Penali per estinzione anticipata mutui sottoscritti fino al 1 febbraio 2007

1 Maggio 2008
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Queste sono le Penali Applicabili per l’estinzione anticipata dei mutui sottoscritti fino al 1° febbraio 2007.
Per Mutui a tasso Fisso, misto o variabile sottoscritti fino al 31 dicembre 2000 la penale iniziale è dello 0,50%, alla seconda metà del mutuo 0,20%, da 36 a 24 mesi dalla scadenza 0,20%, ultimi 24 mesi
0%.
Mutui a tasso fisso sottoscritti dal 1° gennaio 2001 al 1° febbraio 2007 la penale iniziale è 1,90%, alla seconda metà del mutuo 1,50%, da 36 a 24 mesi dalla scadenza 0,20%, ultimi 24 mesi 0%.
Mutui a tasso misto o mutui a tasso variabile sottoscritti dal 1° gennaio 2001 al 1° febbraio 2007 la penale iniziale è 0,50%, alla seconda metà del mutuo 0,20%, da 36 a 24 mesi dalla scadenza 0,20%, ultimi 24 mesi 0%.
Chi invece ha sottoscritto un mutuo dal 2 febbraio 2007 può beneficiare delle agevolazioni per l’estinzione anticipata del mutuo introdotte dalla legge Bersani.

Strigliata di Bernanke ai banchieri: svalutare ulteriormente i mutui ipotecari per evitare pignoramenti

22 Aprile 2008
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E’ sempre più allarme mutui subprime negli Stati Uniti. Il calo del valore degli immobili e l’impossibilità dei proprietari di case di far fronte ai prestiti potrebbe diventare infatti il volano della recessione.
Le banche statunitensi dovrebbero svalutare ulteriormente i mutui ipotecari su abitazioni il cui prezzo è diminuito, così da aiutare chi ha contratto un prestito ad evitare il pignoramento. A dirlo è il presidente della Federal Reserve, la banca centrale Usa, Ben Bernanke, che parlando durante un intervento alla Independent Community Bankers of America ha detto di attendersi che «insolvenze e pignoramenti continueranno probabilmente ad aumentare ancora per un po’». Secondo il banchiere centrale «ridurre il valore del capitale finanziato potrebbe essere un metodo più efficace per evitare insolvenze e pignoramenti».
Bernanke, che prevede che il calo del valore degli immobili andrà avanti ancora per un po’ di tempo, chiede quindi ulteriori azioni per evitare che i proprietari di case siano colpiti dai pignoramenti. Pignoramenti in aumento rischiano infatti di aggravare i problemi del mercato delle abitazioni e dell’economia nazionale, che molti temono essere quasi o addirittura in recessione.
Secondo Bernanke, se la quota di capitale rispecchia l’effettivo valore dell’abitazione, allora il proprietario è maggiormente incentivato a tener fronte ai propri pagamenti e a rimanere nella propria abitazione. Fino ad ora, la maggior parte delle modifiche apportate ai mutui in essere hanno tuttavia riguardato solo i tassi di interesse applicati sebbene queste misure siano meno efficaci nell’evitare i pignoramenti. Secondo Bernanke, la ragione di questo trend è anche da ricercarsi nel semplice fatto che le finanziarie che gestiscono i mutui hanno maggiore domestichezza con la riduzione dei tassi che non delle quote di capitale.

Secondo il guru della Finanza Soros il mercato del credito continuerà a peggiorare

22 Aprile 2008
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La crisi del mercato del credito causata dal collasso dei mutui subprime è destinata a peggiorare ancora. Lo dichiara il guru della finanza George Soros, che durante una teleconferenza, dice che ci vorrà «ancora tempo prima di poter percepire il pieno effetto della crisi del mercato immobiliare in quanto siamo di fronte ad una crisi creata dall’uomo e dalla errata convinzione che i mercati correggano da soli i propri eccessi».
Buona parte della responsabilità del recente terremoto finanziario, secondo Soros, sarebbero dovute alla carenza di sorveglianza da parte degli organi di controllo: le Authority e l’amministrazione americana «hanno fallito nel loro compito» perché non si sono prese la responsabilità di «provare a tenere sotto controllo la bolla del mercato».
Questi errori, secondo le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale, costeranno alle istituzioni finanziarie quasi mille miliardi di dollari. Il guru della finanza conclude spiegando che alcuni settori, come quello dei credit-default swaps sono completamente senza regole e questa è la causa delle turbolenze.
Appena una settimana fa Soros aveva pronosticato che quest’anno i mercati sarebbero andati ancora giù, dopo una temporanea fase di ripresa, spiegando che per quanto il valore degli asset abbia ormai toccato il fondo, «questo probabilmente non significa che sia stato toccato il fondo della crisi».

