Crisi Mutui USA, a rischio anche Europa
infoSecondo la Banca Centrale Europea dopo gli Stati Uniti anche in Europa è rischio di crisi per i mutui. La Bce mette così in guardia dai prestiti a elevata leva finanziaria. Che mostrano alcune analogie con il mercato statunitense dei mutui ipotecari di qualità non primaria cosiddetti subprime che potrebbero dar adito a timori per la stabilità finanziaria nel caso di una svolta contraria nell’ambiente del credito. In poche parole i banchieri centrali temono che la crisi dei mutui non onorati dai contraenti scoppiata negli Usa possa investire anche l’Europa. Negli Stati Uniti è sceso in campo anche il presidente George Bush per rassicurare la popolazione sul fatto che c’è abbastanza liquidità per consentire una correzione dei mercati e ribadisce che l’economia americana ha fondamentali solidi e sicuri. E che il “rischio-mutui” non è solo un’ipotesi lontana lo conferma l’immissione da parte della BCE di liquidità più grande mai svolta dalla banca centrale in un’unica manovra. La Banca Centrale Europea ha annunciato infatti un finanziamento per far fronte alla improvvisa salita dei tassi di mercato in un operazione del valore complessivo di 94.841 miliardi di euro. Questo finanziamento ha soddisfatto integralmente la domanda di 49 istituti di credito di Eurolandia. La Bce spiega così cosa sta succedendo: “Dal momento che la concorrenza fra banche è stata notevole per l’attività di sottoscrizione e consulenza del mercato dei leveraged buyout (o LBO una particolare operazione di acquisizione di una società), i criteri di erogazione dei prestiti possono essere peggiorati e potrebbero essere state adottate strutture più favorevoli ai prenditori, come i contratti di debito a clausole ridotte. Questo è analogo ai mutui ipotecari a soli interessi e ammortamento negativo applicati all’attività di erogazione di prestiti di qualità non primaria”. Il problema principale è che i bilanci di società finanziarie e bancarie sono imbottiti di mutui subprime, acquistati soprattutto nelle forme cartolarizzate per la forte remunerazione assicurata. L’Eurotower osserva comunque come fra il mercato dei prestiti a elevata leva finanziaria e quello dei mutui ipotecari di qualità non primaria “sussistono anche differenze importanti: quella principale è che, a differenza dei prenditori nei mercati dei mutui ipotecari di qualità non primaria, quelli dei mercati dei prestiti a elevata leva finanziaria sono in genere più sofisticati in termini finanziari”. Ma, avverte la Bce, “nonostante queste strutture protettive l’esperienza dei mutui ipotecari di qualità non primaria potrebbe fornire un’illustrazione di come il mercato dei prestiti ad elevata leva finanziaria potrebbe evolversi in un più ampio rallentamento del mercato creditizio”. La paura della Bce è che “una flessione del mercato potrebbe esporre molti a condizioni di mercato che non erano state prese in considerazione nelle transazioni originali in termini di prezzo. Ad esempio, tassi di interesse di mercato più elevati potrebbero diminuire la copertura delle operazioni esistenti, spingendo forse alcuni di essi all’insolvenza”. La Banca Centrale Europea continua a vedere anche un pericolo prezzi. “Resta necessario intervenire con tempestività e fermezza per assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo” confermando implicitamente ulteriori ritocchi al rialzo dei tassi d’interesse.



