La formazione fa obbligo

2 Gennaio 2007
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Gli studenti che supereranno l’esame di stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione (ex terza media) potranno scegliere se iscriversi a una scuola superiore oppure a un corso triennale di formazione professionale (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di martedì scorso). Lo prevede la circolare sulle iscrizioni di quest’anno (n.74 del 21 dicembre scorso). Il termine per la presentazione delle domande è stato fissato al 27 gennaio prossimo. Il provvedimento reca una serie di disposizioni per le iscrizioni, che riguardano tutti gli ordini e gradi di istruzione.
Importanti chiarimenti anche gli anticipi. In particolare quelli della scuola dell’infanzia, che potranno essere attuati anche per i bambini che compiranno 3 anni entro il 28 febbraio 2008, sebbene in presenza di determinate condizioni.
Scuole secondarie e professionali
Gli alunni che supereranno l’esame di terza media entro quest’anno avranno l’obbligo di iscriversi agli istituti secondari di secondo grado oppure ai percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale. Le domande di iscrizione relative agli alunni frequentanti l’ultimo anno andranno indirizzate all’istituto secondario di II grado prescelto.
Le domande in questione saranno presentate alle scuole secondarie di I grado frequentate, le quali provvederanno a trasmetterle alle scuole di destinazione entro i cinque giorni successivi alla scadenza del 27 gennaio 2007.
A questo proposito l’amministrazione centrale ha richiamato l’attenzione degli uffici periferici sull’esigenza di informare le famiglie che l’iscrizione alle prime classi di tutti gli istituti di istruzione secondaria di II grado, anche con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali, garantisce la prosecuzione degli studi, secondo il vigente ordinamento, per l’intera durata del corso di studi previsto.
È in più il ministero ha confermato che la domanda di iscrizione deve essere presentata ad un solo istituto di istruzione secondaria di secondo grado.
Percorsi di istruzione e formazione
Il dicastero di viale Trastevere ha ricordato, inoltre, che la legge finanziaria 2007 stabilisce la prosecuzione, anche per il prossimo anno scolastico, dei percorsi triennali sperimentali di istruzione e formazione professionale previsti dall’art. 28 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, realizzati in attuazione dell’accordo-quadro sottoscritto il 19 giugno 2003 cui hanno fatto seguito specifici protocolli di intesa stipulati con gli uffici scolastici regionali. I tempi e le modalità di attuazione dei suddetti percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale saranno definiti d’intesa tra i competenti assessorati delle rispettive regioni e gli uffici scolastici regionali e saranno oggetto di una tempestiva e puntuale informazione ai dirigenti scolastici interessati. Continua »

Disciplinare, scuola sotto inchiesta

28 Novembre 2006
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Puo’ capitare che un insegnante con alle spalle due distinte condanne, per reati sessuali verso sue alunne, non sia stato licenziato dalla scuola ma assolto dal consiglio di disciplina (adunanza del 21 luglio 2001). Motivazione addotta: l’amministrazione era nell’impossibilità di verificare gli addebiti, in quanto si trattava di fatti dichiarati, ma non circostanziati, in quanto non provati. Puo’ capitare che un preside scopra di avere tra i suoi collaboratori un dipendente condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di violenza carnale in danni di malata di mente solo attraverso la stampa: perche’ la sentenza fosse comunicata dalla cancelleria del tribunale alla scuola sarebbero serviti, dopo formale richiesta, 21 mesi.
Sui gorghi neri nei quali si perdono i procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti scolastici sta indagando il Cnpi, il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, che ha ricevuto formale incarico dal ministro dell’istruzione, Beppe Fioroni. Al Cnpi Fioroni chiede di sapere i motivi dei ritardi, delle pastoie burocratiche, di quell’inerzia degli organismi disciplinari, generalizzata e spesso con risvolti assolutori nei confronti dei lavoratori, che fanno della scuola un caso, in negativo, nell’ambito delle pubbliche amministrazioni. Dopo il clamore di alcuni fatti di cronaca degli ultimi mesi, che hanno visto insegnanti protagonisti di indagini come autori di reati penalmente rilevanti, il ministro pare intenzionato a riformare le procedure con interventi amministrativi, quelli che competono al ministero, e a proporre modifiche normative, al governo e al parlamento. Continua »