Archivi per la categoria ‘prestiti finanziari’

21 Marzo 2008

Gli Italiani ricorrono con sempre più frequenza e facilità a pagamenti rateali per i propri acquisti, sia per mezzo di carte di credito che accettano questa formula di rimborso sia attraverso proposte di questo tipo promosse da numerosi esercizi commerciali di ogni tipologia.
Gli slogan pubblicitari di grandi magazzini e supermercati in tv, giornali o manifesti recitano: “Compra oggi e inizi a pagare tra sei mesi, in piccole e comode rate a interessi 0″.
Questa formula è sicuramente molto comoda e invitante, si acquista oggi e si riceve subito il bene dei propri sogni e si rimborsa un pò alla volta. In alcuni casi è inoltre possibile scegliere di modificare la rata o di saldare l’intera cifra in un’unica soluzione, con una lieve maggiorazione.
Ma quanto costa realmente un finanziamento? E’veramente tutto così conveniente?
Per valutare la convenienza o meno di un finanziamento, oltre naturalmente a prendere in considerazione l’importo della rata, è importante controllare anche le altre voci di spesa e tutte le clausole che a volte sono scritte in caratteri piccoli e messe poco in evidenza.
Tra le più significative figurano il TAN e il TAEG. Il TAN, ossia Tasso Annuo Nominale, è il tasso che viene utilizzato per calcolare gli interessi al netto di tutte le spese connesse ad una pratica di finanziamento, mentre il TAEG, ossia Tasso Annuo Effettivo Globale, è un tasso che esprime il costo complessivo del finanziamento, comprensivo di oneri accessori obbligatori quali spese di istruttoria, spese di incasso rate, assicurazione obbligatoria, provvigioni da corrispondere ad un eventuale intermediario, imposte.
Il cosiddetto Finanziamento a Tasso 0, che viene spesso utilizzato nei grandi magazzini durante le promozioni, in certi periodi dell’anno, è un tasso TAN promozionale che viene utilizzato dai rivenditori convenzionati per aumentare le vendite, che possono essere di auto, computer, tv ecc, attraverso finanziamenti in apparenza meno onerosi.
Gli interessi non sono pagati dal cliente ma dal rivenditore o dalla finanziaria, o da entrambi.
Spesso succede però che ad un TAN 0, corrisponde in genere un TAEG più elevato. Il cliente da una parte pur non pagando gli interessi, dovrà restituire al finanziatore il capitale e le spese connesse ad una pratica di finanziamento che comunque contribuiscono a far aumentare il costo complessivo di un finanziamento!
In poche parole quello che la finanziaria toglie da una parte lo riprende poi sotto altra forma dall’altra, attraverso un pagamento una tantum in unica soluzione oppure spalmato su tutte le rate.
Altra prassi comune delle Finanziarie è poi quella di inviare insieme con i bollettini di pagamento, o tramite una lettera separata, una carta di credito revolving prepagata che il cliente di turno può utilizzare pagando TAN e TAEG decisamente più elevati.
Insomma meglio fare attenzione perché per evitare di firmare una spesa a tasso zero e trovarsi invece a pagare di più.

20 Febbraio 2008

Per la prima volta in Italia è stata fatta un’indagine completa sulla consapevolezza e la capacità dei cittadini di difendersi dal fenomeno delle frodi per quanto riguarda crediti e prestiti finanziari e l’utilizzo fraudolento dei dati personali, per mettere a segno truffe in ambito creditizio e finanziario.
Secondo la ricerca i cittadini italiani sono molto insicuri e hanno tanta paura di subire truffe e frodi correlate all’abuso dei propri dati personali che si verificano non tanto su Internet quanto nel mondo reale.
La ricerca è stata svolta dal Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità (RiSSC) in collaborazione con CRIF, società che grazie alla gestione del principale sistema di informazioni creditizie offre ai consumatori servizi di protezione dei dati personali.
Gli italiani si dichiarano attenti e ritengono il fenomeno in continuo aumento ma le abitudini e il modo in cui gestiscono e proteggono i dati personali sono spesso superficiali e inadatti a prevenire il rischio di subire un furto di identità.
A questa situazione si aggiunge la convinzione sbagliata che la minaccia provenga principalmente da Internet come luogo dove si possono facilmente reperire e riutilizzare i dati altrui. Così pure gli intervistati, fra Milano, Roma, Padova e Napoli, ritengono largamente inadeguata l’informazione sul fenomeno del furto di identità perché troppo focalizzata sul racconto dei singoli casi di cronaca e poco attenta alla sensibilizzazione e all’educazione dei cittadini.
Il 90% degli italiani intervistati teme di subire le frodi legate al furto di dati personali, mentre secondo il 74%, il fenomeno delle frodi d’identità è destinato ad aumentare nel prossimo futuro.
L’alto tasso di vittimizzazione è uno dei fattori che sembra condizionare maggiormente il senso di insicurezza: infatti, il 38% è stato direttamente o indirettamente vittima di questo tipo di frode, avendo subito la clonazione di una carta di pagamento il 54% o avendo scoperto l’utilizzo fraudolento dei propri dati personali per acquistare beni o ottenere servizi a proprio nome. Leggi il resto di questo articolo »

