Convenzione Abi-Tremonti sui mutui, quanto conviene?

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15 Ottobre 2008

Si avvicina la scadenza entro cui bisognera dare una risposta alla banca se accettare o no la rinegoziazione del mutuo e aderire alla convenzione tra l’associazione bancaria Abi e Tremonti.
La convenienza varia a seconda dei casi specifici,ma comunque c’è una ciambella di salvataggio: si può sempre rinegoziare di nuovo anche in seguito, e senza spese.
Può convenire aderire alla convenzione Abi-Tremonti a seconda del tipo di mutuo che si ha sottoscritto, ma una cosa va considerata: sottoscrivere qualunque forma di rinegoziazione non impegna per la tutta la vita.
Anche un mutuo rinegoziato, infatti, può essere nuovamente rivisto o portato ad una banca che offre condizioni più favorevoli grazie alla surroga.
Bisogna sapere quindi che un sì all’accordo non vale per sempre! Accettare la rinegoziazione con la rata calmierata e la scadenza allungata di sicuro conviene a chi oggi si trova in difficoltà e non ha la possibilità di contrattare direttamente con il proprio istituto condizioni migliori o scegliere la surroga. Ma può convenire anche a chi vuol prendersi ancora un po’ di tempo per decidere, dato che
l’accordo Abi-Tremonti non impegna per la vita.
In sostanza anche chi sceglie questa via può, di qui a qualche mese, scegliere di lasciare la banca grazie alla surroga, cambiare di nuovo le condizioni del mutuo rinegoziato, estinguerlo in via anticipata.
Possibilità ribadite anche in una circolare dell’Abi del 23 luglio scorso: dopo aver ottenuto la rinegoziazione secondo l’accordo, “il cliente è libero di chiedere una rinegoziazione del mutuo
nell’ulteriore corso del rapporto come pure la portabilità del mutuo. E’ inoltre libero di effettuare un’estinzione anticipata del mutuo o del solo conto di finanziamento accessorio, senza il pagamento di alcuna penalità”. Quindi se si è in difficoltà o non si possono praticare altre strade si può sempre aderire per tamponare la situazione, e poi decidere più in là se continuare con le rate calmierate o riprendere a guardasi intorno e cercare soluzioni più convenienti con meno affanno.
Accordo a parte per chi non vuol rischiare la scelta più conveniente anche in questo momento è sicuramente quella di ottenere una riduzione dello spread, cioè della maggiorazione stabilita rispetto al tasso Euribor o altro parametro utilizzato. Con la stessa banca o ricorrendo alla surroga.
In questo modo si mantiene, infatti, la possibilità di approfittare di eventuali ribassi e comunque si paga una rata più leggera. Passare ad un mutuo a tasso fisso, invece, è una scelta che va ponderata attentamente.
Infatti attualmente la differenza di importo della rata è relativamente bassa e si deve considerare che paradossalmente il mutuo che sembra offrire più garanzie da punto di vista della sicurezza è quello che in realtà rappresenta una vera e propria scommessa sul futuro: chi lo sceglie ora pensa che i tassi possano solo continuare a salire in futuro o scendere di poco, e, ovviamente, più la scadenza è lontana più vincere la scommessa è difficile. Cambiare comunque si può anche in questo caso, dato che nulla vieta poi di rinegoziare di nuovo in futuro.
A questo proposito non va dimenticato che le operazioni di rinegoziazione dei mutui e di portabilità sono esenti da imposte, tasse e spese di qualsiasi genere. La clientela interessata, secondo quanto dice l’accordo con il governo, non sostiene alcun costo amministrativo, ivi incluse commissioni bancarie, conseguenti alle operazioni di rinegoziazione e per tutta la durata residua del mutuo, anche sulle eventuali rate aggiuntive finali, e “non sostiene altresì costi notarili, ove mai necessario l’intervento del notaio.”
Regole che valgono anche per la surroga di mutui cartolarizzati e per quelli accollati dal costruttore. Se invece si decide di rimborsare il mutuo in via anticipata, quindi al di fuori di una rinegoziazione o di una surroga, le penali di estinzione anticipata sono sempre dovute.

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