RAI, la riforma sotto l’albero

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2 Dicembre 2006

Un documento con le linee guida per la riforma della Rai. Lo ha annunciato il ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni, nel corso del suo intervento alla presentazione del volume Quale futuro per il servizio pubblico radiotelevisivo? promosso dall’Isimm (Istituto per l’innovazione nei media e per la multimedialità ).

Il documento, atteso per dicembre, secondo le intenzioni del ministro sara’ sottoposto a un periodo di consultazione pubblica, che coinvolgera’ l’azienda, le forze politiche, gli addetti ai lavori, il mondo della cultura’.
Il presidente dell’Isimm, Enrico Manca, ha ricordato che siamo di fronte a uno scenario normativo in accelerata evoluzione’ e che il ddl presentato da Gentiloni è in tal senso ´positivo sia per le finalità che lo sorreggono sia per gli strumenti posti in essere per raggiungere gli obiettivi che si prefigge’. Il ministro ha anticipato alcune possibili innovazioni da inserire nella riforma sulla Rai a partire da una ´maggiore riconoscibilità rispetto alle tv commerciali, e maggiore qualità . Su questo pesa l’effetto del duopolio, con la tv pubblica che tendenzialmente ha subito l’attrazione della tv commerciale’.
Sul modello di finanziamento della Rai il ministro delle comunicazioni è del parere che il modello ibrido tra canone e pubblicità debba evolversi verso ´un sistema a prevalente finanziamento pubblico’ e propone un rinnovo del canone Rai ogni tre anni, anziché ogni anno. Nella Rai di domani, oltre a una maggiore offerta dei servizi per le varie piattaforme, bisognerà ´attenuare il più possibile la dipendenza dal governo e dal sistema dei partiti. Il governo si occupi di Rai ogni tot anni, quando si fa il contratto di servizio, poi affidi al soggetto terzo la valutazione sul raggiungimento degli obiettivi. L’intervento del ministro ha trovato d’accordo il presidente della Rai, Claudio Petruccioli che, nel difendere il lavoro svolto dall’attuale consiglio di amministrazione, ha invitato i partiti politici ad assumere decisioni.
´Nell’intervento di Gentiloni’, ha affermato Petruccioli, ´ci sono alcuni aspetti importanti: una precisa definizione dell’assetto proprietario, un alleggerimento dell’intervento del potere politico, la stabilità del governo dell’azienda. In un mercato così dinamico, che progetti si possono fare quando il vertice ha una vita di tre anni?’.
Di nomine politiche all’interno del cda, secondo il presidente della Rai, ce ne dovrebbero essere ´una di garanzia e una di compartecipazione al vertice decisionale’. Sul testo di riforma della Rai anticipato da Gentiloni non si è invece espresso il presidente della commissione di vigilanza, Mario Landolfi, che però ha contestato ´il metodo del doppio ddl, quello già presentato dal ministro e quello sul riassetto del servizio pubblico: penso, infatti, che la materia televisiva abbia bisogno di una visione unitaria e organica.
Questo modo di procedere significa che nella maggioranza non ci sono idee chiare e il ddl Gentiloni è un’arma di distrazione di massa, visto che sulla Rai non riescono a trovare unità ‘.