Archivio della Categoria 'credito'

Si fa più rigido il mercato dei prestiti e mutui in Europa

Venerdì 9 Maggio 2008

Secondo la Bce diventa sempre più difficile accedere ad un prestito di danaro in conseguenza ancora della crisi dei mutui subprime sia per le società che anche per i privati residenti nell’Eurozona.
La Banca Centrale Europea ha precisato che i “risultati di un’indagine, evidenziano degli standard di credito ancora più rigidi soprattutto per le imprese minori”.
Gli standard di credito per i prestiti sono saliti al 49% nel primi tre mesi 2008 contro il 41% nel quarto trimestre 2007.
Stretta del credito, anche, per i prestiti alle famiglie pari al 33% nei primi tre mesi dell’anno contro il 21% del trimestre precedente.
La Bce prevede però, che la domanda di finanziamenti “migliorerà nel secondo trimestre 2008″

Diminuisce il mercato del credito e prestiti in Italia

Venerdì 9 Maggio 2008

Secondo quanto rilevato dalla Banca d’Italia da un indagine sul credito in Italia “dopo quasi un biennio di allentamento, emerge per la prima volta un irrigidimento delle politiche di offerta per l’erogazione dei prestiti e mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni”.
Questo vale non solo per le famiglie ma anche per le aziende.
Infatti, nei primi tre mesi del 2008 in Italia i criteri per l’erogazione di prestiti alle imprese hanno registrato una ulteriore restrizione.
Per il secondo trimestre del 2008, tuttavia, si profila un’ulteriore lieve restrizione delle politiche di offerta dei prestiti alle imprese
mentre rimarrebbero sostanzialmente invariate alle famiglie.

Dal Nord al Sud è un Italia piena di cambiali e prestiti

Mercoledì 2 Aprile 2008

Gli italiani si indebitano sempre di più e in modo costante e preferiscono sempre di più acquistare con mutui o credito al consumo. E’ infatti cresciuto del 9,2% dal 2006 al 2007 l’indebitamento delle famiglie che riguarda mutui immobiliari, prestiti per l’acquisto di beni mobili, crediti al consumo, finanziamenti per le ristrutturazioni. Mediamente ogni nucleo familiare nel 2007 ha accumulato un debito di 15mila 578 euro. Questo secondo uno studio effettuato dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre in una recentissima indagine sulle difficoltà economiche dei nuclei familiari del Paese.
E gli incrementi impressionano ancor più quando si osserva la situazione dal 2002, anno di entrata in vigore dell’euro ad oggi: l’indebitamento medio delle famiglie è aumentato del 91%. La capitale detiene il record dell’indebitamento per famiglia, secondo lo studio pari a 22 mila 305,14 euro. Roma è seguita da Milano (21 mila 115,29 euro), da Reggio Emilia (20 mila 367,63 euro), da Prato (20 mila 7,41 euro), da Lodi (19 mila 871,28 euro) e Rimini (19 mila 812,53 euro).
Fanalini di coda le province di Vibo Valentia (con 6 mila 861,15 euro di debiti per famiglia registrati nel 2007), Benevento (6 mila 917,27 euro), Reggio Calabria (7 mila 72,30 euro), Avellino (7 mila 78,62), Isernia (7 mila 182,73) , Enna (7 mila 185,26), Agrigento (7 mila 631,83 euro).
E’ però ben diversa la situazione quando si analizzano le variazioni dei ‘passivì nazionali provincia per provincia. In cima alla classifica composta dagli esperti dell’associazione artigiani mestrina compare Prato dove l’incremento rilevato tra il 2006 e il 2007 è stato del 15% (contro il 9,2%); al secondo posto si trova Genova (14,3 %), al terzo Crotone (14,2 %), al quarto Napoli (14,1 %), al quinto Brindisi (13,7 %). Unico segnale positivo giunge da Bolzano dove è stata registrata una contrazione del debito per famiglia pari a 2,4 %.
Un’indagine dettagliata quella realizzata dalla Cgia di Mestre che non trascura neppure l’evoluzione delle sofferenze è dall’entrata in vigore della nuova moneta ad oggi. Ebbene in cinque anni le famiglie italiane si sono indebitate del 91% in più. Con picchi a dir poco vertiginosi. Come quelli raggiunti dalle province di: Napoli (118,7 % in più dal 2002 al 2007), Reggio Emilia (118, 6 %), Piacenza (114, 2 %), Caserta (113, 7 %) e Chieti (112,9 %). A compensare tali eccessi sono le province di Bolzano (43, 3 %), Potenza (48, 2 %), Matera (50, 9 %), Verbano Cusio Ossola (53, 6 %), Enna (54, 5 %) e Messina (55 %).
Per quanto riguarda l’interpretazione di questi dati secondo Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre “innanzitutto le città che si sono più indebitate nell’ultimo anno sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento registrato negli ultimi 5 anni. Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione”.

