In Italia, più di altri operatori economici la frenata dell’economia colpisce le famiglie. Ne è testimonianza il marcato rallentamento dei prestiti bancari al settore delle famiglie consumatrici il cui ritmo annuo di espansione scende a luglio intorno al 2 per cento. La decelerazione della domanda di credito interviene a fronte di tassi di interesse che, al netto della aumentata inflazione, risultano in diminuzione rispetto ai livelli dell’estate 2007. A monte della difficile congiuntura delle famiglie, riflessa sia nei comportamenti di consumo sia nella domanda di credito, c’è soprattutto l’effetto del violento aumento del carovita, cresciuto in un anno di 2,5 punti percentuali.
Le persistenti turbolenze dei mercati finanziari internazionali sollecitano, in Italia, la ricerca della sicurezza da parte dei risparmiatori. La riallocazione degli investimenti va a beneficiare la raccolta bancaria, soprattutto nella componente obbligazionaria.
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30 Settembre 2008