24 Dicembre 2007

Il Social lending detto anche Prestito sociale o prestito 2.0 o prestito peer-to-peer è arrivato da poco in Italia ed è un fenomeno in forte crescita anche nel nostro paese e di sicuro interesse per gli utenti privati.
In tutti gli ambiti che riguardano internet e il web sia nel senso ludico che economico o informativo 2.0 è sinonimo di contatti, di community, di relazioni dirette, di peer-to-peer. Social Lending ha proprio questo significato ed indica prestiti tra privati, prestiti diretti, online e senza alcuna intermediazione se non quella delle piattaforme che offrono il servizio. L’assenza di
intermediari e intermediazione significa vantaggi per tutti e quindi anche tassi d’interesse migliori per gli utenti.
Ma c’è anche un altro punto importante che attrae gli utenti e questo è la libertà. Infatti senza nessuna condizione imposta da banche o istituti di credito, l’utente, sia esso un richiedente borrower o un finanziatore lender è in completo possesso della propria autonomia. E questo naturalmente comporta una netta riduzione dei costi relativi all’attività di
prestito, ossia elimina parte di quelle spese onerose che facevano la fortuna di banche e istituti di credito.
Ora capito cosa significa analizziamo e spieghiamo concretamente come funziona il Social Lending o Prestito 2.0.
Prendiamo come esempio concreto il Social Lending di Boober.it che è anche il primo servizio per prestiti peer-to-peer p2p arrivato in Italia. Frutto di una joint-venture fra la bergamasca Centax e l’olandese Boober International, questa e-Bay del credito al consumo è attiva dal 13 Novembre 2007.
Chi richiede un prestito decide tutte le condizioni fondamentali del finanziamento che sono: ammontare, tasso d’interesse e durata.
Dopo di questi pubblica sul marketplace online la propria richiesta. I finanziatori dopo aver visionato tutte le proposte pubblicate scelgono quelle che ritengono più vantaggiose.
E questo è tutto, semplice, veloce, diretto e senza nessun intermediario!
Iscriversi a Boober come richiedente costa 19,95€ una tantum più una commissione sui prestiti erogati che varia, in base al rating, tra l’1,5% e il 3% dell’ammontare richiesto. Registrarsi come finanziatore costa 9,95€ all’anno e per tutto il 2008 l’iscrizione è gratuita e poi si deve aggiungere una commissione pari al 10% degli interessi percepiti.
I rischi dovuti a ritardi o mancati pagamenti da parte dei richiedenti sono in capo ai finanziatori. Boober e Centax hanno creato diverse soluzioni per minimizzare tali rischi: per prima cosa gli utenti richiedenti sono selezionati e a quelli accettati viene assegnato un indicatore di rischio, che può assumere 6 diversi livelli che vanno da AAA fino a D. Inoltre il rischio viene diversificato suddividendo su almeno 10 prestiti il totale messo a disposizione e comunque non è possibile prestare più di 500€ per singola richiesta. Infine, Boober garantisce i prestiti erogati in una percentuale legata all’indicatore di rischio del richiedente e, nei casi di mora o inadempienza, attiva la procedura di recupero crediti, senza alcuna spesa aggiuntiva per i creditori.
Insomma il Social Lending si propone prepotentemente nel mercato dei prestiti e finanziamenti per la sua sicurezza, velocità e trasparenza almeno su Boober.it. Di sicuro è un fenomeno in crescita e molto conveniente per tutti gli utenti privati e da tenere sotto occhio!

