Archivio della Categoria 'costo denaro'

Tassi interesse invariati al 5.25%

Mercoledì 8 Agosto 2007

La Federal Reserve, si legge in una nota, ha deciso di lasciare i tassi d’interesse fermi al 5,25% per la nona volta consecutiva. Al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria dell’istituto, la Fed ha ribadito che il focus resta sull’inflazione: la moderazione della pressione dei prezzi “non è ancora dimostrata”. Nella nota si legge ancora che è in corso la correzione dei mercati delle case e immobiliare, mentre “le condizioni del credito” per le famiglie sono più severe.

BRI stima deficit PIL al 2,5% nel 2007

Giovedì 5 Luglio 2007

La Bri lancia l’allarme mutui: per le famiglie italiane è sempre più difficile riuscire a pagarli. Nel 2007 il rapporto tra deficit e Pil in Italia, sarà del 2,5%. E’ quanto stima la Banca dei regolamenti internazionali (Bri) nella sessantasettesima relazione annuale, nella quale si prevede per il nostro Paese un calo del disavanzo di due punti percentuali dal 2006. La Bri invita i Paesi industrializzati, ma in particolar modo Italia e Giappone, a riformare i sistemi previdenziali “per mantenere gli attuali livelli di prestazioni pensionistiche”.

Rialzo del Costo del Denaro: Aumenti previsti

Lunedì 2 Luglio 2007

Come preannunciato, la Bce ha di nuovo aumentato il costo del denaro, portando il tasso al 4%.
Questo ennesimo ritocco secondo l’Adusbef comporterà un aggravio medio per i mutui a tasso variabile di circa 340 euro annui.
Facendo un esempio concreto, per un prestito di 100 000 euro, a 10 anni, ad un tasso del 5,75%, si prevede un rincaro di 148,80 euro annui. Per la stessa cifra, ma con un finanziamento quindecennale, l’aumento annuo sarà di 159,60 euro.
Anche il credito al consumo vedrà crescere i tassi in misura proporzionale.
L’unica magra consolazione consiste nel fatto che la legge Bersani ha contestualmente stipulato che devono aumentare anche i tassi attivi, quali di tutti i conti correnti, Bot e Cct.
Purtroppo molte banche non sempre si adeguano ai sopracitati tassi: quindi si consiglia di controllare sempre ed eventualmente esigere l’adeguamento perchè prima di tutto è un diritto oltre che una legge dello Stato. Ricordiamo che la Bce fornisce indicazioni che possono anche non essere recepite: una banca potrebbe decidere di non aumentare né i tassi attivi, né quelli passivi ed in questo caso non ci sarebbe nulla di cui lamentarsi; purtroppo, spesso, il valore indicativo delle decisioni della Bce viene interpretato a senso unico!
Si consiglia di segnalare un eventuale mancanza di incremento dei tassi del vostro Istituto bancario all’Adusbef, scaricando semplicemente dal sito l’apposito modulo da compilare i inviare per email o fax.