Archivi per la categoria ‘mutui immobiliari’

18 Settembre 2008

Ci sono ancora brutte notizie per gli italiani alle prese con i mutui casa.
Ad agosto i tassi sui prestiti e mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono saliti al 5,96%, raggiungendo il picco massimo degli ultimi 6 anni.
Per trovare un tasso così alto per i mutui bisogna infatti tornare indietro all’agosto del 2002. A luglio i tassi sui mutui avevano toccato già il 5,92%.
Nel consueto rapporto mensile dell’Abi si legge che i prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono saliti ad agosto al 5,96%, dal 5,92% del mese di luglio. Continua così l’ascesa dei tassi di interesse, e quindi della rate pagate dalle famiglie.
Con questo ultimo ritocco il costo dei mutui segna il sesto rialzo consecutivo.
Bisogna comunque considerare che si tratta del tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie, tasso che in quest’ultimo periodo ha risentito sia degli impulsi di politica monetaria della Bce che delle condizioni del mercato interbancario.
Livelli record anche per i tassi di interesse sui prestiti complessivi, che ad agosto sono saliti al 6,43%, contro il 6,40% fatto segnare nel luglio scorso.
Già in occasione della presentazione degli ultimi dati, l’Abi aveva fatto notare che si tratta comunque di tassi di interesse nominali, che, se depurati dall’inflazione, mostrano un miglioramento rispetto alla situazione del 2002. Al netto dell’inflazione, ad agosto pari al 4,1%, il tasso reale sarebbe ampiamente sotto il 2%, contro il 3% del 2002.
In flessione, invece, il tasso medio applicato ai nuovi prestiti alle sole imprese non finanziarie: 5,33% dal 5,63% segnalato in luglio. Il rapporto mensile di Palazzo Altieri segnala inoltre una risalita dei tassi passivi. Il tasso sui depositi applicato alle famiglie e società non finanziarie in agosto è stato del 2,28%, 4 punti base al di sopra del valore di luglio (40 punti base al di sopra dell’agosto 2007). Il tasso medio sui depositi in conto corrente risale all’1,83% (1,79% in luglio).

15 Settembre 2008

Il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ha lanciato un nuovo allarme sui mutui e ha detto che ” per fronteggiare la crisi dei mutui subprime le banche devono raccogliere altri 350 miliardi di dollari di capitale a livello globale. Un obiettivo che potrebbe rivelarsi molto difficile per alcuni istituti.”
Questo il quadro illustrato dal governatore di Bankitalia, intervenuto all’Ecofin informale in corso a Nizza in qualità di presidente del Financial stability forum.

Secondo quanto riferito da fonti vicine alla delegazione, Draghi ha inoltre ricordato le perdite annunciate dal mondo bancario pari a 500 miliardi di dollari, rilevando che attualmente ci troviamo in una fase in cui potranno emergere ulteriori ‘buchi’. Le banche, secondo il governatore, stanno affrontando questa fase con bilanci deboli.

Una nota positiva, però, è che la base di capitale del sistema bancario è sufficiente per evitare che si scenda sotto alle soglie stabilite dalla vigilanza. Attualmente la distribuzione del capitale non è in ogni caso omogenea. Di qui le difficoltà segnalate di alcune banche a incrementare la propria base di capitale.