9 Novembre 2007

Dopo questa burrascosa crisi dei Mutui Suprime che ha scosso tutto il mercato economico mondiale è lecito chiedersi chi ci rimette davvero e chi ne paga di più le conseguenze. Sono forse le banche? Gli investitori istituzionali? O i consumatori? La realtà è un po’ più complicata e sorprendente. Vi raccontiamo una storia successa davvero per farvi capire tutto in modo facile e chiaro, lo sfogo di un risparmiatore prudente che è in grado di chiarire meglio di qualsiasi analisi cosa è davvero successo e sta succedendo sul mercato dei mutui ipotecari in giro per il mondo.
“Ho deciso di raccontarvi una storia che non mi fa dormire la notte. Un mesetto fa ho incontrato come ogni domenica pomeriggio il mio vicino al parco. Si è parlato del più e del
meno ma poi la discussione è caduta sulla rata del mutuo. Ovviamente il vicino, che per ragioni di privacy chiamerò Antonio, ha iniziato a lamentarsi del suo mutuo a tasso variabile e della rata che è inesorabilmente lievitata. Fin qui nulla di nuovo, tant’è che iniziavo anche ad annoiarmi, ma ad un certo punto la discussione è diventata molto interessante: Antonio mi ha iniziato a raccontare la storia del suo mutuo.
Tutto è iniziato nel 2004, quando Antonio trovò grazie a un’agenzia immobiliare la casa dei suoi sogni al prezzo di euro 150.000. Pur avendo un buon reddito, lui impiegato a tempo indeterminato e la compagna assunta par-time, fu quasi tentato di rinunciare all’affare, perché le spese di notaio, di intermediazione e soprattutto per arredare la casa erano tante e poco aveva da parte. Ma il problema magicamente svanì … Come? L’agenzia immobiliare gli propose un’operazione di mutuo strepitosa con una prestigiosa banca italiana. Ben 182.000 euro di mutuo: 150.000 per comprare la casa, 12.000 euro per finanziare le spese notarili, di intermediazione mobiliare e di registro e addirittura altri 20.000 euro per l’arredamento, il tutto finanziato a 30 anni, concesso ad Antonio con una semplice auto-perizia”. Non gli veniva chiesta cioè nessuna garanzia patrimoniale al di là della sua semplice dichiarazione. Antonio non poteva credere alle sue orecchi stava realizzando un sogno; sposarsi ed avere una casa bellissima per se e la sua famiglia.
Sono passati meno di due anni ma tante cose sono cambiate, Antonio e la compagna hanno avuto nel frattempo un bambino, il costo della vita è aumentato, la compagna ha perso il lavoro, i genitori non possono più aiutarlo come una volta e la rata del mutuo è aumentata. Antonio non arriva più a fine mese!
Settimana dopo settimana … stesso parco, stessa storia. Antonio è sempre più in crisi, tant’è che mi fa una confidenza. “Non riesco più a pagare il mutuo”. Nell’immediato ho provato a distoglierlo dall’idea facendogli capire che nel giro di poco tempo avrebbe perso la casa. Ma la sua risposta è stata glaciale, lucida e matematicamente impeccabile. “Caro vicino”, mi dice, “circa 20 mesi fa la banca mi ha dato 182.000 euro da allora ho restituito poco capitale e tanti interessi, precisamente 20 rate di circa 950 euro ciascuna per un totale di 19.000 euro. Se domani non pago più il mutuo, non ci perdo niente. Anzi ci guadagno perché vado in affitto e me la cavo con 500 euro mensili, porto con me i mobili che mi ha gentilmente offerto la banca due anni fa, e non ho più il fardello della rata del mutuo che ormai supera i 1100 uro.
“Antonio”, gli dico “ e la tua casa?”. Mi risponde con freddezza, “non ho tirato fuori un euro per questa casa”.
La storia di Antonio mi ha colpito profondamente e soprattutto incuriosito. Per un attimo ho pensato che il racconto di Antonio fosse fantasia, ma ho verificato di persona, presso la stessa agenzia immobiliare: è tutto vero. Ho scoperto poi che l’esperienza di Antonio è ormai una prassi consolidata da anni Italia. Ma se è vero che questa è la prassi, e da anni, cosa succederebbe se tutti gli Antonio d’Italia facessero lo stesso ragionamento?
Questa domanda l’ho fatta alla mia banca: sapete cosa mi ha risposto in confidenza il direttore? Il nostro istituto è solidissimo e il rischio dei mutui ipotecari non è più della banca è tutto cartolarizzato.
Cosa vuol dire cartolarizzato? La Banca ha già venduto tutti i mutui di tutti gli Antonio d’Italia a una società terza che a sua volta ha trasformato questi mutui in titoli obbligazionari. “Strepitoso!! La mia Banca è davvero avanti!!”
Ad un tratto mi è però venuto un gelo alla schiena. Ed ho chiesto: Ma mica nel mio portafoglio titoli ci sono obbligazioni di questo tipo?” In banca mi hanno subito tranquillizzato; i titoli cartolarizzati, i cosiddetti ABS, sono per la quasi totalità collocati ad investitori istituzionali: Fondi pensione, assicurazioni ecc.

