Archivio della Categoria 'prestiti finanziari'

Mutui, Bersani: la portabilita’ deve diventare realtà!

Martedì 6 Novembre 2007

La portabilità dei mutui deve pienamente diventare realtà. E’ la posizione espressa dal ministero dello Sviluppo economico nella giornata in cui il percorso di intesa tra consumatori, notai e Abi ha segnato una battuta d’arresto. Il ministero ricorda che “gli obiettivi dell’intervento legislativo della legge Bersani 40/2007 sono quelli di assicurare una maggiore mobilità dei consumatori da un istituto di credito all’altro al fine di ricercare prodotti e servizi più convenienti e, di conseguenza, stimolare la concorrenza tra gli operatori del settore dei mutui. Per andare incontro alle esigenze dei consumatori e per incentivare il mercato lo Stato ha fatto la sua parte anche esentando le operazioni di portabilità da imposte e tasse”.
E’ chiaro, dunque, che la portabilità dei mutui, che ad oggi viene offerta soltanto da pochissime banche, si potrà sviluppare secondo le aspettative soltanto se crea delle convenienze ai soggetti interessati. In primo luogo ai titolari di mutuo che hanno bisogno di ridurre l’impatto della rata sul proprio bilancio, senza sostenere nuovi oneri amministrativi; in secondo luogo alle banche, che hanno la possibilità di conquistare nuovi clienti e, per fare ciò, devono presentare offerte allettanti, senza generare nuovi costi a carico del cliente. Infine, anche la banca che rischia di perdere un cliente, e che comunque ha l’obbligo di collaborare con la banca subentrante per concludere l’operazione di surroga del vecchio mutuo, ha la possibilità di mantenere il proprio cliente offrendo una rinegoziazione o una sostituzione del mutuo a condizioni più vantaggiose del precedente, come peraltro sta già accadendo in migliaia di casi.
Bersani sottolinea che “La definizione di una procedura interbancaria può favorire lo sviluppo delle operazioni di portabilità dei mutui e consentire di superare i ritardi del mondo bancario nel dare corrette informazione e assistenza alla clientela, ma solo se soddisfa i criteri di economicità, certezza dei tempi della istruttoria e semplificazione amministrativa degli atti da compiere”.
Rotta la trattativa Abi-notai-consumatori sulla portabilità dei mutui casa, lo ha annunciato il Movimento difesa del cittadino. Si legge nel comunicato che “Le associazioni dei consumatori abbandonano il tavolo per il rifiuto dell’Abi di affrontare il problema dei costi”. Le trattative erano in corso con l’Abi e il Consiglio nazionale del notariato. Antonio Longo, presidente dell’associazione dei consumantori, dichiara che “Con rammarico siamo stati costretti a questa scelta dalla posizione dell’Abi, che non ha accettato quanto previsto dalla legge Bersani 40/2007, e cioè l’azzeramento dei costi per i sottoscrittori dei mutui che volessero passare da una banca a un’altra per ottenere migliori condizioni. Abbiamo apprezzato la disposizione dei notai che hanno proposto procedure molto semplificate per la surroga e il perfezionamento del passaggio da una banca all’altra. Come associazioni dei consumatori, siamo ferme nell’interpretare la normativa Bersani nel senso di azzerare i costi della portabilità per facilitare, in questo momento di enorme difficoltà per chi ha sottoscritto mutui a tasso variabile, la possibilità di ottenere condizioni migliori rinegoziando con la
propria banca quelle di partenza oppure scegliendo una nuova banca che offra condizioni più convenienti”.
L’Abi, Associazione bancaria italiana, sta ultimando la procedura raccomandata per la portabilità delle operazioni di mutuo, come previsto dalla legge Bersani. Si tratta di una procedura operativa finalizzata a garantire semplicità, certezza applicativa e velocità realizzativa per i clienti che intendano sfruttare le nuove opportunità dettate dalla legge. Secondo la nuova procedura di portabilità, il cliente potrà rivolgersi direttamente alla nuova banca la quale, sulla base di un sistema di colloquio interbancario, interagirà direttamente con la vecchia banca, avviando una procedura che garantirà il calcolo del debito residuo sul mutuo entro un tempo massimo di 15 giorni. La nuova procedura offrirà ai clienti tempi certi e vincolanti per la fase di comunicazione del debito residuo, semplificando il colloquio interbancario attraverso procedure elettroniche. Le condizioni economiche dell’operazione, nell’obiettivo della massima economicità per la clientela, saranno determinate competitivamente dalle singole banche.

