Archivi per la categoria ‘prestiti finalizzati’

9 Maggio 2008

Secondo quanto rilevato dalla Banca d’Italia da un indagine sul credito in Italia “dopo quasi un biennio di allentamento, emerge per la prima volta un irrigidimento delle politiche di offerta per l’erogazione dei prestiti e mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni”.
Questo vale non solo per le famiglie ma anche per le aziende.
Infatti, nei primi tre mesi del 2008 in Italia i criteri per l’erogazione di prestiti alle imprese hanno registrato una ulteriore restrizione.
Per il secondo trimestre del 2008, tuttavia, si profila un’ulteriore lieve restrizione delle politiche di offerta dei prestiti alle imprese
mentre rimarrebbero sostanzialmente invariate alle famiglie.

2 Gennaio 2008

Il prestito finalizzato è una fonte di finanziamento accesa presso un rivenditore di beni o servizi, come automobili, elettrodomestici, computer, per dilazionare il pagamento. Il rivenditore, grazie alla stipula di convenzioni con uno o più finanziarie, è autorizzato a proporre finanziamenti rateali ai propri clienti, ricevendo una provvigione per il servizio prestato. L’importo è erogato direttamente al negoziante, che si impegna a istruire la pratica e a inviarla alla finanziaria, che provvederà a valutare la richiesta. Nel prestito finalizzato il contratto di acquisto del bene e il contratto di finanziamento sono distinti: il primo riguarda il consumatore e il venditore, il secondo intercorre tra il consumatore e la finanziaria. Il tasso medio applicato secondo i dati della Banca d’Italia si aggira intorno al 16,26% per importi fino a 1.500 euro, al 16,99% per valori da 1.500 a 5.000 euro e scende al 10,66% se si superano i 5.000 euro.

23 Ottobre 2007

Ai lavoratori precari o a tempo sono stati concessi prestiti e mutui solo per 85 mila euro!
Il mutuo per la prima casa rimane una chimera e un sogno inarrivabile per moltissimi giovani. Possedere e acquistare una casa tutta per sè è un sogno lontano per la maggior parte dei precari. Lo sanno bene i lavoratori assunti a tempo determinato che sono costretti a vivere in casa con i genitori. La conferma un’inchiesta pubblicata da “Il Tempo” tra i principali istituti finanziari della Capitale.
Le pubblicità di società finanziarie e istituti di credito recitano così in tutti gli slogan: “Sei giovane? Sei precario? Vieni da noi. Abbiamo il mutuo che fa per te, a tasso fisso, che ti copre fino al 100% del valore dell’immobile”. Peccato che la realtà è completamente diversa per chi è lavoratore atipico, non ha mamma e papà che possano fare da garanti per lui e guadagna poco più di mille euro al mese.
La prospettiva per queste persone è aspirare al massimo ad un mutuo di 85 mila euro, che nella capitale può servire solo a comprare un box in una zona semi periferica, oppure sentirsi dire dal promotore finanziario frasi come “mi dispiace ma non abbiamo la soluzione alla sua richiesta e alle sue necessità”, o domande tipo “non ha nessuno che garantisce per lei?”, “non ha un compagno con cui cointestare il mutuo?”.
Abbiamo visitato diversi istituti bancari a Roma facendo subito presente di essere un lavoratore con contratto di lavoro a progetto, di guadagnare 1.200 euro netti al mese, di volere un mutuo immobiliare che copra l’intero 100% per l’acquisto della casa, del valore di 250 mila euro, che sarebbe la somma minima per un appartamentino a Roma.
Tralasciando quegli istituti bancari che non ci hanno neanche fatto sedere ascoltando la prima di quelle condizioni, ad una filiale della Bnl la signora molto gentile che ci ha accolto ha storto il naso alla parola “lavoratore atipico”.
Allora le diciamo “Ci scusi la pubblicità qui fuori che parla di un mutuo al 100% Revolution della durata di 40 anni a tasso fisso, che copre l’intero valore dell’immobile?”. La risposta è “Riguarda però solo chi ha un contratto a tempo indeterminato da almeno un anno”. E per gli altri? Se hai un genitore che può fare da garante, ha un reddito annuo minimo di 23 mila euro e soprattutto non ha più di 55 anni, perché alla data di estinzione del mutuo non deve superare gli 85, viene fuori a quelle condizioni richieste una rata mensile da 1.463,64 euro, vale a dire 263,64 euro in più del «nostro» stipendio. E se un giovane volesse farcela con le proprie forze? “Allora calcolando che guadagna 1.200 euro al mese e che per motivi di solvibilità deve disporre di almeno 700 euro, quindi ne restano fuori 500 circa per pagare il mutuo, le possiamo finanziare a 30 anni con una rata mensile a tasso fisso di 490,65 euro, 85 mila euro”.
Questa somma giusta per l’appunto per l’acquisto di un box auto!
Ad un’altra filiale, Banca di Roma, che pubblicizza Mutuo Giovani dai 18 ai 35 anni. In questo caso poco importa alla funzionaria che di fronte a lei si sieda un lavoratore «atipico», conta infatti che da solo o in due si disponga di 4.696,2 euro al mese, perché ad un tasso nominale annuo del 6,41% fanno 1.565,4 euro al mese per la durata 30 anni e la rata non può essere superiore ad un terzo del mio reddito. Oppure in alternativa va bene un garante che anche in questo caso non superi i 55 anni di età, purché dimostri di avere un reddito annuo minimo di 53.000 euro netti.
Al Monte Paschi di Siena, invece niente finanziamento al 100% ma all’80%. C’è una campagna autunno giovani coppie fino al 31/12/07 e il mutuo on off dedicato proprio ai lavoratori atipici. Bene, se non fosse che la funzionaria ci avvisa subito che “Per questo però lo spread, ossia il ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo, è 1,60% contro una media dell’ 1% applicato nelle altre soluzioni». In poche parole, proprio perché sei atipico e puoi dare meno garanzie, devi pagare di più. E la rata mensile? A 30 anni è 1.549,40.
Chiudiamo con San Paolo. C’è Mutuo Giovani a tasso fisso, durata 40 anni, rata mensile da 1.553,58 euro. Almeno in questo caso il funzionario ci scherza su e dice “Le conviene provare con l’affitto oppure si trovi un compagno”.

