Archivio della Categoria 'finanziamenti'

Mercato dei mutui italiani dà segnali di stabilità

Mercoledì 30 Luglio 2008

Non c’è nessuna drammatica crisi in vista per il mercato dei mutui italiani. Nel 2007 infatti il credito destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha fatto registrare un volume di erogazioni in linea con quello dell’anno precedente.
Tra 2007 e l’anno precedente c’è stata una differenza negativa di soli 150 milioni di euro che in termini percentuali con -0,23% conferma la stabilità del mercato con un valore di flussi erogati che ha raggiunto complessivamente i 62,7 miliardi di Euro.
Il tutto è emerso dall’ultimo studio effettuato dal gruppo Kiron-Tecnocasa sul mercato dei mutui in Italia.
Secondo i dati dell’ultimo trimestre, si evidenzia una crescita del volume dei mutui erogati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con +3%.
In crescita le richieste soprattutto nell’Italia Nord-Occidentale con +3% e quella insulare con +1,9%, che conferma l’andamento positivo registrato già nei primi tre trimestri del 2007 con +1,7%. Il calo maggiore invece si registra nell’area Nord-Orientale con -2,8%.
Per quanto concerne l’ammontare dei finanziamenti richiesti in Italia al gruppo Kiron per l’acquisto della prima casa si è registrata addirittura una crescita.
Dopo le tre battute di arresto, l’importo mostra un aumento nei primi mesi del 2008 e se consideriamo un periodo di tempo di un anno, rispetto all’ultimo dato pubblicato da Banca d’Italia, otterremo una crescita dell’8% delle consistenze. (more…)

Arriva la nuova direttiva dell’UE sul credito al consumo

Martedì 22 Luglio 2008

Il Consiglio dei ministri per la competitività dell’Unione europea ha approvato a Bruxelles la nuova direttiva per regolare il credito al consumo. L’Obiettivo primario è creare in Europa standard comuni a favore del mercato interno e a tutela dei consumatori.
La nuova direttiva, che attende l’avallo definitivo del Parlamento Europeo, riguarda i prestiti e finamziamenti fino a 50.000 euro. Sono esclusi i prestiti ipotecari e quelli destinati all’acquisto di titoli e azioni, per i quali sono previste regole ad hoc.
L’attenzione si è concentrata sulle penali di estinzione anticipata, sul diritto di recesso, sulle informazioni pre-contrattuali e contrattuali, sulle comunicazioni pubblicitarie.
Fino a 10 mila euro è previsto un rimborso anticipato, senza il pagamento di alcuna penale entro 12 mesi.
Oltre questa soglia, e solo per i prestiti a tasso fisso, è prevista una penale che oscilla tra lo 0,5% e l’1% del debito estinto anticipatamente.
È stata decisa anche una regolamentazione del diritto di recesso a livello comunitario: sarà possibile annullare il contratto di credito entro 14 giorni, senza fornire alcuna motivazione all’istituto.
Per facilitare il confronto fra le offerte dei paesi Ue, aumentando la concorrenza interna sul mercato, è stata definita una nuova struttura delle informazioni precontrattuali e contrattuali.

