Secondo indagine un italiano su tre è vittima di frodi creditizie

20 Febbraio 2008
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Per la prima volta in Italia è stata fatta un’indagine completa sulla consapevolezza e la capacità dei cittadini di difendersi dal fenomeno delle frodi per quanto riguarda crediti e prestiti finanziari e l’utilizzo fraudolento dei dati personali, per mettere a segno truffe in ambito creditizio e finanziario.
Secondo la ricerca i cittadini italiani sono molto insicuri e hanno tanta paura di subire truffe e frodi correlate all’abuso dei propri dati personali che si verificano non tanto su Internet quanto nel mondo reale.
La ricerca è stata svolta dal Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità (RiSSC) in collaborazione con CRIF, società che grazie alla gestione del principale sistema di informazioni creditizie offre ai consumatori servizi di protezione dei dati personali.
Gli italiani si dichiarano attenti e ritengono il fenomeno in continuo aumento ma le abitudini e il modo in cui gestiscono e proteggono i dati personali sono spesso superficiali e inadatti a prevenire il rischio di subire un furto di identità.
A questa situazione si aggiunge la convinzione sbagliata che la minaccia provenga principalmente da Internet come luogo dove si possono facilmente reperire e riutilizzare i dati altrui. Così pure gli intervistati, fra Milano, Roma, Padova e Napoli, ritengono largamente inadeguata l’informazione sul fenomeno del furto di identità perché troppo focalizzata sul racconto dei singoli casi di cronaca e poco attenta alla sensibilizzazione e all’educazione dei cittadini.
Il 90% degli italiani intervistati teme di subire le frodi legate al furto di dati personali, mentre secondo il 74%, il fenomeno delle frodi d’identità è destinato ad aumentare nel prossimo futuro.
L’alto tasso di vittimizzazione è uno dei fattori che sembra condizionare maggiormente il senso di insicurezza: infatti, il 38% è stato direttamente o indirettamente vittima di questo tipo di frode, avendo subito la clonazione di una carta di pagamento il 54% o avendo scoperto l’utilizzo fraudolento dei propri dati personali per acquistare beni o ottenere servizi a proprio nome. Continua »