11 Agosto 2008
Temi associati [mutui subprime, mutui, mutui immobiliari]
->
La Camera dei Rappresentanti americana ha approvato il disegno di legge che prevede un pacchetto di sostanziosi aiuti economici a sostegno del settore immobiliare, travolto dalla crisi dei mutui subprime.
Il provvedimento ha ottenuto il voto favorevole di 272 deputati; 152 i contrari.
Dopo il via libera da parte della camera bassa Usa, la normativa passera’ adesso al vaglio del Senato federale, e per la definitiva promulgazione sara’ quindi sottoposta alla firma del presidente George W. Bush il quale, pur dissentendo su alcuni punti, aveva fatto sapere in giornata che non esercitera’ il proprio veto, come pure aveva minacciato di fare.
Democratici e Repubblicani hanno raggiunto un accordo sull’entità massima dei fondi che si potranno impiegare, pari a ben 25 miliardi di dollari, che potranno essere usati per sostenere i due giganti dei mutui, Fannie Mae e Freddie Mac.
Inoltre il governo potrà intervenire con circa 4 miliardi di dollari in aiuto di chi ha perduto la casa, facendola riacquistare tramite i governi locali.
Pubblicato in mutui, mutui immobiliari | Comments Off
5 Agosto 2008
Temi associati [mutui subprime, mutui]
->
La crisi del mercato immobiliare americano ha fatto l’ottava vittima tra gli istituti di credito: le autorità hanno chiuso la First Priority Bank, un istituto di Bradenton, in Florida, mentre la Federal Deposit Insurance Corp. ha provveduto a cedere 227 milioni di dollari di depositi alla SunTrust Bank di Atlanta e i sei sportelli della First Priority riapriranno lunedì come SunTrust.
Una settimana fa erano satte chiuse le 28 filiali della 1st National Bank of Nevada and First Heritage Bank N.A.
Pubblicato in mutui | Comments Off
13 Luglio 2008
Temi associati [mutui, mutui subprime]
Quello della bufera dei mutui subprime che è scoppiata a luglio 2007 è un compleanno che tutti vorrebbero dimenticare, ma che invece si pone prepotentemente al centro dell’attenzione.
La crisi dei mutui subprime innescata un anno fa negli Stati Uniti ha bruciato in soli 12 mesi almeno 160 miliardi di dollari.
E l’esposizione complessiva del sistema bancario internazionale, valutata al momento intorno ai mille miliardi di dollari, dice che le perdite sono destinate a salire ancora. Brutta storia quella delle ipoteche residenziali a clienti ad alto rischio, che a loro volta si trasformavano in garanzie per altrettanto rischiose obbligazioni.
Era il 10 luglio 2007 quando Moody’s annunciò il taglio del rating di 5 miliardi di dollari di obbligazioni garantite da subprime. Da poco si era diffusa la voce sull’incapacità di due fondi di Bear Stearns di far fronte a obbligazioni legate a mutui. Il colpo era brutto, ma si pensò a una crisi circoscritta agli Stati Uniti. Invece venti giorni dopo, il 30 luglio, la tedesca Ikb annunciava perdite legate ai subprime, costringendo la controllante Kfw a varare un fondo di salvataggio da 3,5 miliardi di euro. Fu il campanello d’allarme globale. Pesanti le ripercussioni sui listini di tutto il mondo.
La prima autorità monetaria a muoversi fu la Bce, che il 9 agosto iniettò liquidità per 95 miliardi di euro, seguita dopo un giorno dalla Federal Reserve con nuovi liquidi per 38 miliardi di dollari. Non bastò per evitare il panico fra gli investitori, che ritirarono dai mercati finanziari circa 1.200 miliardi di dollari.
A settembre esplose in Gran Bretagna il caso Northern Rock: l’annuncio di problemi di liquidità scatenò la corsa dei risparmiatori agli sportelli. Il sistema bancario inglese rischiò di finire in ginocchio, costringendo il Tesoro a garantire i depositi della banca. Ininfluente il 18 settembre un taglio di mezzo punto del costo del denaro negli Usa da parte della Fed.
Da quel momento in poi si rincorsero svalutazioni e licenziamenti a raffica nel mercato finanziario. Merrill Lynch annunciò perdite per 4,5 miliardi di dollari, seguita da Ubs, con 14 miliardi. La banca svizzera è ancora oggi la più esposta, con perdite di 28 miliardi di dollari, destinate a salire a 35, seguita da Citigroup con 21 miliardi (e altri 9 in cantiere) e Merrill, con più di 20 miliardi persi.
