Il Prestito personale è la migliore scelta per acquistare un auto o ristrutturare casa

5 Maggio 2008
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I prestiti personali concessi dagli istituti di credito, nell’ultimo biennio hanno avuto un aumento dello 0,44%. Infatti i prestiti personali sono sempre più graditi da coloro che vogliono programmare con tranquillità una serie di spese come ristrutturare casa, acquistare un’auto nuova, arredare l’appartamento effettuando il rimborso del finanziamento con rate costanti e compatibili con le proprie possibilità reddituali.
L’aumento dei tassi di interesse sui mutui ipotecari verificatosi nell’ultimo biennio, ha reso più appetibili i prestiti personali per ristrutturare casa. Essi infatti offrono semplicità e rapidità di erogazione rispetto al mutuo, non richiedono l’accensione di un’ipoteca sull’immobile, non richiedono spese notarili e costi come, ad esempio, la perizia dell’immobile.
La forte domanda di prestiti personali per sistemare una casa deve essere anche collegata al bonus Irpef del 36% previsto dalla normativa fiscale vigenti a favore dei contribuenti che effettuano interventi di recupero edilizio sui loro immobili. Prima però, di richiedere un prestito è opportuno mettere a confronto più offerte di finanziamento e considerare l’onerosità complessiva di ciascuna operazione, senza limitarsi alla valutazione della sola rata mensile. Si tratta di considerare il costo reale che non comprende solo il tasso di interesse, ma anche oneri come le spese di istruttoria, di apertura pratica, di incasso delle rate e di eventuali coperture assicurative. Bisogna quindi richiedere il Taeg (tasso annuo effettivo globale) del prestito, per poter avere un quadro completo della situazione.

Attenti a prestiti e finanziamenti truffa. Se vi chiedono soldi in anticpo per spese o istruttorie diffidate!