6 Novembre 2007

Arrivano cattive notizie per il popolo dei mutui, è saltato l’accordo sulla portabilità dei mutui, ossia la possibilità di trasferire il debito ad un altra banca che propone
condizioni migliori, annullando costi e formalità per cambiare banca.
Una soluzione attesa ansiosamente dalle molte famiglie in difficoltà per l’aumento dei mutui a tasso variabile ,secondo l’Adico nei primi otto mesi del 2007 sono aumentati in media del 20% i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari, e speranzose di ottenere condizioni migliori rinegoziando con la propria banca quelle di partenza oppure scegliendone addirittura una nuova e più conveniente ovviamente, senza costi aggiuntivi.
Tutto questo dovrebbe essere in vigore da otto mesi, in base alla legge Bersani, ma le banche non la applicano, sostengono le associazioni dei consumatori “Per questo è saltato il tavolo della trattativa tra l’Abi e le associazioni di consumatori e notai” afferma Altroconsumo, sottolineando che l’associazione bancaria “ha respinto l’ipotesi di applicazione della portabilità del mutuo attraverso la cosiddetta surrogazione dell’ipoteca senza presenza di notaio obbligatoria, sistema che eliminerebbe i costi per il consumatore”.
In pratica, sostiene Altroconsumo, chi trasferisce il mutuo deve poterlo fare senza dover cancellare l’ipoteca già iscritta sull’immobile e sostituirla con una nuova: le banche invece ritengono necessaria la presenza del notaio. E non è l’unica divergenza sull’interpretazione della legge.
Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino afferma che “Per noi la portabilità è a costo zero mentre l’Abi ci ha proposto un testo in cui c’era solo un auspicio alla riduzione dei costi, per noi inaccettabile: con rammarico, siamo stati quindi costretti ad abbandonare il tavolo” .
Per Adusbef e Federconsumatori non c’è nulla da trattare con l’Abi e ricordano di avere denunciato già da tempo che “gli istituti di credito non violano solo la norma del decreto Bersani che prevede la portabilità dei mutui, ma anche quella sulla simmetria dei tassi”.
In serata, l’Abi ha comunque reso noto che sta ultimando la procedura raccomandata per la portabilità del mutuo, con la quale il cliente potrà rivolgersi direttamente alla nuova banca che interagirà direttamente con la «vecchia banca» avviando una procedura che garantirà il calcolo del debito residuo sul mutuo entro un tempo massimo di 15 giorni. Le condizioni economiche dell’operazione saranno determinate competitivamente dalle singole banche, conclude la nota dell’Abi.