Ancora Allarme Mutui Subprime in Europa e ci sono rischi sui prezzi.

22 Aprile 2008
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La crisi causata dai mutui subprime Usa non è ancora finita e continuerà a portare conseguenze in Europa. Di questo ne sono sicuri sia il Fondo Monetario Internazionale che la Banca Centrale Europea. Il vicepresidente della BCE Luca Papademos nel rapporto annuale 2007 presentato al Parlamento europeo ha sottolineato come nell’eurozona continuano a prevalere
“rischi al rialzo sulla stabilità dei prezzi nel medio termine”.
Ad alimentare le preoccupazioni della Bce, anche le recenti stime del Fondo Monetario Internazionale, che ritiene le istituzioni finanziarie del Vecchio continente riporteranno ulteriori perdite per 43 miliardi di dollari, a causa degli effetti del dissesto provocato dai mutui Subprime americani. In ogni caso, aggiunge l’Fmi, la Bce ha spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse alla luce del deterioramento dell’outlook economico.
La crisi dei mercati finanziari, si legge nel rapporto, “ha in maniera significativa peggiorato lo scenario dell’economia europea” con conseguenze sul sistema finanziario “che stanno fiaccando la sua forza”.
Secondo gli esperti del Fondo Monteraio Internazionale “I rischi per lo scenario di crescita sono sostanziali. Il contagio derivante dal rallentamento globale potrebbe infatti essere maggiore del previsto; nello stesso modo gli squilibri globali potrebbero riemergere all’improvviso accompagnati da un ulteriore apprezzamento dell’euro”. Infine viene sottolineata la minaccia del ‘credit crunch’ che
potrebbe espandersi e trasformarsi in un’assenza globale di liquidità”.
Le sfide per i governi, proseguono gli esperti del Fondo “sono quelle di ripristinare la fiducia nel sistema finanziario e minimizzare l’impatto della crisi sull’economia reale mantenendo credibilità anche sul fronte dell’inflazione e delle politiche di sostenibilità di bilancio”. Secondo il Fondo se da una parte le banche centrali hanno il compito di prevenire l’insorgere dell’inflazione e degli effetti secondari sui salari, i governi devono invece agire sulla politica fiscale, “gli stabilizzatori automatici dovrebbero essere messi in opera per controbilanciare il rallentamento”.
Il Fondo mette in guardia dall’impatto sui Paesi emergenti dell’Europa. Per molti di questi, spiegano gli esperti, “la crescita rallenterà anche se moderatamente”, ma i rischi di un impatto maggiore sono crescenti.
E cattive notizie arrivano dagli Usa: Bank of America, la seconda banca statunitense, ha registrato un netto calo dei profitti nel primo trimestre dell’anno a causa delle perdite e svalutazioni legate alla crisi dei mutui subprime. Gli utili netti sono scesi a 1,21 miliardi di dollari, corrispondenti a 23 centesimi per azione, contro i 5,26 miliardi (1,16 dollari per azione) del medesimo periodo del 2007. La performance è peggiore delle stime degli analisti, secondo cui gli utili sarebbero stati pari a 45 cent per azione.

Trasferimento mutui bancari: solo 2 banche su 40 applicano la legge e il tasso zero!

13 Aprile 2008
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E’passato ormai un anno dall’entrata in vigore del decreto Bersani sulla portabilità dei mutui a costo zero per il cliente e ancora ci sono molte banche che si ostinano a non applicare la legge.
Questo secondo Altroconsumo che ha fatto visita a 40 filiali di aziende di credito a Roma e a Milano prima a novembre 2007 e poi a gennaio 2008 ed infine a metà marzo. E la tabella che verrà pubblicata sul prossimo mensile dell’associazione dei consumatori parla chiaro sulla situazione: solo una filiale di Intesa Sanpaolo e una del Banco Desio entrambe di Roma si sono dette disponibili a
trasferire il mutuo a costo zero. Tutte le altre hanno chiesto una somma che va da 183 euro ad un massimo di 2800 euro con la scusa di spese notarili o bancarie.
A tutte le banche si chiedeva il trasferimento di un mutuo a tasso variabile sottoscritto nel febbraio 2003 con la Abbey National, oggi Unicredit banca, per acquistare una casa del valore di 200mila euro. Un contratto lungo 25 anni, con un capitale residuo a marzo, pari a 61mila euro e un tasso del 6,66 per cento.
A un anno dall’entrata in vigore della Legge Bersani, dunque, ci si trova ancora nella situazione di dover pagare per avere il trasferimento di un mutuo. Eppure ormai anche l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, dopo una lunga trattativa con i notai e le associazioni dei consumatori, ha praticamente riconosciuto che la surroga, ossia lo spostamento dell’ipoteca, si deve fare a costo zero. Continua »