19 Marzo 2008
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Era nata come società di intermediazione nel 1984 e in pochi anni era diventata uno dei leader nel settore dei leasing automobilistici, poi Italfidi srl ha “voltato pagina” e si è gettata nel ramo dei prestiti personali.
Ma questa attività era il paravento di una mega truffa che in un decennio ha fruttato quasi cinque milioni di euro a favore dei gestori la finanziaria con sede in città in via Umberto I 24/D. Nessun rapporto con banche, nessun finanziamento realmente concesso, tranne che a qualche rodigino.Un’infinita serie di truffe da 252 euro, spillati a gente alla disperata ricerca di un prestito, il tutto architettato sfruttando internet: il sito www.italfidi.it, che è stato oscurato e chiuso, compariva automaticamente cliccando i più noti motori di ricerca e l’e-mail necessaria per chiedere con un moduletto il prestito. Poi il “cliente” riceveva la telefonata della solerte segretaria, versava la cifra necessaria per l’apertura pratica e addio Italfidi. Non riceveva più nulla e la società si teneva il denaro. Moltiplicato per migliaia di disperati ecco il gruzzoletto da circa 5 milioni di euro (500mila euro l’anno) raccolto dai cinque che ieri mattina sono finiti agli arresti domiciliari (sono tutti incensurati) per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata. Il provvedimento è stato firmato dal gip Carlo Negri su richiesta del sostituto procuratore Antonia Pavan che ha coordinato l’attività della Squadra mobile guidata da Leo Sciamanna.Gli arrestati sono Gianni “Tato” Romani, 50 anni, rodigino abitante in via Alberto Mario 25; Giorgio Poltronieri, 59 anni, ferrarese di Mirabello, la “mente” della truffa e fondatore a Cento di Ferrara dell’Italfidi poi spostatasi a Rovigo, l’attuale moglie Sabrina Venturi, 37enne, il figlio Fabio Poltronieri, 33 anni, e Francesco Lucio Russo, 30 anni, di Matera, gestore della filiale lucana dell’Italfidi. Obbligo di dimora, solo per di associazione a delinquere, per l’impiegata, A.M., 30 anni, di Arquà Polesine.L’indagine della Squadra mobile è iniziata un anno fa quando la Polizia postale rodigina ha ricevuto la segnalazione da un’associazione antiracket e usura della Sicilia in merito all’attività di Italfidi ai danni di siciliani. I poliziotti, navigando nei siti delle associazioni consumatori, in quello dell’Adusbef hanno poi scoperto una trentina di segnalazioni da parte di persone truffate dalla finanziaria. Tutti denunciavano la stessa cosa: su internet scoprono il sito di Italfidi con in bella evidenza nell’home page “Prestiti chiari e veloci” e l’invito “Mandaci una e-mail”. Inviano la lettera elettronica e in poche ore, al massimo il giorno dopo, ricevono la telefonata dalla solerte segretaria, la quale assicura che il prestito, cifre non molto consistenti, raramente di 10mila euro, verrà sicuramente erogato.A volte i “clienti”, persone di tutta Italia, ma soprattutto di Sicilia e Calabria, facevano presente di essere protestati. “Non si preoccupi, la sua richiesta è stata accettata, invii subito i 252 euro per l’apertura della pratica”, ribatteva la segreteria che sul monitor del computer aveva ben stampate le frasette da leggere a fronte di ogni richiesta o perplessità. Ricevuti i soldi tramite vaglia postale, Italfidi inviava una sorta di contratto da sottoscrivere e così il “disperato” firmava, convinto di aver ottenuto l’agognato finanziamento.Ci sono state intercettazioni telefoniche e ambientali con tanto di microspie inserite nella “Direzione nazionale” di via Umberto I e nella filiale per il sud Italia in Piazza Silone 2/bis a Matera. “Così abbiamo avuto un quadro ben preciso di come veniva attuata la mega truffa - spiega il dottor Leo Sciamanna - migliaia di intercettazioni dove è anche emerso il disprezzo che i cinque avevano per le persone, definite con i peggiori e volgari epiteti. Insomma il tutto in faccia alla povera gente. Padri e madri di famiglia, stranieri, piccoli artigiani in difficoltà. Avevano architettato un business tale che l’agosto scorso hanno tenuto aperto l’ufficio sfruttando il periodo di crisi economica. Tanto guadagno e poche spese: per la segretaria, i 7.000 euro mensili per la pubblicità su internet e qualche altra uscita”.
In dieci anni gli unici finanziamenti, massimo 2-3 mila euro, sono stati concessi a qualche rodigino amico di Romani, tanto per non insospettirlo, o a ignari appartenenti alle forze dell’ordine.Messi insieme i tasselli, la Squadra mobile ha effettuato le verifiche. Un conto corrente postale dove arrivavano circa 40mila euro al mese e che veniva svuotato settimanalmente, con i soldi che poi finivano nei conti correnti bancari del quintetto.All’alba di ieri il blitz: Romani e Russo hanno ricevuto la visita dei poliziotti in un lussuoso albergo di Roma dove in mattinata avrebbero dovuto partecipare a un convegno; i tre ferraresi sono stati arrestati a casa e a Giorgio Poltronieri è stata trovata una pistola P38 regolarmente registrata, ma con 270 munizioni più del consentito, così è scattata anche un’ulteriore denuncia.Sono finiti sotto sequestro preventivo gli uffici di Rovigo (di proprietà della moglie di Romani) e Matera, quindi tutti i conti correnti bancari intestati ai cinque arrestati.

Microprestiti col Social Lending il nuovo metodo di offrire e ottenere finanziamenti convenienti

