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Difendersi dall’usura e usurai con l’aiuto dei Confidi

Mercoledì 21 Novembre 2007

L’usuraio tipo, spesso è un piccolo imprenditore che agisce da solo ed è capace di mascherare i suoi sporchi affari. Chi contrae il debito finisce con il perdere tutto perché neanche chi presta soldi illecitamente ti concede nulla se non hai proprietà o beni da ipotecare. E la sua mira è proprio quella di impossessarsene. Si parte da una cifra, ma quasi sempre si finisce con il chiedere più del doppio di quanto prestato. Non potendo più coprire il debito, il contraente è obbligato ad intestare ai creditori eventuali immobili liberi o altri beni di proprietà e molto spesso finisce per rovinare la propria vita ed anche quella dei parenti più stretti che vorrebbero aiutarlo. Questo fenomeno è preoccupante. Destinato a diventare un pozzo senza fondo. La crisi economica si acuisce, il lavoro è sempre meno, le fabbriche chiudono, lasciando tante persone nell’incapacità di tirare avanti soprattutto se, contando sul proprio stipendio, avevano contratto un mutuo per la casa o altri debiti con istituti bancari. Ora però il piano nazionale ha previsto un finanziamento di 200 milioni di euro da investire nei cosiddetti Confidi. Sono dei soldi messi a disposizione dallo Stato per aiutare gli usurati e per la prevenzione usura. Ovviamente per intervenire bisogna fare in modo che all’interessato venga riconosciuto lo stato di usurato. Solo dopo con i soldi dei Confidi, ci si rivolge alle banche chiedendo un prestito in compartecipazione. Una parte del debito lo copre il Confido, il resto l’istituto bancario. Ricordiamo che rivolgersi agli usurai non sarà mai una soluzione, è solo l’inizio della fine!

Arrestato vigile urbano usuraio

Domenica 28 Ottobre 2007

Tassi usurari annui fino al 150%, così un vigile urbano di Siracusa era riuscito a garantirsi un tenore di vita superiore a quello che il suo stipendio di dipendente pubblico gli permetteva.
La sua seconda attività è stata scoperta dagli uomini della Guardia di Finanza del Comando provinciale siracusano, che lo hanno arrestato. Molte delle vittime sarebbero ora pronte a collaborare, mentre dalle indagini è emerso che l’usuraio aveva contatti con la criminalità organizzata, utili per convincere i debitori a pagare.

