Articoli marcati con tag ‘Euribor’

22 Novembre 2008

Ci sono finalmente buone notizie per gli italiani alle prese con il caro-mutuo. Nel mese di dicembre infatti è in arrivo una bella sorpresa con un bel taglio dei tassi di interesse.
A non escludere questa buona ipotesi è stato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet.
Così, dopo i due tagli avuti a novembre per contrastare la crisi finanziaria, anche nel corso del prossimo mese si prospetta un altro taglio per le rate dei mutui.
Gli analisti prevedono tagli delle rate di almeno 3/4 di punto.
Anche l’Euribor intanto continua a scendere toccando i valori minimi da aprile 2007. Leggi il resto di questo articolo »

17 Novembre 2008

L’Euribor, il parametro più utilizzato da tutte le banche per indicizzare i mutui è sommerso dalle critiche perfino dei banchieri centrali.
L’Euribor, il tasso a cui fanno riferimento la maggior parte dei mutui a tasso variabile, sta scendendo ancora.
Il giorno dopo il taglio dei tassi ufficiali da parte della BCE, l’Euribor a tre mesi è arrivato al 4,47% dal 4,59 del giorno precedente, mentre l’Euribor a un mese al 4,10% dal 4,25.
E già qui si vede che c’è qualcosa che non va: la Bce ha tagliato i tassi dello 0,75%, l’Euribor a 3 mesi è sceso solo dello 0,12% e quello a un mese invece dello 0,15%.
Certo, bisogna considerare che si tratta di un tasso di mercato, quello a cui le banche si scambiano il denaro tra loro, quindi non c’è niente di automatico ed immediato e quasi sicuramente l’Euribor continuerà anche in futuro a scendere ancora. Leggi il resto di questo articolo »

17 Novembre 2008

Lo spread di liquidità, calcolato in base alla differenza tra il tasso interbancario Euribor a 3 mesi e il tasso ufficiale della Bance Centrale Europea è cresciuto di gran lunga dall’agosto 2007 in poi con l’inizio del credit crunch.
Giovedì 6 novembre 2008 lo spread, con l’Euribor al 4,66%, era pari ad 80 punti base, ma solo qualche settimana fa ha raggiunto la cifra record di 167 punti base per la precisione il 7 ottobre 2008, a seguito del panico sui mercati generato dal fallimento della banca Lehman Brothers.
Negli USA lo spread tra Libor e tasso Fed è di 151 punti base, ma il 7 ottobre aveva toccato il valore record mai raggiunto di 331 punti base. Leggi il resto di questo articolo »

4 Novembre 2008

Il tasso Euribor a tre mesi ha toccato nella giornata di ieri il 4,733% che è il nuovo minimo da inizio aprile 2008 e ancora in ribasso rispetto a venerdì scorso quando si era fermato al 4,76%.
Questo è un nuovo segnale positivo sul fronte mutui e prestiti bancari.
Tensioni in rientro anche per gli altri tassi dell’interbancario: l’Euribor a un mese è sceso al 4,412% dal 4,434% di venerdì e quello a sei mesi è arretrato a 4,786% dal 4,804%.

3 Novembre 2008

Continua il calo del Tasso Euribor.
Il tasso interbancario Euribor a tre mesi è passato 4.91% al 4,86% toccando il livello più basso degli ultimi 5 mesi.
Un ottima notizia quindi per chi ha un mutuo a tasso variabile che già da questo mese potrebbe avere una diminuzione della rata da pagare.
Intanto c’è attesa per la riunione della Banca centrale europea, in programma il 6 novembre,che potrebbe
tagliare i tassi di interesse portandoli al 3,25%

18 Ottobre 2008

Continuano a scendere i tassi interbancari e ne risentono positivamente le rate dei mutui a tasso variabile.
Le ultime mosse della Banca centrale europea che, dopo aver tagliato il costo del denaro al 3,75%, ha annunciato nuove misure per garantire maggiore liquidità ai mercati, hanno colto nel segno: è la prima volta da gennaio che si registra un calo così consistente dei tassi.
L’Euribor a tre mesi, uno dei parametri su cui le banche indicizzano i mutui, è sceso al 5,045% dal 5,09%. L’equivalente a una settimana è passato dal 4,052 al 4,015%, mentre quello a sei mesi che la scorsa settimana aveva toccato i massimi da 14 anni è calato dal 5,163 al 5,117%.

