Il Tesoro americano è sceso in campo per salvare Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie semipubbliche specializzate in prestiti e mutui ipotecari.
Il ministro del Tesoro Henry Paulson ha annunciato un piano in base al quale il governo prende il controllo delle due agenzie crollate in disgrazia in conseguenza della crisi dei mutui subprime.
E lo stesso presidente George W.Bush ha definito la crisi “un rischio inaccettabile” per l’economia Usa.
Bush infatti ha dichiarato: “Mettere questi istituti di credito in una condizione finanziaria solida e riformare le loro pratiche commerciali è fondamentale per la salute del nostro sistema finanziario e per fare progressi nel mercato immobiliare che oggi pesa gravemente sulla nostra economia.”
Il piano del governo prevede un commissariamento delle due agenzie e l’acquisto da parte del Dipartimento del Tesoro delle azioni privilegiate dei due istituti. L’operazione è stata decisa per evitare una “grave tempesta” sui mercati finanziari “negli Usa e nel resto del mondo”, ha detto Paulson.
Il capo della Federal Reserve Ben Bernanke ha dato il benvenuto al piano di salvataggio. Leggi il resto di questo articolo »
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In Italia si sta diffondendo sempre più il meccanismo che consente agli studenti di pagarsi gli studi con un contributo da restituire, con il futuro lavoro, a partire da fine corso.
Negli ultimi tre anni il numero dei prestiti agli studenti ha avuto incrementi fino al 177%.
Un fondo pubblico statale affianca le iniziative degli istituti privati. In totale sono state stanziate erogazioni per un valore di 33 milioni di euro. Le maggiori richieste arrivano dagli studenti in discipline economiche e giuridiche.
Barack Obama ne ha parlato diverse volte durante la campagna elettorale: non è da molto tempo che ha finito di pagare il suo prestito d’onore per l’università. «E non sono più un ragazzino » ha detto.
In America, dove la retta del college è cresciuta del 40 per cento negli ultimi cinque anni e sette milioni di studenti usufruiscono del programma federale dei prestiti per lo studio, il primo candidato nero alla Casa Bianca è riuscito a liquidare i debiti universitari con il successo del suo primo libro, solo poco tempo fa.
Una pratica abbastanza comune negli Stati Uniti, quella del prestito «universitario», che piano piano si sta diffondendo anche in Italia.
Intesa Sanpaolo, una delle prime banche da noi a fiutare il crescente interesse del settore, nel 2005 ha erogato 1.800 finanziamenti rivolti agli studenti e, a oggi, l’istituto di credito ha emesso circa cinquemila prestiti per un valore di oltre 25 milioni di euro, con un incremento del 177%. E il 2008 non è ancora finito.
I numeri parlano da soli: dalle 1.800 richieste del 2005, Intesa ha concesso 2.600 prestiti nel 2006, per arrivare a circa 3.700 stock nel 2007. «E le richieste aumenteranno ancora» spiegano dalla banca guidata da Corrado Passera che stima una crescita «sostanziale» delle domande nei prossimi anni. Che si differenziano a seconda del settore formativo di provenienza dello studente e dell’area geografica di appartenenza.
Il numero di domande sale, per Intesa Sanpaolo, al Nord (43%) e al Sud (41%) mentre è decisamente più basso al Centro Italia (3%). Il settore economico-giuridico è l’area disciplinare di studio in cui il prestito d’onore ha più appeal (41%) seguito da Ingegneria e Architettura (34%), Medicina (10%) e facoltà umanistiche (8%). Anche gli stranieri che studiano in Italia
hanno cominciato ad affidarsi alle banche, tant’è che il 7% delle domande viene da ragazzi dell’Unione Europea e un altro 7% da studenti extra Ue.
Unicredit, il gruppo bancario di Alessandro Profumo, ha chiuso il biennio 2006-2008 con un totale erogato pari a 3,5 milioni di euro e ha all’attivo diverse convenzioni con gli atenei italiani.
