Crisi mercato del credito: tassi interesse alle stelle

15 Luglio 2008
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La Banca centrale europea ha alzato ancora i tassi ufficiali, uno 0,25% che è stato sufficiente a far indignare quanti si preoccupano più dell’economia stagnante e della crisi dei consumi che dei rischi d’inflazione.
Ma a salire ancora di più, di questi tempi, sono i tassi interbancari, un indicatore della salute del sistema del credito e un riferimento fondamentale per chi deve prendere denaro a prestito.
A rendere alto il costo dei finanziamenti, insomma, di questi tempi più che la Bce è il sistema bancario.
I tassi ai quali le banche si prestano denaro rappresentano però anche un infallibile termometro della crisi finanziaria.
Quando il differenziale tra il tasso interbancario Euribor (Europe inter bank offered rate), e quelli ufficiali sale, è un segnale che le banche in Europa sono poco propense a prestarsi liquidità tra di loro o lo sono solo a caro prezzo, quando scende, significa che il mercato interbancario è ritenuto poco rischioso dagli stessi banchieri.
In questi giorni il differenziale, tra Euribor e tassi ufficiali è ai massimi storici, segno che la crisi del credito è ben lungi dall’essere in via di soluzione. «Se si vuole capire quando finirà la crisi finanziaria l’indicatore più efficace è lo spread dell’Euribor, e i livelli attuali indicano che le banche non sono molto disposte a finanziarsi l’un l’altra, evidentemente perché sono consapevoli che ci sono ancora diversi problemi in giro», dice un banchiere svizzero che preferisce mantenere l’anonimato.
Normalmente, il differenziale tra tassi ufficiali ed Euribor è attorno ai 30-50 punti base (0,3%-0,5%). Da quando è iniziata la crisi finanziaria legata ai mutui subprime e ai titoli derivati, il differenziale è andato sempre aumentando.
Alla fine dell’estate scorsa, quando è apparso chiaro che quasi tutte le maggiori banche mondiali, con la notevole eccezione degli istituti italiani poco esposti in subprime, avevano seri problemi, il differenziale era salito attorno ai 70 punti base.
Ma in questi giorni si è raggiunto un record. Ieri infatti, con il tasso Bce al 4,25% e l’Euribor al 5,39% il differenziale era di 114 punti base, un livello mai visto in 10 anni. Probabilmente, per rivedere il tasso interbancario a livelli più normali, bisognerà attendere ulteriori operazioni di pulizia nei bilanci delle banche.

Tassi interesse mutui immobiliari in discesa

8 Aprile 2008
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Sono in calo per il secondo mese consecutivo i tassi di interesse per chi contrae mutui immobiliari ma è sempre in continua crescita la consistenza dei prestiti a carico delle famiglie italiane. Questo quello che risulta dai supplementi al Bollettino Statistico di Bankitalia, che mostra come nel mese di febbraio il Taeg, tasso annuo effettivo globale, applicato per l’acquisto di abitazioni sia sceso al 5,77%, in calo dal 5,81% di gennaio e dal 5,86% di dicembre 2007, tornando così allo stesso livello fatto segnare per l’ultima volta nel luglio 2007.
Mentre l’ammontare totale dei prestiti erogati dal sistema alle famiglie continua a salire, arrivando a 468,85 miliardi, di cui 263,9 per mutui oltre i 5 anni. La nuova salita dell’Euribor, che ha fatto segnare in questi giorni un nuovo valore record, però non lascia molti margini di sperenze che i tassi richiesti dalle banche possano raggiungere in tempi brevi i livelli fatti segnare un anno fa.

Torna incubo per mutui a tasso variabile: Euribor torna a salire

13 Marzo 2008
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Nonostante le poderose iniezioni di liquidità effettuate da parte della BCE che in una sola giornata ha immesso nel mercato interbancario ben 60 miliardi di euro, non si arresta la crisi del mercato dei mutui, che riversa ancora i suoi effetti su 3,2 milioni di famiglie indebitate con mutui a tasso variabile, che subiranno ulteriori stangate a fine mese, alla scadenza delle rate dei mutui.
Continua ancora a salire per il settimo giorno di fila il tasso euribor a tre mesi, dal quale dipendono in modo diretto buona parte dei mutui indicizzati, a riprova che le misure straordinarie varate dalle banche centrali per contrastare la lunga crisi conseguente ai mutui subprime ed alla montagna di carta straccia dei derivati non riescono ad arginare crisi monetarie profonde.
Così 3,2 milioni di famiglie italiane indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche che hanno raccontato ai clienti la favoletta amplificata dai mass media di proprietà delle stesse banche, secondo la quale si può anche guadagnare dai debiti contratti come lo sono i mutui, non hanno beneficiato della discesa del tasso euribor a tre mesi, che a febbraio era attestato
al 4,3 %, mentre subiranno a fine mese a valori attuali, con un rincaro dello 0,30%, una botta di 187 euro su base annua, per ogni mutuo di centomila euro.
Adusbef, nel ritenere che la spirale al rialzo dell’euribor a tre mesi, che ha superato di 0,61 euro il tasso di riferimento BCE, non si fermerà ma continuerà la sua corsa arrivando anche al 5%, torna a chiedere ai distratti governi un nuove ordine monetario,una urgente Bretton Woods che superi gli attuali assetti instabili in mano a pochi oligarchi non eletti da alcuno e che giocano a rimpiattino con i destini del mondo e la sovranità degli stati, per ricondurre la finanza derivata speculativa oggi in mano a banchieri biscazzieri,sotto il controllo di Stati Sovrani che possano arginarne la mano libera.
Siccome la media dei tassi sui mutui nell’area euro è del 5,15 %, mentre in Italia è del 5,78 %, con un divario dello 0,63%, mentre per il credito al consumo la differenza è dell’1,03%, essendo attestati i tassi in Europa al 6,92% contro il 7,95% dei saggi italiani per alcuni acquisti senza contare le carte revolving che superano il 21%, Adusbef denuncia ancora una volta il divario dei tassi di interessi che non hanno alcuna giustificazione, se non quella di contribuire a spennare ulteriormente i consumatori ed arricchire in maniera poco lecita, banche e banchieri.