Regime agevolato per chi estingue il mutuo in anticipo

Martedì 22 Luglio 2008

L’estinzione anticipata del debito relativo a mutui e finanziamenti a medio-lungo termine consente di godere del regime fiscale agevolato.
Il chiarimento arriva con la Circolare n. 6/2007 emanata congiuntamente dall’Agenzia del Territorio e dall’Agenzia delle Entrate, che tiene conto anche della recente normativa in tema di tutela dei consumatori.
Chi estingue anticipatamente il proprio mutuo, anche prima dei 18 mesi e un giorno dalla data della firma del contratto, conserva l’imposta sostitutiva allo 0,25 o al 2%.
Il chiarimento si è reso necessari a seguito delle incertezze interpretative e applicative segnalate dagli Uffici periferici.
Le Agenzie hanno tenuto conto della presenza nella recente normativa in tema di liberalizzazioni “di un sempre più accentuato favor debitoris, in pratica una più marcata tutela nei riguardi della persona in debito, nell’ambito dei rapporti derivanti da operazioni di finanziamento”.
Considerata la corretta natura giuridica della facoltà di adempimento anticipato del debitore, la Circolare 6/2007, superando il precedente indirizzo interpretativo, conclude affermando che “le condizioni previste per beneficiare del particolare regime di favore devono ritenersi sussistenti anche qualora nei contratti di finanziamento a medio e lungo termine siano inserite clausole che consentano espressamente al soggetto finanziato di risolvere anticipatamente il rapporto attraverso l’estinzione del debito prima che decorra la durata minima fissata dalla norma specifica - art. 15 del D.P.R. 601/73”.

Rallenta ancora il mercato del credito e prestiti

Martedì 22 Luglio 2008

Si osservano ancora segnali di rallentamento nel mercato del credito e dei prestiti in Italia.
A maggio l’espansione annua dei prestiti bancari scende all’8,7% annuo rispetto al 10,1% di dicembre.
A livello geografico, una decelerazione più intensa si può osservare nel Sud Italia dove il tasso annuo di crescita dei prestiti cala al 7,2% contro il 9,4% del Centro Nord del paese.
Riguardo alla ripartizione per tipologia degli impieghi, i prestiti per l’acquisto di un’abitazione contratti dalle famiglie denunciano una contrazione che, tuttavia, è in parte ascrivibile alla ripresa delle operazioni di cartolarizzazione.

In arrivo nuova stangata sui mutui

Martedì 15 Luglio 2008

Sono tempi molto duri per gli italiani che hanno comprato casa con un mutuo a tasso variabile.
Infatti dopo l’aumento dei tassi di interesse della Bce, arrivati al 4,25%, le conseguenze, nelle tasche di circa 3 milioni di famiglie alle prese con il mutuo, diventano sempre più pesanti.
Secondo Adusbef, il rialzo dei tassi comporterà infatti un aumento di 2.000 euro in 3 anni per i mutui di 100.000 euro, e un aggravio di 168 euro l’anno (14 euro mensili) a ogni aumento dello 0,25% del tasso Bce.
L’associazione dei consumatori ha fatto questi calcoli sulla base della media Euribor, ovvero il tasso medio con cui avvengono le transazioni finanziarie delle maggiori banche europee.
Ma se per i mutui da 100.000 euro gli aumenti varieranno tra i 1.588 euro (per i decennali) ai 2.000 l’anno (per i trentennali), ben maggiore sarà la stangata per quelli da 200.000 euro.
Si parla, infatti, di un aggravio minimo (per i decennali) di 3.177 euro l’anno, fino ad arrivare, per i trentennali, ad un +3.950.
Gli aumenti sono la conseguenza dell’ascesa vertiginosa che, dal 2005, interessa il tasso di riferimento della Bce.
Dal 2,25%, si è arrivati al 4,25%, esattamente 2 punti percentuali in più.
Parallelamente anche il tasso Euribor, calcolato sul trimestre, si è attestato, dal 2,488% del 2005, all’attuale 5,208%.
In rapporto a queste disposizioni europee, il sistema bancario italiano, afferma in una nota Adusbef, «non ha sostenuto i cittadini». La scelta di adoperare tassi variabili, al posto dei fissi, che nel 2005 si attestavano sul 3,5%, rende impossibile, per molte famiglie, sostenere le rate dei mutui.
Con il risultato che in Italia c’è un +27% sulla media dei pignoramenti delle abitazioni acquistate.«Le banche - sostiene l’Adusbef - hanno attirato nella loro trappola molte famiglie che con le rate fisse, rapportate ai parametri del reddito, non sarebbero mai riusciti a comprarsi una casa. Proponendo tassi variabili, inizialmente minori, hanno dato consigli cattivi e interessati».