Articoli marcati con tag ‘rinegoziazione’

30 Settembre 2008

Moltissimi clienti di mutui indignati dalla scarsa convenienza delle proposte di rinegoziazione, a volte
sottolineata dalla stessa banca proponente, hanno raccontato la loro esperienza.
Molti hanno rifiutato, ma tanti raccontano che sono davvero con l’acqua alla gola e hanno la
necessità assoluta di rinegoziare il mutuo perché un alleggerimento della rata sarebbe comunque l’unica possibilità di tenere la casa. E invece…
E invece, proprio là dove la rinegoziazione servirebbe, le banche la negano con le scuse più disparate: anche un ritardo nel pagamento può dare adito a un no. Così esplode nei messaggi a Repubblica.it la rabbia di chi non riesce ad ottenere una surroga alle condizioni previste dalla legge, e si vede costretto a pagare spese salate e non dovute.
Infine ci sono le esperienze (poche!) di chi ha rinegoziato con la propria o con un’altra banca, ed è soddisfatto ma anche perplesso: “Sono una mosca bianca?”, chiede una lettrice.
Sulle questioni legate ai mutui abbiamo ricevuto oltre 100 segnalazioni in meno di 24 ore, dopo l’inchiesta pubblicata lunedì 15. Emerge una grande sofferenza da parte degli utenti bancari. Qualunque tipo di soluzione risulta nella maggior parte dei casi inadeguata rispetto al problema di fondo, e cioè l’aver optato anni fa per un tasso variabile quanto i tassi di sconto erano bassissimi, e l’essersi ritrovato nel giro di pochi anni con una rata insostenibile, e che rischia di salire ancora dal momento che l’inflazione non scende. Leggi il resto di questo articolo »

30 Settembre 2008

Questa volta all’attacco degli Istituti bancari in difesa dei consumatori è l’associazione Altroconsumo, che ha presentato una denuncia alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’assenza di trasparenza delle “informazioni da parte dei più grossi gruppi bancari a un milione e 200mila clienti mutuatari italiani e per la mancata applicazione della convenzione Tremonti del giugno scorso
”.
E’ la stessa convenzione , infatti, all’articolo 5, che impone che la proposta sia effettuata nel rispetto della disciplina sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari, con modalità di comunicazione chiare e comprensibili.
Altroconsumo punta il dito, in particolare, contro sei gruppi: Unicredit, Intesa San Paolo, Ubi Banca, Monte Paschi, Popolare di Sondrio e Banca Toscana.
Secondo l’associazione dei consumatori, le lettere che queste banche stanno inviando ai propri clienti sulla rinegoziazione dei mutui non contengono il piano d’ammortamento, senza il quale è incomprensibile capire la reale rata da pagare a partire da un dato momento e il capitale residuo di finanziamento, oltre all’evoluzione del tasso variabile dal momento della stipula del primo contratto. Inoltre, le lettere abbondano di errori di calcolo e omissioni. Manca anche l’ISC, (l’indicatore sintetico di costo), che fornisce il costo effettivamente pagato dal risparmiatore per tutta l’operazione. Non c’è chiarezza sul tasso a regime del mutuo e in alcune delle lettere manca qualunque riferimento al parametro di indicizzazione, alle modalità della sua rilevazione (ultimo giorno lavorativo, media del mese precedente) e allo spread. Indicazioni sul capitale residuo erano diverse rispetto a quelle usate per il calcolo della rata.
Il motivo?
Non si è tenuto conto dell’aumento dei tassi.
L’invito di Altroconsumo (come quello di molte altre Associazioni di consumatori) ai clienti delle banche è chiaro: senza trasparenza delle informazioni, NON ACCETTARE la proposta di rinegoziazione della banca. Per l’associazione, si tratta “dell’ultima spiaggia del mutuatario: con l’illusione di una rata d’importo inferiore ci si lega mani e piedi alla stessa banca per un periodo più lungo, a volte di oltre 25 anni”.