Il finanziamento medio concesso è di circa 10 mila euro anche se le proposte da parte dell’istituto di credito variano: si va dal prestito per l’acquisto di un portatile (da 500 a 5.000 euro), fino a quello riservato per pagare le tasse di un master (da 1.000 a 15 mila euro). Del resto i costi a carico degli universitari sono sempre più alti: innanzitutto le tasse. Si parte da circa 300 euro fino ad arrivare anche a 1.579 euro l’anno nel caso di un’università statale come La Sapienza. E poi i libri, l’affitto di una camera che per un fuori sede in una città come Roma si traduce in una vera e propria stangata. Leggi il resto di questo articolo »
Da oggi si può finalmente rinegoziare il mutuo senza nessun costo per il cliente.
Scadeva proprio il 29 agosto infatti il termine fissato dalla convenzione sulla portabilità dei mutui siglata in maggio tra Abi e ministero dell’Economia.
Secondo questo accordo le banche devono inviare ai propri clienti, che avranno tre mesi di tempo per decidere, una lettera con i termini dell’offerta, prospettando anche tutte le diverse opzioni che consentono una possibilità di risparmio, come ad esempio la surroga che permette di spostare il prestito in un’altra banca a condizioni migliori o la sostituzione del mutuo con uno nuovo acceso presso un altro istituto di credito.
Sono oltre un milione gli italiani che hanno contratto un mutuo a tasso variabile entro il 28 maggio 2008.
Finora l’accordo poteva contare sull’adesione di oltre 300 banche, pari al 90 per cento del settore in termini di sportelli.
Nell’ambito della rinegoziazione del mutuo, però, non si fa riferimento alle assicurazioni per la vita legate al prestito.
Proprio per fare luce su questo aspetto l’Isvap ha avviato un’indagine sui prodotti assicurativi vita o danni legati ai mutui, richiedendo alle compagnie di predisporre una relazione entro il 20 settembre prossimo.
Sono letteralmente raddoppiati i debiti per le famiglie italiane negli ultimi cinque anni. Infatti l’esposizione media, che comprende mutui immobiliari, prestiti per l’acquisto di beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, ha toccato nel dicembre del 2007 i 15.765 euro.
Questo secondo un’analisi della Cgia di Mestre, dove si evidenzia che in cinque anni, tra il primo gennaio 2002 e il 31 dicembre 2007, l’indebitamento delle famiglie italiane è quasi raddoppiato: in questo periodo la crescita media è stata infatti del 93,28%.
Le “sofferenze” maggiori a carico dei nuclei familiari riguardano la provincia di Roma, dove si arriva ad una media di 21.949,94 euro. In cinque anni invece il record della crescita del debito è di Napoli, con un aumento del 116,36%.
In ogni caso sono moltissime le province che hanno in sostanza raddoppiato il loro indebitamento: in 20 hanno avuto una crescita superiore alla media e le poche province che si situano in coda alla classifica vedono comunque una crescita del 50% circa, con un minimo al 42,45%. Leggi il resto di questo articolo »
Sono sempre di più gli Italiani che fanno ricorso al credito non solo per acquistare l’automobile o pagare le vacanze, ma da qualche anno si affidano alla carta di credito e alla rateizzazione anche per fare la spesa al supermercato.
Lo hanno capito le stesse catene di supermercati che ora propongono ai clienti vere e proprie carte di credito “revolving” con le quali è possibile rateizzare il debito nel corso dell’anno.
La prima catena a intuire il trend è stata Auchan che in collaborazione con Banque Accord da 5 anni propone due carte: una utilizzabile solo negli ipermercati Auchan e una seconda utilizzabile come une vera e propria carta di credito.
In caso di rateizzazione il tasso annuo è di 16,20% e quello effettivo globale è del 17,46%, ma ci sono offerte a tasso zero.
Un po’ più convenienti i tassi delle carte di Esselunga e di Unicoop Firenze. La carta Scelta Più di Unicoop permette rateizzazioni al 12% annuo (Taeg sotto il 13%), mentre Fidaty Plus di Esselunga prevede un Tan dell’11,8% e un Taeg del 14,16%. «Il nostro obiettivo non è certo quello di spingere la gente a indebitarsi - afferma Franco Cioni direttore marketing strategico di Unicoop Firenze - piuttosto è un modo per aiutare le famiglie a regolare il loro budget».
Non c’è più nessun ostacolo alla surroga anche per i mutui frazionati, ossia quelli accollati dal costruttore.
