Mutui subprime USA: in Italia perdite per 130 miliardi
infoChiusa una settimana nera per i mercati internazionali brutalizzati dai mutui subprime americani.
Adusbef a proposito di questo difficile momento per il mercato internazionale afferma che “La crisi dei mutui sub-prime americani ha già prodotto in Italia nell’ultimo mese perdite pari a 130 miliardi di euro, 74 dei quali ascrivibili alla capitalizzazione di borsa, 56 miliardi alle perdite su obbligazioni (con eccezione per i titoli di Stato che si sono rivalutati), fondi comuni e fondi pensioni”. Secondo il presidente di adusbef Elio Lannutti “E’ come se ogni famiglia italiana che abbia investito in borsa, nei fondi comuni o nei fondi pensioni, abbia visto bruciare nel giro di 30 giorni, una somma tra 6.500 ed 8.200 euro dei propri sudati risparmi, ma il peggio dovrà ancora avvenire la prossima settimana alla riapertura dei mercati. I mercati infatti, nonostante iniezioni massicce di liquidità (circa 200 miliardi di euro in due giorni) non sembrano fidarsi delle assicurazioni delle banche centrali, né delle agenzie di rating, a fronte della seconda ‘Caporetto’, dei mercati azionari europei che in soli due giorni ha visto bruciare 468 miliardi di euro di capitalizzazione di borsa. Eppure le principali agenzie di rating avevano emesso rapporti lusinghieri, spesso da tripla A su prodotti finanziari confezionati con i mutui sub-prime ad altissimo rischio. Le Autorità monetarie e di borsa, se vogliono veramente riportare un clima di fiducia, devono cominciare a fare pulizia, monitorando la reale situazione degli strumenti derivati esoprattutto verificando le pagelle da tripla ‘A’ date dalle agenzie di rating spesso a prodotti che si rivelano essere spazzatura”.
Il capo economista di Unicredit Banca Mobiliare, Aurelio Maccario dice al riguardo: “Questa non è una bufera d’agosto ma non siamo nemmeno nel mezzo di una tragedia. E’ una fase di estrema incertezza che può durare ancora qualche settimana”. A suo parere è improbabile che le banche centrali taglino i tassi. “La soglia del dolore prima di tagliare i tassi rimane ancora molto alta: ci vogliono tensioni vere e non solo l’effetto panico”. Decisamente più drammatico il punto di vista dei consumatori sui subprime: mutui ad alto rischio cartolarizzati e finiti in forma di obbligazioni trasversalmente in fondi comuni destinati ai piccoli risparmiatori e nelle grandi acquisizioni societarie a debito.