15 Settembre 2008

L’accordo sulla rinegoziazione e portabilità gratuita dei mutui era stato presentato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti come un contributo per proteggere il potere d’acquisto delle famiglie. Arriva oltre un anno dopo la surroga, prevista dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni, e avviata tra mille difficoltà. Forse perché agli utenti bancari conviene davvero? La inadempienza delle banche è stata anche stigmatizzata dell’Antitrust, che ha inflitto multe per 10 milioni di euro a 23 istituti di credito che di fatto non applicavano le norme sulla portabilità.
Le segnalazioni degli utenti: proposte ‘cappio’
“Debito attuale - spiega Manlio Fortini in una lettera a Repubblica - euro 225.000 (rata 1500 euro) con 27 anni ancora da pagare su un mutuo variabile trentennale; mi propongono una rata di 1280 euro, inferiore di circa 220 euro, ma con la sorpresina finale di avere tra 27 anni un debito rimanente sul conto accessorio su cui vanno a confluire i “finti risparmi” ancora di euro 165.000, con ulteriore durata di 197 mesi (16 anni e 5 mesi), sempre che non aumentino i tassi”.
C’è chi rinegozierebbe, ma la banca nicchia
Tuttavia c’è chi è convinto che la rinegoziazione potrebbe convenirgli, ma la banca non gliela propone. Alessandro De Marchi, esperto informatico, scrive sul suo blog: “Quattro anni fa ho stipulato un mutuo a tasso variabile con la mia banca ed ora mi ritrovo, come molte persone in Italia, con una rata cresciuta a dismisura”. Dato l’aumento dei tassi, la rata di Alessandro è cresciuta dagli iniziali 262 agli attuali 350. E dunque si è rivolto alla banca per rinegoziare, ma è stato scoraggiato. “Se io rinegoziassi a tasso fisso senza variare alcunchè delle altre voci - conclude Alessandro - andrei a pagare una rata di 323 euro e a fine ammortamento avrei restituito ben 5.000 euro in meno alla mia banca di interessi. Ecco perché, da ottimi professionisti, ci sconsigliano di rinegoziare”.
Altri ancora sono incerti
C’è chi invece, di fronte alla proposta di rinegoziazione della banca, non sa ancora cosa decidere: “Oggi ho trovato nella cassetta della posta la proposta di rinegoziazione del mio mutuo della mia casa. Si tratta di un mutuo ipotecario stipulato alla fine del 2000 a tasso variabile, per un importo di circa 82.600 euro, 241 rate, spread 1,25%, scadenza fine 2020″, scrive l’utente di un forum di discussione specializzato sull’argomento. Secondo la proposta della banca, la rata attuale di 575 euro mensili si abbasserebbe dall’1 gennario 2009 di 508,05 euro. Però alla fine del 2020, se i tassi rimangono invariati, si aggiungeranno altre 28 rate da pagare sempre di 508,05 euro. Il titolare del mutuo è incerto perché, spiega, “Nel 2020 io avrò 60 anni e l’idea di ritrovarmi con anni aggiuntivi di mutuo da pagare mi fa un po’ pensare”.
Un’alternativa buona, ma quasi impossibile
A questo punto la surroga potrebbe essere invece una valida alternativa. In teoria, il titolare di un mutuo ha davanti a sé l’intero mercato, può traslocare gratuitamente nella banca che preferisce e scegliere le condizioni che preferisce. L’unica cosa che non può cambiare è l’ammontare della somma residua dovuta, ma può risparmiare tanto se, per esempio, trova una banca che gli offre uno spread inferiore di un punto o di un punto e mezzo. Ma accedere alla surroga è un’impresa che richiede tempo, pazienza, pressioni, a volte persino un avvocato. In tanti gettano la spugna.
“Siamo gente che lavora, abbiamo lasciato perdere”
“Ci hanno chiesto 3.000 euro per il trasferimento del mutuo, eppure non avremmo dovuto spendere nulla. Però abbiamo lasciato perdere, perché siamo gente che lavora tutto il giorno e non ci andava di prendere un avvocato”. Stefano Mandre, di Pomezia, associato Adusbef, spiega così la resa di fronte all’ostruzionismo della propria banca, che si è rifiutata di applicare le norme sulla surroga, chiedendogli persino 500 euro per la cancellazione della vecchia ipoteca. Quest’ultima somma, però, Stefano non ha voluto pagarla: “Mi hanno detto che l’estinzione dell’ipoteca spettava a me, ma io non ho voluto pagare. Certo, spero che la banca non faccia storie”. Leggi il resto di questo articolo »