Finanziamenti e prestiti a Tasso O: quanto conviene? Suggerimenti e consigli

Venerdì 21 Marzo 2008

Gli Italiani ricorrono con sempre più frequenza e facilità a pagamenti rateali per i propri acquisti, sia per mezzo di carte di credito che accettano questa formula di rimborso sia attraverso proposte di questo tipo promosse da numerosi esercizi commerciali di ogni tipologia.
Gli slogan pubblicitari di grandi magazzini e supermercati in tv, giornali o manifesti recitano: “Compra oggi e inizi a pagare tra sei mesi, in piccole e comode rate a interessi 0″.
Questa formula è sicuramente molto comoda e invitante, si acquista oggi e si riceve subito il bene dei propri sogni e si rimborsa un pò alla volta. In alcuni casi è inoltre possibile scegliere di modificare la rata o di saldare l’intera cifra in un’unica soluzione, con una lieve maggiorazione.
Ma quanto costa realmente un finanziamento? E’veramente tutto così conveniente?
Per valutare la convenienza o meno di un finanziamento, oltre naturalmente a prendere in considerazione l’importo della rata, è importante controllare anche le altre voci di spesa e tutte le clausole che a volte sono scritte in caratteri piccoli e messe poco in evidenza.
Tra le più significative figurano il TAN e il TAEG. Il TAN, ossia Tasso Annuo Nominale, è il tasso che viene utilizzato per calcolare gli interessi al netto di tutte le spese connesse ad una pratica di finanziamento, mentre il TAEG, ossia Tasso Annuo Effettivo Globale, è un tasso che esprime il costo complessivo del finanziamento, comprensivo di oneri accessori obbligatori quali spese di istruttoria, spese di incasso rate, assicurazione obbligatoria, provvigioni da corrispondere ad un eventuale intermediario, imposte.
Il cosiddetto Finanziamento a Tasso 0, che viene spesso utilizzato nei grandi magazzini durante le promozioni, in certi periodi dell’anno, è un tasso TAN promozionale che viene utilizzato dai rivenditori convenzionati per aumentare le vendite, che possono essere di auto, computer, tv ecc, attraverso finanziamenti in apparenza meno onerosi.
Gli interessi non sono pagati dal cliente ma dal rivenditore o dalla finanziaria, o da entrambi.
Spesso succede però che ad un TAN 0, corrisponde in genere un TAEG più elevato. Il cliente da una parte pur non pagando gli interessi, dovrà restituire al finanziatore il capitale e le spese connesse ad una pratica di finanziamento che comunque contribuiscono a far aumentare il costo complessivo di un finanziamento!
In poche parole quello che la finanziaria toglie da una parte lo riprende poi sotto altra forma dall’altra, attraverso un pagamento una tantum in unica soluzione oppure spalmato su tutte le rate.
Altra prassi comune delle Finanziarie è poi quella di inviare insieme con i bollettini di pagamento, o tramite una lettera separata, una carta di credito revolving prepagata che il cliente di turno può utilizzare pagando TAN e TAEG decisamente più elevati.
Insomma meglio fare attenzione perché per evitare di firmare una spesa a tasso zero e trovarsi invece a pagare di più.

Migliorano i servizi di credito al consumo in Italia

Mercoledì 19 Marzo 2008

Secondo una ricerca effettuata dal Centro Studi Sintesi di Venezia si è assistito ad una diminuzione dei crediti inesigibili, ad una minore densità dei protesti, ad un aumento della moneta elettronica e ad una maggiore capillarità nell’offerta bancaria.
Nel 2007, però, le peggiori performance bancarie si sono registrate nel Mezzogiorno. E agli ultimi posti della classifica si trovano Puglia, Basilicata e Calabria per la bassa presenza di sportelli bancari, alti tassi di sofferenza dei prestiti elargiti, un risparmio medio per famiglia ridotto e per la quantità di protesti.
Negli ultimi cinque anni nel complesso la qualità del credito al consumo in Italia ha evidenziato continui segni di miglioramento.
Il 2007 indica una netta distinzione tra le aree del Nord e del Centro da una parte e del Sud dall’altra. Ai primi posti si posizionano Trentino Alto Adige, Lombardia, Toscana, Lazio e tutte le aree del NordEst. Al di sotto della media nazionale i territori del Meridione e alcune aree del Centro. Ultime sono Basilicata, Puglia e Calabria. A livello provinciale la situazione premia Sondrio, Bolzano, Trento, Milano, Roma, Siena che mostrano le migliori performance bancarie mentre Crotone, Catanzaro, Benevento e Matera forniscono indicazioni poco soddisfacenti.
Queste città peccano per la bassa presenza di sportelli bancari, alti tassi di sofferenza dei prestiti elargiti, un risparmio medio per famiglia ridotto e per la quantità di protesti.
Dal 2002 ad oggi alcune aree hanno tuttavia registrato miglioramenti. Sono state alcune province del Sud e del Centro, a scapito a volte dei territori settentrionali.

Ecco le principali tabelle curate da Sintesi:
SITUAZIONE 2007 PER REGIONE
Rank Regione Voto
1. Trentino A.A. 95,0
2. Lombardia 79,5
3. Lazio 78,4
4. Toscana 74,9
5. EmiliaRomagna 71,0
6. Veneto 68,5
7. Valle D?Aosta 66,4
8. Friuli V.G. 64,7
9. Marche 64,6

Italia 63,3

10. Piemonte 61,6
11. Umbria 61,4
12. Liguria 60,0
13. Sardegna 53,7
14. Abruzzi 47,1
15. Campania 35,2
16. Sicilia 33,9
17. Molise 32,4
18. Basilicata 32,2
19. Puglia 31,7
20. Calabria 20,7

DINAMICA 2002-2007 PER REGIONE
Rank Regione Dinamica
1. Molise 11,4
2. Campania 9,2
3. Lazio 8,4
4. Umbria 7,8
5. Sardegna 7,1
6. Puglia 6,4
7. Calabria 3,5
8. Liguria 0,9

Italia 0,7

9. Lombardia 0,7
10. Sicilia 0,2
11. Toscana -0,7
12. Trentino A.A. -2,2
13. Basilicata -2,6
14. Marche -2,8
15. Abruzzi -3,8
16. Veneto -4,4
17. Piemonte -6,2
18. Friuli-V.G. -6,9
19. EmiliaRomagna -9,8
20. Valle D?Aosta -11,5