31 Gennaio 2008
Temi associati [mutui, mutui subprime, ipoteche, pignoramenti, prestiti]
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Sono cresciuti dello 0,78% nella fine del 2007 il numero di pignoramenti e ipoteche eseguiti a causa della crisi prodotta dai mutui subprime. Sono gli USA e in particolare California e Florida gli stati più colpiti.
Le case degli americani sembrano sempre più costruite sulla sabbia, travolte da una crisi nel mercato dei mutui che non accenna a placarsi in nessun modo e che ha fatto salire alle stelle il numero di pignoramenti nell’anno 2007.
La Mortgage Bankers Association, l’associazione che riunisce gli operatori americani che erogano prestiti ipotecari, ha annunciato fatto sapere che i casi di pignoramento registrati nel trimestre luglio-settembre sono aumentati dello 0,78%, il tasso di crescita più alto mai raggiunto dal 1972, anno in cui la Mba ha iniziato a stilare i propri rapporti.
In più, i proprietari in ritardo con il pagamento delle rate del mutuo non sono mai stati così numerosi da 21 anni a questa parte 21 anni a questa parte.
Sono soprattutto le famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile ad accusare il colpo: il 4,72% si è dovuto rassegnare al pignoramento, mentre quasi il 19% fatica a pagare le rate nei tempi stabiliti. Nel trimestre precedente, si raggiungevano percentuali rispettivamente del 3,8% e del 17%.
Ma le statistiche mettono in luce difficoltà gravi a livello generale: sono insolventi il 5,59% dei proprietari che hanno un mutuo. Secondo la legge, l’insolvenza scatta quando il ritardo nei pagamenti ammonta a 30 o più giorni. California e Florida sono gli stati più colpiti: qui si concentra il 34% dei mutui subprime a tasso variabile, i più a rischio di concludersi con un sequestro dell’immobile.
In totale, sono 994mila le case in via di pignoramento: non è detto che tutti i proprietari debbano perdere la propria abitazione, ha sottolineato Doug Duncan, direttore dell’Mba, ma grave che un numero così alto di abitazioni sia anche solo a rischio. All’origine della drammatica situazione ci sono le politiche monetarie semplicistiche, la mancanza di regole chiare e di chi le faccia rispettare, le speculazioni immobiliari, ma soprattutto l’abbandono di qualsiasi principio elementare di prudenza da parte di chi concede i prestiti ipotecari.
Il presidente Bush ha presentato ieri un piano che cercherà di mettere un freno al boom dei pignoramenti, congelando per cinque anni il tasso dei mutui più a rischio: un ottimo inizio, commentano gli analisti, ma la strada verso la guarigione di un mercato agonizzante richiederà interventi più consistenti.
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30 Novembre 2007
Temi associati [mutui subprime, mutui, mutui immobiliari, prestiti, finanziamenti]
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L’Italia è uscita senza avere danni dalla crisi finanziaria dei mutui subprime Usa. Lo ha dichiarato il presidente della Consob Lamberto Cardia, che nel corso di un convegno sulle direttive Mifid commenta così: “Quella dei subprime è una crisi venuta da fuori noi ci siamo mossi con assoluta tempestività, ci siamo sentiti al telefono con Bankitalia e abbiamo fatto cinque giorni di approfondimento congiunto e abbiamo poi preso i provvedimenti. Ho la convinzione che l’Italia non sia investita in modo preoccupante, ne è uscita indenne. Ci sono casi sporadici e di entità non rilevante che riguardano soprattutto quanti hanno fatto acquisizioni all’estero. Questo significa che l’attività svolta prima ha permesso di verificare i sistemi di controllo e vigilanza”.
Intanto il vicepresidente della Fed, Kohn, ha lanciato l’allarme dicendo che le condizioni nel settore dei mutui e prestiti potrebbero peggiorare se la crisi dei mercati di credito dovesse persistere.
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1 Novembre 2007
Temi associati [mutui tasso variabile, prestiti, mutui immobiliari, crisi mutui, mutui subprime, tassi interesse]
Il governatore della Banca d’Italia, Draghi, nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio lancia l’allarme dei tassi interesse alti sui mutui a tasso variabile.
«L’incidenza delle sofferenze sui prestiti per acquisto di abitazioni, ancora bassa, inizia a mostrare segnali di deterioramento». E’ questo l’allarme lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio ha evidenziato come “Per le famiglie e le imprese il rialzo dei tassi interbancari si rifletterà in un aumento del costo dei Mutui a tasso variabile“. Mezzo punto in più, afferma Draghi, “comporterebbe in media un aggravio dello 0,6% del reddito disponibile”. La tenuta di un conto corrente costa in media 130 euro l’anno e può arrivare anche a 218 euro, dice inoltre il numero uno di Palazzo Koch. Draghi ha quindi invitato le banche a “continuare a migliorare l’informazione fornita alla clientela.
Secondo Draghi le banche italiane sono poco esposte per la crisi dei mutui subprime, infatti dice che “L’esposizione diretta dei maggiori gruppi bancari italiani al settore dei mutui subprime statunitensi è limitata. Nessun gruppo ha segnalato di aver erogato prestiti verso controparti americane con basso merito di credito. Anche con riferimento a rischi indiretti, il sistema bancario italiano non sembra aver subito perdite significative rispetto alle sue dimensioni patrimoniali. Sono in corso continue verifiche della Vigilanza. La trasparenza dell’informazione sull’esposizione al rischio è un fondamento della stabilità”. Un appello infine “in particolare per le banche più esposte ai rischi di mercato, la necessità di affinare costantemente la gestione della liquidità, guardando al passivo non meno che all’attivo”.
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17 Agosto 2007
Temi associati [mutui subprime, mutui immobiliari, banche, istituti credito, mutui]
Secondo il viceministro dell’Economia, Visco, in merito alla crisi dei mutui subprime (ad alto rischio) “I rischi sono molto seri anche se sul futuro della crisi non sono né pessimista, né ottimista. Dico solo che bisogna stare molto attenti e vigilare. Incrociamo le dita e auguriamoci che non ci siano contagi. Speriamo che la crisi passi, tutti sperano in meglio. Il fatto è che oggi con la globalizzazione dei mercati è più difficile gestire il tutto”.
“Sono certamente d’accordo con la lettera di Sarkozy a Merkel”. Con queste parole il premier Prodi risponde alle domande sulle crisi delle borse. Il presidente francese Sarkozy ha scritto al cancelliere tedesco Merkel, in qualità di presidente di turno del G7, chiedendo “maggiore vigilanza del G7 sulla trasparenza dei mercati”. Per Prodi, “il problema non cessa con il cessare di una qualsiasi crisi”. E conclude: “Le misure della Bce sono nella giusta direzione e nei prossimi giorni vedremo se saranno sufficienti”.
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17 Agosto 2007
Temi associati [mutui subprime, crisi mutui, fed, banche, istituti credito]
Con due nuovi interventi, la Federal Reserve ha immesso una extra liquidità pari a un totale di 17 miliardi di dollari nel sistema finanziario. Due immissioni separate: la prima da 5 miliardi con un’operazione a 14 giorni; la seconda, subito dopo l’apertura dei mercati, di 12 miliardi con un’operazione pronti contro termine a 1 giorno. Il tutto rientra nell’ambito della crisi dei mutui subprime Usa ad alto rischio. Il settore immobiliare americano ha,intanto, segnato una netta flessione. Le costruzioni di nuove abitazioni sono scese del 6,1% a luglio (1,381 milioni di unità).Il dato si è rivelato peggiore delle attese del mercato (-4,6%).
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