Archivi per la categoria ‘glossario’

2 Gennaio 2008

Il prestito finalizzato è una fonte di finanziamento accesa presso un rivenditore di beni o servizi, come automobili, elettrodomestici, computer, per dilazionare il pagamento. Il rivenditore, grazie alla stipula di convenzioni con uno o più finanziarie, è autorizzato a proporre finanziamenti rateali ai propri clienti, ricevendo una provvigione per il servizio prestato. L’importo è erogato direttamente al negoziante, che si impegna a istruire la pratica e a inviarla alla finanziaria, che provvederà a valutare la richiesta. Nel prestito finalizzato il contratto di acquisto del bene e il contratto di finanziamento sono distinti: il primo riguarda il consumatore e il venditore, il secondo intercorre tra il consumatore e la finanziaria. Il tasso medio applicato secondo i dati della Banca d’Italia si aggira intorno al 16,26% per importi fino a 1.500 euro, al 16,99% per valori da 1.500 a 5.000 euro e scende al 10,66% se si superano i 5.000 euro.

2 Gennaio 2008

Il prestito personale è un finanziamento non finalizzato all’acquisto di uno specifico bene o servizio, che può essere erogato solo dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti all’albo presso l’Ufficio italiano dei cambi. Generalmente il prestito prevede un tasso di interesse fisso ed è rimborsato secondo un piano di ammortamento alla francese: rate costanti composte
da una quota di interessi decrescente e una quota capitale crescente. La durata è compresa tra i 12 e 120 mesi, e il valore finanziabile arriva generalmente a 30.000 euro. Diversamente dal mutuo, il prestito personale non prevede la prestazione di garanzie reali (pegno o ipoteca). Secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia, il tasso medio applicato ai prestiti personali è del 10,31%.

21 Novembre 2007

L’usuraio tipo, spesso è un piccolo imprenditore che agisce da solo ed è capace di mascherare i suoi sporchi affari. Chi contrae il debito finisce con il perdere tutto perché neanche chi presta soldi illecitamente ti concede nulla se non hai proprietà o beni da ipotecare. E la sua mira è proprio quella di impossessarsene. Si parte da una cifra, ma quasi sempre si finisce con il chiedere più del doppio di quanto prestato. Non potendo più coprire il debito, il contraente è obbligato ad intestare ai creditori eventuali immobili liberi o altri beni di proprietà e molto spesso finisce per rovinare la propria vita ed anche quella dei parenti più stretti che vorrebbero aiutarlo. Questo fenomeno è preoccupante. Destinato a diventare un pozzo senza fondo. La crisi economica si acuisce, il lavoro è sempre meno, le fabbriche chiudono, lasciando tante persone nell’incapacità di tirare avanti soprattutto se, contando sul proprio stipendio, avevano contratto un mutuo per la casa o altri debiti con istituti bancari. Ora però il piano nazionale ha previsto un finanziamento di 200 milioni di euro da investire nei cosiddetti Confidi. Sono dei soldi messi a disposizione dallo Stato per aiutare gli usurati e per la prevenzione usura. Ovviamente per intervenire bisogna fare in modo che all’interessato venga riconosciuto lo stato di usurato. Solo dopo con i soldi dei Confidi, ci si rivolge alle banche chiedendo un prestito in compartecipazione. Una parte del debito lo copre il Confido, il resto l’istituto bancario. Ricordiamo che rivolgersi agli usurai non sarà mai una soluzione, è solo l’inizio della fine!

16 Novembre 2007

L’usura è un male antico che da sempre accompagna la storia dell’uomo. In pratica, consiste nello sfruttare il bisogno di denaro di un altro individuo per procacciarsi un forte guadagno illecito. In realtà, ciò che pesa in modo decisivo sul rapporto fra usuraio e usurato è la convinzione della vittima di non avere comunque alternative alla propria situazione: solo l’usuraio, al momento del bisogno, lo ha “aiutato”; e anche se man mano gli toglie il patrimonio e la serenità, l’usuraio può, comunque, “dargli” ancora qualcosa. Magari ulteriore denaro, in cambio dell’ennesimo assegno che nessun altro più accetta. Si innesca così una spirale perversa che soltanto la vittima può spezzare, denunciando l’usuraio. In questo modo l’usurato riacquista la propria indipendenza e ricomincia a vivere!

16 Ottobre 2007

Il piano d’ammortamento alla francese prevede che la rata sia composta da una quota di capitale e una parte di interessi. Nel caso di mutuo a tasso fisso le rate sono tutte uguali, mentre nel caso di muto variabile possono aumentare seconda dell’andamento del tasso. Le quote che compongono la rata sono crescenti per il capitale e decrescenti per gli interessi.
Questo vuol dire che inizialmente la rata è composta prevalentemente da interessi, mentre più si avvicina la scadenza, più aumenta la quota capitale rimborsata.