19 Marzo 2008
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Gli esperti del settore lo chiamano social lending, gli utenti di Internet e la stampa finanziaria , più comunemente, lo hanno denominato l’eBay del credito al consumo.
La definizione corretta in italiano è prestito sociale e si tratta di una nuova forma di finanziamento destinata a dare del filo da torcere ai tradizionali servizi bancari.
A far sbarcare anche in Italia il social lending sono state due società estere: la britannica Zopa, sito web www.zopa.it e l’olandese Boober, sito web www.boober.it, che hanno aperto entrambe i battenti nel nostro paese alla metà del novembre scorso.
Queste due società fanno in modo che, attraverso il prestito sociale, la domanda e l’offerta di finanziamenti da parte dei risparmiatori privati si incontrano su internet senza alcuna intermediazione bancaria.
Chi vuole offrire una somma di denaro in prestito può iscriversi al sito web di Zopa o di Boober e mettere in rete la propria proposta, indicando anche il tasso d’interesse massimo che desidera ottenere e l’arco temporale per il rientro.
Sull’altro fronte, invece, chi intende indebitarsi indica l’ammontare del finanziamento richiesto e la percentuale massima di interessi che è disposto a pagare e per quante rate.
Le trattative tra le controparti avvengono attraverso un meccanismo di aste online, simile a quello in vigore nel celebre sito di eBay, uno dei leader mondiali nel commercio elettronico.
I risultati sono che i tassi d’interesse medi, almeno per ora, oscillano tra il 7% e il 9% circa, ben al di sotto di quelli applicati dalle banche e dalle finanziarie, che superano abbondantemente i 10 punti percentuali.
I finanziamenti vengono rimborsati con rate mensili, generalmete per 36 mesi massimi.
Ma come guadagnano, invece, le due società che offrono i servizi di social lending? Innanzitutto entrambe richiedono ai debitori una
commissione in percentuale, variabile tra lo 0,5 e il 3%, sull’ammontare complessivo del prestito.
Inoltre, vi sono delle ulteriori voci di spesa per chi si iscrive al sito, pari a 19,95 euro in somma fissa, nel caso di Boober, e pari a 10 euro per ogni anno di durata del finanziamento, nel caso di Zopa.
Infine, anche chi presta denaro deve affrontare dei costi: i clienti di Boober, infatti, versano alla società il 10% degli interessi attivi incassati più una somma fissa di 9,95 euro all’anno, mentre gli utenti di Zopa pagano una commissione dell’1% sull’intera somma data in prestito.

Modulo Adesione contro istituti di credito e banche che hanno chiesto oneri e pagamenti per portabilità e surroga mutui

13 Marzo 2008
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Nonostante l’entrata del decreto 40 del 2 febbraio 2007, ossia la cosiddetta Legge Bersani sulla portabilità dei mutui, che ha sancito il diritto di un titolare di un mutuo a trasferire il proprio debito da una banca all’altra senza dover affrontare nessuna spesa di istruttoria o di pratica, nel caso avesse la possibilità di accedere ad un mutuo a condizioni migliori, il sistema bancario e la casta dei notai continuano ad ignorare questa legge chiedendo ai clienti e facendosi pagare spese di istruttoria, di pratica, oneri di perizia e costi notarili pari a circa 2-3.000 euro cadauno.
Gli istituti di credito e banche, invece di applicare la legge Bersani e favorire 3,2 milioni di mutuatari indebitati con mutui a tasso variabile surrogando o rinegoziando i mutui senza alcun onere, hanno invece richiesto, al contraente debole ed in stato di bisogno per gli elevati aumenti delle rate, pari ad una media di 170 euro al mese per un mutuo di centomila euro (oltre 2.000 euro l’anno), costi e spese non dovute per migliaia di euro che i consumatori (circa 150.000) sono stati costretti a pagare, anche per evitare guai peggiori, come l’aumento ulteriore dei tassi e dell’euribor, configurandosi in tali condotte fraudolente anche l’ipotesi di estorsione.

La casta degli intoccabili banchieri, che continua a schiacciare con quotidiani soprusi e raggiri il popolo di consumatori e risparmiatori e che invece di diminuire gli elevatissimi costi di gestione, li rincara, deve cominciare a risarcire milioni di vittime del sistema bancario.

