Una recente sentenza del tribunale di Bari ha sentenziato che il sistema “alla francese”, che riguarda quasi tutti i mutui stipulati in Italia, viola la legge ed è quindi illegale!
Sul sito dell’Adusbef si può scaricare il modulo per chiedere il rimborso ed il risarcimento degli interessi pagati in più e illegalmente!
L’associazione dei consumatori Adusbef, guidata da Elio Lannutti, ha pubblicato sul suo sito mettendola a disposizione di tutti i mutuatari, il modello per la richiesta di rimborso degli interessi calcolati nel piano di ammortamento del mutuo in modo del tutto illegale come specifica e spiega nei particolari un comunicato.
L’iniziativa arriva dopo il pronunciamento del tribunale di Bari che ha evidenziato come il tasso sottoscritto al 13%, attraverso il tasso ‘anatocistico’ è arrivato al 14,276%.
Infatti, il 29 ottobre scorso il tribunale di Bari, nello specifico la sezione distaccata di Rutigliano presieduta dal giudice Pietro Mastronardi, ha pronunciato un sentenza sui mutui definita dall’Adusbef “epocale” perchè “applicabile alla massima parte dei contratti di mutuo stipulati in italia”.
Si tratta di mutui basati sull’ammortamento “alla francese”, nel quale le rate sono costanti, composte dalla somma di quota capitale in continua crescita e quota interessi che cala man mano che si pagano le rate e calcolate con la formula dell’interesse composto ossia calcolo di interessi sugli interessi. Leggi il resto di questo articolo »
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La crisi del mercato economico e delle Borse Mondiali sta spingendo gli italiani ad una vera e propria fuga dai mutui.
Pagare la rata di un mutuo crea serie difficoltà all’84% degli italiani, tanto che per il 2009 un’ampia fetta di italiani pari al 64% esclude categoricamente la possibilità di accendere un nuovo mutuo e solo l’8% si dichiara invece pronto a farlo.
Ma già quest’anno la rinuncia ad acquisti a rate, prestiti e mutui è stata molto forte ed ha riguardato il 50% dei cittadini intervistati.
Lo ha rivelato un sondaggio pubblicato da Confesercenti-Swg, secondo il quale ogni mese in media escono dalle tasche delle famiglie italiane 478 euro, ma per il 23% degli intervistati la spesa lievita tra 500 e 1.000 euro, mentre un altro 10% sborsa fra i 1.000 e i 2.000 euro per spese di mutui e pagamenti rateali.
Salato il tasso di interesse che emerge dal sondaggio: attorno al 7% quello medio, ma per un italiano su 4 sale fra l’8% e il 20%.
Ma quante volte ricorrono gli italiani alle varie forme di prestito?
In media circa tre volte negli ultimi 3 anni, ma c’è anche un 7% che vi ha fatto ricorso più di 5 volte. Due le motivazioni principali per cui gli italiani ricorrono ad acquisti di beni materiali accendendo un mutuo, prestito o finanziamento:
- il 57% intendeva ridurre l’impatto del pagamento;
- il 41% non era in possesso dell’intera cifra.
Il bene più desiderato per il quale gli italiani sono disposti a indebitarsi è sicuramente la casa.
Al secondo posto c’è naturalmente l’auto. A seguire si rateizzano più frequentemente le spese per
elettrodomestici e mobili, computer e altri prodotti tecnologici. Ma c’è un 6% che si indebita per cerimonie e un 2% per regalare o regalarsi un gioiello.
Tagli a viaggi, tempo libero, scarpe. Per far fronte al mutuo o al prestito, le famiglie riorganizzano i bilanci e per prima cosa tagliano le risorse per le vacanze (il 21%) e quindi per il tempo libero
(20%). Ma anche il guardaroba ci rimette, infatti è notevole la rinuncia a comprare nuovi capi di abbigliamento o scarpe: lo fa il 17% degli intervistati.
Infine, il 9% impugna le forbici e rifila tagli a tutte le voci del proprio bilancio.
Sono due gli intermediari principali, Zopa e Boober per un’unica, ma potenzialmente sconfinata comunità di utenti. Parliamo del social Lending o prestito sociale in modalità peer-to-peer.
Di origine anglosassone il social lending sbarca nel nostro Paese come realtà di intermediazione finanziaria regolamentata dalla Banca d’Italia solo nel 2007. Le due società “pioniere” dei micro-prestiti in rete sono infatti regolarmente iscritte all’Ufficio Italiano dei Cambi all’albo degli intermediari finanziari.
