Archivio della Categoria 'Notizie'

Mutui, Bonanni: il governo dia garanzie

Domenica 19 Agosto 2007

“Il governo ci deve dare garanzie perché è in gioco la solidità dell’economia, il piccolo risparmio e i fondi previdenziali”. Questa la richiesta di Bonanni (Cisl) che, pur rassicurato dalle parole di Prodi, che esclude rischi per l’Italia, chiede un vero e proprio giro di vite sulle agenzie di rating e istituti di credito. Spiega Bonanni: “Credo sia importante capire cosa stia facendo il governo rispetto a questa situazione. E’ bene che queste risposte arrivino subito perché le agenzie di rating sono state deboli con i forti e forti con i deboli”.
“Ho passato giorni con una grande preoccupazione, temendo il peggio. Lo scossone alle Borse e ai mercati finanziari di tutto il mondo è stato molto forte”. Ma ora “il peggio sembra passato”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Prodi, in un’intervista a “Repubblica”. Secondo Prodi “In Italia rispetto agli Stati Uniti la situazione del mercato immobiliare è migliore. Ed è differente il panorama dei mutui e dei prestiti. Le nostre banche sono state più prudenti e anche più taccagne”. Non c’è un “rischio specifico. Ma vedere il sistema cadere così, ovunque, fa impressione. Le agenzie di rating dovranno ripensare il loro mestiere”.

Ristrutturazioni case: boom incentivi e agevolazioni fiscali

Domenica 19 Agosto 2007

Le agevolazioni fiscali e incentivi statali insieme a prestiti e finanziamenti a fondo perduto stanno spingendo le ristrutturazioni abitative private innescando un vero e proprio boom. Nei primi 6 mesi di quest’anno le domande pervenute al fisco sono state 206.647, contro le 158.224 del primo semestre del 2006: il 30,6% in più. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, in testa alla classifica figura la Lombardia con 48.612 domande di ristrutturazioni agevolate. Seguono a ruota l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Toscana. L’incremento maggiore di domande è, invece, della Sardegna: +42%.

Mutui: UE apre inchiesta su istituti credito e rating

Venerdì 17 Agosto 2007

La Commissione europea ha deciso di aprire un’inchiesta sul conto delle maggiori agenzie di rating e mutui, per il ruolo da loro svolto nella vicenda relativa al dissesto del credito cosiddetto ” mutuo subprime“. Lo ha affermato il portavoce per i servizi finanziari della Commissione europea,Mochan. L’indagine, ha chiarito Mochan, riguarda “problemi come la governance, il management, il conflitto di interessi e le risorse”. Nel mirino,in particolare, Standard & Poor’s ed altre primarie agenzie che offrono rating, prestiti e mutui immobiliari.

Mutui subprime USA: in Italia perdite per 130 miliardi

Martedì 14 Agosto 2007

Chiusa una settimana nera per i mercati internazionali brutalizzati dai mutui subprime americani.
Adusbef a proposito di questo difficile momento per il mercato internazionale afferma che “La crisi dei mutui sub-prime americani ha già prodotto in Italia nell’ultimo mese perdite pari a 130 miliardi di euro, 74 dei quali ascrivibili alla capitalizzazione di borsa, 56 miliardi alle perdite su obbligazioni (con eccezione per i titoli di Stato che si sono rivalutati), fondi comuni e fondi pensioni”. Secondo il presidente di adusbef Elio Lannutti “E’ come se ogni famiglia italiana che abbia investito in borsa, nei fondi comuni o nei fondi pensioni, abbia visto bruciare nel giro di 30 giorni, una somma tra 6.500 ed 8.200 euro dei propri sudati risparmi, ma il peggio dovrà ancora avvenire la prossima settimana alla riapertura dei mercati. I mercati infatti, nonostante iniezioni massicce di liquidità (circa 200 miliardi di euro in due giorni) non sembrano fidarsi delle assicurazioni delle banche centrali, né delle agenzie di rating, a fronte della seconda ‘Caporetto’, dei mercati azionari europei che in soli due giorni ha visto bruciare 468 miliardi di euro di capitalizzazione di borsa. Eppure le principali agenzie di rating avevano emesso rapporti lusinghieri, spesso da tripla A su prodotti finanziari confezionati con i mutui sub-prime ad altissimo rischio. Le Autorità monetarie e di borsa, se vogliono veramente riportare un clima di fiducia, devono cominciare a fare pulizia, monitorando la reale situazione degli strumenti derivati esoprattutto verificando le pagelle da tripla ‘A’ date dalle agenzie di rating spesso a prodotti che si rivelano essere spazzatura”.
Il capo economista di Unicredit Banca Mobiliare, Aurelio Maccario dice al riguardo: “Questa non è una bufera d’agosto ma non siamo nemmeno nel mezzo di una tragedia. E’ una fase di estrema incertezza che può durare ancora qualche settimana”. A suo parere è improbabile che le banche centrali taglino i tassi. “La soglia del dolore prima di tagliare i tassi rimane ancora molto alta: ci vogliono tensioni vere e non solo l’effetto panico”. Decisamente più drammatico il punto di vista dei consumatori sui subprime: mutui ad alto rischio cartolarizzati e finiti in forma di obbligazioni trasversalmente in fondi comuni destinati ai piccoli risparmiatori e nelle grandi acquisizioni societarie a debito.

