Tassi interesse invariati al 5.25%

8 Agosto 2007
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La Federal Reserve, si legge in una nota, ha deciso di lasciare i tassi d’interesse fermi al 5,25% per la nona volta consecutiva. Al termine della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria dell’istituto, la Fed ha ribadito che il focus resta sull’inflazione: la moderazione della pressione dei prezzi “non è ancora dimostrata”. Nella nota si legge ancora che è in corso la correzione dei mercati delle case e immobiliare, mentre “le condizioni del credito” per le famiglie sono più severe.

Due strade sui Tassi d’interesse

13 Luglio 2007
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Come era stato previsto da tutti, la Bce non ha preso alcuna decisione in merito ai tassi d’interesse. La congiuntura va bene e la ripersa è solida, ma l’inflazione è in agguato e si prevede che possa esplodere nei prossimi mesi. Quindi i tassi d’interesse saliranno senz’altro di 25 basis point a settembre e di altri 25 basis point a dicembre, in modo da arrivare a fine anno al 4,50%. A quel punto la Bce dovrebbe fermarsi. La congiuntura tiene bene e quindi l’istituto di Francoforte potrebbe anche continuare nella sua politica di rialzo dei tassi anche nel 2008 e nel 2007 potrebbe addirittura spingersi oltre il 4,5% . Se ci sarà movimento, dicono gli esperti, sarà all’indietro, per dare una spinta alla congiuntura, un po’ zoppicante.

Ennesimo aumento del costo del denaro

30 Giugno 2007
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Non si tratta certo di una sorpresa, visto che era stato preannunciato da tempo: oggi probabilmente la Bce deciderà un nuovo aumento del costo del denaro.
Il tasso dovrebbe essere portato dal 3,75 al 4%: l’ottavo aumento dalla fine del 2005.
La motivazione principale di questo provvedimento rimane la stessa: contrastare un’inflazione prevista in crescita, nel nostro continente, nel secondo semestre di quest’anno.
Gli effetti si faranno sentire principalmente sui mutui a tasso variabile, con nuovi aumenti. Attenzione anche agli acquisti rateali, dato che il Taeg crescerà parallelamente al costo del denaro
I consigli che si possono dare rimangono gli stessi: attenzione ai mutui a tasso variabile non rinegoziabili ed all’abuso del credito al consumo, se non per beni assolutamente necessari.

Fondi UE, modifiche in arrivo

20 Novembre 2006
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I fondi di investimento vantano attivi che superano i 5mila miliardi di euro, investimenti diversificati e gestiti con criteri professionali a disposizione dei risparmiatori.
L’intero settore europeo ha registrato una “crescita spettacolare – ha commentato il commissario responsabile del mercato interno e dei servizi, Charlie McCreevy - ma presenta ancora notevoli potenzialita’”.

Si tratta, dunque, di un settore destinato ad aumentare nei prossimi anni anche perche’ molti investitori europei vi fanno ricorso per assicurarsi una pensione confortevole.
Il mercato poi è strutturato sempre più su base paneuropea: nel 2005 la vendita transfrontaliera di fondi ha rappresentato il 66% dell’afflusso netto di capitali nel settore.
Un comparto, quindi, importante ma che va ristrutturato dal punto di vista normativo, ecco allora una serie di modifiche che “permetteranno di sfruttare le potenzialità , creando nella UE un mercato senza barriere per i fondi di investimento – sinonimo di costi inferiori e maggiori possibilità di scelta per gli investitori”, ha precisato il commissario Ue.

E infatti, la Commissione europea ha studiato una serie di proposte per modernizzare il quadro normativo per i fondi di investimento; idee, illustrate in un Libro bianco, che hanno l’obiettivo di semplificare l’attuale direttiva sui fondi per garantire che i risparmiatori, quando scelgono di investire in un fondo, ricevano tutte le informazioni in materia di costi e rendimenti.
Le proposte Ue mirano però anche a consentire agli operatori del settore di ridurre i costi e cogliere i benefici della specializzazione all’interno del mercato unico.

Tali proposte, tuttavia, saranno presentate – nelle intenzione della Commissione Ue – sotto forma di modifiche all’attuale normativa solo nell’autunno del prossimo anno dopo aver condotto ulteriori ricerche in materia di costi e benefici e protezione degli investitori.
Intanto, la Commissione valuterà se sia opportuno adottare modifiche analoghe per altre categorie di fondi, soprattutto quelli immobiliari, che attualmente non rientrano nel quadro normativo europeo.

Il libro bianco, dunque, propone modifiche mirate dell’attuale quadro Ue per i fondi di investimento ( la “direttiva OICVM”, Organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari) che non è più all’altezza delle sfide che il settore si trova a affrontare e che è causa di elevati costi di adempimento e di opportunità di investimento mancate.

Le correzioni previste mirano a semplificare la procedura di notificazione, istituire un quadro per le fusioni tra fondi a livello transfrontaliero, definire norme per l’aggregazione di attivi (asset pooling), consentire ai gestori di gestire fondi domiciliati in un altro Stato membro.
Non solo, l’obiettivo delle modifiche è anche quello di migliorare la qualità e la pertinenza dei documenti informativi destinati all’investitore finale e di rafforzare la cooperazione in materia di vigilanza per monitorare e ridurre i rischi di abusi ai danni degli investitori nelle transazioni transfrontaliere.

Il Libro bianco propone inoltre di riesaminare le opzioni per istituire un regime europeo di “collocamento privato” che consenta alle istituzioni finanziarie di offrire opportunità di investimento a investitori qualificati all’interno della UE.

A settembre l’inflazione scende al 2,1%

16 Ottobre 2006
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Ad agosto l’indice registrava un incremento annuo del 2,2%. Su base mensile, i prezzi sono scesi dello 0,1%

Roma, 16 ott. (Adnkronos) - Inflazione in leggero calo a settembre. L’indice dei prezzi al consumo registra un incremento del 2,1% annuo, in calo rispetto al 2,2% di agosto. Su base mensile, l’inflazione è scesa dello 0,1%. Lo comunica l’Istat, rivedendo le stime preliminari che indicavano un tasso del 2,2%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo nel mese di settembre ha registrato un +0,7% sul piano congiunturale e +2,4% in termini tendenziali. Nel mese di settembre gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Istruzione (+0,6%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Comunicazioni e Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,3% per tutti e tre), Abbigliamento e calzature e Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,2% per entrambi); variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi, Mobili, articoli e servizi per la casa, Servizi sanitari e spese per la salute e Altri beni e servizi; variazioni negative si sono registrate nei capitoli Trasporti (-1,5%) e Abitazione, acqua, elettricit� e combustibili (-0,1%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricit� e combustibili (+5,7%), Bevande alcoliche e tabacchi (+5,1%) e Altri beni e servizi (+2,7%); una variazione nulla si è registrata nel capitolo Servizi sanitari e spese per la salute; una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (-3,4%).