L’affidabilità del sistema di prestiti online sembra confermata dai dati relativi alle adesioni.
Zopa.it in particolare è cresciuta esponenzialmente negli ultimi mesi registrando 3037 nuovi membri, superando così quota 23mila e raggiungendo i 2.787.090 di euro scambiati direttamente online tra i suoi membri (dato aggiornato al 3 settembre 2008).
Come funziona il social lending?
Per poter partecipare alla rete del prestito ci si deve naturalmente iscrivere alla piattaforma fornendo i propri dati personali come reddito (presentando copia dell’ultimo stipendio) e codice fiscale, a garanzia delle solvibilità e credibilità del soggetto. Sulla scorta dei dati forniti il sistema attribuisce all’utente una classe di credito. A quel punto l’utente può nel sito di mercato presentare la propria richiesta, specificando l’ammontare, il tasso richiesto e la durata. Viene offerta una stima dell’eventuale tasso d’insolvenza e si garantisce che una società di recupero crediti si occuperà degli eventuali mancati pagamenti.
Come si concede un prestito?
Anche in questo caso le operazioni sono possibili previa iscrizione, dopodiché l’investitore potrà selezionare, nel caso di Boober, quali investimenti effettuare, la cifra da investire a quali tassi e con quali rischi, ripartendola magari tra più soggetti da finanziare. Da considerare naturalmente che nel caso si decida di prestare denaro ad un determinato tasso di interesse bisognerà scalare dal rendimento i costi di gestione della piattaforma e le commissioni.
Cosa ci guadagna il gestore? Nel caso di Boober il 10% del rendimento, mentre Zopa addebita una percentuale fissa a tutte le transazioni (lo 0,5% applicato sulla somma presa in prestito o su quella prestata su base annuale).
Le Garanzie
Per assicurarsi sui rischi Boober offre inoltre ai suoi utenti finanziatori una fidejussione percentuale sull’ammontare del prestito in funzione dell’indicatore di rischio del richiedente.
Zopa.it garantisce ai finanziatori che se la somma prestata supera i 500 euro, la cifra viene ripartita d’ufficio su più richiedenti (almeno 50) per diversificare il rischio. Quanto al rendimento, in Gran Bretagna il tasso medio è attestao al 7%.
Quali vantaggi?
Tra le attrattive principali del sistema di social landing troviamo tassi di interesse passivi più convenienti rispetto a quelli applicati dagli istituti di credito, normalmente oberati da ingenti costi di gestione. Per Zopa il tasso di interesse medio rilevato in Inghilterra è del 7%, con oscillazioni tra il 5 el’8%, assolutamente lontani dal tasso di usura fissato dalla Banca d’Italia.
Oltre alla convenienza (parliamo sempre solo di piccoli prestiti fino a 15.000 sterline) c’è anche il non trascurabile elemento della rapidità. I prestiti vengono infatti approvati in via definitiva, una volta presentata la documentazione richiesta, tra le 24 e le 48 ore.
In Italia, più di altri operatori economici la frenata dell’economia colpisce le famiglie. Ne è testimonianza il marcato rallentamento dei prestiti bancari al settore delle famiglie consumatrici il cui ritmo annuo di espansione scende a luglio intorno al 2 per cento. La decelerazione della domanda di credito interviene a fronte di tassi di interesse che, al netto della aumentata inflazione, risultano in diminuzione rispetto ai livelli dell’estate 2007. A monte della difficile congiuntura delle famiglie, riflessa sia nei comportamenti di consumo sia nella domanda di credito, c’è soprattutto l’effetto del violento aumento del carovita, cresciuto in un anno di 2,5 punti percentuali.
Le persistenti turbolenze dei mercati finanziari internazionali sollecitano, in Italia, la ricerca della sicurezza da parte dei risparmiatori. La riallocazione degli investimenti va a beneficiare la raccolta bancaria, soprattutto nella componente obbligazionaria.
Per finanziare l’acquisto di una nuova casa, il mutuo, salvo casi eccezionali, è un passaggio obbligato. Il tasso fisso è generalmente il più consigliabile, tanto più che oggi la crisi ha ormai livellato l’offerta e i costi sono sostanzialmente identici a quelli del tasso variabile.
L’ammontare della rata va scelto con oculatezza, pensando anche a eventuali spese future: questo vale, a maggior ragione, per chi non ha redditi costanti, e sono in numero crescente, per i quali è a questo punto consigliabile il tasso fisso. In genere le banche non consentono rate superiori al
30-35% del reddito: l’alternativa è giocare sulla durata del prestito.
