Crisi mutui, piano di Bush per salvare famiglie. FED pronta a intervenire
Sabato 8 Settembre 2007->
“L’economia americana è in salute”. Lo afferma il Presidente Usa, George Bush, durante la conferenza stampa nel giardino delle rose, alla Casa Bianca, in cui annuncia il piano di riforme per attenuare la crisi che ha colpito i mercati finanziari. Bush dichiara che la recente turbolenza sul mercato dei mutui subprime è “modesta” rispetto
all’economia Usa. Bush parla di un piano di sostegno per i cittadini che hanno aperto mutui e che rischiano di perdere la casa. Ma “non è compito del governo -dice- salvare gli speculatori. Le turbolenze sono dovute a un riassestamento e a un riapprezzamento del rischio”.
Intanto il presidente della Federal reserve, Ben S. Bernanke, annuncia che la banca centrale americana «è pronta a prendere le misure che saranno necessarie» per limitare l’impatto sui mercati della crisi dei mututi “subprime”, quelli ad alto rischio, che nei giorni scorsi ha provocato violenti scossoni sui listini azionari di tutto il
mondo.
Nessuna indicazione univoca è arrivata da Bernanke, a dispetto di quanto si aspettavano gli investitori, sulla possibilità di un nuovo e imminente taglio dei tassi di interesse. Alcuni osservatori ritengono tuttavia che se non ci sarà un miglioramento del mercato del credito a breve termine la Fed interverrà di nuovo per abbassare il
costo del denaro.
Bush: crisi non grave. «La crisi dei mutui subprime è modesta e il governo avrà un ruolo maggiore per aiutare i cittadini a mantenere le case, ma non ci sarà alcun aiuto per gli speculatori», ha detto il presidente, rilevando che «le turbolenze sui mercati sono legate al riprezzamento del rischio e che ci vorrà un po’ di tempo prima di
essere riassorbite». Bush ha quindi spiegato di avere intenzione di proporre una riforma del sistema dei tributi per favorire i rifinanziamenti dei mutui ipotecari.
«Un piano di salvataggio non farebbe altro che aggravare i problemi - ha osservato l’inquilino della Casa Bianca - lavoreremo per riformare la fiscalità legata al possesso di immobili». «L’economia Usa è abbastanza forte per sostenere le turbolenze del mercato», ha aggiunto il presidente.
La Fed: incertezze aumentate. «Le incertezze sullo scenario congiunturale sono aumentate», di riflesso alla crisi del credito partita dai mutui subprime, ha detto il presidente della banca centrale Usa nel suo intervento al tradizionale convegno di Jackson Hole, nel Wyoming. Bernanke ha aggiunto che «le condizioni di credito potrebbero danneggiare l’economia». La Fed quindi «guarderà con molta attenzione i dati in arrivo dall’economia». L’incertezza delle prospettive nell’attuale fase economica sarà «inevitabilmente maggiore del normale, rappresentando una sfida» per le autorità finanziarie nel gestire i rischi per la crescita e gli obiettivi di stabilità dei prezzi, ha continuato Bernanke, precisando comunque che non è responsabilità della banca centrale «proteggere» gli investitori.
Nessun soccorso alle banche che hanno preso rischi troppo elevati. «Non è responsabilità della Federal reserve, né sarebbe appropriato, proteggere banche e investitori dalle conseguenze delle loro decisioni - ha sottolineato ancora il numero uno della banca centrale Usa -. Ma gli andamenti dei mercati finanziari possono avere vasti effeti economici fuori dai mercati, e la Federal reserve deve tenere conto di questi effetti quando stabilisce come agire».
Dalla crisi anche sviluppi sani. Bernanke ha sottolineato che «le perdite finanziarie globali (innescate soprattutto dalle preocupazioni per i subprime) hanno largamente superato anche le più pessimistiche previsioni di perdite» sui mutui a rischio. Il numero uno della Fed ha poi aggiunto che il calo del mercato immobiliare è stato forte e che una diminuzione ulteriore delle costruizioni di nuove case è probabile. Per Bernanke ci sono però anche risvolti positivi dalla crisi. «Il fatto che gli investitori chiedano più garanzie prima di assumere un rischio è senza dubbio uno sviluppo sano», ha detto il presidente della riserva federale. Grazie agli sforzi fatti per rafforzare l’infrastruttura finanziaria, ha aggiunto Bernanke, «il sistema finanziario globale è in una posizione relativamente forte per uscire da questo processo».