L’Italia guarda di nuovo all’estero

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27 Novembre 2006

“Per la prima volta, a settembre - non succedeva da oltre un anno - le esportazioni (+6,6%) sono cresciute più delle importazioni (+5,5%): una inversione di tendenza che può essere di buon auspicio per chiudere l’anno con un incremento significativo di presenza del made in Italy sui mercati inter nazionali”.

“Il secondo aspetto positivo” continua il Ministro “anch’esso significativo, è il decremento del deficit della bilancia commerciale : da -180 a -15 milioni di Euro, nonostante il passivo energetico che continua ad essere il nostro principale problema”.

Infine, va sottolineata la forte impennata delle nostre esportazioni verso la Germania (+9,4%).
Un vero e proprio boom, trainato dalla ripresa dei consumi interni e dall’attenzione a un mercato per noi fondamentale.

“Questi dati costituiscono dei segnali importanti” conclude il Ministro Bonino “che mi auguro trovino adeguato riscontro politico anche nel dibattito in corso sulla legge Finanziaria.
Sarebbe una stupefacente controtendenza penalizzare il neonato Ministero del Commercio Internazionale ed il suo braccio operativo, l’ICE, con il taglio dei fondi”.

Intanto vanno avanti anche le grandi manovre per puntare verso l’Africa del Nord.
Un esempio è la forte attenzione verso il Marocco, dove la stabilità politica, una manodopera qualificata e un mercato interno in forte espansione ne fanno uno dei partner ideali per le nostre piccole e medie imprese.

Ecco perché il ministero sarà per due giorni a Casablanca insieme ai vertici Ice, Confindustria, Abi, e una delegazione di 160 imprese del made in Italy pronte ad alleanza con oltre 350 aziende marocchine nell’ambito del primo Forum bilaterale.

Nello specifico esportazioni italiane verso il Marocco hanno raggiunto nel primo semestre di quest’anno 589 milioni di Euro, registrando un incremento del 28% rispetto al primo semestre 2005.
Le nostre importazioni, nel medesimo periodo, hanno invece raggiunto i 272 milioni di Euro, con un aumento del +9,2%.
Il saldo, notevolmente a nostro vantaggio, risulta di 317 milioni di Euro.

Insomma, ce ne è abbastanza per creare interesse, un paese facilmente accessibile via mare e nostro vicino di casa.
E poi per molti l’Africa sarà il prossimo sbocco per la creazione di nuovi mercati e di ricerca di manodopera dove delocalizzare.
Insomma, visto che la Cina solo pochi giorni fa ha organizzato un vertice con i paesi africani, forse questa volta non staremo alla finestra a guardare.