Finanziamenti per frigo e Tv Lcd

Giovedì 18 Ottobre 2007

Frigo a risparmio energetico e tv digitale: chi è intenzionato a comperarli si deve sbrigare perchè i bonus fiscali e finanziamenti agevolati legati a questi acquisti sono destinati a scadere con la fine dell’anno. Le due agevolazioni, infatti, non sono state confermate dalla Legge finanziaria, almeno nel testo messo a punto dal governo sul quale il Senato ha iniziato l’esame . E’ sempre possibile che il Parlamento decida altrimenti; per il momento, però, i due bonus per il 2008 non ci sono.
Queste le regole da rispettare per evitare di perdere la detrazione se l’acquisto è stato programmato.
Sia per il frigo che per la tv è prevista una detrazione fiscale del 20% fino ad un massimo di spesa di 1000 euro. Il bonus, in sostanza, è pari al massimo a 200 euro
che potranno essere detratti dalla prossima dichiarazione dei redditi. Per il frigo la detrazione d’imposta è riconosciuta solo in caso di rottamazione: per averne diritto, infatti, occorre non solo avere la fattura o lo scontrino con indicati i propri dati, ma anche la ricevuta del conferimento in discarica del vecchio frigo. Il nuovo, inoltre, deve essere almeno di classe A+. In compenso è possibile avere la detrazione anche per più apparecchi.
Niente rottamazione, invece, per le tv, ma in questo caso la detrazione è riconosciuta solo a chi è in regola con il pagamento del canone Rai per il 2007. Inoltre l’apparecchio che si compra, sia che si tratti di un televisore che di un decoder digitale, deve avere alcune specifiche caratteristiche previste dal decreto di attuazione di queste norme, che è stato pubblicato solo il 22 settembre scorso. Le agevolazioni, però, sono riconosciute anche a chi ha fatto acquisti in precedenza, purchè si tratti di un apparecchio in lista.Il vecchio televisore analogico è pronto alla pensione, presto lo sostituirà il nuovo modello con il decoder per il digitale terrestre incorporato. Ad aiutare il passaggio sono una serie di norme presentate oggi dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, per incrementare la transizione al digitale terrestre.
In primo luogo, Gentiloni ha ricordato che è appena entrato in vigore il decreto attuativo legato alla Finanziaria dello scorso anno che prevede lo sconto fiscale del 20%, fino a un massimo di 200 euro, sotto forma di detrazione nella denuncia dei redditi, per chi acquista, o ha già acquistato, in tutto il 2007, apparecchi tv con sintonizzatore digitale incorporati, quelli cioè attraverso cui è possibile vedere i programmi gratuiti della tv digitale terrestre. Questi sconti fiscali erano stati previsti dalla Finanziaria 2007.
Ma un’altra misura è inserita nel decreto collegato alla Finanziaria 2008 e prevede tre scadenze: «L’ultimo televisore analogico - ha detto Gentiloni - sarà venduto in Italia nel giugno del 2009: da quella data, infatti, le tv analogiche non potranno più essere vendute. Ma già entro la fine del 2008 i produttori dovranno cessare di fornire tv analogiche ai distributori, ed entro la fine di aprile del 2008 ogni tv analogica sul mercato dovrà avere un’etichetta che spiega che quell’apparecchio non può ricevere programmi digitali». In più, nel decreto c’è anche la ridefinizione della data finale dello spegnimento definitivo dell’analogico, prevista entro il 2012. Vuol dire che il governo dell’epoca stabilirà una data. Non sarà sicuramente il 31 dicembre, perché sinceramente non mi pare possibile fare un passaggio così importante la notte la Capodanno.

Prestiti agevolati a pensionati pubblico impiego si avvicina scadenza del 31 ottobre

Mercoledì 17 Ottobre 2007

Entro l’ultimo mercoledì del mese, il 31 di ottobre, milioni di pensionati del pubblico impiego devono decidere se iscriversi o meno alla gestione delle prestazioni creditizie e sociali dell’Inpdap che permette di avere prestiti e mutui a tassi agevolati e con lunghe rateazioni. Chi opta per il si avrà una trattenuta dello 0,15% sulla rata mensile lorda della pensione.
La scadenza di fine mese interessa in realtà solo chi non vuole iscriversi e che perciò deve presentare il modulo di non adesione, in pratica si segue la stessa tecnica messa in atto per il dirottamento del Tfr nei fondi pensione, reperibile presso gli sportelli Inpdap o nei siti internet degli enti previdenziali. Va bene anche una semplice e libera comunicazione.
Chi invece è intenzionato a iscriversi perché non vuole farsi scappare l’occasione di chiedere un prestito all’Inpdap non deve presentare alcuna dichiarazione: il silenzio-assenso fa scattare la trattenuta e perciò il diritto alle prestazioni già a partire dal mese di novembre 2007.
Chi aderisce può cambiare idea e tornare sui propri passi, chiedendo all’Inpdap la revoca dell’adesione ma tutto ciò è possibile entro il 30 aprile 2008. Scaduto questo termine si resta iscritti per sempre.
Tutto quello che abbiamo detto vale per le persone in pensione entro il mese di ottobre 2007. Per chi invece va in pensione dal 1° novembre non ci sono tempi a disposizione, si deve dire di no al momento stesso del pensionamento, in pratica con il modulo di domanda. Se non fa così scatta immediatamente la trattenuta. Salva sempre la possibilità di darne revoca entro i successivi sei mesi.
Sono interessati all’operazione tutti i pensionati ex dipendenti dello stato, delle scuole e università, delle aziende statali autonome, di regioni, province, comuni, comunità montane, degli istituti case popolari, camere di commercio, del comparto sanità e di tutti gli enti pubblici non economici Inps, Inail, ecc.
La ritenuta è calcolata sull’importo lordo delle tredici mensilità di pensione, al netto di eventuali trattenute, assegni familiari, e indennità di accompagnamento e verrà prelevata direttamente su ogni singola rata di pensione. L’importo è trattenuto solo se la pensione è maggiore di 600 euro al mese. Una pensione di 1.000 euro lordi al mese pagherà in un anno 19,50 euro, quella di 3.000 euro 58,50 euro. La pensione di 5 mila euro sfiorerà i 100 euro.
In cambio l’Inpdap dà un ampio ventaglio di possibilità: prestiti che possono essere piccoli, pluriennali o in convenzione; mutui ipotecari, soggiorni per anziani, case albergo, assistenza e cura dell’Alzheimer, convitti per i figli, borse di studio, vacanze studio, master e dottorati.
Insomma, chi ritiene di avere bisogno di qualche prestazione del genere sicuramente non rimpiangerà di pagare la trattenuta. Anche se, dopo i primi sei mesi provvisori, durerà tutta la vita senza possibilità di eliminarla.

