Ricevute fiscali, fatture , mutui: quanto conservarle

5 Ottobre 2007
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Anche gli scontrini saldati, le bollette pagate e le ricevute dei pagamenti effettuati hanno una data di scadenza: devono cioè essere conservati per un certo numero di anni, da uno a dieci, a seconda dei casi, per essere esibiti in caso di richiesta. Chi se ne libera troppo in fretta potrebbe essere costretto a pagare nuovamente, soprattutto se si tratta di tasse. Elenchiamo brevemente i termini di prescrizione più comuni che interessano le famiglie.
Utenze e canone Rai, Le bollette di luce, telefono, gas e acqua devono essere conservate per cinque anni dalla data di scadenza del pagamento.
Affitto e spese condominiali: Le ricevute della pigione e delle spese condominiali vanno conservate per almeno cinque anni, anche se è consigliabile custodirle più a lungo possibile.
Imposte comunali: I bollettini dell’Ici devono essere conservati almeno fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui doveva essere fatto il pagamento o a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Per Tosap e nettezza urbana (Tarsu) è bene conservare i versamenti per almeno dieci anni.
Bollo auto e multe stradali: Il bollo auto deve essere conservato per tre anni dalla scadenza, anche se l’auto è stata venduta, mentre i pagamenti delle multe stradali vanno tenuti nel cassetto per almeno cinque anni.
Fatture: Le ricevute di pagamenti fatti a professionisti (commercialisti, notai, ecc.) o ad artigiani si conservano per almeno tre anni dal compimento della prestazione.
Gli scontrini validi come garanzia, vanno conservati per tutta la durata della stessa. Se riguardano l’acquisto di medicinali portati in detrazione nella denuncia dei redditi, scatta il solito quinquennio previsto per la documentazione fiscale.
Mutui: Anche se è improbabile che qualcuno sia così audace da cestinare le ricevute di pagamento del mutuo, ricordiamo che anche questi documenti devono essere conservati per almeno cinque anni. Il termine di prescrizione, infatti, scatta dopo cinque anni e decorre dalla scadenza della rata.
Assicurazioni: Le ricevute dei pagamenti dei premi vanno custodite per un anno (salvo altri tempi previsti dal contratto). Se, però, sono state utilizzate ai fini fiscali per la detrazione d’imposta o per la deduzione dal reddito complessivo, occorre conservare le quietanze per il solito quinquennio previsto per i documenti relativi alla denuncia dei redditi (ad esempio, premio per l’assicurazione sulla vita, tassa sulla salute pagata con il premio Rc auto).

Ristrutturazioni edilizie con finanziamenti in crescita

5 Ottobre 2007
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Le agevolazioni fiscali e i finanziamenti statali previsti per le ristrutturazioni edilizie stanno spingendo i lavori di rifacimento nelle abitazioni private. Nei primi sei mesi di quest’anno, infatti, le domande pervenute al fisco per il bonus ristrutturazioni hanno toccato quota 206.647, contro le 158.224 del primo semestre 2006: un incremento del 30,6%.
A guidare la classifica delle richieste di prestiti per le ristrutturazioni di case è, in base ai dati dell’Agenzia delle entrate, la Lombardia, con 48.612 domande: un aumento del 34% rispetto all’anno precedente (36.302) e di quasi il 35% sul 2005 (36.130). Seconda è l’Emilia Romagna che, con 35.440 dichiarazioni inviate, è anche la regione con uno degli incrementi
più alti, cioè il 41% sul 2006 e quasi il 48% sul 2005. Al terzo posto il Veneto (25.148), con aumenti, sul 2006 e sul 2005, rispettivamente del 28 e del 39%. Seguono Piemonte e Toscana (17.337 e 12.534), in crescita del 28 e del 24% la prima, e del 25 e 30% la seconda.
Tutte le altre regioni, più o meno, presentano lo stesso trend. La regione che più ha visto crescere il numero di richieste di agevolazioni fiscali per ristrutturazione immobiliare è stata, in termini percentuali, la Sardegna, con il 42% sul 2006 e oltre il 64% sul 2005. Analizzando i risultati di giugno, cioè l’ultimo mese di rilevazione, i numeri presentano una leggera flessione rispetto a maggio (-0,81%). La diminuzione, benché minima - osserva Fiscooggi.it - «rispecchia una stasi, dovuta anche al periodo delle vacanze, e comunque, vista la rincorsa senza soste da gennaio a maggio, complice un inverno mite, era ipotizzabile - prima o poi - che il dato rallentasse il ritmo di crescita».
La classifica regionale di giugno, in valori assoluti, vede comunque sempre in testa la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna, dal Veneto e dal Piemonte. Il Lazio, al quinto posto, supera, rispetto al mese precedente, la Toscana, mentre il centro-classifica non evidenzia particolari scostamenti. Fanalino di coda il Molise, che dà il cambio alla Basilicata, penultima. E’ da rilevare che gli incrementi più significativi si sono registrati, in gran parte, nelle regioni territorialmente più piccole che, presumibilmente, ospitano un numero di abitazioni inferiore a quello delle regioni con superfici più estese.

TAEG, significato e come si calcola.

1 Agosto 2007
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Il TAEG è una sigla abbreviata che indica il Tasso Annuale Effettivo Globale, ora è indicato anche con una nuova sigla ISC che significa Indice Sintetico di Costo. Il TAEG è un parametro rappresenta nel modo più completo ed esatto possibile a quanto ammonta il costo complessivo di un finanziamento o mutuo ed è spresso in percentuale; è molto utile ed efficace per effettuare confronti tra diversi tipi contratti di finanziamenti o per avere un’idea circa i vantaggi di una singola opzione.
Bisogna fare molta attenzione a questa voce quando si chiede un finanziamento o si acquista qualcosa a rate, infatti la presenza di questi oneri incide notevolmente sul tasso dell’operazione, vale a dire la cifra totale che il creditore dovrà pagare alla società o alla banca concessionaria del finanziamento.
Il calcolo del TAEG, ora chiamato anche ISC, non è molto semplice da eseguire per tutti, anche se in pratica si tratta semplicemente di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente con la somma complessiva comprensiva di interessi che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza del finanziamento. I parametri che determinano il TAEG o ISC sono fissati dalla legge ed è rappresentato da una formula. Il TAEG risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione. La somma netta reale è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le varie spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione. Per determinare i costi sono prese in considerazione la rata mensile costante di rimborso con l’aggiunta delle relative spese di incasso. In base a questi valori applicano la formula si ricava il valore cercato. Oltre alla struttura del rimborso finanziario, contribuiscono al calcolo di questo tasso tutte le spese accessorie obbligatorie inerenti l’atto del finanziamento quali: le spese di istruttoria della pratica, commissioni d’incasso, assicurazioni obbligatorie. Non fanno parte dei parametri che incidono sul TAEG invece i bolli statali, le tasse e le assicurazioni non obbligatorie.