Riportiamo IL MODELLO DI ADESIONE ALL’AZIONE COLLETTIVA PROMOSSA DA ADUSBEF NEI CONFRONTI DEGLI ISTITUTI DI CREDITO CHE ABBIANO APPLICATO ONERI INDEBITI IN COSTANZA DI ATTI DI SURROGAZIONE DI MUTUI FONDIARI STIPULATI DOPO IL 2 FEBBRAIO 2007 IN VIOLAZIONE DELL’ART. 8 DEL D.L. N.7/2007 (C.D. DECRETO BERSANI BIS)

INTESTAZIONE DELL’ADERENTE
Nome, cognome,
residenza,
tel. Fisso n°
tel. Cellulare n°,
e-mail
Al dott. Elio Lannutti
Presidente e legale rapp.te p.t.
ADUSBEF
Via Farini 62
00185 – Roma

E,p.c
Al Legale Rapp.te p.t
Banca______________________
Sede legale
(via/piazza____________________,
CAP_______, Città_____________)

OGGETTO: Adesione all’azione collettiva a tutela dei consumatori ex art. 140 bis d.lgs 205/2006 (Codice del Consumo) - come introdotto dalla legge 24 Dicembre 2007, n. 244 recante “
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge finanziaria 2008).(in G.U.R.I. n. 300 del 28-12-2007 - Suppl. Ordinario n.285), art. 2 commi 450 e seg. –
promossa da ADUSBEF – Associazione di utenti bancari, assicurativi, finanziari e postali - Associazione di consumatori di rilevanza nazionale ex art. 137 e seg. D.lgs 206/2005 (Codice del
Consumo) nei confronti della Banca ___________________________________ in persona del legale rapp.te p.t-, per violazione dell’ Art. 8. commi della Legge 2 aprile 2007, n. 40 di “
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di
attività economiche e la nascita di nuove imprese” (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2007 - Supplemento ordinario n. 91) successivamente integrata

Il/la sottoscritto/a ___________________________ nato a ______________________ residente in _______________ via /piazza, C.F.__________________________,

PREMESSO CHE

1) -stipulava in data _______________ con atto a Rogito del Notaio _______________________ in _____________________ Repertorio n° _______________ un contratto per la
concessione di mutuo fondiario di € ___________________________ a tasso (fisso/variabile/misto) ___________________ della durata di anni ________________ con l’obbligo di
restituzione mediante n°_______ rate (mensili/semestrali/altro) con la Banca ___________________________ con sede legale in _________________ via /piazza
____________________;

2) Successivamente avendo acquisito la disponibilità della Banca _____________________________ a rilevare il suddetto mutuo per il capitale residuo ammontante ad €
____________________ a condizioni migliori e meno onerose chiedeva ed otteneva la c.d. surrogazione ex art. 1202 c.c;

3) tuttavia la banca cessionaria subordinava l’operazione a nuovo contratto di mutuo che veniva stipulato in data______________________ con atto a Rogito del Notaio
___________________ in _____________________ Repertorio n° ___________ previa perizia di tecnico di fiducia della stessa banca Dott.Ing. _______________________ ;

4) tali procedure comportavano l’esborso di € __________________ per spese notarili, € _____________________ per spese di perizia, € ___________________ ad altro titolo a favore
della banca;
5) tali esborsi devono considerarsi illegittimi e comunque indebiti essendo stati richiesti ed esatti dalla banca ___________________________ in palmare violazione dell’art. 8 della legge 2
aprile 2007, n. 40 su citata, commi 2 (“L’annotamento di surrogazione può essere richiesto al conservatore senza formalità, allegando copia autentica dell’atto di surrogazione stipulato
per atto pubblico o scrittura privata.), 3 (“Resta salva la possibilità del creditore originario e del debitore di pattuire la variazione, senza spese, delle condizioni del contratto di mutuo in
essere, mediante scrittura privata anche non autenticata”) 3-bis. (“La surrogazione di cui al comma 1 comporta il trasferimento del contratto di mutuo esistente, alle condizioni
stipulate tra il cliente e la banca subentrante, con l’esclusione di penali o altri oneri di qualsiasi natura. Non possono essere imposte al cliente spese o commissioni per la concessione
del nuovo mutuo, per l’istruttoria e per gli accertamenti catastali, che si svolgono secondo procedure di collaborazione interbancaria improntate a criteri di massima riduzione dei
tempi, degli adempimenti e dei costi connessi) - questi ultimi come modificati ed integrati dall’ art. 2 comma 450 lett.b) della legge 24 Dicembre 2007, n. 244 Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) - e 4-bis. (Nell’ipotesi di cui al comma 2 non si applicano l’imposta sostitutiva di cui all’articolo 17 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, ne¨ le imposte indicate nell’articolo 15 del medesimo decreto).
TUTTO CIO’ PREMESSO
L’istante chiede di aderire all’azione collettiva ex art. 140 bis d.lgs206/2005 (Codice del Consumo) promossa da ADUSBEF – Associazione di utenti bancari, assicurativi, finanziari e postali
- Associazione di consumatori di rilevanza nazionale ex art. 137 e seg. D.lgs 206/2005 (Codice del Consumo) - con sede legale a Roma in via Farini 62, in persona del suo presidente e
legale rapp.te p.t dott. Elio Lannutti nei confronti della Banca _________________________ in persona del legale rappresentante pro-tempore con sede legale in ________________via
______________________, per la ripetizione degli indebiti ammontanti ad € _________________ ed il risarcimento dei danni conferendoLe il più ampio mandato e facoltà di legge.
A tal fine dichiara di essere iscritto ad ADUSBEF, comprovando l’avvenuta iscrizione per l’anno solare 2008 allegando alla presente copia del bollettino di conto corrente bancario di
versamento della quota di socio ordinario (€25,00);
Si allegano:
1. Contratto di mutuo originario;
2. Contratto di mutuo successivo;
3. Quietanze di pagamenti;
4. Copia di valido documento riconoscimento;
In fede

