Tassi interesse mutui immobiliari in discesa

8 Aprile 2008
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Sono in calo per il secondo mese consecutivo i tassi di interesse per chi contrae mutui immobiliari ma è sempre in continua crescita la consistenza dei prestiti a carico delle famiglie italiane. Questo quello che risulta dai supplementi al Bollettino Statistico di Bankitalia, che mostra come nel mese di febbraio il Taeg, tasso annuo effettivo globale, applicato per l’acquisto di abitazioni sia sceso al 5,77%, in calo dal 5,81% di gennaio e dal 5,86% di dicembre 2007, tornando così allo stesso livello fatto segnare per l’ultima volta nel luglio 2007.
Mentre l’ammontare totale dei prestiti erogati dal sistema alle famiglie continua a salire, arrivando a 468,85 miliardi, di cui 263,9 per mutui oltre i 5 anni. La nuova salita dell’Euribor, che ha fatto segnare in questi giorni un nuovo valore record, però non lascia molti margini di sperenze che i tassi richiesti dalle banche possano raggiungere in tempi brevi i livelli fatti segnare un anno fa.

Finanziamenti e prestiti a Tasso O: quanto conviene? Suggerimenti e consigli

21 Marzo 2008
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Gli Italiani ricorrono con sempre più frequenza e facilità a pagamenti rateali per i propri acquisti, sia per mezzo di carte di credito che accettano questa formula di rimborso sia attraverso proposte di questo tipo promosse da numerosi esercizi commerciali di ogni tipologia.
Gli slogan pubblicitari di grandi magazzini e supermercati in tv, giornali o manifesti recitano: “Compra oggi e inizi a pagare tra sei mesi, in piccole e comode rate a interessi 0″.
Questa formula è sicuramente molto comoda e invitante, si acquista oggi e si riceve subito il bene dei propri sogni e si rimborsa un pò alla volta. In alcuni casi è inoltre possibile scegliere di modificare la rata o di saldare l’intera cifra in un’unica soluzione, con una lieve maggiorazione.
Ma quanto costa realmente un finanziamento? E’veramente tutto così conveniente?
Per valutare la convenienza o meno di un finanziamento, oltre naturalmente a prendere in considerazione l’importo della rata, è importante controllare anche le altre voci di spesa e tutte le clausole che a volte sono scritte in caratteri piccoli e messe poco in evidenza.
Tra le più significative figurano il TAN e il TAEG. Il TAN, ossia Tasso Annuo Nominale, è il tasso che viene utilizzato per calcolare gli interessi al netto di tutte le spese connesse ad una pratica di finanziamento, mentre il TAEG, ossia Tasso Annuo Effettivo Globale, è un tasso che esprime il costo complessivo del finanziamento, comprensivo di oneri accessori obbligatori quali spese di istruttoria, spese di incasso rate, assicurazione obbligatoria, provvigioni da corrispondere ad un eventuale intermediario, imposte.
Il cosiddetto Finanziamento a Tasso 0, che viene spesso utilizzato nei grandi magazzini durante le promozioni, in certi periodi dell’anno, è un tasso TAN promozionale che viene utilizzato dai rivenditori convenzionati per aumentare le vendite, che possono essere di auto, computer, tv ecc, attraverso finanziamenti in apparenza meno onerosi.
Gli interessi non sono pagati dal cliente ma dal rivenditore o dalla finanziaria, o da entrambi.
Spesso succede però che ad un TAN 0, corrisponde in genere un TAEG più elevato. Il cliente da una parte pur non pagando gli interessi, dovrà restituire al finanziatore il capitale e le spese connesse ad una pratica di finanziamento che comunque contribuiscono a far aumentare il costo complessivo di un finanziamento!
In poche parole quello che la finanziaria toglie da una parte lo riprende poi sotto altra forma dall’altra, attraverso un pagamento una tantum in unica soluzione oppure spalmato su tutte le rate.
Altra prassi comune delle Finanziarie è poi quella di inviare insieme con i bollettini di pagamento, o tramite una lettera separata, una carta di credito revolving prepagata che il cliente di turno può utilizzare pagando TAN e TAEG decisamente più elevati.
Insomma meglio fare attenzione perché per evitare di firmare una spesa a tasso zero e trovarsi invece a pagare di più.

Finanziamenti Facili: la pubblicità dice il vero?

