Come preannunciato, la Bce ha di nuovo aumentato il costo del denaro, portando il tasso al 4%.
Questo ennesimo ritocco secondo l’Adusbef comporterà un aggravio medio per i mutui a tasso variabile di circa 340 euro annui.
Facendo un esempio concreto, per un prestito di 100 000 euro, a 10 anni, ad un tasso del 5,75%, si prevede un rincaro di 148,80 euro annui. Per la stessa cifra, ma con un finanziamento quindecennale, l’aumento annuo sarà di 159,60 euro.
Anche il credito al consumo vedrà crescere i tassi in misura proporzionale.
L’unica magra consolazione consiste nel fatto che la legge Bersani ha contestualmente stipulato che devono aumentare anche i tassi attivi, quali di tutti i conti correnti, Bot e Cct.
Purtroppo molte banche non sempre si adeguano ai sopracitati tassi: quindi si consiglia di controllare sempre ed eventualmente esigere l’adeguamento perchè prima di tutto è un diritto oltre che una legge dello Stato. Ricordiamo che la Bce fornisce indicazioni che possono anche non essere recepite: una banca potrebbe decidere di non aumentare né i tassi attivi, né quelli passivi ed in questo caso non ci sarebbe nulla di cui lamentarsi; purtroppo, spesso, il valore indicativo delle decisioni della Bce viene interpretato a senso unico!
Si consiglia di segnalare un eventuale mancanza di incremento dei tassi del vostro Istituto bancario all’Adusbef, scaricando semplicemente dal sito l’apposito modulo da compilare i inviare per email o fax.