Ricevute fiscali, fatture , mutui: quanto conservarle

Venerdì 5 Ottobre 2007

Anche gli scontrini saldati, le bollette pagate e le ricevute dei pagamenti effettuati hanno una data di scadenza: devono cioè essere conservati per un certo numero di anni, da uno a dieci, a seconda dei casi, per essere esibiti in caso di richiesta. Chi se ne libera troppo in fretta potrebbe essere costretto a pagare nuovamente, soprattutto se si tratta di tasse. Elenchiamo brevemente i termini di prescrizione più comuni che interessano le famiglie.
Utenze e canone Rai, Le bollette di luce, telefono, gas e acqua devono essere conservate per cinque anni dalla data di scadenza del pagamento.
Affitto e spese condominiali: Le ricevute della pigione e delle spese condominiali vanno conservate per almeno cinque anni, anche se è consigliabile custodirle più a lungo possibile.
Imposte comunali: I bollettini dell’Ici devono essere conservati almeno fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui doveva essere fatto il pagamento o a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Per Tosap e nettezza urbana (Tarsu) è bene conservare i versamenti per almeno dieci anni.
Bollo auto e multe stradali: Il bollo auto deve essere conservato per tre anni dalla scadenza, anche se l’auto è stata venduta, mentre i pagamenti delle multe stradali vanno tenuti nel cassetto per almeno cinque anni.
Fatture: Le ricevute di pagamenti fatti a professionisti (commercialisti, notai, ecc.) o ad artigiani si conservano per almeno tre anni dal compimento della prestazione.
Gli scontrini validi come garanzia, vanno conservati per tutta la durata della stessa. Se riguardano l’acquisto di medicinali portati in detrazione nella denuncia dei redditi, scatta il solito quinquennio previsto per la documentazione fiscale.
Mutui: Anche se è improbabile che qualcuno sia così audace da cestinare le ricevute di pagamento del mutuo, ricordiamo che anche questi documenti devono essere conservati per almeno cinque anni. Il termine di prescrizione, infatti, scatta dopo cinque anni e decorre dalla scadenza della rata.
Assicurazioni: Le ricevute dei pagamenti dei premi vanno custodite per un anno (salvo altri tempi previsti dal contratto). Se, però, sono state utilizzate ai fini fiscali per la detrazione d’imposta o per la deduzione dal reddito complessivo, occorre conservare le quietanze per il solito quinquennio previsto per i documenti relativi alla denuncia dei redditi (ad esempio, premio per l’assicurazione sulla vita, tassa sulla salute pagata con il premio Rc auto).