Mutui bancari: alleggerite penali per l’estinzione
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L’Abi e le 16 organizzazioni dei consumatori hanno siglato un accordo per alleggerire le penali sui mutui bancari accesi prima dell’entrata in vigore del decreto Bersani, che ha annullato del tutto le commissioni a carico dei clienti. Soddisfatto il ministro dello Sviluppo economico: l’intesa, ha detto, consentirà risparmi significativi per chi decide di estinguere anticipatamente un mutuo. Apprezzamento per le nuove regole è stato espresso anche dall’Abi e dai consumatori.
Per i mutui contratti prima del 2001, siano essi a tasso fisso o a tasso variabile, l’intesa prevede una soglia massima di penale per chi decide di rimborsare il prestito anticipatamente dello 0,50%, con una clausola di garanzia dello 0,20%. Per chi cioè ha già una penale dello 0,50% la commissione per l’estinzione anticipata scende
allo 0,30%. Per i mutui a tasso fisso accesi dopo il 31 gennaio del 2001, le soglie salgono. Se il prestito viene estinto prima che sia passata almeno la metà della durata del prestito, la soglia massima della penale applicata sarà dell’1,90% (anche in questo caso con due clausole di garanzia dello 0,15% per i mutui a un tasso fino
all’1,25% e dello 0,25% per i mutui a tasso compreso tra l’1,25% e l’1,90%). Per la seconda metà, cioè ad esempio all’undicesimo anno nel caso di un mutuo ventennale, la soglia massima sarà dell’1,50%. Per tutti i mutui, sia quelli a tasso fisso che quelli a tasso variabile, contratti prima o dopo il 2001, sarà inoltre applicata una penale ridotta allo 0,20% durante il terzultimo anno dall’estinzione naturale, mentre nel penultimo o nell’ultimo anno la commissione verrà totalmente annullata.
Apprezzamento per l’accordo raggiunto oggi è stato espresso dal ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani. «L’intesa osserva Bersani in una nota costituisce una novità importante sia nei contenuti, che nel metodo. Nei contenuti - spiega - perché determina risparmi significativi per coloro che scelgono di estinguere anticipatamente il mutuo e per le dinamiche concorrenziali che posson o derivare da una maggiore mobilità dei consumatori da un istituto di credito ad un altro. Nel metodo, perché è certamente un fatto innovativo che l’attuazione di una legge sia demandata in prima battuta ad un accordo negoziale tra rappresentanti del mondo dell’industria bancaria e dei consumatori». Ora, continua, spetta al singolo consumatore interessato, «forte di questa consapevolezza, cogliere le opportunità di una rinegoziazione delle condizioni di uscita dal mutuo sottoscritto con il proprio istituto».
Anche il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, ha espresso «grande soddisfazione per il raggiungimento di un accordo di grande rilevanza strategica per i rapporti tra Abi e associazioni dei consumatori. È il segno - ha proseguito - di un significativo avvicinamento del settore bancario al sistema dei rappresentanti dei consumatori. Siamo certi che questo percorso troverà ulteriori evoluzioni e applicazioni nel futuro». «È un’intesa di grande importanza – ha aggiunto il direttore generale, Giuseppe Zadra – che ha visto l’unanimità delle associazioni dei consumatori, riuscendo a soddisfare con equilibrio le esigenze dei risparmiatori e delle imprese bancarie. È estremamente positivo essere riusciti tutti insieme a chiudere con successo un negoziato che era alla base dell’attuazione di una legge».
Soddisfatte anche le associazioni dei consumatori. Le 16 organizzazioni, che nel corso della lunga trattativa durata quasi 2 mesi avevano anche avuto opinioni divergenti tra loro, fino a paventare l’ipotesi di una firma separata solo di alcune organizzazioni, si sono oggi presentate al tavolo unite ed hanno siglato compattamente. «Così com’è questo accordo è fortemente positivo - afferma Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori - perché non solo riduce le penali, ma grazie alle clausole di garanzia dà uno sconto a tutti i mutuatari, anche a chi ha già una penale più bassa. L’unità - dice riferendosi alle varie associazioni - paga».
Soddisfatto anche Elio Lannutti dell’Adusbef: «La battaglia è stata dura, ma alla fine abbiamo trovato un buon accordo e abbiamo firmato tutti». «La quasi totale eliminazione delle penali per l’estensione anticipata dei mutui non costituisce più un disegno futuro ma uno sbocco ormai certo, seppure graduato nel tempo, con benefici tangibili per i titolari dei 3,5 milioni di contratti di mutuo oggi in vita e siglati prima del 2 febbraio 2007», commenta il vice segretario generale di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia. «L’accordo - aggiunge Trincia - ha un significato storico perché discende da una legge dello Stato che, per la prima volta, conferisce alle Associazioni dei consumatori il ruolo di negoziare e definire accordi erga-omnes, cioè di valore generale e per tutti». L’accordo trovato oggi con l’Abi non va ridiscusso con la propria banca in quanto automaticamente valido», chiarisce Trincia, «inoltre rispetta il principio del mantenimento delle migliori condizioni di estinzione anticipata del mutuo eventualmente già fissate con la propria banca».