6 Novembre 2007

La portabilità dei mutui deve pienamente diventare realtà. E’ la posizione espressa dal ministero dello Sviluppo economico nella giornata in cui il percorso di intesa tra consumatori, notai e Abi ha segnato una battuta d’arresto. Il ministero ricorda che “gli obiettivi dell’intervento legislativo della legge Bersani 40/2007 sono quelli di assicurare una maggiore mobilità dei consumatori da un istituto di credito all’altro al fine di ricercare prodotti e servizi più convenienti e, di conseguenza, stimolare la concorrenza tra gli operatori del settore dei mutui. Per andare incontro alle esigenze dei consumatori e per incentivare il mercato lo Stato ha fatto la sua parte anche esentando le operazioni di portabilità da imposte e tasse”.
E’ chiaro, dunque, che la portabilità dei mutui, che ad oggi viene offerta soltanto da pochissime banche, si potrà sviluppare secondo le aspettative soltanto se crea delle convenienze ai soggetti interessati. In primo luogo ai titolari di mutuo che hanno bisogno di ridurre l’impatto della rata sul proprio bilancio, senza sostenere nuovi oneri amministrativi; in secondo luogo alle banche, che hanno la possibilità di conquistare nuovi clienti e, per fare ciò, devono presentare offerte allettanti, senza generare nuovi costi a carico del cliente. Infine, anche la banca che rischia di perdere un cliente, e che comunque ha l’obbligo di collaborare con la banca subentrante per concludere l’operazione di surroga del vecchio mutuo, ha la possibilità di mantenere il proprio cliente offrendo una rinegoziazione o una sostituzione del mutuo a condizioni più vantaggiose del precedente, come peraltro sta già accadendo in migliaia di casi.
Bersani sottolinea che “La definizione di una procedura interbancaria può favorire lo sviluppo delle operazioni di portabilità dei mutui e consentire di superare i ritardi del mondo bancario nel dare corrette informazione e assistenza alla clientela, ma solo se soddisfa i criteri di economicità, certezza dei tempi della istruttoria e semplificazione amministrativa degli atti da compiere”.
Rotta la trattativa Abi-notai-consumatori sulla portabilità dei mutui casa, lo ha annunciato il Movimento difesa del cittadino. Si legge nel comunicato che “Le associazioni dei consumatori abbandonano il tavolo per il rifiuto dell’Abi di affrontare il problema dei costi”. Le trattative erano in corso con l’Abi e il Consiglio nazionale del notariato. Antonio Longo, presidente dell’associazione dei consumantori, dichiara che “Con rammarico siamo stati costretti a questa scelta dalla posizione dell’Abi, che non ha accettato quanto previsto dalla legge Bersani 40/2007, e cioè l’azzeramento dei costi per i sottoscrittori dei mutui che volessero passare da una banca a un’altra per ottenere migliori condizioni. Abbiamo apprezzato la disposizione dei notai che hanno proposto procedure molto semplificate per la surroga e il perfezionamento del passaggio da una banca all’altra. Come associazioni dei consumatori, siamo ferme nell’interpretare la normativa Bersani nel senso di azzerare i costi della portabilità per facilitare, in questo momento di enorme difficoltà per chi ha sottoscritto mutui a tasso variabile, la possibilità di ottenere condizioni migliori rinegoziando con la
propria banca quelle di partenza oppure scegliendo una nuova banca che offra condizioni più convenienti”.
L’Abi, Associazione bancaria italiana, sta ultimando la procedura raccomandata per la portabilità delle operazioni di mutuo, come previsto dalla legge Bersani. Si tratta di una procedura operativa finalizzata a garantire semplicità, certezza applicativa e velocità realizzativa per i clienti che intendano sfruttare le nuove opportunità dettate dalla legge. Secondo la nuova procedura di portabilità, il cliente potrà rivolgersi direttamente alla nuova banca la quale, sulla base di un sistema di colloquio interbancario, interagirà direttamente con la vecchia banca, avviando una procedura che garantirà il calcolo del debito residuo sul mutuo entro un tempo massimo di 15 giorni. La nuova procedura offrirà ai clienti tempi certi e vincolanti per la fase di comunicazione del debito residuo, semplificando il colloquio interbancario attraverso procedure elettroniche. Le condizioni economiche dell’operazione, nell’obiettivo della massima economicità per la clientela, saranno determinate competitivamente dalle singole banche.