Firma…………………………………

Torna incubo per mutui a tasso variabile: Euribor torna a salire

13 Marzo 2008
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Nonostante le poderose iniezioni di liquidità effettuate da parte della BCE che in una sola giornata ha immesso nel mercato interbancario ben 60 miliardi di euro, non si arresta la crisi del mercato dei mutui, che riversa ancora i suoi effetti su 3,2 milioni di famiglie indebitate con mutui a tasso variabile, che subiranno ulteriori stangate a fine mese, alla scadenza delle rate dei mutui.
Continua ancora a salire per il settimo giorno di fila il tasso euribor a tre mesi, dal quale dipendono in modo diretto buona parte dei mutui indicizzati, a riprova che le misure straordinarie varate dalle banche centrali per contrastare la lunga crisi conseguente ai mutui subprime ed alla montagna di carta straccia dei derivati non riescono ad arginare crisi monetarie profonde.
Così 3,2 milioni di famiglie italiane indebitate a tasso variabile per precise responsabilità delle banche che hanno raccontato ai clienti la favoletta amplificata dai mass media di proprietà delle stesse banche, secondo la quale si può anche guadagnare dai debiti contratti come lo sono i mutui, non hanno beneficiato della discesa del tasso euribor a tre mesi, che a febbraio era attestato
al 4,3 %, mentre subiranno a fine mese a valori attuali, con un rincaro dello 0,30%, una botta di 187 euro su base annua, per ogni mutuo di centomila euro.
Adusbef, nel ritenere che la spirale al rialzo dell’euribor a tre mesi, che ha superato di 0,61 euro il tasso di riferimento BCE, non si fermerà ma continuerà la sua corsa arrivando anche al 5%, torna a chiedere ai distratti governi un nuove ordine monetario,una urgente Bretton Woods che superi gli attuali assetti instabili in mano a pochi oligarchi non eletti da alcuno e che giocano a rimpiattino con i destini del mondo e la sovranità degli stati, per ricondurre la finanza derivata speculativa oggi in mano a banchieri biscazzieri,sotto il controllo di Stati Sovrani che possano arginarne la mano libera.
Siccome la media dei tassi sui mutui nell’area euro è del 5,15 %, mentre in Italia è del 5,78 %, con un divario dello 0,63%, mentre per il credito al consumo la differenza è dell’1,03%, essendo attestati i tassi in Europa al 6,92% contro il 7,95% dei saggi italiani per alcuni acquisti senza contare le carte revolving che superano il 21%, Adusbef denuncia ancora una volta il divario dei tassi di interessi che non hanno alcuna giustificazione, se non quella di contribuire a spennare ulteriormente i consumatori ed arricchire in maniera poco lecita, banche e banchieri.