Crisi Mutui USA, a rischio anche Europa

Venerdì 10 Agosto 2007

Secondo la Banca Centrale Europea dopo gli Stati Uniti anche in Europa è rischio di crisi per i mutui. La Bce mette così in guardia dai prestiti a elevata leva finanziaria. Che mostrano alcune analogie con il mercato statunitense dei mutui ipotecari di qualità non primaria cosiddetti subprime che potrebbero dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di una svolta contraria nell’ambiente del credito. In poche parole i banchieri centrali temono che la crisi dei mutui non onorati dai contraenti scoppiata negli Usa possa investire anche l’Europa. Negli Stati Uniti è sceso in campo anche il presidente George Bush per rassicurare la popolazione sul fatto che c’è abbastanza liquidità per consentire una correzione dei mercati e ribadisce che l’economia americana ha fondamentali solidi e sicuri. E che il “rischio-mutui” non è solo un’ipotesi lontana lo conferma l’immissione da parte della BCE di liquidità più grande mai svolta dalla banca centrale in un’unica manovra. La Banca Centrale Europea ha annunciato infatti un finanziamento per far fronte alla improvvisa salita dei tassi di mercato in un operazione del valore complessivo di 94.841 miliardi di euro. Questo finanziamento ha soddisfatto integralmente la domanda di 49 istituti di credito di Eurolandia. La Bce spiega così cosa sta succedendo: “Dal momento che la concorrenza fra banche è stata notevole per l’attività di sottoscrizione e consulenza del mercato dei leveraged buyout (o LBO una particolare operazione di acquisizione di una società), i criteri di erogazione dei prestiti possono essere peggiorati e potrebbero essere state adottate strutture più favorevoli ai prenditori, come i contratti di debito a clausole ridotte. Questo è analogo ai mutui ipotecari a soli interessi e ammortamento negativo applicati all’attività di erogazione di prestiti di qualità non primaria”. Il problema principale è che i bilanci di società finanziarie e bancarie sono imbottiti di mutui subprime, acquistati soprattutto nelle forme cartolarizzate per la forte remunerazione assicurata. L’Eurotower osserva comunque come fra il mercato dei prestiti a elevata leva finanziaria e quello dei mutui ipotecari di qualità non primaria “sussistono anche differenze importanti: quella principale è che, a differenza dei prenditori nei mercati dei mutui ipotecari di qualità non primaria, quelli dei mercati dei prestiti a elevata leva finanziaria sono in genere più sofisticati in termini finanziari”. Ma, avverte la Bce, “nonostante queste strutture protettive l’esperienza dei mutui ipotecari di qualità non primaria potrebbe fornire un’illustrazione di come il mercato dei prestiti ad elevata leva finanziaria potrebbe evolversi in un più ampio rallentamento del mercato creditizio”. La paura della Bce è che “una flessione del mercato potrebbe esporre molti a condizioni di mercato che non erano state prese in considerazione nelle transazioni originali in termini di prezzo. Ad esempio, tassi di interesse di mercato più elevati potrebbero diminuire la copertura delle operazioni esistenti, spingendo forse alcuni di essi all’insolvenza”. La Banca Centrale Europea continua a vedere anche un pericolo prezzi. “Resta necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo” confermando implicitamente ulteriori ritocchi al rialzo dei tassi d’interesse.