Mancano i liquidi e i prestiti si fanno piu’ difficili

11 Gennaio 2008
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Ottenere un prestito in una banca sarà sempre più difficile e costoso per i cittadini. L’aumento generalizzato dei tassi di interesse per mutui e finanziamenti praticati a imprese e famiglie inizia a far vedere i suoi effetti. Secondo gli esperti analisti del settore i prestiti diminuiranno perché le banche diventano più selettive e alzano i costi per i debitori. Le banche italiane sottolineano che la scarsa esposizione al ciclone dei subprime, non ha comportato una vera e propria restrizione dei crediti per la concessione dei prestiti e che il rallentamento si spiega più con andamenti stagionali che per una tendenza accertata. Ma tutto è nell’incertezza, le banche si fidano meno l’una dell’altra. All’inizio del 2007 tra banche si chiedeva un premio di 0,25% sul tasso d’interesse; a dicembre il “prezzo” per lo stesso prestito era quadruplicato. Il 4% deciso da Francoforte è diventato quasi il 5% dell’Euribor, da quest’ultimo dipendono le rate dei mutui a tasso variabile. Dall’inizio dell’anno, la forte iniezione di liquidità delle banche centrali lo ha fatto scendere al 4,64% ma siamo lontanissimi dal 4,19% di sei mesi fa.

Adusbef denuncia all’antitrust speculazioni delle banche sull’Euribor

19 Dicembre 2007
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Adusbef denuncia la gravissima e palese speculazione di alcune Banche Europee nel manovrare i tassi Euribor rincarati da un giorno all’altro di 0,64 punti e non secondo le logiche del mercato interbancario ma secondo le loro precise convenienze. Gli istituti di credito sotto accusa sono 44 banche europee comprese le italiane Monte dei Paschi di Siena, San Paolo-Intesa ed Unicredit.
Anche un importante membro della BCE quale Lorenzo Bini Smaghi è arrivato alla conclusione che “I tassi interbancari alti riflettono timori relativi a esigenze di liquidità di fine anno, ma sono ingiustificati perchè in realtà c’è disponibilità di accesso di liquidità sul mercato per le banche e inoltre Bce e le altre banche centrali continueranno ad assicurare stabilità sul mercato interbancario”.
In vista della chiusura dei bilanci di fine anno queste 44 banche manovrano a loro piacimento l’aumento del tasso Euribor,che continua a lievitare fino a toccare la soglia del 5%. In quanto queste banche tra cui SocGen, UBS, Deutsche Bank, BNP Paribas,Citibank sono molto esposte nei mutui subprime e prodotti derivati per decine di miliardi di dollari.
Il tasso Euribor è arrivato ai massimi valori mai raggiunti da sette anni a questa parte, dal dicembre del 2000, risultando pari al 4,93%, cioè 93 punti base sopra il tasso Bce, come ha comunicato l’European Banking Federation, rilevando che il tasso interbancario è salito di tre punti base.
Quindi o le dichiarazioni di Bini Smaghi, del board BCE sono avventate quando assicura che non esistono per le banche esigenze di liquidità derivanti dalla crisi dei mutui subprime oppure qualora l’andamento al rialzo dell’euribor dovesse riflettere le esigenze di liquidità delle banche in vista della chiusura dei bilanci di fine anno, ciò sarebbe la prova provata della speculazione odiosa a danno delle famiglie, e soprattutti di quei 3 milioni e mezzo di italiani indebitati con mutui a tasso variabile, che non sanno più come fare a pagare le rate per il continuo aumento.
E’ molto singolare che i Governi, le banche centrali, Bce, Antitrust ed Unione Europea, lascino che queste 44 banche facciano da padrone sull’euribor e possano allegramente speculare sulla pelle dei mercati e dei cittadini.
Se si comprende la compiacenza, forse la collusione di Bce e banche centrali nella loro assenza di intervento per finalità di bilancio, non si capisce perchè non ci sia un rappresentante di un governo europeo o della stessa Unione che chieda conto agli istituti di credito di questa lampante speculazione che taglieggia i debitori.
Siccome due tra le maggiori banche europee che fanno parte delle 44 banche che determinano il tasso Euribor, hanno annunciato una svalutazione di 10 miliardi di dollari per effetto dei mutui subprime, mentre Società Generale (SocGen) acquisterà 3,4 miliardi di dollari di attività da un suo veicolo di investimento per evitare una svendita degli asset SIV, epicentro della crisi dei mutui ipotecari, è facile sospettare che il rialzo sconsiderato ed illegittimo dell’Euribor, possa servire a coprire, a danno dell’utenza indebitata,le spericolate operazioni finanziarie effettuate sui mercati.