Con la circolare n. 5/T del 28 luglio, infatti, l’Agenzia del territorio ha chiarito che anche in questi casi l’annotazione sull’ipoteca del nome del nuovo istituto di credito può essere effettuata d’ufficio dal conservatore in base alla semplice richiesta scritta da parte dell’interessato.
Come previsto dal decreto Bersani-bis, l’annotazione di surrogazione può essere richiesta al conservatore senza alcuna formalità, allegando una copia autentica del documento di surrogazione stipulato con atto pubblico o scrittura privata. Un principio valido anche nella specifica ipotesi di surroga in quota di un mutuo frazionato. Quindi per ottenere la relativa annotazione, che deve essere eseguita d’ufficio dal conservatore, basta presentare il titolo e una semplice richiesta in forma scritta.
In particolare nella circolare si precisa che la suddivisione dell’ipoteca non comporta una surroga parziale, ma una surroga totale nella specifica quota di ipoteca individuabile in base all’annotazione di frazionamento. Quindi in presenza di una successione nei diritti del creditore su una quota del credito frazionato, non si può negare il diritto a subentrare nelle garanzie reali che assistevano il creditore iniziale di quella stessa quota. In ogni caso la circolare ribadisce che occorre sempre la relativa annotazione, che deve essere effettuata indicando esplicitamente “Surrogazione in quota di mutuo frazionato”. Nel quadro specifico della domanda di annotazione vanno segnalati gli immobili a cui la quota si riferisce e i dati che consentono di individuare correttamente la quota e che risultano dall’atto di frazionamento della relativa ipoteca. Tutte queste indicazioni sono immediatamente operative
Il 29 agosto partirà l’attuazione dell’intesa Abi-Tremonti sui mutui.
Si aprono quindi diverse nuove possibilità per tutti coloro che hanno in corso un mutuo a tasso variabile: scatta infatti l’ora della rinegoziazione.
Tutte le banche, nessuna esclusa, hanno deciso di aderire all’intesa Abi-Tremonti e dal 29 agosto inizierà l’invio di un 1,2 milioni di lettere verso clienti che hanno in corso un mutuo a tasso variabile per la prima casa sottoscritto fino al 28 maggio scorso.
Nella lettera non ci sarà, però, solo l’offerta al cliente di aderire all’accordo per la riduzione della rata con l’addebito della differenza su un conto accessorio, ma anche la presentazione di tutte le altre opzioni possibili per risparmiare, dalla rinegoziazione personalizzata alla portabilità del mutuo.
Insomma tante diverse soluzioni con l’offerta della rata “calmierata” solo come ultima possibilità per i clienti.
L’elenco delle prime banche aderenti è già disponile online mentre per le altre si tratta solo di aspettare qualche giorno per la formalizzazione delle decisioni da parte dei comitati esecutivi.
Come precisato dall’Abi, infatti, l’intesa è stata approvata all’unanimità, quindi nessun istituto si potrà tirare indietro.
Il testo della lettera che arriverà ai primi di settembre a tutti coloro che hanno un mutuo a tasso variabile, sia come rata a tasso fisso che con rata fissa e durata variabile, che riguarda la prima casa, sarà sostanzialmente standard, anche se non c’è un “modello unico”.
Ciascuna banca, infatti, scriverà al proprio cliente quali sono le opzioni che ha di fronte, esattamente in questo ordine:
a) continuare a mantenere il mutuo alle condizioni attuali;
b) rinegoziare sulla base di un accordo personalizzato;
c) optare per la portabilità del mutuo anche attraverso la surroga;
d) aderire all’accordo per la riduzione del peso della rata. Leggi il resto di questo articolo »
Le Banche che hanno ostacolato la portabilità dei mutui gratuiti e non hanno applicato la Legge Bersani sono state punite dall’Antitrust. Sono state inflitte multe per quasi 10 milioni di euro a 23 banche per “aver impedito o reso troppo onerosa per i consumatori, già titolari di un mutuo, la surrogazione del mutuo stesso”.
La notizia è stata diffusa dall’Associazione dei consumatori Altroconsumo che il 18 aprile scorso aveva trasmesso all’Antitrust i risultati di una propria indagine sul trasferimento dei mutui.
per un totale di 9,680 milioni di euro - vanno da un massimo di 500 mila euro (a carico di Unicredit Banca, Unicredit Banca di Roma e Deutsche Bank) a un minimo di 300 mila euro a seconda degli istituti di credito.