17 Ottobre 2007

Entro l’ultimo mercoledì del mese, il 31 di ottobre, milioni di pensionati del pubblico impiego devono decidere se iscriversi o meno alla gestione delle prestazioni creditizie e sociali dell’Inpdap che permette di avere prestiti e mutui a tassi agevolati e con lunghe rateazioni. Chi opta per il si avrà una trattenuta dello 0,15% sulla rata mensile lorda della pensione.
La scadenza di fine mese interessa in realtà solo chi non vuole iscriversi e che perciò deve presentare il modulo di non adesione, in pratica si segue la stessa tecnica messa in atto per il dirottamento del Tfr nei fondi pensione, reperibile presso gli sportelli Inpdap o nei siti internet degli enti previdenziali. Va bene anche una semplice e libera comunicazione.
Chi invece è intenzionato a iscriversi perché non vuole farsi scappare l’occasione di chiedere un prestito all’Inpdap non deve presentare alcuna dichiarazione: il silenzio-assenso fa scattare la trattenuta e perciò il diritto alle prestazioni già a partire dal mese di novembre 2007.
Chi aderisce può cambiare idea e tornare sui propri passi, chiedendo all’Inpdap la revoca dell’adesione ma tutto ciò è possibile entro il 30 aprile 2008. Scaduto questo termine si resta iscritti per sempre.
Tutto quello che abbiamo detto vale per le persone in pensione entro il mese di ottobre 2007. Per chi invece va in pensione dal 1° novembre non ci sono tempi a disposizione, si deve dire di no al momento stesso del pensionamento, in pratica con il modulo di domanda. Se non fa così scatta immediatamente la trattenuta. Salva sempre la possibilità di darne revoca entro i successivi sei mesi.
Sono interessati all’operazione tutti i pensionati ex dipendenti dello stato, delle scuole e università, delle aziende statali autonome, di regioni, province, comuni, comunità montane, degli istituti case popolari, camere di commercio, del comparto sanità e di tutti gli enti pubblici non economici Inps, Inail, ecc.
La ritenuta è calcolata sull’importo lordo delle tredici mensilità di pensione, al netto di eventuali trattenute, assegni familiari, e indennità di accompagnamento e verrà prelevata direttamente su ogni singola rata di pensione. L’importo è trattenuto solo se la pensione è maggiore di 600 euro al mese. Una pensione di 1.000 euro lordi al mese pagherà in un anno 19,50 euro, quella di 3.000 euro 58,50 euro. La pensione di 5 mila euro sfiorerà i 100 euro.
In cambio l’Inpdap dà un ampio ventaglio di possibilità: prestiti che possono essere piccoli, pluriennali o in convenzione; mutui ipotecari, soggiorni per anziani, case albergo, assistenza e cura dell’Alzheimer, convitti per i figli, borse di studio, vacanze studio, master e dottorati.
Insomma, chi ritiene di avere bisogno di qualche prestazione del genere sicuramente non rimpiangerà di pagare la trattenuta. Anche se, dopo i primi sei mesi provvisori, durerà tutta la vita senza possibilità di eliminarla.

