E’approdato anche in Italia il risparmio finalizzato all’accesso ad un mutuo immobiliare a tasso basso e fisso.
D’ora in poi acquistare casa potrà pesare molto di meno alle famiglie italiane, parola di Bhw.
Questa nuova pratica del risparmio edilizio è presente e molto utilizzata in Germania già da diversi anni, e debutta anche in Italia grazie all’iniziativa dell’istituto di credito tedesco con il mutuo Light.
Il nuovo mutuo lanciato sul mercato italiano permetterà al cliente di sottoscrivere un normale piano di risparmio acquisendo contemporaneamente il diritto di ottenere un mutuo a un tasso fisso predeterminato al momento della firma del contratto.
La formula del risparmio edilizio permette ai giovanissimi di iniziare con il deposito dei propri risparmi per puntare poi in un secondo tempo ad ammortizzare le rate del mutuo sfruttando la rivalutazione dei propri risparmi.
L’offerta di tali prodotti ha origini molto antiche e contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è legata agli anni del boom immobiliare.
Il risparmio edilizio risalirebbe secondo alcuni addirittura al diciottesimo secolo, quando in Inghilterra si formarono le prime “building societies”, veicoli in cui confluivano i risparmi dei soci, pronti per essere poi elargiti sotto forma di prestiti per la costruzione di abitazioni. Leggi il resto di questo articolo »
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In questo periodo di crisi e di tassi dei mutui alle stelle ci si chiede perchè l’Euribor è salito così tanto e perchè è così distante dal tasso ufficiale Bce?
L’Euribor è il tasso a cui le banche dell’area euro si prestano tra di loro i soldi a breve termine (da una settimana a 12 mesi). E’ salito ben più del tasso di riferimento Bce perché sul mercato interbancario la liquidità scarseggia. Infatti, a causa della crisi di fiducia legata ai titoli tossici, le aziende di credito diffidano le une delle altre e per cedere i loro fondi chiedono una remunerazione più elevata. Ecco dunque che venerdì scorso il tasso Euribor ha raggiunto un massimo del 5,34%. Difficile dire oggi quanto durerà la crisi.
Per chi ha in corso un mutuo a tasso variabile che si sta rivelando sempre più caro la rinegoziazione proposta dalle banche, in seguito all’accordo Abi/Governo è un rimedio estremo al quale ricorrere solo nel caso in cui non si riesca più a pagare la rata. Oppure, a maggior ragione, se si è rimasti indietro nei pagamenti, o se è cambiato qualcosa nella propria condizione economica (ad esempio uno dei due coniugi non lavora più).
E’ vero che dicendo sì alla rinegoziazione il peso della rata mensile scende in misura sensibile, ma se i tassi rimangono elevati la durata del mutuo rischia di allungarsi a dismisura. A parte i casi di necessità
conviene dunque cercare strade alternative. Come chiedere alla propria banca una riduzione dello spread o un allungamento del piano di rimborso. Oppure cercarsi un’altra banca disposta a prendersi in carico il mutuo, senza spese per la pratica e a condizioni di tasso più favorevoli (la surroga).
In questo modo si può passare da un tasso variabile a uno fisso oppure allungare la durata del mutuo per ridurne la rata.
Chi in questo momento deve comprare casa è normale che abbia serie indecisioni sullo scegliere un mutuo a tasso fisso o uno a tasso variabile.
Bisogna considerare che tutto sommato il mutuo a tasso variabile potrebbe, ed il condizionale è d’obbligo, rivelarsi un’opportunità. Infatti l’Euribor oggi sembra aver raggiunto punte estreme e potrebbe (in un futuro non sappiamo quanto prossimo) iniziare a scendere. Ha senso scegliere il tasso variabile solo se si è assolutamente certi di essere in grado di assorbire ulteriori aumenti della rata dell’ordine del 20-30%.
Dato che i tassi dei mutui variabili e di quelli fissi sono molto vicini forse conviene puntare sulla soluzione più prudente: il mutuo a tasso fisso.
In caso di ribasso del costo del denaro si potrà successivamente cambiare cavallo, a costi contenuti.
Un mutuo a rata costante può essere una buona soluzione per limitare il rischio di un ulteriore incremento dei tassi e poter sfruttare una loro eventuale discesa?
I mutui a tasso variabile ma a rata costante possono essere una soluzione in queste situazioni. Ma il contratto deve specificare chiaramente due aspetti: che la durata massima non può superare un limite prefissato e che a qualsiasi livello giunga l’Euribor l’importo della rata non potrà eccedere il livello concordato. Inoltre il tasso non deve essere troppo distante da quello dei normali mutui a tasso variabile.
Mai come ora è consigliabile avere un mutuo con il tasso fisso che è dato sul mercato al 5%, ma non durerà per molto.
Ci si chiede se qualora le rate non dovessero scendere, può essere conveniente la rinegoziazione del mutuo che le banche propongono?
Rispetto ad agosto la situazione è addirittura peggiorata perché è aumentata la differenza tra i tassi attuali e quelli pagati nel 2006 e utilizzati per la rideterminazione della rata.
Questo potrebbe comportare un ulteriore allungamento della durata del prestito.
Nonostante la crisi i mutui si continuano, per fortuna, a fare, e allora ritorna l’eterna domanda: meglio il variabile o il fisso?
Sicuramente mai come adesso il mutuo a tasso fisso è consigliabile. Perché se l’Euribor è salito alle stelle, l’Eurirs, il parametro dei mutui fissi, è sceso ai minimi. Oggi il tasso a 20 anni è al 4,54% e quello a trent’anni al 4,24%. Quasi un punto in meno dell’Euribor. Questo vuol dire che oggi si possono trovare sul mercato mutui fissi al 5%. Meglio approfittarne perché questa anomalia potrebbe presto rientrare.
Il mutuo a tasso variabile continua però a esercitare il suo fascino, secondo alcuni i tassi prima o poi scenderanno. Questo è vero, ma difficilmente torneranno ai livelli del 2005. Il mutuo variabile può essere fatto solo se si è in grado di sopportare, rispetto a oggi, rincari nella rata del 20/25%.