É bene però ricordare che per i mutui ultratrentennali la rata è di poco inferiore, ma i costi molto più elevati.
Infine è bene sempre confrontare le offerte e non limitarsi mai alla propria banca abituale ma consultare anche gli operatori specializzati nei mutui.
Governo ed Autorità di Vigilanza (Banca d’Italia e Consob) stanno stendendo una rete di controlli per evitare la creazione di falle nel sistema finanziario italiano.
Così, dopo il blocco delle vendite allo scoperto di titoli da parte degli operatori (deciso la settimana scorsa da Consob, sulla scia di misure analoghe prese negli Stati Uniti), su iniziativa della Banca d’Italia Giulio Tremonti, nella sua duplice veste di ministro dell’Economia e di presidente del Comitato per il credito ed il risparmio, firma un decreto che estende i compiti della «centrale rischi».
In pratica, a partire dal primo gennaio prossimo, sarà la banca centrale a controllare anche i piccoli prestiti: da quelli al consumo, ai mutui, ai prestiti personali. In questo modo, gli intermediari finanziari potranno conoscere in tempo reale i rischi a cui andranno erogando prestiti a questo o quel soggetto.
Al momento, questo tipo di controllo sui prestiti di importo limitato è affidato ad un archivio in gestione alla Società interbancaria per l’automazione. Il suo trasferimento nell’ambito della «centrale rischi» di Banca d’Italia consentirà maggiori possibilità di verifiche e controlli incrociati sulla «sostenibilità» di chi contrae un prestito. D’altra parte, l’attuale crisi finanziaria nasce dal fenomeno dei mutui subprime: mutui concessi a fasce di popolazione che, al variare dei tassi, non sono più riuscite ad onorare le rate.
L’obbiettivo dell’iniziativa di Tremonti è proprio quello di mettere in mano alla Banca d’Italia gli strumenti per verificare le condizioni economiche di un soggetto. Da qui, il rafforzamento dei poteri e dei campi d’azione della «centrale rischi». Si tratta di interventi preventivi destinati a mettere in piedi quella rete di controlli che prima non esistevano. E che dovrebbero scongiurare o quantomeno tamponare falle nel sistema, attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari considerati «a rischio». Oppure, l’erogazione di prestiti a soggetti che non offrono le opportune garanzie.
In altre parole, è come se i criteri per l’erogazione del credito previsti da «Basilea 2» venissero applicati (con le opportune modifiche) ai piccoli prestiti.
Negli Stati Uniti i campi d’azione della «centrale rischi» sono ben più ampi di quelli italiani. Tanto per fare un esempio, l’Agenzia delle Entrate americana ha accesso alla «centrale rischi» della Fed. Ed attraverso questo strumento riesce ad estendere i controlli anti-evasione.
In altre parole, gli evasori fiscali americani vengono scoperti anche attraverso la loro movimentazione bancaria. Il decreto di Tremonti non estende, ovviamente, i poteri della «centrale rischi» fino a questo punto. Ma l’utilizza per scongiurare prestiti «a rischio» per il sistema.
Microprestiti col Social Lending il nuovo metodo di offrire e ottenere finanziamenti convenienti
infoGli esperti del settore lo chiamano social lending, gli utenti di Internet e la stampa finanziaria , più comunemente, lo hanno denominato l’eBay del credito al consumo.
La definizione corretta in italiano è prestito sociale e si tratta di una nuova forma di finanziamento destinata a dare del filo da torcere ai tradizionali servizi bancari.
A far sbarcare anche in Italia il social lending sono state due società estere: la britannica Zopa, sito web www.zopa.it e l’olandese Boober, sito web www.boober.it, che hanno aperto entrambe i battenti nel nostro paese alla metà del novembre scorso.
Queste due società fanno in modo che, attraverso il prestito sociale, la domanda e l’offerta di finanziamenti da parte dei risparmiatori privati si incontrano su internet senza alcuna intermediazione bancaria.
Chi vuole offrire una somma di denaro in prestito può iscriversi al sito web di Zopa o di Boober e mettere in rete la propria proposta, indicando anche il tasso d’interesse massimo che desidera ottenere e l’arco temporale per il rientro.
Sull’altro fronte, invece, chi intende indebitarsi indica l’ammontare del finanziamento richiesto e la percentuale massima di interessi che è disposto a pagare e per quante rate.
Le trattative tra le controparti avvengono attraverso un meccanismo di aste online, simile a quello in vigore nel celebre sito di eBay, uno dei leader mondiali nel commercio elettronico.