9 Ottobre 2007

Il mutuo edilizio è un finanziamento destinato alla costruzione, ristrutturazione, riparazione, trasformazione, sopraelevazione e recupero di immobili, che possono avere diverse destinazioni.
Ad usufruire di questo mutuo possono essere imprenditori edili, società edilizie e cooperative ma anche singoli privati. L’importo che solitamente viene erogato arriva al massimo all’80% del costo di costruzione. Il finanziamento viene erogato in unica soluzione a lavori ultimati o con il sistema dei versamenti rateali durante il corso dei lavori, in base a stati di avanzamento. I documenti necessari da presentare per la richiesta di questa forma di prestito sono gli stessi dei mutui immobiliari

8 Ottobre 2007

Quando si arriva ad accendere un mutuo spesso non si fa attenzione a tutte le spese aggiuntive che questo comporta: spese notarili, acquisto di mobili nuovi, ristrutturazioni ecc. Così molto spesso capita che la famiglia si trovi a chiedere poco dopo anche un finanziamento personale, con una rata da pagare pari a quella del mutuo. Per questo nasce il mutuo Trasgressivo, prodotto pensato per chi vuole acquistare, costruire o ristrutturare una casa e arriva a finanziare fino al 120% del valore dell’immobile. Non ci sono dei requisiti particolari per ottenerlo, valgono gli stessi criteri utilizzati per l’erogazione degli altri finanziamenti. Il mutuo Trasgressivo è tra i più richiesti, in prevalenza da giovani coppie o soggetti che non hanno raggiunto una piena maturità finanziaria; è erogabile entro pochi giorni e si può estinguere in 30 anni. Può essere a tasso fisso, dove la rata è esclusivamente mensile e a tasso variabile dove la rata può essere mensile, trimestrale o semestrale, ma in entrambi i casi la durata del rimborso non può eccedere i 30 anni.

5 Ottobre 2007

Le agevolazioni fiscali e i finanziamenti statali previsti per le ristrutturazioni edilizie stanno spingendo i lavori di rifacimento nelle abitazioni private. Nei primi sei mesi di quest’anno, infatti, le domande pervenute al fisco per il bonus ristrutturazioni hanno toccato quota 206.647, contro le 158.224 del primo semestre 2006: un incremento del 30,6%.
A guidare la classifica delle richieste di prestiti per le ristrutturazioni di case è, in base ai dati dell’Agenzia delle entrate, la Lombardia, con 48.612 domande: un aumento del 34% rispetto all’anno precedente (36.302) e di quasi il 35% sul 2005 (36.130). Seconda è l’Emilia Romagna che, con 35.440 dichiarazioni inviate, è anche la regione con uno degli incrementi
più alti, cioè il 41% sul 2006 e quasi il 48% sul 2005. Al terzo posto il Veneto (25.148), con aumenti, sul 2006 e sul 2005, rispettivamente del 28 e del 39%. Seguono Piemonte e Toscana (17.337 e 12.534), in crescita del 28 e del 24% la prima, e del 25 e 30% la seconda.
Tutte le altre regioni, più o meno, presentano lo stesso trend. La regione che più ha visto crescere il numero di richieste di agevolazioni fiscali per ristrutturazione immobiliare è stata, in termini percentuali, la Sardegna, con il 42% sul 2006 e oltre il 64% sul 2005. Analizzando i risultati di giugno, cioè l’ultimo mese di rilevazione, i numeri presentano una leggera flessione rispetto a maggio (-0,81%). La diminuzione, benché minima - osserva Fiscooggi.it - «rispecchia una stasi, dovuta anche al periodo delle vacanze, e comunque, vista la rincorsa senza soste da gennaio a maggio, complice un inverno mite, era ipotizzabile - prima o poi - che il dato rallentasse il ritmo di crescita».
La classifica regionale di giugno, in valori assoluti, vede comunque sempre in testa la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna, dal Veneto e dal Piemonte. Il Lazio, al quinto posto, supera, rispetto al mese precedente, la Toscana, mentre il centro-classifica non evidenzia particolari scostamenti. Fanalino di coda il Molise, che dà il cambio alla Basilicata, penultima. E’ da rilevare che gli incrementi più significativi si sono registrati, in gran parte, nelle regioni territorialmente più piccole che, presumibilmente, ospitano un numero di abitazioni inferiore a quello delle regioni con superfici più estese.