12 Ottobre 2007

Sulla cessione del quinto della pensione, autorizzata per pagare un debito personale, non ci sono limiti di età in quanto la norma non ne parla. Ma il limite massimo, a 80 anni, si trova nella convenzione quadro che l’Inps propone a banche e intermediari finanziari che hanno finanziato il pensionato. La convenzione Inps con le banche permette ai pensionati di accedere ai prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle offerte come media dal mercato. Una convenzione, ad esempio, è già stata sottoscritta con Intesa Sanpaolo.
In realtà l’età, che il pensionato deve avere all’atto del prestito con cessione del quinto, deve essere inferiore a 80 anni in quanto tale soglia anagrafica non deve essere superata alla data di scadenza del piano di ammortamento. Perciò, è un esempio, se il pensionato chiede di estinguere il debito in tre anni, al momento del prestito non può avere più di 77 anni.
I tassi di interessi e le condizioni da applicare ai pensionati devono stare sotto i limiti indicati dalla convenzione. Il tasso di interesse effettivo globale o Taeg ha il limite dell’8,45% annuo per i prestiti sotto i 5 mila euro e del 7,55% per prestiti di importo superiore. Il tasso dell’eventuale mora non può superare di quattro punti tali percentuali. E’ previsto che le variazioni dei
tassi possano avvenire in concomitanza e in pari percentuale delle variazioni del tasso ufficiale di riferimento (tur) fissato dalla Banca centrale europea, attualmente è del 4% annuo.
Il rimborso avviene in rate mensili costanti.
Le banche e gli intermediari finanziari potranno coprire il rischio assicurativo della premorienza del pensionato rivolgendosi a primarie compagnie assicuratrici, a meno che si tratti di pensionati pubblici che sono assicurati presso il fondo credito dell’Inpdap. In ogni caso le condizioni da proporre ai pensionati Inps per questo specifico rischio devono essere analoghe a quelle praticate dal fondo Inpdap.
Il pensionato, prima di stipulare un contratto di prestito, deve chiedere all’Inps il rilascio della “comunicazione di cedibilità”, con la quale gli uffici mettono per iscritto se la pensione è o meno cedibile e, in caso positivo, la quota disponibile che può essere trattenuta ogni mese dall’ente per essere riversata al creditore. Analoga procedura va seguita con l’Inpdap nel campo del pubblico impiego. Questo documento va essere allegato alla domanda di prestito, che il pensionato presenterà in banca o all’intermediario finanziario, i quali in tal modo sono messi in condizione di stabilire il numero delle rate e il completo piano di ammortamento.
L’Inps si impegna a iniziare le trattenute del quinto entro il terzo mese successivo alla notifica del contratto e a recuperare le rate già scadute con una trattenuta aggiuntiva per i primi mesi.

