentare le vendite, che possono essere di auto, computer, tv ecc, attraverso finanziamenti in apparenza meno onerosi.
Gli interessi non sono pagati dal cliente ma dal rivenditore o dalla finanziaria, o da entrambi.
Spesso succede però che ad un TAN 0, corrisponde in genere un TAEG più elevato. Il cliente da una parte pur non pagando gli interessi, dovrà restituire al finanziatore il capitale e le spese connesse ad una pratica di finanziamento che comunque contribuiscono a far aumentare il costo complessivo di un finanziamento!
In poche parole quello che la finanziaria toglie da una parte lo riprende poi sotto altra forma dall’altra, attraverso un pagamento una tantum in unica soluzione oppure spalmato su tutte le rate.
Altra prassi comune delle Finanziarie è poi quella di inviare insieme con i bollettini di pagamento, o tramite una lettera separata, una carta di credito revolving prepagata che il cliente di turno può utilizzare pagando TAN e TAEG decisamente più elevati.
Insomma meglio fare attenzione perché per evitare di firmare una spesa a tasso zero e trovarsi invece a pagare di più.

In Italia gli indebitati sono la maggioranza

Venerdì 1 Febbraio 2008

Eravamo considerati un popolo di risparmiatori ma siamo diventati un popolo che vive a rate!
Più di una famiglia su due ha un “conto in sospeso” che sia prestito, mutuo o finanziamento, con banche o finanziarie e istituti di credito.
Su cento italiano intervistati, 56 hanno uno o più finanziamenti in corso. Questo fenomeno è stato incrementato negli anni passati, dai bassi tassi di interesse, che hanno spinto molte famiglie a comprare casa con l’aiuto di un mutuo immobiliare.
43 italiani su 100 sono ricorsi al credito al consumo, nove su 100 usano le carte revolving.
C’è poi chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese. Tredici italiani su 100, secondo un’indagine, hanno uno scoperto di conto corrente. E’ li che in molti attingono per superare la quarta settimana.
Indebitati si, ma anche prudenti, il 70% non impegna più del 33% del reddito mensile.
Quello che preoccupa però è quel restante 30%, che dichiara di aver impegnato più del 33%.

Come funzionano le Carte Revolving

Venerdì 4 Gennaio 2008

Le Carte Revolving funzionano con lo stesso principio delle carte di credito, mettendo a disposizione del cliente un prestito “incorporato” nella carta. Entro il limite stabilito è possibile acquistare beni e servizi, senza l’obbligo di rimborsare ogni mese una rata fissa. E’ comunque necessario versare mensilmente una quota minima. Che normalmente non eccede il 5% del fido accordato.
Chiaramente alle somme spese e non interamente rimborsate, viene applicato nel mese successivo un tasso d’interesse, generalmente elevato: le rilevazioni della Banca d’Italia parlano di un tasso medio del 16,26% per importi fino a 1.500 euro, del 16,99% per valori da 1.500 a 5.000 euro e del 10,66% per importi superiori. In paesi come l’Inghilterra, la Francia, la Spagna…
Le carte revolving rappresentano la forma di credito al consumo più diffusa; secondo alcuni dati infatti, la loro diffusione è andata aumentando. Ricordiamo comunque che le revolving non sono come i bancomat, meglio usarli per spese importanti, per evitare di trasformare ogni spesa in un debito; per i piccoli acquisti quindi è meglio pagare in contanti.

Allarme frodi creditizie in aumento nel 2007

Lunedì 24 Dicembre 2007

Nel 2007 si sono verificati oltre 17000 tentativi di frode creditizia mediante furti d’identità, con un incremento del 55% rispetto al 2005, per un ammontare complessivo di oltre 80 milioni di euro. Il fenomeno ha colpito prevalentemente la popolazione residente in Campania, Lombardia, Lazio e Sicilia. L’acquisto di beni a rate e la richiesta di finanziamenti sono le tipologie di frode più diffuse. Più contenuto invece è il numero dei casi che hanno coinvolto le carte di credito, l’apertura di conti correnti e l’emissione di assegni falsi. Le vittime più colpite sono uomini di età compresa tra i 30 e i 40 anni, prevalentemente liberi professionisti. Nella maggior parte dei casi l’autore della frode è rimasto fondamentalmente sconosciuto.

La Strategia del fare debiti acquistando a credito, prestiti e finanziamenti

Lunedì 29 Ottobre 2007

Per le generazioni nate prima della Seconda Guerra Mondiale la parola “parsimonia” era simbolo di virtù, mentre il termine “debito” rappresentava quasi un marchio d’infamia che era associato a immagini di disperazione familiare, pignoramenti e a volte anche prigione. Con il corso dei secoli il credito al consumo è stato riabilitato e progressivamente reso accessibile a quote sempre più ampie della popolazione. In un divertente romanzo americano: “Effetto valanga” di Mack Reynolds, una famiglia decide di disdire l’ordinazione di un frigorifero innescando una reazione a catena che fa sprofondare l’economia in recessione. Alla fine il governo fornirà alla famiglia il denaro necessario per comprare l’elettrodomestico, riavviando il ciclo economico.
Questa parodia dell’economia moderna fotografa però un dato reale della nostra società: il nesso tra consumo e sviluppo. L’espansione della capacità di spesa attraverso mutui, piccoli prestiti, carte di credito, permette ai consumatori di soddisfare i propri desideri. Ma vi è sempre il rischio che il meccanismo si inceppi, che qualcuno non compri il suo frigorifero o che non riesca ad onorare le rate di un mutuo. Se il numero degli insolventi cresce molto il sistema potrebbe essere messo in crisi. Sotto questo profilo la crescita dell’indebitamento delle famiglie potrebbe risultare un dato meno rassicurante.