6 Settembre 2008

La difficile scelta di un mutuo disorienta spesso molte famiglie italiane che prive di punti di riferimento sulla sostenibilità effettiva delle rate finiscono per accollarsi a volte mutui insostenibili.
Si può approfittare della convenzione stipulata tra Governo e Abi o ricorrere alla rinegoziazione prevista dai decreti Bersani.
Sicuramente un utile punto di riferimento nel calcolare la rata da pagare, per valutare la sostenibilità si un mutuo, è il parametro del reddito.
Il rapporto rata-reddito, lo stesso indice che utilizzano la banche prima di concedere un prestito o mutuo è sicuramente l’unico indice davvero significativo da prendere in considerazione prima di imbarcarsi in un mutuo pluriennale.
Nel soppesare la convenienza di un finanziamento rateale è opportuno considerare non tanto il valore assoluto della rata quanto il montante, ossia la somma del capitale ricevuto e degli interessi maturati.
Se è vero che ogni cliente deve misurare da sé la propria capacità di rimborso e che non esiste un livello valido per tutti, esistono però soglie di guardia da osservare con attenzione.
Secondo una recente indagine di Paola Rossi, economista della Banca d’Italia che ha scritto il libro “L’offerta di mutui alle famiglie: caratteristiche, evoluzione e differenze territoriali”: “in media, per i mutui concessi nel 2006, al momento dell’erogazione la rata incideva per poco più del 30% sul reddito”. Secondo l’economista “Tale media rappresenta probabilmente un valore soglia, utilizzato (dalle banche, ndr) per calcolare l’importo concedibile. In taluni casi è consentita un’incidenza anche più elevata del 30%, generalmente soggetta a ulteriori restrizioni, tra le quali la presenza di garanzie accessorie”.
La soglia di “sostenibilità” della rata di un mutuo o prestito è in genere fissata dagli istituti di credito in fase di valutazione intorno al 30% del reddito. Leggi il resto di questo articolo »

3 Settembre 2008

I Tassi di interesse per i mutui immobiliari raggiungono nuovi valori record. A luglio il Taeg, Tasso Annuo Effettivo Globale, ha sfondato la soglia del 6%, attestandosi al 6,07%.
Il Taeg risulta in crescita per il quarto mese consecutivo secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico sugli indicatori monetari e finanziari.
Tassi così alti per i mutui non si registravano più dall’agosto 2002. Anche il tasso di interesse di mercato per i mutui ultradecennali supera la soglia del 6% fermandosi al 6,08%.
Cresce anche lo stock di debito delle famiglie italiane: a luglio il totale dei prestiti alle famiglie sale a 463,91 miliardi di euro (dai 460,80 di giugno), di cui 253,95 miliardi solo per mutui casa oltre i cinque anni.
Rispetto a luglio del 2007 lo stock di debito delle famiglie italiane è aumentato del 2,3% ma rispetto alla fine del 2004 la crescita dei prestiti erogati dal sistema risulta addirittura pari al 32%.
Il tasso medio di mercato è salito al 5,92% (contro il 5,84% di giugno ed il 5,75%% di maggio), quello da 5 a 10 anni al 5,86% (5,77% a giugno e 5,63% a maggio) e quello oltre i 10 anni è schizzato al 6,08% (5,99% a giugno e 5,90% a maggio).
Si conferma anche il trend al rialzo per i tassi legati al credito al consumo e il Taeg in questo caso, sempre secondo i dati pubblicati nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia sulle istituzioni finanziarie e monetarie, a luglio ha addirittura sfiorato il 10%, attestandosi al 9,9%.
Per i prestiti inferiori ad un anno il tasso di interesse è all’11,6%.