7 Febbraio 2008
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Il popolo italiano da discepolo del risparmio si è trasformato nel popolo delle rate. Secondo rapporti recenti il credito al consumo interessa 8,4 milioni di famiglie, praticamente una su tre e le cifre in ballo sono cresciute del 78% dal 2000 al 2006. Questo perché i soldi non bastano e il finanziamento è l’unico modo per comprare e perché ottenere un prestito diventa sempre più semplice. Poi però, quando i prestiti bisogna restituirli, cominciano i problemi e sono 530.000 le famiglie che hanno avuto difficoltà a pagare le rate.
Le associazioni dei consumatori che, di fronte all’indebitamento crescente degli italiani, chiedono al governo di dichiarare lo stato di emergenza. La realtà nel settore dei finanziamenti, è ben diversa dalla promesse pubblicitarie, come denunciano le associazioni dei consumatori e come testimoniano le numerose pubblicità ingannevoli smascherate dall’Antitrust.
Intanto, i prestiti non sono veloci come promesso, l’annuncio che garantisce “Erogazione in 48 ore” nasconde tempi reali da dieci giorni a due mesi. Inganni anche nelle tabelle che riportano gli esempi di finanziamento, che fanno sembrare tutto più conveniente di quanto sia in realtà.
Moltissime le pubblicità che non indicano il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), limitandosi all’indicazione generica “fino al
max di legge”. Il TAEG, è il vero costo del finanziamento; stipularne uno senza conoscere il TAEG è come acquistare un prodotto senza sapere il prezzo. Anche quando la pubblicità garantisce “niente spese anticipate” c’è poco da fidarsi: il costo della commissione è applicato alla fonte, aumentando il tasso d’interesse e quello che viene fornito gratuitamente è solo una prima indicazione di massima sul finanziamento.

TAEG, significato e come si calcola.

1 Agosto 2007
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Il TAEG è una sigla abbreviata che indica il Tasso Annuale Effettivo Globale, ora è indicato anche con una nuova sigla ISC che significa Indice Sintetico di Costo. Il TAEG è un parametro rappresenta nel modo più completo ed esatto possibile a quanto ammonta il costo complessivo di un finanziamento o mutuo ed è spresso in percentuale; è molto utile ed efficace per effettuare confronti tra diversi tipi contratti di finanziamenti o per avere un’idea circa i vantaggi di una singola opzione.
Bisogna fare molta attenzione a questa voce quando si chiede un finanziamento o si acquista qualcosa a rate, infatti la presenza di questi oneri incide notevolmente sul tasso dell’operazione, vale a dire la cifra totale che il creditore dovrà pagare alla società o alla banca concessionaria del finanziamento.
Il calcolo del TAEG, ora chiamato anche ISC, non è molto semplice da eseguire per tutti, anche se in pratica si tratta semplicemente di trovare quel tasso di interesse che rende uguali la somma del credito concesso al cliente con la somma complessiva comprensiva di interessi che il cliente dovrà rimborsare alla scadenza del finanziamento. I parametri che determinano il TAEG o ISC sono fissati dalla legge ed è rappresentato da una formula. Il TAEG risulta dal confronto della somma netta effettiva ottenuta in prestito con l’esborso complessivo dovuto per la restituzione. La somma netta reale è ciò che resta del prestito ottenuto dopo che sono state sottratte le varie spese per istruttoria, avvio della pratica, assicurazione. Per determinare i costi sono prese in considerazione la rata mensile costante di rimborso con l’aggiunta delle relative spese di incasso. In base a questi valori applicano la formula si ricava il valore cercato. Oltre alla struttura del rimborso finanziario, contribuiscono al calcolo di questo tasso tutte le spese accessorie obbligatorie inerenti l’atto del finanziamento quali: le spese di istruttoria della pratica, commissioni d’incasso, assicurazioni obbligatorie. Non fanno parte dei parametri che incidono sul TAEG invece i bolli statali, le tasse e le assicurazioni non obbligatorie.

Prestiti facili: credito al consumo

24 Luglio 2007
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Molte persone oggi in Italia per acquistare un bene materiale (auto, moto, pc, elettronica ecc.) fanno ricorso ad un finanziamento che viene erogato direttamente nel punto vendita. Utilizzano così un tipo di prestito che viene comunemente definito “credito al consumo“. I vantaggi del credito al consumo sono legati principalmente all’agilità e facilità della pratica; infatti di solito sono sufficienti una carta d’identita e un documento che attesti un reddito (busta paga o copia della dichiarazione dei redditi) per ottenere l’approvazione del finanziamento in pochi minuti.
Secondo un’inchiesta di Altroconsumo però su 185 negozi in otto città italiane il settore del credito al consumo nel nostro Paese offre una scarsa trasparenza sul costo effettivo e finale dei finanziamenti.
Secondo gli esperti di Altroconsumo ” il consumatore si trova ad affrontare un’offerta di finanziamenti accompagnata però da informazioni scarse e poco chiare e comprensibili e a volte addirittuea nulle o addirittura ingannevoli. La metà degli operatori ha dato informazioni non corrette sul TAEG, il 20% non ne ha fornita nessuna.
Riuscire a vedere il contratto di finanziamento prima della firma è stato quasi sempre impossibile”. Per TAEG si intende il Tasso Annuo Effettivo Globale, cioè il tasso che indica il costo effettivo del finanziamento, e che è comprensivo delle spese di istruttoria e dei costi accessori.
Può capirare dunque di trovarsi di fronte operatori commerciali poco corretti a fronte di una domanda di acquisto con finanziamenti che è sempre in crescita costante, infatti il mercato del credito al consumo nell’ultimo anno è aumentato di quasi il 20%. Questo ha spinto il Consiglio di ministri a mettere in agenda la riforma del credito
al consumo con un disegno di legge adeguato. La riforma del settore finanziamenti in Italia tra l’altro anticiperebbe la revisione della direttiva sul credito ai consumatori a livello europeo, la cui approvazione è attesa da più di due anni.