Cessione del Quinto della Pensione, stop a 80 anni

Venerdì 12 Ottobre 2007

Sulla cessione del quinto della pensione, autorizzata per pagare un debito personale, non ci sono limiti di età in quanto la norma non ne parla. Ma il limite massimo, a 80 anni, si trova nella convenzione quadro che l’Inps propone a banche e intermediari finanziari che hanno finanziato il pensionato. La convenzione Inps con le banche permette ai pensionati di accedere ai prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle offerte come media dal mercato. Una convenzione, ad esempio, è già stata sottoscritta con Intesa Sanpaolo.
In realtà l’età, che il pensionato deve avere all’atto del prestito con cessione del quinto, deve essere inferiore a 80 anni in quanto tale soglia anagrafica non deve essere superata alla data di scadenza del piano di ammortamento. Perciò, è un esempio, se il pensionato chiede di estinguere il debito in tre anni, al momento del prestito non può avere più di 77 anni.
I tassi di interessi e le condizioni da applicare ai pensionati devono stare sotto i limiti indicati dalla convenzione. Il tasso di interesse effettivo globale o Taeg ha il limite dell’8,45% annuo per i prestiti sotto i 5 mila euro e del 7,55% per prestiti di importo superiore. Il tasso dell’eventuale mora non può superare di quattro punti tali percentuali. E’ previsto che le variazioni dei
tassi possano avvenire in concomitanza e in pari percentuale delle variazioni del tasso ufficiale di riferimento (tur) fissato dalla Banca centrale europea, attualmente è del 4% annuo.
Il rimborso avviene in rate mensili costanti.
Le banche e gli intermediari finanziari potranno coprire il rischio assicurativo della premorienza del pensionato rivolgendosi a primarie compagnie assicuratrici, a meno che si tratti di pensionati pubblici che sono assicurati presso il fondo credito dell’Inpdap. In ogni caso le condizioni da proporre ai pensionati Inps per questo specifico rischio devono essere analoghe a quelle praticate dal fondo Inpdap.
Il pensionato, prima di stipulare un contratto di prestito, deve chiedere all’Inps il rilascio della “comunicazione di cedibilità”, con la quale gli uffici mettono per iscritto se la pensione è o meno cedibile e, in caso positivo, la quota disponibile che può essere trattenuta ogni mese dall’ente per essere riversata al creditore. Analoga procedura va seguita con l’Inpdap nel campo del pubblico impiego. Questo documento va essere allegato alla domanda di prestito, che il pensionato presenterà in banca o all’intermediario finanziario, i quali in tal modo sono messi in condizione di stabilire il numero delle rate e il completo piano di ammortamento.
L’Inps si impegna a iniziare le trattenute del quinto entro il terzo mese successivo alla notifica del contratto e a recuperare le rate già scadute con una trattenuta aggiuntiva per i primi mesi.