29 Agosto 2008

Da oggi si può finalmente rinegoziare il mutuo senza nessun costo per il cliente.
Scadeva proprio il 29 agosto infatti il termine fissato dalla convenzione sulla portabilità dei mutui siglata in maggio tra Abi e ministero dell’Economia.
Secondo questo accordo le banche devono inviare ai propri clienti, che avranno tre mesi di tempo per decidere, una lettera con i termini dell’offerta, prospettando anche tutte le diverse opzioni che consentono una possibilità di risparmio, come ad esempio la surroga che permette di spostare il prestito in un’altra banca a condizioni migliori o la sostituzione del mutuo con uno nuovo acceso presso un altro istituto di credito.
Sono oltre un milione gli italiani che hanno contratto un mutuo a tasso variabile entro il 28 maggio 2008.
Finora l’accordo poteva contare sull’adesione di oltre 300 banche, pari al 90 per cento del settore in termini di sportelli.
Nell’ambito della rinegoziazione del mutuo, però, non si fa riferimento alle assicurazioni per la vita legate al prestito.
Proprio per fare luce su questo aspetto l’Isvap ha avviato un’indagine sui prodotti assicurativi vita o danni legati ai mutui, richiedendo alle compagnie di predisporre una relazione entro il 20 settembre prossimo.

25 Agosto 2008

Sono letteralmente raddoppiati i debiti per le famiglie italiane negli ultimi cinque anni. Infatti l’esposizione media, che comprende mutui immobiliari, prestiti per l’acquisto di beni mobili, credito al consumo, finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili, ha toccato nel dicembre del 2007 i 15.765 euro.
Questo secondo un’analisi della Cgia di Mestre, dove si evidenzia che in cinque anni, tra il primo gennaio 2002 e il 31 dicembre 2007, l’indebitamento delle famiglie italiane è quasi raddoppiato: in questo periodo la crescita media è stata infatti del 93,28%.
Le “sofferenze” maggiori a carico dei nuclei familiari riguardano la provincia di Roma, dove si arriva ad una media di 21.949,94 euro. In cinque anni invece il record della crescita del debito è di Napoli, con un aumento del 116,36%.
In ogni caso sono moltissime le province che hanno in sostanza raddoppiato il loro indebitamento: in 20 hanno avuto una crescita superiore alla media e le poche province che si situano in coda alla classifica vedono comunque una crescita del 50% circa, con un minimo al 42,45%. Leggi il resto di questo articolo »

25 Agosto 2008

La Casa si fa sempre più cara per le famiglie italiane, e non solo per bollette e costi di manutenzione. Salgono anche affitti e mutui e così l’abitazione resta la voce più consistente del bilancio familiare ovvero oltre un quarto (il 26,7% nel 2007, dal +25,8% di due anni prima) della spesa mensile.
Negli ultimi due anni la spesa per gli affitti ha registrato una crescita media del 14% (passando da 308 a 351 euro) mentre i costi per chi ha acceso un mutuo immobiliare sono aumentati dell’8% con picchi del 10% (passando da una media di da 438 a 471 euro al mese) secondo gli ultimi dati Istat (da 2005 a 2007).
Aumenti sopra la media nel centro della Penisola (+20%). Per la casa quasi la metà della spesa mensile degli anziani.
Per gli over-64 energia e casa assorbono il 46,9%,vale a dire circa 635 euro su una media mensile di 1.356 euro.