15 Ottobre 2008

In questo periodo di crisi e di tassi dei mutui alle stelle ci si chiede perchè l’Euribor è salito così tanto e perchè è così distante dal tasso ufficiale Bce?
L’Euribor è il tasso a cui le banche dell’area euro si prestano tra di loro i soldi a breve termine (da una settimana a 12 mesi). E’ salito ben più del tasso di riferimento Bce perché sul mercato interbancario la liquidità scarseggia. Infatti, a causa della crisi di fiducia legata ai titoli tossici, le aziende di credito diffidano le une delle altre e per cedere i loro fondi chiedono una remunerazione più elevata. Ecco dunque che venerdì scorso il tasso Euribor ha raggiunto un massimo del 5,34%. Difficile dire oggi quanto durerà la crisi.
Per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile che si sta rivelando sempre più caro la rinegoziazione proposta dalle banche, in seguito all’accordo Abi/Governo è un rimedio estremo al quale ricorrere solo nel caso in cui non si riesca più a pagare la rata. Oppure, a maggior ragione, se si è rimasti indietro nei pagamenti, o se è cambiato qualcosa nella propria condizione economica (ad esempio uno dei due coniugi non lavora più).
E’ vero che dicendo sì alla rinegoziazione il peso della rata mensile scende in misura sensibile, ma se i tassi rimangono elevati la durata del mutuo rischia di allungarsi a dismisura. A parte i casi di necessità
conviene dunque cercare strade alternative. Come chiedere alla propria banca una riduzione dello spread o un allungamento del piano di rimborso. Oppure cercarsi un’altra banca disposta a prendersi in carico il mutuo, senza spese per la pratica e a condizioni di tasso più favorevoli (la surroga).
In questo modo si può passare da un tasso variabile a uno fisso oppure allungare la durata del mutuo per ridurne la rata.
Chi in questo momento deve comprare casa è normale che abbia serie indecisioni sullo scegliere un mutuo a tasso fisso o uno a tasso variabile.
Bisogna considerare che tutto sommato il mutuo a tasso variabile potrebbe, ed il condizionale è d’obbligo, rivelarsi un’opportunità. Infatti l’Euribor oggi sembra aver raggiunto punte estreme e potrebbe (in un futuro non sappiamo quanto prossimo) iniziare a scendere. Ha senso scegliere il tasso variabile solo se si è assolutamente certi di essere in grado di assorbire ulteriori aumenti della rata dell’ordine del 20-30%.
Dato che i tassi dei mutui variabili e di quelli fissi sono molto vicini forse conviene puntare sulla soluzione più prudente: il mutuo a tasso fisso.
In caso di ribasso del costo del denaro si potrà successivamente cambiare cavallo, a costi contenuti.
Un mutuo a rata costante può essere una buona soluzione per limitare il rischio di un ulteriore incremento dei tassi e poter sfruttare una loro eventuale discesa?
I mutui a tasso variabile ma a rata costante possono essere una soluzione in queste situazioni. Ma il contratto deve specificare chiaramente due aspetti: che la durata massima non può superare un limite prefissato e che a qualsiasi livello giunga l’Euribor l’importo della rata non potrà eccedere il livello concordato. Inoltre il tasso non deve essere troppo distante da quello dei normali mutui a tasso variabile.