I risultati sono che i tassi d’interesse medi, almeno per ora, oscillano tra il 7% e il 9% circa, ben al di sotto di quelli applicati dalle banche e dalle finanziarie, che superano abbondantemente i 10 punti percentuali.
I finanziamenti vengono rimborsati con rate mensili, generalmete per 36 mesi massimi.
Ma come guadagnano, invece, le due società che offrono i servizi di social lending? Innanzitutto entrambe richiedono ai debitori una
commissione in percentuale, variabile tra lo 0,5 e il 3%, sull’ammontare complessivo del prestito.
Inoltre, vi sono delle ulteriori voci di spesa per chi si iscrive al sito, pari a 19,95 euro in somma fissa, nel caso di Boober, e pari a 10 euro per ogni anno di durata del finanziamento, nel caso di Zopa.
Infine, anche chi presta denaro deve affrontare dei costi: i clienti di Boober, infatti, versano alla società il 10% degli interessi attivi incassati più una somma fissa di 9,95 euro all’anno, mentre gli utenti di Zopa pagano una commissione dell’1% sull’intera somma data in prestito.
Il Social lending detto anche Prestito sociale o prestito 2.0 o prestito peer-to-peer è arrivato da poco in Italia ed è un fenomeno in forte crescita anche nel nostro paese e di sicuro interesse per gli utenti privati.
In tutti gli ambiti che riguardano internet e il web sia nel senso ludico che economico o informativo 2.0 è sinonimo di contatti, di community, di relazioni dirette, di peer-to-peer. Social Lending ha proprio questo significato ed indica prestiti tra privati, prestiti diretti, online e senza alcuna intermediazione se non quella delle piattaforme che offrono il servizio. L’assenza di
intermediari e intermediazione significa vantaggi per tutti e quindi anche tassi d’interesse migliori per gli utenti.
Ma c’è anche un altro punto importante che attrae gli utenti e questo è la libertà. Infatti senza nessuna condizione imposta da banche o istituti di credito, l’utente, sia esso un richiedente borrower o un finanziatore lender è in completo possesso della propria autonomia. E questo naturalmente comporta una netta riduzione dei costi relativi all’attività di
prestito, ossia elimina parte di quelle spese onerose che facevano la fortuna di banche e istituti di credito.
Ora capito cosa significa analizziamo e spieghiamo concretamente come funziona il Social Lending o Prestito 2.0.
Prendiamo come esempio concreto il Social Lending di Boober.it che è anche il primo servizio per prestiti peer-to-peer p2p arrivato in Italia. Frutto di una joint-venture fra la bergamasca Centax e l’olandese Boober International, questa e-Bay del credito al consumo è attiva dal 13 Novembre 2007.
Chi richiede un prestito decide tutte le condizioni fondamentali del finanziamento che sono: ammontare, tasso d’interesse e durata.
Dopo di questi pubblica sul marketplace online la propria richiesta. I finanziatori dopo aver visionato tutte le proposte pubblicate scelgono quelle che ritengono più vantaggiose.
E questo è tutto, semplice, veloce, diretto e senza nessun intermediario!
Iscriversi a Boober come richiedente costa 19,95€ una tantum più una commissione sui prestiti erogati che varia, in base al rating, tra l’1,5% e il 3% dell’ammontare richiesto. Registrarsi come finanziatore costa 9,95€ all’anno e per tutto il 2008 l’iscrizione è gratuita e poi si deve aggiungere una commissione pari al 10% degli interessi percepiti.
I rischi dovuti a ritardi o mancati pagamenti da parte dei richiedenti sono in capo ai finanziatori. Boober e Centax hanno creato diverse soluzioni per minimizzare tali rischi: per prima cosa gli utenti richiedenti sono selezionati e a quelli accettati viene assegnato un indicatore di rischio, che può assumere 6 diversi livelli che vanno da AAA fino a D. Inoltre il rischio viene diversificato suddividendo su almeno 10 prestiti il totale messo a disposizione e comunque non è possibile prestare più di 500€ per singola richiesta. Infine, Boober garantisce i prestiti erogati in una percentuale legata all’indicatore di rischio del richiedente e, nei casi di mora o inadempienza, attiva la procedura di recupero crediti, senza alcuna spesa aggiuntiva per i creditori.
Insomma il Social Lending si propone prepotentemente nel mercato dei prestiti e finanziamenti per la sua sicurezza, velocità e trasparenza almeno su Boober.it. Di sicuro è un fenomeno in crescita e molto conveniente per tutti gli utenti privati e da tenere sotto occhio!