Tra il 2005 e il 2007 l’aumento degli affitti è stato particolarmente salato per le famiglie del Centro Italia, che si sono viste aumentare la rata mensile di quasi il 20% (dal 340 a 406 euro).
Al Nord, invece, è andata peggio a chi ha scelto di accendere un mutuo, visto che la rata mensile è cresciuta più che nel resto d’Italia (+9,3%, da 448 a 490 euro).
L’aumento degli affitti negli ultimi due anni dimostra che è necessario «al più presto porre rimedio alla grande ingiustizia del fisco italiano», che a parità di reddito non fa distinzione tra famiglia con casa in proprietà e con casa in affitto. E’ la denuncia il Codacons, che per questo chiede che «le detrazioni introdotte lo scorso anno per i canoni di locazione (300 e 150 euro a seconda del reddito complessivo) siano almeno triplicate».
Commentando i dati dell’Istat sull’aumento delle spese per l’abitazione, il Codacons considera basso l’importo assoluto, «che evidentemente - osserva in una nota - non tiene conto della grande evasione in questo settore e degli affitti in nero», ma considera invece «attendibile e preoccupante» l’incremento registrato del 14%, «praticamente doppio rispetto a quello delle rate del mutuo.
Una dimostrazione che la casa sta diventando sempre più cara per le famiglie italiane e che è necessario al più presto porre rimedio alla grande ingiustizia del fisco italiano che, a parità di reddito imponibile, considera praticamente identica la situazione di una famiglia con casa in proprietà e con casa in affitto».

19 Agosto 2008

Quasi il 60% dei mutui in essere a marzo dal sistema bancario alle famiglie per l’acquisto di casa sono stati stipulati al Nord.
A fare da traino è la Lombardia con quasi 53 miliardi di euro prestati dalle banche alle famiglie; segue il centro Italia con 51,8 miliardi e per finire l’Italia meridionale isole escluse con 26,5 miliardi.
Nel Sud, l’unica provincia di segno positivo è quella di Brindisi con un aumento del 3%.
Il 70% dei mutui richiesti è a tasso fisso tra le regioni settentrionali, è la Lombardia, che conferma il suo peso sulle erogazioni nazionali con il 23% del totale. Cala l’Italia centrale con l’Umbria che scende del 26,60% e il Lazio in flessione del 2,5% rispetto al primo trimestre 2007. Si muove in controtendenza l’Italia insulare (+40,52%) e in particolare la Sicilia dove gli importi dei mutui nei primi tre mesi del 2008 sono più che raddoppiati (52,53%).
Scendono dell’1,25% nel primo trimestre 2008, rispetto agli ultimi tre mesi del 2007, le consistenze dei mutui residenziali, ossia il valore dei mutui ancora in essere, che hanno raggiunto i 223.553 milioni di euro. Si riduce così la componente mutui per l’acquisto della casa sull’indebitamento delle famiglie italiane.
Secondo Bankitalia, tra gennaio e marzo l’ammontare dei prestiti a lungo termine fatti dal sistema bancario alle famiglie per l’acquisto di casa è diminuito di quasi 3 miliardi di euro rispetto alla fine del 2007. Novità anche sul fronte dei tassi.
Il tasso applicato sui mutui accesi nel trimestre da famiglie-consumatrici è sceso del 5,76% dal 5,96% di dicembre, anche se rimane più alto di quello di un anno prima: a marzo 2007 si attestava infatti 5,57%.
Continuano a crescere i tassi d’interesse delle operazioni a scadenza già in essere:dal 5,74% di dicembre si sale al 5,81% di marzo.

19 Agosto 2008

Catricalà, presidente delle Autorità garante della concorrenza Antitrust, a riguardo della portabilità gratuita dei mutui, durante un dibattito ha dichiarato: “ Abbiamo abbaiato molto e alla fine abbiamo morso. Le multe alle banche che non hanno applicato la legge sulla portabilità dei mutui gratuita non sono state un fulmine a ciel sereno.
Infatti molte banche si sono ravvedute e di questo abbiamo tenuto conto nella determinazione della sanzione.
Speriamo che dopo la nostra decisione qualche banca che ancora resiste si ravveda”.
Riguardo al funzionamento della pubblica amministrazione Catricalà si è detto d’accordo con l’idea del ministro Brunetta: “Condivido l’idea di Brunetta, ad esempio in casi come quello di una scuola che non funziona, dove i professori sono sempre assenti, potrebbe essere data la possibilità ai genitori di proporre una class action”.