17 Giugno 2008
Temi associati [mutui immobiliari, ipoteca, immobile asta]
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Innanzitutto l’espropriazione immobiliare è la procedura che consente di sottrarre coattivamente al debitore i propri beni immobili e di trasformarli in denaro per soddisfare le pretese del creditore. Quest’ultimo munito di titolo esecutivo promuove la procedura notificando l’atto di precetto e trascrivendo entro i successivi 90 giorni, il pignoramento. Trascorsi 10 giorni può, con ricorso, chiedere al Tribunale la vendita del bene, allegando la documentazione catastale, la certificazione di destinazione urbanistica e dei pubblici registri immobiliari, ovvero certificazione notarile sostitutiva. Entro 30 giorni dal deposito, il Giudice nomina un esperto per valutare i beni pignorati, fissando apposita udienza, per i successivi 90 giorni, per la comparizione delle parti e dei creditori. Se all’udienza non vi sono opposizioni o se si raggiunge un accordo, il Giudice dell’Esecuzione ordina la vendita senza incanto, assegnando un termine per il deposito delle offerte di acquisto. L’avviso d’asta è pubblicato all’albo dell’ufficio giudiziario e nei principali quotidiani di informazione locale , nazionale o in altri mezzi di diffusione nonché in appositi siti internet. La vendita senza incanto è la forma di vendita preliminare e necessaria perchè si possa poi procedere alla vendita con incanto. Chiunque può
parteciparvi, presentando in cancelleria la propria offerta mediante dichiarazione scritta in busta chiusa, in cui abbia indicato il prezzo, il tempo, il modo di pagamento e ogni altro elemento utile. Unitamente all’offerta deve essere depositata una cauzione in misura non inferiore ad 1/10 del prezzo proposto. Se l’offerta è unica ed è superiore al valore di stima di almeno 1/5, essa è senz’altro accolta; in caso contrario, se vi è opposizione da parte del creditore precedente, ovvero se il Giudice ritiene che il bene possa esser meglio venduto all’incanto, si procede con tale forma di vendita. La vendita con incanto si effettua solo se la vendita senza incanto non ha potuto aver luogo o non ha dato esito positivo per assenza di offerte, inefficacia o inadeguatezza delle stesse. La gara si svolge pubblicamente innanzi al Giudice con aggiudicazione all’ultimo maggior offerente. Qualora l’asta non abbia luogo per mancanza di offerte, se non vi sono domande di assegnazione da parte dei creditori o se il Giudice dell’Esecuzione ritiene di non accoglierle, può esser disposto nuovo incanto, eventualmente con diverse modalità di esecuzione e forme di pubblicità, fissando un prezzo base d’asta inferiore di 1/5. L’aggiudicatario definitivo deve corrispondere il saldo del prezzo, nel termine indicato dal Giudice, che non può essere superiore a 60 giorni. Avvenuto il pagamento del prezzo il Giudice pronuncia decreto di trasferimento, mediante il quale l’aggiudicatario acquista il diritto di proprietà sull’immobile oggetto della procedura esecutiva, ed ordina la cancellazione delle trascrizioni ed iscrizioni che gravano sul bene.
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12 Giugno 2008
Temi associati [mutui, mutui immobiliari, tassi interesse, banche]
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Mediolanum decide di dare una mano alle famiglie italiane alleggerendo le rate dei propri mutui casa a tasso variabile.
Da inizio settembre infatti i clienti di Banca Mediolanum vedranno tagliati in automatico e senza alcun aggravio, il costo dei finanziamenti già sottoscritti. Lo stesso varrà per quanti si affideranno ai prodotti Mediolanum in futuro.
A conti fatti per il gruppo significa rinunciare a 65 milioni di possibili ricavi che resteranno così nelle tasche dei clienti.
I tassi scenderanno in media dello 0,64 per cento.
Con questa mossa Mediolanum segna una svolta rompendo il muro del sistema creditizio tradizionale e avvicinandosi alle condizioni degli operatori online diventando tra le migliori del mercato.
L’annuncio è stato dato ieri dall’amministratore delegato di Mediolanum Ennio Doris, certo di compensare i minori introiti con l’incremento dei volumi.
Ennio Doris si è detto “convinto che i clienti ci premieranno facendo diventare l’azienda più grande e più redditizia”.
Doris ha quindi cercato di spiegare in pratica quali sono i vantaggi dell’iniziativa che agisce sullo spread applicato all’Euribor riducendolo entro una forchetta dello 0,79-1,09 per cento. I nuovi spread, che valgono anche per i 7.500 mutui Mediolanum già esistenti, taglieranno gli interessi tra lo 0,11% e lo 0,90% per una riduzione media dello 0,64 per cento.
In pratica nel caso di una famiglia tipo che ha sottoscritto un prestito con 170mila euro di capitale residuo e 20 anni di durata residua, Mediolanum ha stimato un risparmio annuo di 972 euro per famiglia. Per un totale di quasi 20mila euro sull’intera vita del finanziamento.