Robin Hood questa volta si chiama Altroconsumo che nell’aprile scorso aveva inviato all’Antitrust i risultati della propria indagine da cui emergeva la mancata attuazione della portabilità gratuita dei mutui da parte del 95 per cento degli operatori bancari.
I quali, al contrario, offrivano la soluzione più onerosa della sostituzione del mutuo o la surrogazione ma senpre con oneri a carico dei consumatori.
La denuncia, i risultati dell’inchiesta e l’elenco degli istituti di credito multati sono disponibili sul sito dell’associazione indipendente di consumatori.
Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo, esprime soddisfazione “per il tempismo e la fermezza con cui l’Antitrust, a soli tre mesi dalla nostra segnalazione, ha colpito un comportamento diffuso nell’intero sistema bancario. Si tratta della sanzione più elevata comminata dall’Antitrust per pratiche commerciali scorrette”.
Adesso chi è stato costretto dalle banche a pagare spese non dovute e illecite, “può chiedere il rimborso“. Un fac simile delle richiesta è scaricabile dal sito di Altroconsumo. Leggi il resto di questo articolo »
Una cosa sicura è che per il mutuo si potrà cambiare banca senza spese per il notaio; forse la rata resterà deducibile dall’Irpef al vecchio importo, prima della rinegoziazione; i 20 milioni previsti dalla legge finanziaria per chi ha difficoltà a pagare andranno a chi ha già subito il pignoramento della casa. In questo modo il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha perfezionato l’accordo con le banche, che partirà però dal 2009 e permetterà a chi ha un mutuo a tasso variabile di pagare le rate a livello 2006; intanto è stato annuncia un confronto con le associazioni dei consumatori «anche sulle bollette e sul pieno di benzina».
Nei primi giorni, le associazioni dei consumatori erano state critiche sui mutui. Una lunga riunione al ministero l’altra sera ne ha persuase molte, se non tutte.
Il punto chiave è quello su cui ha insistito ieri anche l’Autorità Antitrust: le banche si facciano concorrenza. Alcune avevano già offerto condizioni migliori di quelle stabilite tra Abi e governo, con la portabilità gratuita chi vuole rinegoziare il mutuo potrà scegliere. Secondo l’Antitrust «sarebbe opportuno esplicitare nella convenzione» tra governo e a Associazione bancaria (Abi) «la possibilità che le singole banche adottino condizioni migliorative rispetto al provvedimento». Altrimenti i clienti potrebbero essere indotti a credere che i criteri della convenzione (rate riportate alla media aritmetica del tassi 2006, sui pagamenti rinviati tasso Irs più 0,50) siano immutabili. Sui costi del notaio Tremonti è preciso: «Chiariremo l’assenza di costi, in particolare notarili» se necessario «con un provvedimento di legge». La convenzione, dice il ministro, «è una questione di civiltà, è fatta per la serenità delle famiglie». Leggi il resto di questo articolo »
Il Consiglio nazionale del Notariato in collaborazione con diverse associazioni dei consumatori (tra cui Adiconsum, Adoc, altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori) ha pubblicato la “Guida per il cittadino. Mutuo informato” contenente le istruzioni per un uso consapevole e informato del mutuo.
Questa nuova guida rappresenta un aggiornamento dell’edizione del settembre 2006, alla luce delle modifiche apportate al mercato dei mutui per la casa dopo l’introduzione della Legge 40 del 2007 (ossia la Bersani bis) e della Finanziaria 2008.
La guida è incentrata sui tre nuovi strumenti a disposizione del consumatore: la rinegoziazione, la portabilità (o surrogazione) e il cambio del mutuo (mutuo di sostituzione).
La rinegoziazione è il nuovo accordo tra il cliente e la propria banca e riguarda principalmente il tasso e la durata. La legge Finanziaria 2008 ha stabilito che è sempre possibile per la banca e il debitore variare senza spese le condizioni del contratto di mutuo mediante scrittura privata anche non autenticata. E nei casi in cui la banca richieda la formalizzazione della
rinegoziazione in forma notarile o autentica, il Consiglio Nazionale del Notariato ha comunicato la disponibilità a una concreta riduzione dei compensi dovuti. Leggi il resto di questo articolo »



