I fondi di investimento vantano attivi che superano i 5mila miliardi di euro, investimenti diversificati e gestiti con criteri professionali a disposizione dei risparmiatori.
L’intero settore europeo ha registrato una “crescita spettacolare – ha commentato il commissario responsabile del mercato interno e dei servizi, Charlie McCreevy - ma presenta ancora notevoli potenzialita’”.
Si tratta, dunque, di un settore destinato ad aumentare nei prossimi anni anche perche’ molti investitori europei vi fanno ricorso per assicurarsi una pensione confortevole.
Il mercato poi è strutturato sempre più su base paneuropea: nel 2005 la vendita transfrontaliera di fondi ha rappresentato il 66% dell’afflusso netto di capitali nel settore.
Un comparto, quindi, importante ma che va ristrutturato dal punto di vista normativo, ecco allora una serie di modifiche che “permetteranno di sfruttare le potenzialità , creando nella UE un mercato senza barriere per i fondi di investimento – sinonimo di costi inferiori e maggiori possibilità di scelta per gli investitori”, ha precisato il commissario Ue.
E infatti, la Commissione europea ha studiato una serie di proposte per modernizzare il quadro normativo per i fondi di investimento; idee, illustrate in un Libro bianco, che hanno l’obiettivo di semplificare l’attuale direttiva sui fondi per garantire che i risparmiatori, quando scelgono di investire in un fondo, ricevano tutte le informazioni in materia di costi e rendimenti.
Le proposte Ue mirano però anche a consentire agli operatori del settore di ridurre i costi e cogliere i benefici della specializzazione all’interno del mercato unico.
Tali proposte, tuttavia, saranno presentate – nelle intenzione della Commissione Ue – sotto forma di modifiche all’attuale normativa solo nell’autunno del prossimo anno dopo aver condotto ulteriori ricerche in materia di costi e benefici e protezione degli investitori.
Intanto, la Commissione valuterà se sia opportuno adottare modifiche analoghe per altre categorie di fondi, soprattutto quelli immobiliari, che attualmente non rientrano nel quadro normativo europeo.
Il libro bianco, dunque, propone modifiche mirate dell’attuale quadro Ue per i fondi di investimento ( la “direttiva OICVM”, Organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari) che non è più all’altezza delle sfide che il settore si trova a affrontare e che è causa di elevati costi di adempimento e di opportunità di investimento mancate.
Le correzioni previste mirano a semplificare la procedura di notificazione, istituire un quadro per le fusioni tra fondi a livello transfrontaliero, definire norme per l’aggregazione di attivi (asset pooling), consentire ai gestori di gestire fondi domiciliati in un altro Stato membro.
Non solo, l’obiettivo delle modifiche è anche quello di migliorare la qualità e la pertinenza dei documenti informativi destinati all’investitore finale e di rafforzare la cooperazione in materia di vigilanza per monitorare e ridurre i rischi di abusi ai danni degli investitori nelle transazioni transfrontaliere.
Il Libro bianco propone inoltre di riesaminare le opzioni per istituire un regime europeo di “collocamento privato” che consenta alle istituzioni finanziarie di offrire opportunità di investimento a investitori qualificati all’interno della UE.