Questo aiuto di Mediolanum arriva insieme al pacchetto spalma-rate voluto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per quanti sono stati messi in difficoltà dall’impatto sui mutui della politica monetaria con cui la Bce sta contrastando la corsa dell’inflazione.
I 65 milioni di risparmi per i clienti sono stati calcolati nell’ipotesi che nessuno si avvalga del decreto Tremonti. «Se però, come crediamo, molti lo faranno», l’importo aumenterà e sarà «spalmato su un periodo più lungo».
Le due iniziative sono indipendenti ma, ha spiegato il banchiere, la loro applicazione congiunta consente in pratica di dimezzare l’allungamento della durata del mutuo previsto dal decreto stesso. Un vantaggio a cui si aggiunge lo sforzo di Mediolanum per
rendere agevole e senza spese il trasloco dei clienti che vorranno scegliere Mediolanum con la surroga: il gruppo si occupa di tutte le pratiche burocratiche.
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6 Giugno 2008
Temi associati [mutui, mutui immobiliari]
La “casa” figura sicuramente tra le voci principali di spesa delle famiglie italiane.
Secondo i dati pubblicati nel Rapporto Annuale dell’Istat, il 14% del reddito familiare viene destinato all’abitazione.
E per le famiglie più povere il peso sul bilancio arriva a toccare il 31,1%, l’8,5% per quelle ricche.
La quota sale ancora e raggiunge il 27% per chi ha acceso un mutuo ossia per il 13% delle famiglie.
Per loro le spese della casa ammontano a 811 euro al mese dai 702 euro del 2004.
In due anni il pagamento del mutuo è aumentato di ben 100 euro al mese.
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26 Maggio 2008
Temi associati [mutui, mutui immobiliari, tassi interesse, banche, prestiti, istituti credito]
Il popolo dei mutui va all’attacco dopo l’accordo tra Abi e governo sulla rinegoziazione dei mutui.
Secondo le associazioni dei consumatori c’è il rischio di pagare interessi aggiuntivi del 10-20% e molte famiglie rischiano di essere indotte ad una scelta sbagliata.
Secondo Paolo Landi di Adiconsum “è indispensabile un incontro con l’Abi per chiarire alcuni aspetti tecnici e con il Governo per sapere come intende utilizzare i 20 milioni di euro previsti nella Finanziaria per i mutui a favore delle famiglie disagiate”.
Adusbef e Federconsumatori si spingono oltre annunciando una class action contro Abi e banche, perchè, sostengono che “L’accordo è una sanatoria mascherata del decreto Bersani, violato ripetutamente dalle banche e che il governo deve far rispettare”.
Insomma, secondo Adusbef e Federconsumatori, l’accordo, preceduto dalla minaccia del ministro Tremonti, di un giro di vite fiscale sul credito “si limita solo ad offrire una soluzione che alcune banche già proponevano da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi”.
Questo è in pratica il meccanismo dell’accordo tra Abi e Governo: se la rata non è sopportabile si riduce e quanto corrisposto in meno, rivalutato da tassi di remunerazione per la banca, viene accodato alla fine del mutuo e ne comporterà l’allungamento.
Quindi secondo le associazioni dei consumatori “le banche ci guadagnano due volte, sia fidelizzando il cliente con l’allungamento del mutuo, sia incamerando maggiori interessi e commissioni sulle rate”. Continua »
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26 Maggio 2008
Temi associati [mutui, mutui immobiliari, tassi interesse, mutui tasso fisso, mutui tasso variabile]
L’Abi e il ministero dell’Economia Tremonti hanno firmato a Napoli un accordo per la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile sulla prima casa, stipulati entro il 2006.
L’accordo è stato in contemporanea approvato all’unanimità dall’esecutivo Abi.
Chi ne farà richiesta entro il 31 dicembre, potrà rinegoziare il proprio prestito alle condizioni concordate dalla convenzione, trasformandolo in un mutuo a tasso fisso, della stessa durata, e con rate più leggere di quelle attuali, perché viene applicato il tasso medio del 2006 che come tutti sanno è inferiore all’attuale e quindi più conveniente.
Il vantaggio di questa operazione sta anche nella possibilità di poter tornare di nuovo al tasso variabile se i tassi di mercato dovessero scendere ed essere di nuovo più convenienti rispetto al tasso fisso. In caso contrario permette di rinviare al momento dell’estinzione del mutuo il rimborso alla banca di quanto si è pagato in meno passando alla rata fissa.
Secondo il presidente dell’Abi, Corrado Faissola, questo provvedimento interessa ben 1.250.000 famiglie italiane che, nel caso per esempio di un mutuo ventennale di 80 mila euro, potrebbero pagare circa 840 euro in meno all’anno. Continua »
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