Crisi mutui, piano di Bush per salvare famiglie. FED pronta a intervenire

Sabato 8 Settembre 2007

“L’economia americana è in salute”. Lo afferma il Presidente Usa, George Bush, durante la conferenza stampa nel giardino delle rose, alla Casa Bianca, in cui annuncia il piano di riforme per attenuare la crisi che ha colpito i mercati finanziari. Bush dichiara che la recente turbolenza sul mercato dei mutui subprime è “modesta” rispetto
all’economia Usa. Bush parla di un piano di sostegno per i cittadini che hanno aperto mutui e che rischiano di perdere la casa. Ma “non è compito del governo -dice- salvare gli speculatori. Le turbolenze sono dovute a un riassestamento e a un riapprezzamento del rischio”.
Intanto il presidente della Federal reserve, Ben S. Bernanke, annuncia che la banca centrale americana «è pronta a prendere le misure che saranno necessarie» per limitare l’impatto sui mercati della crisi dei mututi “subprime”, quelli ad alto rischio, che nei giorni scorsi ha provocato violenti scossoni sui listini azionari di tutto il
mondo.
Nessuna indicazione univoca è arrivata da Bernanke, a dispetto di quanto si aspettavano gli investitori, sulla possibilità di un nuovo e imminente taglio dei tassi di interesse. Alcuni osservatori ritengono tuttavia che se non ci sarà un miglioramento del mercato del credito a breve termine la Fed interverrà di nuovo per abbassare il
costo del denaro.
Bush: crisi non grave. «La crisi dei mutui subprime è modesta e il governo avrà un ruolo maggiore per aiutare i cittadini a mantenere le case, ma non ci sarà alcun aiuto per gli speculatori», ha detto il presidente, rilevando che «le turbolenze sui mercati sono legate al riprezzamento del rischio e che ci vorrà un po’ di tempo prima di
essere riassorbite». Bush ha quindi spiegato di avere intenzione di proporre una riforma del sistema dei tributi per favorire i rifinanziamenti dei mutui ipotecari.
«Un piano di salvataggio non farebbe altro che aggravare i problemi - ha osservato l’inquilino della Casa Bianca - lavoreremo per riformare la fiscalità legata al possesso di immobili». «L’economia Usa è abbastanza forte per sostenere le turbolenze del mercato», ha aggiunto il presidente.
La Fed: incertezze aumentate. «Le incertezze sullo scenario congiunturale sono aumentate», di riflesso alla crisi del credito partita dai mutui subprime, ha detto il presidente della banca centrale Usa nel suo intervento al tradizionale convegno di Jackson Hole, nel Wyoming. Bernanke ha aggiunto che «le condizioni di credito potrebbero danneggiare l’economia». La Fed quindi «guarderà con molta attenzione i dati in arrivo dall’economia». L’incertezza delle prospettive nell’attuale fase economica sarà «inevitabilmente maggiore del normale, rappresentando una sfida» per le autorità finanziarie nel gestire i rischi per la crescita e gli obiettivi di stabilità dei prezzi, ha continuato Bernanke, precisando comunque che non è responsabilità della banca centrale «proteggere» gli investitori.
Nessun soccorso alle banche che hanno preso rischi troppo elevati. «Non è responsabilità della Federal reserve, né sarebbe appropriato, proteggere banche e investitori dalle conseguenze delle loro decisioni - ha sottolineato ancora il numero uno della banca centrale Usa -. Ma gli andamenti dei mercati finanziari possono avere vasti effeti economici fuori dai mercati, e la Federal reserve deve tenere conto di questi effetti quando stabilisce come agire».
Dalla crisi anche sviluppi sani. Bernanke ha sottolineato che «le perdite finanziarie globali (innescate soprattutto dalle preocupazioni per i subprime) hanno largamente superato anche le più pessimistiche previsioni di perdite» sui mutui a rischio. Il numero uno della Fed ha poi aggiunto che il calo del mercato immobiliare è stato forte e che una diminuzione ulteriore delle costruizioni di nuove case è probabile. Per Bernanke ci sono però anche risvolti positivi dalla crisi. «Il fatto che gli investitori chiedano più garanzie prima di assumere un rischio è senza dubbio uno sviluppo sano», ha detto il presidente della riserva federale. Grazie agli sforzi fatti per rafforzare l’infrastruttura finanziaria, ha aggiunto Bernanke, «il sistema finanziario globale è in una posizione relativamente forte per uscire da questo processo».

Il rapporto tra i prestiti contratti dagli italiani e PIL

Lunedì 6 Agosto 2007

A differenza di quanto accade in tutti gli altri Paesi, il rapporto tra i prestiti contratti dalle famiglie italiane e il PIL nazionale resta largamente al di sotto della media mondiale. Recenti studi sugli andamenti di mercato hanno focalizzato l’attenzione sulla situazione finanziaria delle famiglie. In Italia i debiti finanziari delle famiglie segnano da tempo una crescita vivace che ne ha condotto la consistenza poco al di sotto dei 500 miliardi di euro a marzo 2007. Nonostante un aumento di quindici punti realizzato negli ultimi dieci anni, il rapporto tra i prestiti contratti dalle famiglie italiane e il PIL nazionale non è andato oltre il 33% nel 2006 e rimane largamente al di sotto della media dell’area euro e di quanto rilevato nelle altre principali economie del continente. Diversamente da altrove, l’indebitamento delle famiglie appare aver rappresentato per l’Italia un fattore utile al sostegno della recente congiuntura. Dopo un lungo periodo di vigorosa espansione, in Italia il tasso di crescita dei depositi bancari, 3,2% ad aprile 2007 rispetto a 5,2 % a dicembre 2006, scende su valori non superiori al presumibile saggio nominale di espansione del prodotto lordo nazionale. La diminuzione dei depositi e dei conti correnti è coerente con l’aumento del costo-opportunità della liquidità in un contesto di tassi di interesse monetari che muovono gradualmente al rialzo. Alla decellerazione della componente più liquida della raccolta bancaria si contrappone una crescita a due cifre delle obbligazioni e dei pronti contro termine.

I tassi di interesse per un prestito: fisso, variabile, misto

Martedì 10 Luglio 2007

Per tutti i prestiti, mutui o finanziamenti ci sono diversi tipi di tassi d’interesse: fisso, variabile e misto.
Il tasso fisso come dice la parola stessa rimane invariato per tutta la durata del prestito. Il tasso variabile invece varia in riferimento a determinati parametri, che generalmente sono i tassi di riferimento del mercato monetario. Con il tasso misto infine durante il periodo di vita del mutuo è possibile modificare, alle scadenze ed alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente scegliendo tra tasso fisso e tasso variabile.