8 Settembre 2007

“L’economia americana è in salute”. Lo afferma il Presidente Usa, George Bush, durante la conferenza stampa nel giardino delle rose, alla Casa Bianca, in cui annuncia il piano di riforme per attenuare la crisi che ha colpito i mercati finanziari. Bush dichiara che la recente turbolenza sul mercato dei mutui subprime è “modesta” rispetto
all’economia Usa. Bush parla di un piano di sostegno per i cittadini che hanno aperto mutui e che rischiano di perdere la casa. Ma “non è compito del governo -dice- salvare gli speculatori. Le turbolenze sono dovute a un riassestamento e a un riapprezzamento del rischio”.
Intanto il presidente della Federal reserve, Ben S. Bernanke, annuncia che la banca centrale americana «è pronta a prendere le misure che saranno necessarie» per limitare l’impatto sui mercati della crisi dei mututi “subprime”, quelli ad alto rischio, che nei giorni scorsi ha provocato violenti scossoni sui listini azionari di tutto il
mondo.
Nessuna indicazione univoca è arrivata da Bernanke, a dispetto di quanto si aspettavano gli investitori, sulla possibilità di un nuovo e imminente taglio dei tassi di interesse. Alcuni osservatori ritengono tuttavia che se non ci sarà un miglioramento del mercato del credito a breve termine la Fed interverrà di nuovo per abbassare il
costo del denaro.
Bush: crisi non grave. «La crisi dei mutui subprime è modesta e il governo avrà un ruolo maggiore per aiutare i cittadini a mantenere le case, ma non ci sarà alcun aiuto per gli speculatori», ha detto il presidente, rilevando che «le turbolenze sui mercati sono legate al riprezzamento del rischio e che ci vorrà un po’ di tempo prima di
essere riassorbite». Bush ha quindi spiegato di avere intenzione di proporre una riforma del sistema dei tributi per favorire i rifinanziamenti dei mutui ipotecari.
«Un piano di salvataggio non farebbe altro che aggravare i problemi - ha osservato l’inquilino della Casa Bianca - lavoreremo per riformare la fiscalità legata al possesso di immobili». «L’economia Usa è abbastanza forte per sostenere le turbolenze del mercato», ha aggiunto il presidente.
La Fed: incertezze aumentate. «Le incertezze sullo scenario congiunturale sono aumentate», di riflesso alla crisi del credito partita dai mutui subprime, ha detto il presidente della banca centrale Usa nel suo intervento al tradizionale convegno di Jackson Hole, nel Wyoming. Bernanke ha aggiunto che «le condizioni di credito potrebbero danneggiare l’economia». La Fed quindi «guarderà con molta attenzione i dati in arrivo dall’economia». L’incertezza delle prospettive nell’attuale fase economica sarà «inevitabilmente maggiore del normale, rappresentando una sfida» per le autorità finanziarie nel gestire i rischi per la crescita e gli obiettivi di stabilità dei prezzi, ha continuato Bernanke, precisando comunque che non è responsabilità della banca centrale «proteggere» gli investitori.
Nessun soccorso alle banche che hanno preso rischi troppo elevati. «Non è responsabilità della Federal reserve, né sarebbe appropriato, proteggere banche e investitori dalle conseguenze delle loro decisioni - ha sottolineato ancora il numero uno della banca centrale Usa -. Ma gli andamenti dei mercati finanziari possono avere vasti effeti economici fuori dai mercati, e la Federal reserve deve tenere conto di questi effetti quando stabilisce come agire».
Dalla crisi anche sviluppi sani. Bernanke ha sottolineato che «le perdite finanziarie globali (innescate soprattutto dalle preocupazioni per i subprime) hanno largamente superato anche le più pessimistiche previsioni di perdite» sui mutui a rischio. Il numero uno della Fed ha poi aggiunto che il calo del mercato immobiliare è stato forte e che una diminuzione ulteriore delle costruizioni di nuove case è probabile. Per Bernanke ci sono però anche risvolti positivi dalla crisi. «Il fatto che gli investitori chiedano più garanzie prima di assumere un rischio è senza dubbio uno sviluppo sano», ha detto il presidente della riserva federale. Grazie agli sforzi fatti per rafforzare l’infrastruttura finanziaria, ha aggiunto Bernanke, «il sistema finanziario globale è in una posizione relativamente forte per uscire da questo processo».

6 Agosto 2007

A differenza di quanto accade in tutti gli altri Paesi, il rapporto tra i prestiti contratti dalle famiglie italiane e il PIL nazionale resta largamente al di sotto della media mondiale. Recenti studi sugli andamenti di mercato hanno focalizzato l’attenzione sulla situazione finanziaria delle famiglie. In Italia i debiti finanziari delle famiglie segnano da tempo una crescita vivace che ne ha condotto la consistenza poco al di sotto dei 500 miliardi di euro a marzo 2007. Nonostante un aumento di quindici punti realizzato negli ultimi dieci anni, il rapporto tra i prestiti contratti dalle famiglie italiane e il PIL nazionale non è andato oltre il 33% nel 2006 e rimane largamente al di sotto della media dell’area euro e di quanto rilevato nelle altre principali economie del continente. Diversamente da altrove, l’indebitamento delle famiglie appare aver rappresentato per l’Italia un fattore utile al sostegno della recente congiuntura. Dopo un lungo periodo di vigorosa espansione, in Italia il tasso di crescita dei depositi bancari, 3,2% ad aprile 2007 rispetto a 5,2 % a dicembre 2006, scende su valori non superiori al presumibile saggio nominale di espansione del prodotto lordo nazionale. La diminuzione dei depositi e dei conti correnti è coerente con l’aumento del costo-opportunità della liquidità in un contesto di tassi di interesse monetari che muovono gradualmente al rialzo. Alla decellerazione della componente più liquida della raccolta bancaria si contrappone una crescita a due cifre delle obbligazioni e dei pronti contro termine.

10 Luglio 2007

Per tutti i prestiti, mutui o finanziamenti ci sono diversi tipi di tassi d’interesse: fisso, variabile e misto.
Il tasso fisso come dice la parola stessa rimane invariato per tutta la durata del prestito. Il tasso variabile invece varia in riferimento a determinati parametri, che generalmente sono i tassi di riferimento del mercato monetario. Con il tasso misto infine durante il periodo di vita del mutuo è possibile modificare, alle scadenze ed alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente scegliendo tra tasso fisso e tasso variabile.