Nuovo fronte nel 2008 con l’anno nuovo che si apre con Bce, Fed e Banca Nazionale Svizzera che varano nuovi finanziamenti in dollari. Citigroup il 15 gennaio annuncia altre svalutazioni per 18 miliardi di dollari. La Fed il 21 gennaio taglia dello 0,75% il tasso di sconto, e dopo una settimana lo riduce di un altro 0,5%. Ma la crisi continua e sfociare inevitabilmente nel mondo giudiziario. Il
20 giugno l’Fbi arresta 60 manager di Wall Street, incriminandone più di 400. Nella retata finiscono due gestori di quei fondi di Bear Stearns da cui era cominciato tutto.
Pubblicato in mutui, banche, mutui immobiliari | Comments Off
22 Aprile 2008
Temi associati [crisi mutui, mutui subprime, prestiti]
E’ sempre più allarme mutui subprime negli Stati Uniti. Il calo del valore degli immobili e l’impossibilità dei proprietari di case di far fronte ai prestiti potrebbe diventare infatti il volano della recessione.
Le banche statunitensi dovrebbero svalutare ulteriormente i mutui ipotecari su abitazioni il cui prezzo è diminuito, così da aiutare chi ha contratto un prestito ad evitare il pignoramento. A dirlo è il presidente della Federal Reserve, la banca centrale Usa, Ben Bernanke, che parlando durante un intervento alla Independent Community Bankers of America ha detto di attendersi che «insolvenze e pignoramenti continueranno probabilmente ad aumentare ancora per un po’». Secondo il banchiere centrale «ridurre il valore del capitale finanziato potrebbe essere un metodo più efficace per evitare insolvenze e pignoramenti».
Bernanke, che prevede che il calo del valore degli immobili andrà avanti ancora per un po’ di tempo, chiede quindi ulteriori azioni per evitare che i proprietari di case siano colpiti dai pignoramenti. Pignoramenti in aumento rischiano infatti di aggravare i problemi del mercato delle abitazioni e dell’economia nazionale, che molti temono essere quasi o addirittura in recessione.
Secondo Bernanke, se la quota di capitale rispecchia l’effettivo valore dell’abitazione, allora il proprietario è maggiormente incentivato a tener fronte ai propri pagamenti e a rimanere nella propria abitazione. Fino ad ora, la maggior parte delle modifiche apportate ai mutui in essere hanno tuttavia riguardato solo i tassi di interesse applicati sebbene queste misure siano meno efficaci nell’evitare i pignoramenti. Secondo Bernanke, la ragione di questo trend è anche da ricercarsi nel semplice fatto che le finanziarie che gestiscono i mutui hanno maggiore domestichezza con la riduzione dei tassi che non delle quote di capitale.
Pubblicato in mutui, prestiti, mutui immobiliari | Comments Off
22 Aprile 2008
Temi associati [mutui subprime, crisi mutui]
La crisi del mercato del credito causata dal collasso dei mutui subprime è destinata a peggiorare ancora. Lo dichiara il guru della finanza George Soros, che durante una teleconferenza, dice che ci vorrà «ancora tempo prima di poter percepire il pieno effetto della crisi del mercato immobiliare in quanto siamo di fronte ad una crisi creata dall’uomo e dalla errata convinzione che i mercati correggano da soli i propri eccessi».
Buona parte della responsabilità del recente terremoto finanziario, secondo Soros, sarebbero dovute alla carenza di sorveglianza da parte degli organi di controllo: le Authority e l’amministrazione americana «hanno fallito nel loro compito» perché non si sono prese la responsabilità di «provare a tenere sotto controllo la bolla del mercato».
Questi errori, secondo le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale, costeranno alle istituzioni finanziarie quasi mille miliardi di dollari. Il guru della finanza conclude spiegando che alcuni settori, come quello dei credit-default swaps sono completamente senza regole e questa è la causa delle turbolenze.
Appena una settimana fa Soros aveva pronosticato che quest’anno i mercati sarebbero andati ancora giù, dopo una temporanea fase di ripresa, spiegando che per quanto il valore degli asset abbia ormai toccato il fondo, «questo probabilmente non significa che sia stato toccato il fondo della crisi».
Pubblicato in mutui | Comments Off