23 Agosto 2007

Per i mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la costruzione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale è detraibile dall’imposta sul reddito un importo pari al 19% degli interessi passivi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione. La detrazione è ammessa a condizione che i lavori di costruzione abbiano inizio nei sei mesi antecedenti o successivi alla data di stipula del contratto di mutuo e che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei predetti lavori. L’importo massimo (oneri accessori compresi) su cui calcolare la detrazione del 19% è di 2.582 euro complessivi.

21 Luglio 2007

Il Progetto microcredito presentato da Sviluppo Italia offre la possibilità di lavoro autonomo a tutte le persone che hanno difficoltà a fare impresa per mancanza di denaro. Spesso le banche invece non finanziano l’innovazione sostenendo chi ha già fondi a sufficienza.
In collaborazione con l’UE e i fondi nazionali il progetto microcredito di sviluppo italia intende favorire l’attività di lavoro autonomo e microimpresa attraverso l’erogazione di mutui a medio e lungo termine a tasso contenuto e senza prestazione di garanzie. Chi ha bisogno di maggiori informazioni sul progetto microcredito e per tutti i dettagli può rivolgersi semplicemente agli sportelli della provincia ad esso dedicati. Potranno beneficiare dei finanziamenti donne inoccupate o disoccupate, giovani non occupati di età inferiore a 36 anni, disoccupati e inoccupati di lunga durata con età inferiore a 50 anni, e immigrati residenti in Italia da lungo tempo. Per chiunque desideri mettersi in proprio o abbia un idea innovativa c’è uno staff in grado di accompagnare e seguire con lavoro di squadra la crescita dell’impresa.

12 Luglio 2007

Microcredito per le donne, disoccupate o senza occupazione, che vogliono aprire una propria attività imprenditoriale, ma anche corsi di formazione e scambio di esperienze tra le diverse realtà per favorire sul territorio la cultura delle pari opportunità: bilancio europeo, oggi a Bruxelles, per il progetto comunitario Wefnet che, capofila la Regione Puglia, ha visto lavorare insieme 17 diversi interlocutori.
Oltre che l’Italia con in prima fila oltre a Puglia anche Veneto e Lombardia il progetto Interreg, partito nel 2004, ha coinvolto partner di Grecia, Albania, Germania, Romania e Polonia con una dotazione di 2,6 milioni di euro.
Il primo passo, hanno spiegato stamani gli operatori interessati nel corso di una conferenza nella sede del Comitato delle Regioni europee, è stato quello di compiere una ricerca ad ampio raggio sul funzionamento del sistema creditizio e quindi attivare centri risorse per poter offrire dei servizi di base. Al tempo stesso sono stati realizzati corsi di formazione per amministratori locali ed operatori in modo da compiere scelte adeguate alle richieste.
In varie località della Puglia quali Lecce, Molfetta, Barletta, Tricase sono stati attivati dei Centri risorse che sono degli sportelli in grado di fornire servizi di informazione ad ampio raggio ed hanno visto finora una media di una decina di utenti al giorno. Positiva è stata giudicata anche l’esperienza attivata a Bucarest attraverso la locale Camera di commercio.
La proposta è ora quella di poter proseguire nella rete di partenariato europeo con nuove iniziative e interscambi di esperienza attingendo alla nuova programmazione dei fondi comunitari 2007-2013.