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Mutui: detrazioni spettanti per acquisto prima casa

Mercoledì 29 Agosto 2007

In sede di dichiarazione dei redditi, per aver diritto alla detrazione, bisogna aver contratto un mutuo garantito da ipoteca per l’acquisto di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, quindi dove dimorano abitualmente il mutuatario o i suoi familiari, entro 18 mesi dall’acquisto. La detrazione spetta al titolare del contratto di mutuo anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare. Per la prima casa è possibile detrarre dall’imposta sul reddito un importo pari al 19% degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione. L’importo massimo su cui calcolare la detrazione del 19% è di 3.615 euro, pertanto la detrazione non può mai essere superiore a 687 euro. In caso di mutuo ipotecario intestato ad entrambi i coniugi, quello che ha l’altro fiscalmente a carico può fruire dell’intera detrazione. Se invece i coniugi intestatari del mutuo sono entrambi soggetti passivi d’imposta, la detrazione potrà essere utilizzata per un importo massimo di 343,50 euro nella singola dichiarazione dei redditi.

Il piano d’ammortamento: cos’e'?

Lunedì 27 Agosto 2007

Quando si parla di ammortamento si intende un’estinzione graduale del debito, mentre il piano altro non è che il progetto che stabilisce con quali criteri verrà estinto.
Bisogna quindi fissare i limiti di tempo per l’estinzione del debito ed il tipo di frazionamento per il pagamento delle singole rate, calcolando il relativo interesse. Così facendo ogni rata sarà composta da una parte di capitale da restituire e da una parte di interessi. Ci sono diverse tipologie d’ammortamento di mutuo: alla francese, che prevede una rata costante nel tempo; a rate crescenti, prevedono il rimborso di rate sempre maggiori e il rimborso libero, qui la rata è composta dai soli interessi e il capitale viene rimborsato liberamente.

Gli oneri accessori dei mutui

Sabato 25 Agosto 2007

Ai costi fissi per la sottoscrizione di un mutuo, si possono aggiungere eventuali oneri accessori.
Penale per l’estinzione anticipata, totale o parziale: è il costo che si deve pagare all’ente erogante per poter estinguere, prima della scadenza stabilita contrattualmente, tutto o parte del capitale finanziario, ora con il pacchetto Bersani tale penale scompare per i nuovi contratti.
Spese d’incasso della rata: sono i costi sostenuti dall’istituto per incassare le singole rate di rimborso e vengono addebitate al mutuatario. Spese di tenuta conto: sono le spese per i contratti amministrativi.
Spese di consenso alla cancellazione dell’ipoteca: sono le spese sostenute per richiedere all’ente erogante il consenso alla cancellazione dell’ipoteca, prima della sua scadenza.
Spese di comunicazione: sono le spese per l’invio delle comunicazioni al domicilio del mutuatario.
Il preammortamento: è un costo da sostenere prima che il pagamento vero e proprio inizi.

Spese e costi fissi di un Mutuo

Giovedì 23 Agosto 2007

Le spese notarili sono tra i componenti essenziali che costituiscono il costo totale del mutuo. Naturalmente la parcella varia a seconda del valore dell’iscrizione ipotecaria a garanzia del prestito.
Tra le altre spese si aggiungono quelle di istruttoria della pratica, rappresentano i costi che l’ente erogante sostiene per compiere tutti gli atti necessari a stabilire se il finanziamento può essere concesso. Tale costo può essere stabilito in misura fissa o in base alla percentuale del capitale erogato. Le spese di perizia generalmente vengono comprese nelle spese d’istruttoria, ma possono costituire spesa a sé, esse rappresentano l’intervento di un perito per stimare il corretto valore commerciale dell’immobile e per valutare inoltre che lo stesso non presenti anomalie. I costi assicurativi: l’assicurazione incendio e scoppio, richiesta obbligatoriamente. Nel caso in cui il cliente abbia già una propria assicurazione si richiede di vincolarla a favore dell’ente erogante.

TAEG, significato e come si calcola.

Mercoledì 1 Agosto 2007

Il TAEG è una sigla abbreviata che indica il Tasso Annuale Effettivo Globale, ora è indicato anche con una nuova sigla ISC che significa Indice Sintetico di Costo. Il TAEG è un parametro rappresenta nel modo più completo ed esatto possibile a quanto ammonta il costo complessivo di un finanziamento o mutuo ed è spresso in percentuale; è molto utile ed efficace per effettuare confronti tra diversi tipi contratti di finanziamenti o per avere un’idea circa i vantaggi di una singola opzione.
Bisogna fare molta attenzione a questa voce quando si chiede un finanziamento o si acquista qualcosa a rate, infatti la presenza di questi oneri incide notevolmente sul tasso dell’operazione, vale a dire la cifra totale che il creditore dovrà pagare alla società o alla banca concessionaria del finanziamento.
Il calcolo del TAEG, ora chiamato anche ISC, non è molto semplice da eseguire per tutti, anche se in pratica si tratta semplicemente di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente con la somma complessiva comprensiva di interessi che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza del finanziamento. I parametri che determinano il TAEG o ISC sono fissati dalla legge ed è rappresentato da una formula. Il TAEG risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione. La somma netta reale è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le varie spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione. Per determinare i costi sono prese in considerazione la rata mensile costante di rimborso con l’aggiunta delle relative spese di incasso. In base a questi valori applicano la formula si ricava il valore cercato. Oltre alla struttura del rimborso finanziario, contribuiscono al calcolo di questo tasso tutte le spese accessorie obbligatorie inerenti l’atto del finanziamento quali: le spese di istruttoria della pratica, commissioni d’incasso, assicurazioni obbligatorie. Non fanno parte dei parametri che incidono sul TAEG invece i bolli statali, le tasse e le assicurazioni non obbligatorie.