29 Agosto 2007

In sede di dichiarazione dei redditi, per aver diritto alla detrazione, bisogna aver contratto un mutuo garantito da ipoteca per l’acquisto di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, quindi dove dimorano abitualmente il mutuatario o i suoi familiari, entro 18 mesi dall’acquisto. La detrazione spetta al titolare del contratto di mutuo anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare. Per la prima casa è possibile detrarre dall’imposta sul reddito un importo pari al 19% degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione. L’importo massimo su cui calcolare la detrazione del 19% è di 3.615 euro, pertanto la detrazione non può mai essere superiore a 687 euro. In caso di mutuo ipotecario intestato ad entrambi i coniugi, quello che ha l’altro fiscalmente a carico può fruire dell’intera detrazione. Se invece i coniugi intestatari del mutuo sono entrambi soggetti passivi d’imposta, la detrazione potrà essere utilizzata per un importo massimo di 343,50 euro nella singola dichiarazione dei redditi.

27 Agosto 2007

Quando si parla di ammortamento si intende un’estinzione graduale del debito, mentre il piano altro non è che il progetto che stabilisce con quali criteri verrà estinto.
Bisogna quindi fissare i limiti di tempo per l’estinzione del debito ed il tipo di frazionamento per il pagamento delle singole rate, calcolando il relativo interesse. Così facendo ogni rata sarà composta da una parte di capitale da restituire e da una parte di interessi. Ci sono diverse tipologie d’ammortamento di mutuo: alla francese, che prevede una rata costante nel tempo; a rate crescenti, prevedono il rimborso di rate sempre maggiori e il rimborso libero, qui la rata è composta dai soli interessi e il capitale viene rimborsato liberamente.

25 Agosto 2007

Ai costi fissi per la sottoscrizione di un mutuo, si possono aggiungere eventuali oneri accessori.
Penale per l’estinzione anticipata, totale o parziale: è il costo che si deve pagare all’ente erogante per poter estinguere, prima della scadenza stabilita contrattualmente, tutto o parte del capitale finanziario, ora con il pacchetto Bersani tale penale scompare per i nuovi contratti.
Spese d’incasso della rata: sono i costi sostenuti dall’istituto per incassare le singole rate di rimborso e vengono addebitate al mutuatario. Spese di tenuta conto: sono le spese per i contratti amministrativi.
Spese di consenso alla cancellazione dell’ipoteca: sono le spese sostenute per richiedere all’ente erogante il consenso alla cancellazione dell’ipoteca, prima della sua scadenza.
Spese di comunicazione: sono le spese per l’invio delle comunicazioni al domicilio del mutuatario.
Il preammortamento: è un costo da sostenere prima che il pagamento vero e proprio inizi.

23 Agosto 2007

Le spese notarili sono tra i componenti essenziali che costituiscono il costo totale del mutuo. Naturalmente la parcella varia a seconda del valore dell’iscrizione ipotecaria a garanzia del prestito.
Tra le altre spese si aggiungono quelle di istruttoria della pratica, rappresentano i costi che l’ente erogante sostiene per compiere tutti gli atti necessari a stabilire se il finanziamento può essere concesso. Tale costo può essere stabilito in misura fissa o in base alla percentuale del capitale erogato. Le spese di perizia generalmente vengono comprese nelle spese d’istruttoria, ma possono costituire spesa a sé, esse rappresentano l’intervento di un perito per stimare il corretto valore commerciale dell’immobile e per valutare inoltre che lo stesso non presenti anomalie. I costi assicurativi: l’assicurazione incendio e scoppio, richiesta obbligatoriamente. Nel caso in cui il cliente abbia già una propria assicurazione si richiede di vincolarla a favore dell’ente erogante.

1 Agosto 2007

Il TAEG è una sigla abbreviata che indica il Tasso Annuale Effettivo Globale, ora è indicato anche con una nuova sigla ISC che significa Indice Sintetico di Costo. Il TAEG è un parametro rappresenta nel modo più completo ed esatto possibile a quanto ammonta il costo complessivo di un finanziamento o mutuo ed è spresso in percentuale; è molto utile ed efficace per effettuare confronti tra diversi tipi contratti di finanziamenti o per avere un’idea circa i vantaggi di una singola opzione.
Bisogna fare molta attenzione a questa voce quando si chiede un finanziamento o si acquista qualcosa a rate, infatti la presenza di questi oneri incide notevolmente sul tasso dell’operazione, vale a dire la cifra totale che il creditore dovrà pagare alla società o alla banca concessionaria del finanziamento.
Il calcolo del TAEG, ora chiamato anche ISC, non è molto semplice da eseguire per tutti, anche se in pratica si tratta semplicemente di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente con la somma complessiva comprensiva di interessi che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza del finanziamento. I parametri che determinano il TAEG o ISC sono fissati dalla legge ed è rappresentato da una formula. Il TAEG risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione. La somma netta reale è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le varie spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione. Per determinare i costi sono prese in considerazione la rata mensile costante di rimborso con l’aggiunta delle relative spese di incasso. In base a questi valori applicano la formula si ricava il valore cercato. Oltre alla struttura del rimborso finanziario, contribuiscono al calcolo di questo tasso tutte le spese accessorie obbligatorie inerenti l’atto del finanziamento quali: le spese di istruttoria della pratica, commissioni d’incasso, assicurazioni obbligatorie. Non fanno parte dei parametri che incidono sul TAEG invece i bolli statali, le tasse e le assicurazioni non obbligatorie.