15 Ottobre 2008

Il tasso Euribor da cui dipendono le rate della maggior parte dei mutui resta ai massimi da 14 anni nonostante il taglio del tasso di sconto.
Ma è inappropriato allo scopo per cui è usato: lo dice anche Bini Smaghi della Bce.
Mezzo punto è un taglio considerevole del tasso di sconto, ma l’Euribor, il tasso a cui le banche si prestano denaro tra loro, non si è mosso: quello a tre mesi ieri è rimasto inchiodato al
5,39%, il livello più alto dal 1994, e al fixing di oggi è sceso di un soffio, al 5,38.
Il problema, come ormai tutti sanno, non è solo delle banche.
A quel tasso sono legate le indicizzazioni della maggior parte dei mutui immobiliari, e l’effetto è dunque di far pagare rate più alte agli sfortunati debitori.
E’ un meccanismo senz’altro criticabile e a tutto vantaggio del contraente più forte (cioè la banca): possibile che un prestito a lunghissimo termine come un mutuo, che dura 10, 20 e oggi anche 30 o 40 anni, debba essere legato a un tasso che riflette l’attività quotidiana sul mercato monetario, per giunta in quel particolare segmento che è il mercato interbancario della liquidità? Per di più, la maggior parte delle indicizzazioni prende come riferimento la quotazione dell’Euribor di un giorno solo, che di solito è l’ultimo del mese.
Quindi non solo espone al rischio che l’importo della rata sia determinato da uno sbalzo episodico, ma sceglie proprio il giorno più esposto a questi sbalzi a causa della sistemazione periodica dei conti di cassa delle banche. Sarà una coincidenza?
Questo è uno di quei (parecchi) casi in cui la concorrenza sembra non funzionare affatto, robabilmente anche a causa del tecnicismo del problema che impedisce alla maggior parte dei mutuatari di capirne le implicazioni e che permette quindi comportamenti collusivi delle banche a danno dei clienti. Come quelli affrontati dall’ex ministro Bersani a colpi di “lenzuolate” di decreti, la maggior parte dei quali relativi proprio ai mutui.
Che il problema vada affrontato lo pensa anche Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della Bce, intervistato ieri dal “Sole 24 Ore”: “La questione è seria. Non è giusto che le famiglie paghino sui loro mutui il mancato funzionamento del mercato interbancario e la sfiducia tra banche, che è alla base del rialzo dell’Euribor. È necessario, per via legislativa o attraverso accordi privati, legare il tasso sui mutui al tasso di riferimento della Bce, piuttosto che all’Euribor”.
Anche Bini Smaghi, la cui fede liberista è a tutto tondo, prospetta dunque l’eventuale necessità di un intervento legislativo. D’altra parte, è davvero difficile che le banche prendano l’iniziativa di accordarsi per cambiare un meccanismo che è tutto a loro favore. Servirebbe dunque, e anche con urgenza, un atto del governo. Se non ora, quando?

15 Ottobre 2008

Molti si chiedono se finalmente scenderanno le rate dei mutui dopo il taglio dei tassi della Bce.
Purtroppo molti andranno incontro ad una delusione: anche la prossima rata sarà sullo stesso livello delle precedenti.
L’Euribor, il parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile, infatti, si è mostrato del tutto impermeabile alla politica del denaro meno caro decisa dalla Bce.
Il taglio di mezzo punto dei tassi dal 4,25% al 3,75% si è ripercosso solo in minima parte sugli indici di mercato, dai quali dipendono le rate dei mutui, mentre il parametro della Bce non ha, praticamente, alcuna importanza.
L’Euribor a un mese è sceso di 9 centesimi, quello per durate superiori è addirittura salito nonostante il taglio.
Ma perché questa anomalia? Per rispondere a questa domanda bisogna ricordare che i due tassi hanno natura differente. Quello della Bce è in un tasso di sistema in quanto serve a determinare la politica monetaria, l’Euribor invece rappresenta il costo al quale le banche decidono di scambiarsi i prestiti.
Da quando è scoppiata la mina dei mutui subprime la liquidità sui mercati si è ridotta, facendo salire il costo dei finanziamenti.
Ma, soprattutto, le banche non si fidano più e fanno fatica a concedere prestiti ad altri istituti per il timore che in bilancio possano avere perdite legate al possesso dei titoli tossici che stanno avvelenando i mercati. Questa insicurezza ha fatto si che l’Euribor oggi viaggi addirittura un
punto e mezzo più in alto del tasso della Bce. In situazioni normali lo scarto è di 15/20 centesimi. Finché la crisi non sarà rientrata, difficilmente l’Euribor tornerà sulla terra.

15 Ottobre 2008

Finalmente le rate dei mutui cambiano rotta e iniziano a calare per la gioia dei mutuatari che possono tirare un sospiro di sollievo. Sono scesi infatti i tassi interbancari dopo i piani anti-crisi europei e Usa.
Il tasso Euribor a tre mesi scivola al 5,235 dal 5,318 registrato lunedì, toccando i valori minimi dal 30 settembre scorso.
Ed è generalizzata la discesa dei tassi interbancari, misurati sulla base dell’andamento del Libor.
Il tasso denominato in euro a tre mesi cala al 5,23% dal precedente 5,30%, quello in dollaro sulla stessa scadenza passa al 4,64% dal 4,75%, mentre il Libor in sterlina scende a 6,25% dal 6,27%.